Tre serie videoludiche che meritano di risorgere

Speciali
Luca Paura
Sin da piccolo, la bravura nella nullafacenza lo ha portato ad appassionarsi alla scrittura e ai videogames. In questo modo è riuscito ad entrare in mondi fantastici e straordinari da esplorare, fino a quando non si è buscato una freccia nel ginocchio.

Sin da piccolo, la bravura nella nullafacenza lo ha portato ad appassionarsi alla scrittura e ai videogames. In questo modo è riuscito ad entrare in mondi fantastici e straordinari da esplorare, fino a quando non si è buscato una freccia nel ginocchio.

Tempo di lettura: 7 minuti

Stiamo vivendo un periodo videoludico molto particolare, segnato dai ricordi di videogiochi che hanno fatto la storia e che tornano grazie a dei remake o alle remastered del caso. Tra questi non si può non citare il ritorno di Crash Bandicoot con la sua N’Sane Trilogy, che comprende i remake dei primi tre titoli della saga con protagonista il marsupiale creato da Naughty Dog, a settembre inoltre usciranno i remake dei primi 3 capitoli di Spyro The Dragon, sulla falsa riga della già citata N’Sane Trilogy di Crash, ed è stato annunciato anche il remake di MediEvil di cui però non si hanno informazioni, se non il trailer di annuncio per l’appunto. Questi al momento sono i videogiochi del passato che stanno risorgendo grazie a dei remake o nuovi capitoli, ma ci sono altri giochi facenti parte del nostro passato videoludico e che ricordiamo con affetto che meriterebbero un nuova possibilità, con un reboot, un remake o un nuovo capitolo, e questo speciale andrà a ripescare 5 vecchie glorie del passato raccontando la loro storia e proponendo un eventuale nuovo capitolo(che sia remake o reboot non importa) che possa così farlo “risorgere” dalle ceneri, come una fenice.

3 – LEGACY OF KAIN

Tra le saghe che meritano di risorgere dalle ceneri, troviamo di sicuro Legacy of Kain, serie di 5 giochi creata da Crystal Dynamics e pubblicata da Eidos Interactive tra la fine degli anni 90 e gli inizi degli anni 2000. La saga è composta da Blood Omen Legacy of Kain, Legacy of Kain: Soul Reaver, Blood Omen 2, Soul Reaver 2 e Legacy of Kain Defiance e narra le gesta dei due vampiri Kain e del suo alleato/nemico Raziel.

Questa saga, che è riuscita a spaziare tra vari generi videoludici come il GDR, il puzzle e l’action più puro, ha tra suoi più grandi pregi una trama molto articolata, grazie anche ai vari viaggi nel tempo dei due protagonisti che spesso modificano la timeline nel tentare di cambiare le sorti della terra di Nosgoth, perennemente in guerra tra varie fazioni di maghi, vampiri e monaci guerrieri chiamati Sarafan(acerrimi nemici dei succhiasangue, in quanto cacciatori di questi ultimi).

La serie di Blood Omen narra le gesta di Kain e della sua conquista di Nosgoth, mentre la serie di Soul Reaver narra le gesta di Raziel e della sua vendetta verso coloro che lo hanno tradito, le due serie vanno poi a intersecarsi nel “finale” della saga, ovvero Defiance, che nonostante sia considerato l’ultimo capitolo, il suo finale lascia l’amaro in bocca, in quanto apertissimo ad un nuovo e ultimissimo capitolo, che inizialmente era in sviluppo col nome in codice di Dark Prophecy, cancellato in seguito alle vendite al di sotto delle aspettative di Eidos. Una svolta arriva il 22 aprile 2009, quando Square Enix acquisisce Eidos Interective(quest’ultima in profonda crisi economica) insieme a tutte le sue proprietà intellettuali, tra cui Legacy of Kain e infatti anni dopo, precisamente nel 2013, viene rilasciato Nosgoth, sviluppato da Psyonix(Rocket League), un action multiplayer dove Vampiri e Sarafan combattono per il dominio di Nosgoth, da cui il gioco prende il nome.

Il titolo si è scoperto in seguito essere la modalità multiplayer di un gioco più grande, ovvero Legacy of Kain: Dead Sun, reboot della saga cancellato, il motivo è sconosciuto e online si possono trovare numerose cinematic del gioco, il cui motore grafico è molto simile, se non identico, a quello di Nosgoth. Nel 2016 però, il gioco viene abbandonato dai giocatori e successivamente i server vengono chiusi, dando quindi una data di morte definitiva alla saga. Molti fan della serie stanno aspettando con ansia un annuncio a sorpresa di un nuovo reboot della saga, sopratutto con i numerosi rumors che vogliono Square-Enix affidare l’IP a uno studio indipendente, e ciò non sarebbe una manovra nuova da parte della Major, la quale aveva affidato a terzi il reboot di Hitman.

