The Outer Worlds Recensione, un Fallout che sa tanto di Futurama?

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Andy Bercaru
Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Tempo di lettura: 8 minuti

Andare con passi sempre più rapidi verso il “tramonto” generazionale, spesso e volentieri comporta svariate situazioni che raramente risultano prevedibili. Chi l’avrebbe mai detto che, in questi ultimi 2 anni, l’industria ludica avrebbe sfornato la marea innegabile di opere degne di segnare questo ciclo? Ma in mezzo alle rose, spesso e volentieri le spine sbucano fuori, lasciandoci con qualche ferita sulle mani (ed anche sulla mente in questi casi). Così come risulta innegabile il fatto che questa generazione sia riuscita ad darci ottime opere, risulta tanto quanto innegabile il fatto che moltissime saghe sono riuscite a toccare il baratro. Bethesda ed il suo Fallout sicuramente sarebbero l’esempio più consono da attribuire se andiamo a parlare di delusioni recenti. L’anno scorso infatti, la casa americana, dopo tante promesse e speranze false, è riuscita a spezzarci il cuore (ed anche qualcos’altro…) con quel disastro chiamato Fallout 76. Tuttavia, la speranza non sembrava del tutto persa, anche se dietro questo barlume di luce si nascondeva qualcun altro. Durante lo scorso Game Awards, siamo stati testimoni per la prima volta (dopo anni) del ritorno dei Obsidian Entertainment e del loro nuovo gioco, ovvero un certo The Outer Worlds.

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Già dalle primissime immagini il gioco riusci a convincere i fan presenti durante la gala (ed anche quelli a casa), prendendosi subito il bollino di “vero Fallout” (pur affrontando temi abbastanza lontani dalla saga Bethesda). Durante lo scorso E3 siamo venuti finalmente a sapere quando avremo avuto la possibilità di buttarci in questo gigantesco nuovo mondo. Il mese prescelto sarebbe stato il fine di Ottobre, ovvero il 25, in concomitanza con altri 2 ritorni leggendari. Ma i ragazzi di Obisidian, pur avendo una concorrenza abbastanza “spaventosa”, non si sono fatti intimidire da niente e nessuno, consolidando quest’uscita senza tanti pensieri.

Durante la scorsa settimana, anche noi di Nerdplanet abbiamo avuto l’opportunità di provare il tanto atteso The Outer Worlds, rimanendo piacevolmente sorpresi. Anche uscendo in un periodo ricco zeppo di titoli, il gioco ha saputo “marchiare” la propria terra, portando in auge un’esperienza solida e ricca. Ma sarà comunque riuscita Obsidian Entertainment ad regalarci l’opera perfetta? Sarà veramente The Outer Worlds “l’erede” di Fallout che tutti aspettavamo da anni (specialmente dopo la delusione dello scorso anno)? Andiamo a scoprirlo, nelle prossime righe della nostra recensione!

The Outer Worlds are kinda….wierd?!

Se ci fosse una singola parola da attribuire all’opera Obisidian essa sicuramente sarebbe “sorprendente”, non tanto per chissà quale originalità del titolo, ma per aver dato vita ad un prodotto ludico così mirato all’evoluzione ma anche al divertimento. The Outer Worlds infatti riprende i “concetti” classici già visti nelle opere passate del team di sviluppo (come Fallout: New Vegas e Knight of the Old Republic), limando esse il più possibile per creare un’esperienza a dir poco ottima. Ovviamente il forte richiamo alla serie Bethesda è presente in maniera abbastanza mirata (ed anche voluta), ma il prodotto ludico made by Obsidian riesce tranquillamente a staccarsi dal “preconcetto” di semplice clone. The Outer Worlds non solo offre un certo “feeling” di famigliarità, ma addirittura riesce ad giocarsi bene le carte nella manica, così da regalare al giocatore in cerca di un GDR “old-school” le ore di divertimento che Fallout non sembra (più) in grado di regalare.

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Ma cerchiamo di partire con ordine, partendo dalla storia principale del gioco. The Outer Worlds si presenterà al giocatore come una storia “Sci-fi” sullo stile da quanto visto nei film del genere durate gli anni 80. Durante l’avventura prenderemo i panni (totalmente personalizzabili) di un colono che per decenni è stato “rinchiuso” in un sonno criostatico. Durante il viaggio della nave verso i nuovi mondi da colonizzare, essa verrà attaccata e quasi distrutta da una minaccia esterna, che determinerà il risveglio del nostro PG. Infatti, proprio per questo motivo, abbandoneremmo la nave, lasciandoci dietro familiari ed amici, con l’obbiettivo di trovare il vero colpevole dell’attacco e il “perchè” dietro la situazione in corso. Ovviamente per motivi di spoiler, non possiamo approfondire più di tanto le vicende, ma vi basta sapere che le apparenze di questo gioco possono facilmente ingannare. Infatti la storia di The Outer Worlds, pur apparendo banalotta in superficie, riuscirà ben presto ad ramificarsi in una serie di eventi a dir poco interessanti che vedranno in “azione” elementi come, crisi politiche, guerre civili ed terrorismo.

