World War Z, la Recensione – NO SPOILER

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Andy Bercaru
Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Tempo di lettura: 5 minuti

Come ogni singolo ramo dell’intrattenimento, anche quello dedicato al mondo videoludico inizia a sentire il “peso” degli anni sulle proprie spalle. Senz’ombra di dubbio, nel corso di questi lunghissimi 70 anni (o forse anche più) siamo stati testimoni di una marea di generi e titoli che hanno saputo riempire le nostre giornate. Ennesime volte ci siamo trasformati in eroi per salvare la principessa di turno in pericolo, così come altre tante volte abbiamo preso i panni di vari calciatori per portarci a casa un’altra Champion League. Tuttavia, se dovessimo scegliere un genere che in maniera costante si è “imposto” in questo ramo di intrattenimento, sicuramente quello dedicato all’orrore, sarebbe in testa della “classifica”.

Innumerevoli titoli hanno cercato di dimostrare nel corso di questi anni che, la paura è uno degli sentimenti più facilmente sfruttabili quando si parla di intrattenimento digitale (ovvero videogames). Ma anche questo sopracitato lato, è riuscito ad avere una “costante” talmente ripetuto nel tempo, da creare quasi “nausea” ai videogiocatori. I zombie game ormai sono diventati una prassi per quel che riguarda l’orrore, e queste mitiche creature create dalla mente di George Romero, sono riuscite a tormentare per anni i videogiocatori (moderni o non). Ormai abbiamo penso il conto delle opere dedicate al mondo dei non morti, ma una cosa risulta certa, ovvero che il genere sta persistendo tanto quanto la creatura immortale quale esso viene attribuito.

Questo 2019 è già riuscito a regalarci un’opera dedicata agli zombie, grazie al remake di Resident Evil 2. Ma essendo che, di solito, i zombie “viaggiano” in compagnia, ecco che anche altre case distributrici avrebbero deciso di “infettare” le nostre console con altri titoli simili. I ragazzi di Saber Interactive infatti, quasi senza preavviso, avrebbero deciso durante lo scorso anno, di creare un “tie-in” dedicato al mondo di World War Z. Sappiamo già che, di solito questo tipo di opere non riescono a mai a lasciare ricordi piacevoli. Sarà riuscito questo World War Z a convincerci ed a donarci qualche ora di puro divertimento? Andiamo a scoprirlo nelle prossime righe dedicate alla nostra recensione!

Mother Nature is a serial killer!

Se cercate un forte comparto narrativo o una storia che possa tenervi incollati allo scherma per lunghissime ore, allora vi diciamo già in partenza che World War Z non è il gioco che fa per voi. Di base, l’opera creata dai ragazzi di Saber Interactive non propone un racconto classico, ma più una “scusa” per buttarvi nel mezzo dell’azione fin da subito, lasciandovi intuire (ed in parte farvi vedere) i disastri creati dall’epidemia. Infatti World War Z si ispirerà a piene mani dal libro omonimo e “dall’universo” visto grazie all’opera cinematografica rilasciata nel lontano 2013. Tuttavia, a differenza del film, il gioco cercherà di mostrare le conseguenze disastrose di questa “guerra” attraverso gli occhi di 16 sopravissuti, tutti con storie delle origini diverse. Queste piccole sezioni di racconto, risultano molto interessanti e ci fanno capire la diversità caratteriale di ogni singolo PG. Peccato solo che oltre questo piccolo aspetto, il comparto narrativo risulta praticamente assente, rivelandosi (come già detto) una mera scusa per fare stragi di non morti.

Ma come per ogni singola opera videoludica, anche in questo caso, il gameplay deve risultare brillante quando la narrazione manca. World War Z sicuramente riesce ad avere ottimi punti di forza per rendersi un prodotto appetibile alla massa di giocatori che cercano un’esperienza co-op sullo stile dei vecchi Left 4 Dead. Infatti, il progetto dei Saber Interactive prende spunti a piene mani dalle opere Valve, creando quasi un “erede” spirituale dei 2 titoli sopracitati.

Il gioco si presenterà come un classico Third Person Shooter, in quale la cooperazione sarà il fulcro dell’esperienza. La matrice di questo World War Z infatti si basa interamente sul multiplayer cooperativo, rendendo l’esperienza molto castrata se si va a parlare di comparto singolo. Così come per la narrazione, anche la campagna Single Player risulta molto superficiale, facendo capire fin da subito a quale tipo di pubblico, il gioco vuole proporsi.

