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Dal 13 settembre al 17 settembre abbiamo avuto la possibilità di provare la closed beta di Trials Rising.

Quello che ci aspettavamo è stato confermato, anche con qualche piacevole sorpresa in più. Trials lo abbiamo sempre conosciuto per la sua famosa accessibilità, per quel tecnicismo un po’ arcade e un po’ simulato ma soprattutto per la gran confusione al confine del pazzia. Questo è stato Trials, e questo è ancora Trials.

Come prima cosa è bene fare un appunto: Trials Rising si inserisce nei Trials più tradizionali. Non vedrete, almeno da questa beta, paesaggi futuristici come la versione Fusion, oppure come Blood Dragon. Chi li ha giocati potrà ricordare scenari un po’ alla micromachine, o scenari completamente nello spazio.

A questo giro si parla di realismo, o perlomeno, gli scenari saranno di questo tipo. Vedremo il nostro protagonista in sella al suo bolide a due ruote, percorrere il parco di Yellowstone o la torre Eiffel.

Prima di sedersi sulla nostra moto, il gioco ci offre la possibilità di personalizzare il nostro personaggio. L’editor è molto semplice e le personalizzazioni iniziali non sono molte, potremmo personalizzare l’aspetto fisico, scegliere il sesso e il timbro vocale. Sarà vincendo le gare future che avremmo più personalizzazione, possiamo vincere tute nuove, caschi, tessuti dei più stravaganti per non parlare degli sticker. In questa maniera la personalizzazione del nostro personaggio sarà più variegata potendo così scegliere anche esultanze o movenze nel caso di sconfitta.

Un’altra cosa che vorremmo precisare, è che se state cercando un simulatore di corse trials, il titolo in questione non fa per voi. Il gioco è molto arcade, sfiorando nella vostra mente di star giocando un platform. Si lo sappiamo è eccessivo, ma questo serve per darvi un’idea della non-simulazione.

Il gameplay è pressochè uguale ai capitoli passati, dalle piattaforme e da un salto all’altro potremmo far saltare la moto, per poi spostare la posizione del pilota su di essa. In questa maniera possiamo bilanciare il veicolo in modo da atterrare correttamente sulla piattaforma successiva del percorso.

All’interno della beta avevamo a disposizione 4 veicoli, all’inizio del della gara ci veniva proposta la moto suggerita, quelle disponibili erano la moto Squid, la Rhino, la Mantis e il Tandem. La Squid era la moto più bilanciata ideale per iniziale, la Rhino – il può suggerirlo – era la moto più pesante, al contrario la Mantis era quella più leggera e più sensibile ai movimenti, mentre la Tandem è la vera novità di questo titolo, o perlomeno della beta. Questo veicolo dava la possibilità di far sedere due persone – principalmente per la coop – di sedere sulla stessa moto.

Come detto all’inizio il titolo è puramente arcade, all’inizio si dovrà gareggiare con l’unico scopo di vincere ed ottenere medaglie con la possibilità di sbloccare “materiale” per personalizzare il pilota. In seguito, se vincerete abbastanza gare, verrete contattati da uno sponsor che vi farà firmare un contratto. Il contratto è ripercorrere circuiti già affrontati con lo scopo di effettuare dei piccoli incarichi. Nulla di che, gli incarichi sono ad esempio effettuare dei front/back-flip con la moto prima di completare il circuito, oppure finire la gare entro un certo tempo limite, oppure battere un avversario sotto forma di fantasma.

La demo sorprendentemente è durata diverse ore, e il divertimento è stato notevole. Sia in single-player che in multi-player. Il single player grazie ai circuiti, quest’ultimi infatti erano molto mutevoli e il design era molto buono, sia per i circuiti alla Trials e sia per i circuiti reali. Prendete questo e aggiungete altre persone reali e il divertimento multiplayer è assicurato.

Per quanto riguarda il comparto tecnico e online era molto favorevole in questa demo e questo ha facilitato il trovare molte persone per affrontare diverse gare testando il gioco.

Questa demo ha dato un risultato più che ottimo, dando una buona prospettiva per i videogiocatori sul futuro degli sviluppi di Ubisoft e RedLynx. Il titolo uscirà a febbraio 2019, ma non si ha ancora nessuna data precisa ufficiale. Questa demo ha confermato quello che Trials ha sempre fatto, divertimento allo stato puro, leggi della fisica su cui molti studiosi avrebbero qualcosa da ridire e spettacolarità all’inverosimile. Insomma, abbiamo tempo in cui far riprendere il nostro pilota dai mille incidenti e dalle rotture delle ossa più nascoste del corpo umano, febbraio è dietro l’angolo ma il lavoro svolto fino ad adesso fa veramente ben sperare.

 

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