Per il momento però, ancora nessuna notizia, ma sarebbe interessante vedere un nuovo capitolo della saga che prenda spunto da giochi come Horizon Zero Dawn, viste le potenzialità di Nosgoth come mondo dettagliato da esplorare, e con un sistema action-GDR simile al gioco di Guerrilla Games. Chissà che Square-Enix non legga questo articolo e prenda in considerazione la nostra idea, non ci resta che aspettare nuove notizie.

2 – SOLDIER OF FORTUNE

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La trilogia di Soldier of Fortune è conosciuta più che altro per il suo alto tasso di violenza, che all’epoca dell’uscita del primo capitolo era molto alta, infatti si potevano letteralmente smembrare i nemici, anche dopo averli uccisi e ciò non poteva far scattare qualche polemica e critica nonchè la richiesta, da parte di alcune associazioni di genitori, di ritiro del videogioco dal mercato. Peccato(per loro) che ciò abbia subito l’effetto contrario, infatti il primo Soldier of Fortune, che parla di John Mullins, mercenario che lavora per l’agenzia segreta The Shop, che viene assoldato dal governo statunitense per scovare e distruggere un’organizzazione criminale neonazista che ha da poco rubato quattro testate nucleari, riusci a vendere molto bene, e questo successo permise a Raven Software di sviluppare il seguito, chiamato Soldier of Fortune II: Double Helix.

Questo secondo capitolo, che continua a seguire le gesta di John Mullins, proponeva diverse novità rispetto al suo predecessore, tra cui un maggiore realismo e sopratutto maggiore violenza, oltre ad altre meccaniche che hanno permesso a questo titolo di essere inserito da IGN nella classifica dei 100 migliori sparatutto in prima persona esistenti, più precisamente al 61° posto. Nel 2007 venne rilasciato il terzo e ultimo capitolo della serie, ovvero Soldier of Fortune: Payback, sviluppato da Cauldron, software house specializzata in giochi a basso costo ma questa scelta da parte di Activision, proprietaria dell’IP, ha portato al totale flop del gioco, che risultava qualitativamente inferiore al capitolo precedente, con una violenza fin troppo esagerata, una campagna ridotta all’osso e una modalità multiplayer piattissima e ignorata dalla maggior parte dei giocatori, sopratutto dai fan che avrebbero preferito avere un singleplayer più curato.

Questo flop fece finire la serie nel dimenticatoio e infatti da allora non si hanno più notizie su un eventuale nuovo capitolo. Considerando la fama dei primi due capitoli, un nuovo inizio della serie grazie a un reboot non sarebbe una cattiva idea. Creare un gioco sulla falsa riga dei recenti Wolfenstein e Doom che hanno riportato in auge gli sparatutto frenetici e narrativi farebbe di sicuro contenti i fan di vecchia data di questa trilogia e farebbe conoscere una vecchia gloria ai nuovi giocatori che hanno apprezzato le ultime fatiche di Machine Games e Id Software.

1 – DINO CRISIS

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Ebbene sì, Dino Crisis una trilogia storica che purtroppo sembra essere stata dimenticata da Capcom. Ideata da Shinji Mikami e Shu Takumi, Dino Crisis può essere considerato il “figlio illegittimo” dei primi capitoli di Resident Evil. Il titolo proponeva meccaniche di gioco pressoché identiche ai primi 3 capitoli di quella saga ma cambiando le ambientazioni, il contesto e sopratutto i nemici.

Infatti al posto dei terrificanti zombie, Mikami decise di inserire i dinosauri, sulla scia del successo di Jurassic Park, e questo fu il colpo vincente che fece vendere moltissime copie del primo capitolo al punto da convincere Capcom a finanziare il secondo episodio della saga, ovvero Dino Crisis 2, che a differenza del primo capitolo e da Resident Evil, si concentrava di più sull’azione e il combattimento, non cambiando comunque il gameplay di base.

Il terzo capitolo Dino Crisis 3 (in esclusiva per Xbox), invece, segnò un totale cambio di rotta da parte di Capcom, che sviluppò uno sparatutto in terza persona ambientato nello spazio in cui i nemici non erano veri e propri dinosauri, ma degli ibridi tra specie diverse (non so voi, ma questo dettaglio ricorda dei film recenti di una certa saga già citata nell’articolo).

A causa di ciò il gioco ricevette numerose critiche negative, che fecero floppare totalmente il titolo e chiudendo così la saga di Dino Crisis. Anche per questa saga non ci sono notizie riguardanti la volontà di Capcom di fare un reboot, in quanto quest’ultima è impegnata nello sviluppo del remake di Resident Evil 2 e di altri progetti, nonostante i fan gridino a gran voce la resurrezione di questa storica serie, magari utilizzando lo stesso stratagemma di Resident Evil 7, modificando totalmente il concept e proponendo qualcosa di nuovo ma coerente con lo spirito di Dino Crisis.

Queste erano 3 serie videoludiche che, secondo noi, meritano una nuova possibilità. Se ne conoscete altre, scrivetelo nei commenti e in futuro potremmo raccogliere le vostre serie preferite dimenticate nel tempo e farne un secondo speciale simile a questo.

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