Trine 4: The Nightmare Prince Recensione, un ritorno eroico

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Camilla Colombo

Tempo di lettura: 6 minuti

Quella di Trine è una storia magica e decennale cominciata nel luglio del 2009 con un primo capitolo che riuscì a catturare senza troppe difficoltà l’interesse degli utenti, raccogliendo i maggiori consensi tra gli appassionati del fantasy più classico. Con l’uscita di Trine 4: The Nightmare Prince, fissata all’8 Ottobre, su PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC, la saga si espande ulteriormente, confermando l’efficacia del brand e dimostrando quanto la casa di sviluppo finlandese Frozenbyte tenga alla sua piccola creazione.

Risulterà immediatamente chiaro, anche a chi ancora non ha avuto modo di avvicinarsi a questo titolo, quanto sia importante per degli sviluppatori indipendenti riuscire a mantenere così a lungo la narrazione di una stessa saga, sopravvivendo all’inevitabile (e dispendiosa) necessità di aggiornamento. A questo proposito non possiamo non ricordare che in realtà, con il terzo capitolo realizzato in 3D, Frozenbyte ha rischiato di commettere un passo falso, perdendo l’adeguatezza degli enigmi e mettendo a rischio la credibilità di un prodotto che ha così comprovato di essere stato progettato alla perfezione fin dalla sua genesi, giustificando ancora una volta il proprio iniziale successo.

Con il quarto episodio abbiamo un clamoroso ritorno alla bidimensionalità, attraverso una gestione brillante del 2.5D che riporta indiscutibilmente in carreggiata il bastimento finlandese. Sarà riuscito il carico ad arrivare a destinazione e a colpire i vecchi e nuovi appassionati?

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C’era ancora una volta

Quello che ci è sempre stato raccontato da Trine è la storia di tre eroi chiamati dal destino a salvare un regno fantastico dalle forze del male, generate dal disequilibrio provocato dalla separazione dei tre artefatti ancestrali responsabili della stabilità tra le forze benigne e maligne. Trine è l’artefatto che nella prima avventura ha concesso poteri straordinari ai nostri tre protagonisti che, da quel momento, hanno promesso di proteggere le loro terre. Potremo quindi contare sulle abilità del mago Amadeus, del cavaliere Pontius e della ladra Zoya per risolvere enigmi ben progettati e per sconfiggere i nemici che incontreremo durante la nostra missione.

Una importante premessa da fare è che non potremo avanzare senza fare affidamento su tutti e tre i personaggi, selezionabili all’occorrenza grazie a comandi rapidi che sostituiranno immediatamente all’eroe attualmente attivo quello desiderato. Questa necessità contribuirà da un lato a permettere di incrementare il livello di sfida offerto dall’esperienza di gioco, dall’altro a creare un pretesto per incentivare l’utilizzo della modalità cooperativa sia locale sia online.

Entrando più nello specifico, questa volta verremo convocati dalla Maestra dell’Accademia Magica, Wilhelmina, che ci incaricherà di cercare e recuperare il testardo ed esasperato Principe Selius, intrappolato in un incantesimo che trasformerà i suoi incubi in realtà. Sebbene si tratti di un ritornello già sentito, la semplicità di questa missione si adatta perfettamente alle circostanze e alle ambientazioni di un titolo che come pochi altri trova nel gameplay le origini del suo successo.

Basteranno pochi istanti per rendersi conto della versatilità di questo gioco, adatto a tutte le fasce d’età e a tutti i tipi di videogiocatori, siano essi lupi solitari o amanti delle attività più dinamiche di gruppo, comprendendo anche i neofiti che non hanno avuto modo di avvicinarsi prima a questa fiaba intrigante e che non hanno familiarità con le vicende dei precedenti capitoli.

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Platforming tra enigmi e battaglie

Come abbiamo già anticipato, il cavallo di battaglia di questo titolo corrisponde ad un gameplay efficace, pulito e piacevole che si presenta tramite ambientazioni graziose e vivide. Attraverseremo un regno fantastico scorrendo bidimensionalmente da sinistra verso destra e sfruttando le abilità dei nostri tre prescelti in quello che potremmo definire a tutti gli effetti un jump’n’run.

