Watch Dogs Legion Recensione, l’evoluzione di una saga

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Andy Bercaru
Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Tempo di lettura: 7 minuti

Fa sicuramente strano pensare che siamo ufficialmente arrivati alla fine dell’ennesima generazione videoludica. Il tempo è decisamente volato in fretta, ma i ricordi lasciati da questa “epoca” non verranno presto dimenticati. Indubbiamente abbiamo vissuto momenti epici legati a questa nostra passione per il videogioco che oggi ci ha portato a conoscere nuove saghe e ad “accogliere” tra la nostre preferenze nuovi amici. Spesso la critica più grossa quando si va a parlare di questa generazione (ormai passata) riguarda la poca volontà di rischiare da parte delle software house. Infatti risulta innegabile che in questi lunghi 7 anni abbiamo visto una marea di ritorni (attraverso remake, remastered e in rari casi attraverso nuovi capitoli). Ma dire che molti non hanno osato a dar nascita a qualcosa di diverso è decisamente sbagliato. Proprio per questo risulta ironico che la gen che sta per tramontare ci lascia così com’è iniziata, ovvero con Watch Dogs.

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Ubisoft durante questa generazione è stata una delle software house più bersagliate dal popolo di videogiocatori. Molte volte i fan hanno avuto ragione nel criticare la casa di Montreal, tuttavia queste critiche certe volte sono andate a parare dalla parte sbagliata. La saga di Watch Dogs è il principale esempio di critica in parte esagerata. Il primo capitolo non si è dimostrato all’altezza delle aspettative in quanto Ubisoft stessa ha pompato all’inverosimile il progetto. Tuttavia il primo gioco non meritava il linciaggio generale delle masse in quanto esso dimostrava di aver svolto il compito a dovere.

Forse proprio per questo motivo Ubisoft ha deciso di dare ulteriore fiducia al progetto, cercando di correggere i vari sbagli e proporre al pubblico un secondo capitolo. Anche Watch Dogs 2 non è stato certamente apprezzato da molti videogiocatori, ma la netta evoluzione dal primissimo capitolo era innegabile. Quindi, dopo quasi 4 anni dall’ultimo capitolo ecco che Ubisoft ritenta ancora una volta. Proprio per questo motivo oggi ci troviamo a parlare di Watch Dogs: Legion, il terzo capitolo di questa saga “sci-fi” che cerca di evolversi ancora di più! Ma sarà riuscita la casa francese a dare nascita a un ottimo seguito, o i passi falsi delle scorse opere si noteranno ancora di più? Andiamo a scoprirlo nella prossime righe!

W per Watch Dogs

Se dovessimo analizzare ogni singolo dettaglio dei precedenti capitoli della saga, quasi sempre cadremo d’accordo su un punto comune. È infatti abbastanza innegabile che la narrazione presentata coi primi due Watch Dogs non ha mai funzionato a dovere. Se da una parte l’opera Ubisoft ha sempre cercato di creare un universo narrativo alquanto coinvolgente, da un’altra parte si è ritrovata “castrata” per via di un semplice elemento, ovvero il protagonista. Aiden Pierce e Marcus Holloway sono sempre stati le “pecore nere” della saga in quanto non riuscivano a canalizzare al meglio l’intento finale dell’opera principale. Proprio questo è stato il principale motivo a spingere la casa di Montreal a cambiare le carte in tavola ed abbandonare certe idee dannose.

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Watch Dogs Legion infatti si distacca nettamente dalla narrativa “classica” vista coi precedenti capitoli. Non avremmo più un vero protagonista umano in quanto l’intera focalizzazione va a spostarsi sull’elemento più bello di Watch Dogs, ovvero il DedSec. Sarà infatti il gruppo di hacker a dare colore alla narrazione di Legion con una storia a tratti banale ma sicuramente coinvolgente e in tanti punti interessante. Il tutto comincerà con svariati attacchi terroristici da parte del gruppo Zero-Day. Questa organizzazione ha il solo intento di dominare Londra e far cadere la colpa di tutti i male proprio sul DedSec. Il nostro obbiettivo ovviamente sarà quello di mettere i bastoni tra le ruote a Zero-Day e salvare Londra da una sorte peggio della morte.

