Thimbleweed Park, la recensione – NO SPOILER

Recensioni
Lorenzo Prattico
Concepito davanti Monkey Island, sopravvivo grazie al sushi, al kebab e all'immensa gioia del sapere che chi preferisce il settimo Final Fantasy all'ottavo, prima o poi, morirà.

Concepito davanti Monkey Island, sopravvivo grazie al sushi, al kebab e all'immensa gioia del sapere che chi preferisce il settimo Final Fantasy all'ottavo, prima o poi, morirà.

Tempo di lettura: 4 minuti

“Certi amori non finiscono fanno dei giri immensi e poi ritornano”.

Non che Venditti abbia mai giocato a un Monkey Island o a un Maniac Mansion, ma provare lo stesso mese NieR: Automata e Thimbleweed Park fa riflettere quanto il medium si sia evoluto in questi anni, e non solo nel reparto grafico.

Il 18 novembre 2014 su Grumpy Gamer, il blog personale di Ron Gilbert, comincia una storia: è il racconto di come lui e molti della vecchia squadra della LucasArts (Gary Winnick, David Fox e Mark Ferrari) avessero fatto una chiacchierata, diventata una campagna Kickstarter diventata una DeLorean volante, per riportarci tutti a più di vent’anni fa. La richiesta iniziale era di 375.000 $ e fu ampiamente superata.

Sviluppato dalla Terrible Toybox, la società di Gilbert e Winnick, oggi su Steam troviamo il risultato di questi tre anni di lavoro: Thimbleweed Park è qui!

Come fanno a farti contento ancora prima di iniziare a giocare?

Benvenuti in città! Popolazione: 80 (in diminuzione)

Un cadavere in un fiume, due agenti per risolvere l’omicidio e il sistema SCUMM a rassicurarci, non ci aveva lasciato, ci stava solo aspettando: Usa, Parla, Tira, Spingi…semplici gesti da scegliere con un clic e da utilizzare su qualsiasi cosa si voglia con un altro clic. Resta dopo tanti anni un mistero come sia possibile emozionarsi così tanto, pixel dopo pixel, senza bisogno di nient’altro che del mouse.

Ci basterà il nostro ingegno e un po’ di pensiero laterale (se non si vuole chiamare ”scemenza”) per cercare di risolvere il caso in questione. Attenzione alla scelta della modalità: scegliendo l’opzione ”Casual” il gioco sarà MOLTO semplificato, arrivando addirittura ad eliminare NPC o zone del gioco, agevolando enormemente la risoluzione dei quesiti necessari a proseguire. D’altro canto, scegliete ”Difficile” solo se siete degni figli degli anni ’80.

A seconda della vostra scelta passerete sul gioco dalle 8 alle 14 ore…a patto che non controlliate le soluzioni online!

Angela Rey, Antonio Reyes: i nostri ”primi ”protagonisti. Si, si, Gilbert sa quanto ci manchino i casi di Mulder e Scully…

Nuovi Amici (Guybrush Threepwood approved)

I nostri due agenti dell’ FBI non saranno però gli unici protagonisti: più la storia si andrà ad ingarbugliare, allontanandosi sempre più dal semplice thriller ed arrivando a toccare fantascienza, avventura e forse anche un po’ di horror; incontreremo altri tre personaggi primari e giocabili: un pagliaccio troppo volgare, una ragazza troppo sognatrice per gli standard della piccola città e…una sorpresa. Che vorremo dirvi…ma poi la scritta NO SPOILER qui sopra che senso avrebbe?

Per adesso possiamo parlarvi solo di Ransom, il pagliaccio, colpito da una maledizione alla ”Drag me to hell”,  che gli impedisce di lavarsi via il trucco da clown per l’eternità; oppure di Delores, la giovane erede della più grande industria di cuscini di Thimbleweed Park, che vorrebbe solo partire per diventare programmatrice di videogiochi alla Mucasfilm…una auto-meta-citazione/sberleffo  in un solo nome, vi basta per cominciare a sorridere?

Ransom ”The Bastard”, il nostro pagliaccio. Quando un personaggio usa più -BIP- che parole sai già che sarà il tuo preferito

In ogni momento di gioco si potrà switchare tra un personaggio all’altro, ognuno con caratteristiche uniche e un proprio inventario non condiviso con gli altri personaggi. Insieme, dovranno riuscire a risolvere il mistero che aleggia sulla piccola cittadina, tra colpi di scena e nemici invisibili.

I plot twist ci terranno con il fiato sospeso per tutta la seconda parte del gioco, diviso in nove capitoli, regalandoci più di un ”Uao”, e la narrazione sarà così scorrevole che perdonerete presto i pochi déjà vu di una storia che sembra uscita dritta da un cross over tra ”Twin peaks” e ”Ai confini della realtà”.

Ultimo appunto, tutto italiano: la traduzione dei testi, eseguita da Fabio Bortolotti, è eccezionale e riesce a caratterizzare i personaggi veramente alla perfezione.

Basti pensare al lavoro svolto per tradurre in maniera appropriata lo scozzese, tramutandolo in abruzzese…geniale. Qui sotto trovate la storia completa sul suo Facebook personale:

Durante i due mesi di vita solitaria che ho trascorso traducendo Thimbleweed Park, sono ricorso all'aiuto di alcuni…

Pubblicato da Fabio Kenobit Bortolotti su Martedì 4 aprile 2017

Era meglio prima…o forse no

Onestamente: abbiamo avuto quello che volevamo avere.

Thimbleweed Park sta ottenendo consensi in tutto il mondo e mai ci fu progetto Kickstarter finito meglio, eppure…davvero dopo vent’anni, avendo due personaggi separati ai lati estremi della mappa, non si ha altro modo di farli incontrare per lo scambio di un singolo oggetto che intraprendere un viaggio disumano con uno dei due, per poi farsi il ritorno maledicendo Gilbert?

E le musiche? massimo rispetto per Steve Kirk (vi ricordate la serie animata di Felix the Cat? la colonna sonora è sua), ma era davvero impossibile tirare dentro il progetto Michael Land delle avventure originali LucasArts?

Eppure, nonostante questo, nonostante qualsiasi cosa, tra auto-citazioni, tentacoli assassini, negozi di torte che vendono solo valvole e continue rotture della quarta parte, Thimbleweed Park è quello che mancava a tutti gli appassionati delle avventure grafiche, quello di cui ha bisogno il panorama videoludico odierno: sentimenti in pixels.

Gilbert e compagnia non hanno fatto altro che ripetere il miracolo compiuto nel 89: con quella carta d’intenti che fu Why Adventure Games Suck, seguito da The Secret of Monkey Island, riuscirono a mettere nuovamente sotto i riflettori ciò che un videogioco può provocare in una persona, dal ridere come uno scemo con un paio di scritte o poco più al commuoversi quando una storia raccontata bene giunge al suo culmine.

Con Thimbleweed Park sono riusciti a ricordarci quello che già ci avevano insegnato e che forse, forse, stavamo dimenticando.

Thimbleweed Park

8.7

Narrazione

9.5/10

Gameplay

8.0/10

Grafica

9.0/10

Musiche

7.0/10

Nostalgia

10.0/10

Pros

  • Chube, siamo a casa
  • In modalità difficile il gioco può diventare una delle vostre avventure grafiche preferite
  • Ottima caratterizzazione dei personaggi
  • Colori, texture e reparto grafico in generale d'eccezione
  • Una trama scritta per farvi innamorare

Cons

  • In modalità casuale il gioco perde davvero molto
  • Le musiche, per quanto belle, non raggiungono il livello ''Monkey Island''
  • Un gameplay un po' ostico

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