Torchlight II Recensione Nintendo Switch, quando Diablo diventa indie

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Andy Bercaru
Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Tempo di lettura: 6 minuti

Sicuramente ogni grande colosso videoludico, durante la propria carriera è riuscito a toccare vette altissime con i propri prodotti, ma anche fondi a dir poco profondi. Nintendo durante questi 130 anni di carriera (non solo) videoludica, in quanto pioniera di un mercato a dir poco in costante evoluzione, si è vista protagonista di svariate cadute e rialzi. L’esempio più lampante (e anche più recente) sarebbe quel disastro di marketing conosciuto come WiiU. Un prodotto ludico che non solo in brevissimo tempo perse tutto il supporto dei third party, ma pian piano anche la fiduccia di Nintendo stessa. Proprio per questo motivo la casa nipponica riuscì a ricreare un sistema in grado di cancellare ogni peccato passato ed riacquistare la fiduccia non solo dei vari fan, ma anche quella delle case di produzione. Switch potrebbe essere presa come una garanzia per titoli grossi e piccoli come Darksiders, Dead Cells ed adesso anche Torchlight.

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In questi ultimi 2 anni e mezzo, la piccola ibrida ha saputo dimostrarsi un valido “terreno di prova” per quelle opere passate (a tratti) ingiustamente in sordina. Già durante le scorse generazione, svariati indie meritevoli, sono stati sotterrati da prodotti con budget più grossi, ma non per forza con una qualità proporzionale all’investimento economico. Proprio per questo motivo, Nintendo sembra aver deciso di prendere in mano questa situazione ed aprire la porta a svariate perle ludiche del passato, creandosi una libreria di titoli a dir poco mastodontica. Certamente le “lamentele” di moltissimi “hardcore players” non sono andate a mancare, accusando la casa di “pigrizia” ed bollando Switch come “Tablet per i giochi vecchi”.

Tuttavia, i giocatori più aperti di mentalità, sembrano aver apprezzato questa strada intrapresa dalla casa nipponica. Infatti, proprio per questo motivo, svariate compagnie sono riuscite a proporre esperienze ludiche ottime, sfruttando la capacita della piccola console. Torchlight II potrebbe essere il giusto esempio di quanto un’opera valida è rimasta nascosta nel tempo, pur avendo caratteristiche in grado da far tremare certi colossi tripla A. Nelle prossime righe però, cercheremmo di analizzare se, effettivamente il lavoro dei ragazzi di Panic Button! sia stato valido come i loro precedenti. Andiamo quindi a scoprire se Torchlight II potrebbe essere definito un “must-buy” o un gioco “dimenticabile”!

Ma di cosa parla questo Torchlight?

Come per ogni singolo Hack and Slash RPG, la storia di fondo va ad ampliarsi più grazie ad una lore precisa che ad un storytelling profondo. Ma anche così, Torchlight 2 cerca di raccontarci il susseguirsi delle vicende lasciate in sospeso grazie al primissimo capitolo. Dopo la sconfitta definitiva del drago Ordrak, tutta la corruzione che risiedeva sotto la città di Torchlight è andata a scomparire. I 3 eroi, reduci della grossa battaglia, si ritirano a festeggiare la grossa vittoria, dando inizio ad una nuova era. La storia del secondo capitolo andrà a collegarsi esattamente 7 anni dopo queste vicende. Tutto sembrava andare normalmente fino a quando l’ossessione di uno dei 3 eroi, prese il sopravvento, portando esso a trasformarsi in una delle nuove fonti della corruzioni.

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Noi prenderemmo i panni di un nuovo e giovane eroe che verrà “chiamato” a salvare la situazione ed a riportare l’ordine nella città di Torchlight. Il fulcro della trama, rimarrà molto basilare per la durata di tutta la campagna, facendovi spesso e volentieri dimenticare del fatto che essa esista. Infatti, durante le nostre sessioni di gameplay, tantissimi volte abbiamo perso d’occhio l’andamento generale della trama, fino a portarci al totale disinteresse per essa. Non esistono punti “forti” o colpi di scena degni da farvi rimanere interessati ad essa, ed proprio per questo il comparto narrativo verrà “calpestato” malamente dal lato gameplay del titolo!

There is a piece of loot in my soup!

Se la parte narrativa del titolo non sembra riuscire a brillare per originalità e ne tanto meno per “coinvolgimento”, con il gameplay invece il discorso cambia radicalmente. Ovviamente non siamo di fronte ad un capostipite del genere Hack and Slash/RPG, però le doti di Torchlight 2 riescono comunque a lasciare un buon segno. Infatti il titolo dei Runic Games (e anche Panic Button in questo caso) non fa altro che offrire una buona varietà di missioni ed un sistema di loot che cerca di “imitare” il buon vecchio Diablo 3 (e non solo). Se conoscete il genere, potete già immaginarvi l’intero fulcro del gioco, ovvero “Andare dal punto A al punto B, massacrare qualche mostro, raccogliere il loot e tornare al main HUB”.

