The Last of Us Parte 2, la paura delle cose non dette | Dedica

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Giuseppe Licciardi
Nato con un pad nella mano sinistra e un mouse nella destra. Ancora non si conosce la sua vera provenienza, molti pensano faccia parte di un' antica razza aliena che mira a divulgare il videogioco come arte. Per ora si sa solo che studia per diventare Ingegnere Informatico, ma forse è solo una scusa per mimetizzarsi tra gli essere umani.
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Nato con un pad nella mano sinistra e un mouse nella destra. Ancora non si conosce la sua vera provenienza, molti pensano faccia parte di un' antica razza aliena che mira a divulgare il videogioco come arte. Per ora si sa solo che studia per diventare Ingegnere Informatico, ma forse è solo una scusa per mimetizzarsi tra gli essere umani.

Tempo di lettura: 4 minuti

Ciao, se stai leggendo questo articolo è molto probabile che tu abbia completato The Last of Us Parte 2 e che sei nel limbo di emozioni in cui si sono trovati tutti quei giocatori che dopo aver visto il finale, si sentivano svuotati e privi di qualsiasi voglia di voler continuare a pensare cosa quell’opera volesse insegnarci. Se ne sono dette tante sul nuovo titolo di Naughty Dog, eppure questa volta non analizzeremo nulla di tutto questo, non staremo qui a parlare di quello che abbiamo visto nel titolo. Non descriveremo il mondo di piombo in cui i nostri protagonisti sono immersi, di tutto questo internet è saturo. Dietro The Last of Us vi è un sottobosco ricco di pensieri contrastanti, a volte anche fin troppo radicati, sia da chi venera il titolo, sia da chi lo distrugge senza neanche averlo provato.

Invece siamo qui con qualcosa di diverso, che possa accompagnare noi giocatori nel riscoprire alcuni momenti del gioco che hanno lasciato impresso quella nostalgia, quel sentimento di rinascita che tanto impregna i personaggi del mondo che abbiamo imparato ad amare in questi due capitoli. Questa è una dedica personale al lavoro svolto dai ragazzi di Naughty Dog, da una persona che ha apprezzato la storia di quel mondo, che si è fatta avvolgere anche in maniera violenta da un turbine di emozioni e che ha voglia di lasciare una traccia all’interno delle menti di chi ha vissuto questo viaggio.

PS: Prima di continuare vi avvertiamo che sono presenti spoiler anche se in maniera non esplicita, prima della lettura vi consigliamo di finire il titolo per poi tornare su queste pagine.
PPS: Se avete voglia di immergervi ancora di più in quello che andrete a leggere, consiglio di mettere della musica di sottofondo, magari “Future Days”dei Pearl Jam, o una canzone che per voi ha un forte significato.
Buona lettura

” Ehi,
Abbiamo avuto poco tempo per dirci le ultime cose, a volte faccio finta che non sia successo nulla, altre volte invece non riesco e tremo pensando a quegli attimi di paura. In questo mondo attanagliato dall’odio e dalla voglia di estrema sopravvivenza, il nostro futuro è plasmato soltanto da ciò che facciamo nella nostra quotidianità e fuggire dal nostro passato è impossibile. Sicuramente se tu fossi qui, mi avresti chiesto cosa stessi facendo, d’altronde non sono io quella che esterna i propri sentimenti, eppure sentivo il bisogno di parlare, dovevo lasciarti un messaggio, qualcosa di indelebile che possa andare oltre il tempo e che rimanga per sempre.

Pensavo di non avere più bisogno di te, ma evidentemente mi sbagliavo. Ero accecata da quello che è accaduto tra noi negli ultimi due anni, ero accecata da me stessa e questo mio senso di freddezza verso gli altri. Quando ti ho visto lì, steso su quel pavimento freddo mi si è gelata l’anima, e come un flash ho capito cosa avevo perso. Non c’è alcun rimedio alle azioni compiute nel nostro passato. In questo mondo la vendetta e l’odio sembrano essere i motori di noi sopravvissuti. Ognuno ha la sua storia, ognuno ha i suoi motivi, chi siamo noi per decidere di spegnare una vita? NESSUNO, noi non siamo NESSUNO. Ma mi sentivo accecata da quel senso di colpa, quello che non mi faceva dormire la notte, che non mi faceva mangiare e che non mi ha permesso di amare. Tutto scaturito dal “non detto”. Cosi, ho deciso di partire, per me era la cosa giusta anche pensando che tu avresti fatto lo stesso. Ho messo in pericolo le vite delle persone che amo, mandandole in pellegrinaggio verso la morte, senza redenzione, perché pensavo che fosse la cosa giusta. Tutto questo per cosa? Per un senso di vendetta, alimentato da colpe che mi davo per averti mandato via dalla mia vita.

Tu che ti sei sempre prodigato nel proteggermi, tu che hai saputo guidare e imparare ad amare una bambina cresciuta prima del tempo, in un mondo poco adatto ai sentimenti e fatto soltanto di polvere da sparo. Forse non avevo ancora capito cosa mi avessi lasciato, ma poi ad un tratto ho visto tutto. Quando avevo davanti a me quella che mi sembrava la causa di tutto ero pronta a chiudere quel capitolo doloroso, ma poi sei apparso tu, e ho capito che in parte stavo commettendo un grave errore. In cosa mi sarei trasformata? Avrei recato soltanto altro dolore.  I mostri non si combattono strappando altre vite, ma si sconfiggono cercando di guardare oltre i sentimenti negativi. Ed è lì che ti ho visto… sempre cosi sorridente, con la tua chitarra e con quella voglia di riavvicinarti a me…eppure io come una stupida non vedevo altro che le mie ragioni. Ed ora cosa mi è rimasto se non la polvere del mio viaggio, logorandomi perdendo ogni dolcezza della mia vita che con tanta fatica stavo cercando di ricostruire. Ho smarrito anche le corde che mi legavano a te, eravamo connessi come fili di acciaio indistruttibili, ma sono stata in grado di spezzare anche quelli. Non so cosa farò, voglio cercare delle risposte dentro di me senza ferire più nessuno…
La tua piccola Ellie. “

Grazie per aver letto fin qui, spero che questa dedica al mondo di The Last of Us, possa avervi lasciato qualcosa, anche solo una traccia di quello che ho sentito giocando al titolo. Se avete voglia di condividere il vostro pensiero, potete farlo nei commenti qui sotto. Grazie a tutti.

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