Se c’è un dettaglio che non è riuscito a convincerci probabilmente ha a che fare con la caratterizzazione di certi personaggi. Molti degli alleati appartententi al DedSec sono persone troppo blande e con scopi decisamente ovvi. Durante la storia non abbiamo mai trovato un vero motivo per empatizzare con gran parte dei personaggi secondari. Tuttavia le cose cambiano quando si va a parlare dei vari antagonisti. A mani basse i vari cattivi di turno sono i più carismatici ed interessanti della serie. Abbiamo davvero apprezzato la scelta di dare un focus separato ad ognuno di loro, rendendo ogni singola storia come una puntata di Black Mirror. Vedere la pazzia e l’egoismo di certi antagonisti ma nello stesso tempo anche la loro parte umana è stato sicuramente soddisfacente e forse anche la parte che più ci ha fatto non perdere speranza nella storia di Legion. Che sia quindi chiara una cosa, la narrativa ancora una volta non tocca livelli eccezionali o sorprendenti. Tuttavia l’evoluzione netta fatta dai scorsi titoli si nota in maniera più che decisa.

Let the rain fall on my enemies… Fool all my enemies

Se dal punto di vista della narrazione questo Watch Dogs Legion ha saputo correggere i vari passi falsi visti durante i precedenti capitoli, anche il gameplay ha subito delle modifiche non indifferenti. La principale novità di questo terzo capitolo sta nel fatto che ogni singolo NPC può diventare una parte essenziale della vostra avventura. Per quanto questa meccanica poteva sembrare impossibile da svolgere in maniera opportuna (vista la tipologia di gioco), possiamo affermare che la casa francese ha fatto un lavoro splendido. Riuscire a reclutare ogni singolo passate e avere una diversificazione così vasta di situazioni (grazie ai vari perk unici di ogni singolo personaggio), rende l’avventura decisamente più interessante dei precedenti capitoli. Ovviamente questa caratteristica comporta un doppio taglio in quanto la ripetizione di certi NPC e la diversificazione delle proprie abilità risulta abbastanza inevitabile. Infatti alla lunga troverete sempre più spesso personaggi con caratteristiche praticamente identiche a qualcuno che farà già parte della vostra squadra.

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Potenzialmente questo sistema è stato “introdotto” per non rischiare che il giocatore perda una risorsa fondamentale. Perchè un’altra novità di questo Watch Dogs Legion sta nella sua natura quasi roguelite. Infatti il gioco presenta un sistema di permadeath in quale, ogni vostro sbaglio verrà punito in maniera permanente con la perdita del personaggio. Abbiamo davvero apprezzato questa scelta in quanto grazie ad essa il gioco diventa più ragionato e meno caotico. Non fraintendiamoci, le possibilità di creare casino ci saranno ancora, ma sicuramente dovrete essere molto più attenti a certe circostanze. Proprio questa diversificazione inoltre aggiunge una possibilità molto variegata di approcci per le varie missioni (principali o secondarie). Per esempio molte aree di alta sicurezza saranno più facilmente penetrabili da un membro della Albion (fazione rivale della DedSec) grazie alla sua divisa, mentre le aree più ricche a livello tecnologico saranno un vero parco giochi per i vari hacker specializzati. Inoltre, se volete avere una sfida maggiore, sarà sicuramente interessante provare a penetrare in una struttura di massima sicurezza con un personaggio leggermente inabilitato (magari per la sua lentezza generale o per la possibilità di farsi scoprire in fretta).