Il comparto narrativo riesce inoltre ad essere così coinvolgente ed interessante per il semplice fatto che, il gioco non sembra mai prendersi sul serio. Per farci capire più facilmente, la chiave narrativa scelta dai creatori del gioco ricorda ben da vicino opere come Futurama ed South Park che, grazie alla spicata ironia riescono a dare significato a temi difficilmente digeribili o facili da affrontare. Infatti più di una volta il gioco è riuscito a strapparci una risata, andando però a parlare di temi spesso discussi come l’eresia, la religione in se, o semplicemente il sesso. Anche il charater design ci è sembrato a dir poco perfetto, ed le varie storie che andremmo a vivere risulteranno abbastanza coinvolgenti da farci proseguire con l’avventura. Ogni personaggi che vi racconterà una storia, in qualche modo riuscirà a rimanervi incollato nella mente e questa cosa ci ha fatto un piacere immenso, dimostrando una certa cura dei Obsidian verso il titolo.

I could talk…but I just prefer letting my gun do the speaking!

Staccandoci dalla sfera narrativa del prodotto, andiamo a parlare adesso del suo fulcro “ludico” ovvero il gameplay! The Outer Worlds, come era da aspettarselo, cerca di imboccare la strada di New Vegas, puntando però a migliorare i difetti visti durate la vita dell’opera Bethesda. Di base, il gioco si proporrà come un semplice GDR (abbastanza old school) con elementi da shooting moderno, basato però moltissimo sulle statistiche (pur non distruggendo l’esperienza) ed le molteplici scelte a prendere. Infatti è stata proprio questa libertà d’azione (e di scelta) che ha reso particolarmente interessante il gioco. La continua ramificazione delle situazioni che andranno a plasmarsi intorno alle nostre scelte, determineranno l’andamento generale dell’avventura, portandovi ad affrontare nuove minacce o situazioni. Se sarete abili con le parole potrete cavarvela con semplici discorsi, se invece siete temperamentali ma avete una buona mira, le potrete andare avanti facendo carneficine e far tremare i nemici che si metteranno davanti a voi. Queste “infinite” possibilità rendono il tutto ancora più “appetibile” a chi in passato si è divertito grazie ad opere simili. Inoltre la moltitudine di armi, armature ed oggetti da usare e build da creare, rendono il tutto molto rigiocabile.

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Tuttavia, ci tocca precisare anche qualche pecca del titolo, ovvero la sua lentezza generale durante le prime ore di gioco. Infatti l’opera Obisidian parte molto come un Diesel, facendo abbastanza fatica ad ingranare. Questo difetto purtroppo potrebbe portare moltissimi giocatori ad abbandonare l’avventura, essendo che per le prime 6 ore il gioco non vi darà tanto motivo di rimanere incollati. Durante questo tempo la trama non si svilupperà ed i vari scontri saranno risicatissimi, portando il tutto a sembrare piatto e noioso. Le missioni anche risulteranno molto simili ed uguali tra di loro, risultando solo delle semplici “fetch quests” in grado da mettervi al proprio aggio con le meccaniche generali di gioco. Una volta superate però queste primissime ore, le restanti saranno a dir poco ottime ed adrenaliniche, riuscendo ad offrire una buona varietà.

Tornando a parlare un pochino del charater design generale, il gioco vi darà anche la possibilità di reclutare svariati PG, che si uniranno nel corso dell’avventura al vostro equipaggio. Proprio questi personaggi saranno uno dei fiori all’occhiello del gioco, risultando a dir poco interessanti, divertenti, ma sopratutto utili! Infatti ogni aiutante si rendere utile a modo suo, riuscendo a farvi superare certe situazioni critiche o addirittura fornendovi informazioni importantissime che potranno aiutarvi lungo l’avventura. Inoltre, conoscere al meglio ogni singolo membro del vostro equipaggio servirà anche ad aumentare i legami e la fiduccia che esso metterà in voi. Tuttavia ci teniamo a precisare che, non ci saranno storyline di tipo amoroso in The Outer Worlds, quindi non provateci neanche a corteggiare i vari PG!