Proprio questa “semplicità” riuscirà a cattivarvi specialmente se affronterete le missioni insieme a vari amici. Tuttavia, questo coltello affilato sembra avere una doppia lama essendo che, la monotonia generale del gameplay (e la sua forte ripetitività), renderanno tutto stancante dopo poche ore di gioco. L’avventura dovrebbe tenervi impegnati circa una 20ina di ore, ma proprio la componente ripetitiva rischierà di farvi abbandonare tutto prima del previsto. L’unico motivo che rimarrà sempre un punto di interesse sarà la raccolta del loot per diversificare il proprio stile di gioco.

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Sicuramente la possibilità di usare delle classi ibride partendo da una classe standard si rivelerà molto utile per “diversificare” il proprio stile di gioco. Volete avere un mago che sa usare anche le armi da fuoco? Basta potenziare il tratto giusto ed il gioco sarà fatto! La varietà di armi, armature ed accessori, come per ogni gioco simile, vi spingerà a cambiare con frequenza il proprio equipaggiamento, portandovi a migliorarvi ed affrontare al meglio certe quest. Un’altra pecca che consideriamo “abbastanza” grave, sarebbe da attribuire alla difficoltà generale. Torchlight 2 infatti si è rivelato un gioco abbastanza “squilibrato” da un punto di vista della difficoltà. Scegliendo le modalità più facili, la sfida sarà praticamente inesistente, invece le modalità più “incazzate” non vi daranno modo per respirare.

Proprio queste piccole macchie rendono il gameplay del gioco abbastanza difficile da apprezzare. Capiamo certamente il contesto generale e che il gioco viene rilasciato ad un prezzo budget (circa 20 euro). Capiamo anche che l’opera è stata riportata in vita per farla riscoprire a certi videogiocatori. Tuttavia l’obbiettivo finale non sembra essere all’altezza dello scopo iniziale.

Tecnicamente Parlando

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Come sempre, quando si parla di opere Nintendo Switch ed in mezzo ci sono i ragazzi di Panic Button, ci si aspetta sempre un piccolo capolavoro tecnico. Ed effettivamente, pur non essendo all’altezza di altre opere, Torchlight 2 riesce a rimanere un porting con i contro-attributi! Il gioco riuscirà a tenere un framerate di circa 60 fotogrammi al secondo, senza particolari cali o freeze. Ad aiutare sicuramente ci si mette anche lo stile grafico del gioco ed il suo motore che risultano tutt’oggi facili da gestire anche su sistemi ludici molto più deboli di Nintendo Switch.

Un applauso va fatto anche al comparto “controlli” che risulta a dir poco facile da maneggiare e da gestire. Ogni singola azione non risulterà scomoda pur giocando tutto con un controller. Questo è un grosso punto a favore essendo che, gran parte dei Hack and Slash si adattano difficilmente ad schemi semplici come i layout dei controller (essendo giochi prevalentemente giocati su PC). Il comparto audio invece risulta soltanto decente, con musiche ambientali carine ed un doppiaggio discreto ma per niente memorabile.

In Conclusione

Torchlight 2 prova a tornare in forza su un nuovo sistema come Nintendo Switch, riuscendo l’impresa soltanto a metà. Per quanto il lavoro dei Panic Button ci è sembrato ottimo sotto molti punti di vista, il livello generale del gioco non l’abbiamo trovato sulle stesse vette. Infatti il titolo sembra voler soltanto stare in mezzo ai grossi, senza offrire risultati. Proprio questa caratteristica fa sprofondare Torchlight 2 nella mera mediocrità.

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Certo, il prezzo budget va tenuto in considerazione! Tuttavia, andando a competere con un colosso come Diablo 3, il gioco dei Runic Games ne esce con le ossa abbastanza spezzate. L’acquisto quindi è consigliato con riserva, specialmente viste le premesse fatte sopra!

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6.6

Gameplay

7.0/10

Trama

5.5/10

Longevità

7.5/10

Grafica

7.0/10

Sonoro

6.0/10

Pros

  • Un'alternativa low budget al tanto amato Diablo III
  • Le meccaniche Hack and Slash sono molto solide
  • Una varietà grossa di missioni e loot
  • Buon prezzo

Cons

  • Le meccaniche RPG non sono proprio solide
  • La ripetitività si sente dopo pochissimo
  • Certe hitbox sono messe a caso
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