La campagna si dividerà in quattro episodi composti ciascuno da 3 scenari diversi. Ogni singolo episodio vedrà protagonisti un gruppo diverso di sopravissuti e ci sposterà in una parte diversa del globo, per mostrarci l’evoluzione dell’epidemia in biomi diversi. Tuttavia, la durata di questi  4 episodi sarà relativamente breve, rendendo il tutto, completabile in circa 5 ore (molto tirate). Il tutto viene salvato dalla mole di contenuti sbloccabili che rendono l’esperienza molto rigiocabile, anche se la varietà di situazione rimarrà praticamente identica. World War Z presenta anche il classico albero di abilità dedicato ad 6 diverse classi, cercando così di proporre approcci distinti da quelli usati magari durante il primo playthrough.

Anche il numero complessivo della armi rimane a dir poco impressionate, peccato soltanto che il feeling generale risulta in gran parte delle volte, identico. Infatti molte volte, ci siamo ritrovati ad andare avanti con l’arma iniziale, senza sentire la necessita di alternare o cambiare essa (salvo quando si finivano le munizione).

Un altro punto a sfavore di questo titolo risiede in certe Hitbox a dir poco fuori luogo, rendendo l’esperienza a tratti frustrante. Molte volte capiterà di sparare ad un nemico, mancandolo totalmente o addirittura trapassandolo come se fosse un fantasma. Questo renderà il tutto più difficile nelle situazioni caotiche e specialmente contro i nemici speciali, facendovi consumare proiettili in maniera ripetuta.

Anche l’intelligenza artificiale risulta molto ballerina, rendendo spesso i bot praticamente inutili se si vorrà affrontare la campagna da soli. Infatti l’I.A. gran parte delle volte, servirà al giocatore come semplice esca per i vari infetti, portando il più delle volte il giocatore ad abbandonare i propri compagni ed proseguire per la loro strada. Questo di base deriva dal fatto che, l’esperienza fu interamente pensata e dedicata ad un comparto multiplayer only e, questa campagna, servirebbe soltanto da “contentino”. Ma anche con questi “difetti”, ci viene difficile da condannare il titolo, specialmente vista la sua fascia di prezzo (circa 40 euro).

Tecnicamente Parlando

Sotto il punto vista del comparto grafico, World War Z ci è sembrato discreto, specialmente in certe situazioni. Sulla versione Playstation 4 (testata interamente sulla versione Pro), il gioco è riuscito a mostrare una buona pulizia grafica, rendendo il tutto molto godibile alla vista. Di base il gioco verrà proposto ad una risoluzione di  1080p ed un framerate bloccato a 30 FPS su tutte le console. Sicuramente niente di eccezionale per un gioco rilasciato durante il 2019. Anche la cura per certe texture ci è sembrata a tratti carente, rendendo a tratti il gioco poco curato nei dettagli.

Anche il comparto audio riesce a rimanere su livelli pressochè identici a quello grafico, rendendo il tutto soltanto sufficiente. La diversità di suoni ambientali e l’alternanza di doppiaggi buoni, fanno capire che la mancanza di budget abbiano castrato questo determinato aspetto del gioco. Il gioco non offrirà mai momenti da pelle d’oca grazie ai suoi dialoghi o al suo “soundtrack”, ma si porrà come un semplice “riempitivo”.

In conclusione

Se avete finito tutte le recente uscite e se cercate un’esperienza “rilassante” ed che non vi prosciughi il portafoglio, allora questo World War Z potrebbe fare al caso vostro. Sicuramente non vi troverete davanti un capolavoro del genere, ma se il multiplayer coop è il vostro pane quotidiano, l’opera dei Saber Interactive risulta un must buy effettivo.

6.8

Gameplay

7.5/10

Trama

6.0/10

Grafica

6.5/10

Sonoro

6.5/10

Longevità

7.5/10

Pros

  • Un'esperienza co-op multiplayer molto divertente...
  • La diversità degli scenari è a buoni livelli
  • Prezzo più che conveniente
  • Una buona varietà di armi...

Cons

  • ...ma totalmente opposta in Single Player
  • I.A. molto deficitaria
  • Certe Hitbox sono a dir poco sfasate e fuori luogo
  • ...ma con un feel praticamente identico
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