Per quanto riguarderebbe il sistema di Shooting ed la varietà delle armi, possiamo tranquillamente affermare che il gioco prende spunto più da opere come Borderlands (come feel del sistema di shooting) che da un Fallout qualsiasi. Ci saranno una buona quantità di armi diverse in grado di farvi sperimentare ed affrontare al meglio certi nemici. Inoltre il feeling generale risulterà molto veloce, portando il pensiero ai shooter arcade di una volta. L’unico elemento “diverso” sarà un sistema chiamato DDT, che sarà da “paragonare” al V.A.T.S.visto nella serie Fallout. Questo sistema infatti, vi darà la possibilità di rallentare il tempo, facendovi analizzare al meglio un nemico ed mostrando i punti deboli di esso. Insomma niente  di nuovo, ma sicuramente un’aggiunta che si rivelerà molto utile durante i vari combattimenti. Forse solo il livello di difficoltà “normale” ci è sembrato un pochino blando, non riuscendo ad offrirci chissà quale sfida. Quindi il nostro consiglio sarebbe quello di aumentare fin da subito la difficoltà così da provare al meglio l’esperienza generale.

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Un’ultimissima caratteristica che vorremmo analizzare prima di passare al comparto tecnico, sarebbe quella dei svantaggi. Durante il corso dell’avventura infatti, grazie a delle variabili in game, il nostro PG potrà subire svariate fobie che incideranno sulle sue caratteristiche generali. Per esempio, se userete troppo spesso le cure, il vostro personaggio svilupperà una vera e proprio dipendenza per le droghe, rendendolo più debole del previsto. Un altro esempio sarebbe quello dell’aerofobia che, porterà il vostro PG ad aver paura delle altezze, costandovi così punti destrezza appena sarete vicini ad un precipizio. Questa meccanica non solo risulta a dir poco unica ed interessante, ma di base riesce ad aumentare ancora di più l’elemento “rigiocabilità” dando infiniti possibilità alle varie run!

Tecnicamente Parlando

The Outer Worlds da un punto di vista tecnico riesce ad offrire svariate soddisfazioni ma anche moltissime delusioni, risultando in un esperienza abbastanza difficile da catalogare (tecnicamente parlando). Infatti il gioco, grazie al suo stile grafico ed ai giganteschi panorami, riuscirà svariate volte a lasciarvi a bocca aperta per la bellezza generale del suo mondo. Tuttavia le magagne tecnica, una volta approfondite, rivelano le rughe di questo gioco. L’opera Obsidian è stata da noi provata sia su PS4 Pro sia su One X, dove, in entrambi i casi, il framerate è stato inchiodato a 30 FPS. Esso però, non è mai riuscito a rimanere stabile, subendo svariati cali sia sulla console Sony che quella Microsoft. Per quanto riguarderebbe la qualità delle texture, di base le differenze sarebbero difficili da notare tra le due versioni, tuttavia su One X la qualità generale risulta un pelo superiore a quanto visto sulla console Sony.

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Ambo le versioni però hanno dimostrato tempi di caricamento a dir poco brevi, rendendo l’esperienza liscia e mai dannosa per i continui caricamenti. Il tutto probabilmente sarebbe da attribuire alla (saggia) scelta di rendere il gioco un semi open world, rendendo così i tempi computazionali molto brevi. Piccola pecca però che teniamo ad attribuire, sarebbe quella dei sottotitoli a dir poco minuscoli che a tratti, ci hanno resi ciechi. In un gioco simile, la possibilità di rendere la lettura molto fluida dovrebbe essere una priorità. Tuttavia, siamo fiduciosi che in futuro questo difetto potrebbe sparire!

In Conclusione

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The Outer Worlds è stato esattamente quello che ci aspettavamo da Obisidian, ovvero un ottimo titolo con delle potenzialità future a dir poco immense. La cura per i dettagli ed la possibilità di plasmare il mondo di gioco intorno alle nostre scelte, rende quest’opera una delle sorprese più gradite di questo 2019. Possiamo inoltre confermare che, dopo questo titolo, Bethesda si dovrebbe ancora di più vergognare per averci dato un prodotto simile a Fallout 76 e non a The Outer Worlds.

Se avete amato tanto quanto noi le opere passate dei Obisidian o se semplicemente cercate un modo per riprendervi dopo la delusione dell’anno scorso, allora questo titolo non può assolutamente mancare dalla vostra libreria videoludica!

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The Outer Worlds

60.99€
8.2

Gameplay

8.5/10

Trama

8.0/10

Sonoro

8.0/10

Grafica

7.5/10

Longevità

9.0/10

Pros

  • Uno dei RPG più belli di questa generazione
  • A tratti il gioco sa lasciarvi a bocca aperta per le sue ambientazioni
  • Il gameplay sa farsi apprezzare...
  • Ottimo charater desing

Cons

  • ...ma nelle prime ore risulta abbastanza lento
  • Il feedback delle armi non è sempre apprezzabile
  • Il framerate non risulta sempre stabile

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