Sicuramente a livello di gameplay si sono visti dei passi avanti, ma per avere un sistema di scelta così variegato, i creatori hanno dovuto castrare altre cose. Per esempio la città di Londra non vi darà più accesso a certi hack noti della serie (come per esempio il blackout o il controllo dei semafori) rendendo in parte la città meno interattiva del passato. Anche i problemi storici della saga si ripresentano in questo capitolo lasciandoci un po’ con dei dubbi. Vedere dopo anni un sistema di guida cosi deficitario ci fa abbastanza imbestialire.

Anche la certa ripetitività delle missioni e la poca varietà delle attività secondarie non riescono a impressionare. Ovviamente il mondo di gioco presente in Legion vi terrà impegnati per una bella dose di ore (solo la campagna dura circa 16 ore), però è inevitabile che alla lunga la monotonia rischierà di farsi sentire.

Tecnicamente Parlando

Anche se la prossima generazione di console è praticamente dietro l’angolo, noi abbiamo avuto modo di testare soltanto la versione PS4. Il gioco sicuramente tende a voler sfruttare a pieno la potenza dei nuovi sistemi di gioco, in quanto il gioco offre una Londra curata a dovere. Tuttavia questa cura per la bellezza grafica comporta delle “perdite” in fatto di fluidità e risoluzione (sopratutto sulle console base). Su PS4 Pro Watch Dogs Legion girà ad una risoluzione dinamica di 1620p ed un framerate (abbastanza stabile) di 30FPS. La qualità delle texture risulta decisamente buona, ma qualche sbavatura si potrà notare di tanto in tanto (qualche texture che carica in ritardo). Su PS4 Pro non abbiamo notato il problema del tearing che sembra essere presente nelle versioni base della console Sony.

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Per quanto riguarda il comparto audio ancora una volta siamo a livelli più che buoni. Non solo il doppiaggio ci è sembrato coinvolgente e ben recitato, ma anche la scelta delle canzoni componenti la soundtrack del gioco è a dir poco ben curata. Vedere artisti come Stormzy, KSI, Big Shaq, Architects e via dicendo a prendere parte alla colona sonora di questo Watch Dogs Legion è stata una sorpresa più che piacevole. Anche la varietà di tracce che svariano da Hip-Hop a Metalcore, per poi finire sul classico e sull’DNB è sicuramente apprezzabile.

Lo schema di controlli invece segue la struttura ben definita del secondo capitolo con uno schema di tasti preciso ed intuitivo. Non ci siamo mai trovati spaesati o in difficoltà nel controllare le azioni di gioco in quanto, il tutto ci è sembrato familiare oltre che naturale (sopratutto se avete giocato i vecchi capitoli della saga).

In conclusione

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Watch Dogs Legion è decisamente un prodotto coraggioso che apre un scenario molto interessante per la tipologia d’appartenenza. Non siamo sicuramente di fronte ad un miracolo videoludico ma, Ubisoft va sicuramente premiata per aver rischiato nel dare nuova vita ad una saga mai sfruttata veramente. Se avete apprezzato i vecchi capitoli o se semplicemente volete un titolo che vi diverta senza tantissime richieste, Legion fa decisamente al caso vostro. Va specificato che la versione actual-gen del titolo sarà upgradabile alla versione Next-gen senza costi aggiuntivi, che è già un buon motivo per compare il titolo se non sapete con cosa sfruttare i vostri futuri sistemi d’intrattenimento!

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Watch Dogs: Legion

69.99€
8

Gameplay

8.0/10

Trama

7.5/10

Grafica

8.0/10

Sonoro

8.0/10

Longevità

8.5/10

Pros

  • Sicuramente il miglior capitolo della saga
  • Le multiple possibilità d'approccio rendono l'esperienza quasi unica
  • Ogni NPC può diventare una risorsa fondamentale per la squadra
  • Sountrack quasi ottima

Cons

  • Tecnicamente (sui sistemi old gen) non grida al miracolo
  • Certe missioni risultano troppo banali
  • Trama leggermente scontata

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