Il comando che accomuna tutti i personaggi è quindi il salto, ma a variare sono le modalità di azione di ciascuno: il mago Amadeus avrà la particolare capacità di creare forme geometriche solide come cubi, lastre e sfere e potrà far levitare determinati tipi di oggetti e, perché no, anche i nemici; il cavaliere Pontius potrà effettuare potenti dash laterali e verso il basso per distruggere gli ostacoli e, armato di spada e scudo come si addice a questa tipica classe, avrà modo di respingere gli attacchi dei nemici e di riflettere e deviare alcun elementi indispensabili per l’attivazione di alcuni meccanismi; infine, abbiamo Zoya, una ladra dotata di un utilissimo rampino e di arco e frecce che presto diventeranno elementali.

Ogni personaggio avrà un proprio albero delle abilità che potremo far progredire grazie alla raccolta di alcune ampolle contenenti esperienza disseminate per tutto il mondo che andremo ad esplorare, molte di queste nascoste in aree segrete ben architettate. La panoramica qui descritta è quindi semplificata e non tiene conto di tutte le sfaccettature lasciate all’arbitrarietà e alla scoperta del giocatore.

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La caratteristica principale di tutta la saga di Trine rimane la sequela di enigmi e puzzle presentati con un’ottima gestione del climax ascendente di difficoltà che non esiterà a mettere alla prova le nostre capacità ed intuizioni, allenate progressivamente e alla perfezione dalle fasi iniziali di gioco, senza mai risultare invalicabile. Non manca, chiaramente, un sistema di indizi che si attiverà trascorsi alcuni minuti nello stesso punto e che si esprimerà direttamente attraverso le parole dei nostri protagonisti.

Saremo quindi impegnati nello studio della coordinazione delle abilità dei tre eroi e nella ricerca delle combinazioni più congeniali per procedere, a volte anche per caso o fortuna, alle fasi successive. Non mancano elementi propri delle ambientazioni con i quali sarà necessario interagire per proseguire, elementi che si integrano perfettamente al nuovo stile grafico in 2.5D. È qui importante evidenziare la novità costituita dall’implementazione di fattori elementali (la neve, l’elettricità, il magnetismo ecc…) che arricchiranno ulteriormente i puzzle già ben collaudati. I rompicapo prenderanno parte anche alle battaglie contro i Boss, valorizzando quelle fasi action di combattimento che danno ancora un senso di sperimentalità.

La bravura di Frozenbyte si rileva, a questo punto, nella capacità di sovrapporre due modalità di gioco apparentemente dissociate nel modo più funzionale possibile, regalando agli utenti un’esperienza fluida e piacevole che non soffre di rallentamenti o momenti morti.

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Ci sarà un lieto fine?

La cura per i dettagli è evidente fin dal primo sguardo e, approfondendo, si manifesta chiaramente sia nelle ambientazioni meravigliose, la specialità del team finlandese, sia nella caratterizzazione estetica e personale dei personaggi che aggiungono un nuovo sottile strato di individualità alla propria ormai consolidata esistenza. È a questo punto impossibile non rendersi conto degli enormi progressi fatti in questi dieci anni se consideriamo la condizione attuale delle animazioni e interazioni dei personaggi con gli oggetti circostanti, la fluidità dei movimenti, l’eccellente contrasto di luci ed ombre o la meticolosa palette di colori che rendono questo Trine 4: The Nightmare Prince una piccola gioia per gli occhi.

Non c’è dubbio sul fatto che con questo ultimo capitolo della saga Frozenbyte abbia ritrovato la retta via, sembra anzi che il team si sia allontanato dalle vicende del terzo fallimentare episodio, decidendo qui di non fare riferimenti diretti a queste ultime. Gli elementi chiave che hanno fatto la storia di Trine sembrano ora aver trovato tutti il proprio posto e la propria forma all’interno di un gioco che si pone alla portata di tutti e che riesce ancora una volta a coinvolgere al punto da lasciarsi giocare tutto d’un fiato.

Nonostante non ci sia nulla di innovativo relativamente alla struttura tecnica del gioco, quello di cui siamo sicuri è che dopo l’esperienza con questo capitolo siamo estremamente speranzosi di assistere al proseguimento della saga, augurandoci che venga mantenuto il collaudo attuale e che un eventuale nuovo episodio non si faccia attendere troppo!

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8.1

Trama

7.0/10

Gameplay

9.0/10

Grafica

9.0/10

Sonoro

7.5/10

Longevità

8.0/10

Pros

  • Esperienza di gioco fluida e divertente
  • Ambientazioni curate nei minimi dettagli
  • Enigmi ben gestiti
  • Ottimo doppiaggio e traduzione dei testi

Cons

  • Le fasi action sono ancora un po' spoglie
  • Interfaccia dell'albero delle abilità un po' confusa
  • Forse mancano vere e proprie novità
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