The Last of Us – Neil Druckman prova il gioco per la prima volta

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Giuseppe Barbieri
Avevo circa 7 anni quando per la prima volta vidi uno dei miei fratelli giocare ai titoli più simbolici sulla prima Playstation, come Crash Bandicoot o Resident Evil 3: Nemesis. Da quel giorno mi sono interessato a questo mondo, facendo crescere sempre più la passione per i videogiochi. Credo e affermo che i videogiochi siano una vera e propria forma d'arte e di espressione che si unisce ad altri tipi di arte che insieme riescono catapultarti in un altro mondo. Ciò che apprezzo per lo più nei videogiochi sono le storie profonde, giocherei a COD o a qualunque altro multiplayer soltanto per noia. Amo le storie, e amo crearle. Oltre ad essere un videogiocatore in cerca di storie ho, da qualche tempo, anche l'interesse per la lettura e la scrittura.

Avevo circa 7 anni quando per la prima volta vidi uno dei miei fratelli giocare ai titoli più simbolici sulla prima Playstation, come Crash Bandicoot o Resident Evil 3: Nemesis. Da quel giorno mi sono interessato a questo mondo, facendo crescere sempre più la passione per i videogiochi. Credo e affermo che i videogiochi siano una vera e propria forma d'arte e di espressione che si unisce ad altri tipi di arte che insieme riescono catapultarti in un altro mondo. Ciò che apprezzo per lo più nei videogiochi sono le storie profonde, giocherei a COD o a qualunque altro multiplayer soltanto per noia. Amo le storie, e amo crearle. Oltre ad essere un videogiocatore in cerca di storie ho, da qualche tempo, anche l'interesse per la lettura e la scrittura.

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Neil Druckmann, figura al momento più nota all’interno del team di Naughty Dog per aver creato il brand di The Last of US, e lo sarà nuovamente con The Last of Us Part II, capitolo che vedrà la luce probabilmente nel 2019 o entro il 2020.

Ciò che starete per leggere, ma che avrete già intuito in parte leggendo il titolo è che proprio il padre di questa serie, dopo ben quasi quattro anni dalla sua uscita, non ha mai giocato interamente al gioco. La notizia, in effetti è alquanto buffa, considerando il semplice fatto che il gioco è stato ideato in parte anche da lui, ma la cosa forse è giustificabile per via dei suoi vari impegni che non gli hanno mai concesso di poterlo provare dall’inizio fino alla fine, questa è la dura vita dello sviluppatore!

Come si nota dal Tweet riportato, Neil ha definito la sua creazione come It’s pretty good”, che fra l’altro, tale citazione ricorda molto quella di Ocelot di Metal Gear Solid.

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