The Division 2, la Recensione – NO SPOILER

Recensioni
Alessandro Niro
Nato il 16 luglio 1988, è stato fin da bambino appassionato di videogiochi, cinema, serie TV e fumetti. Ex redattore/recensore di varie testate giornalistiche e attualmente titolare di una società Informatica, ha deciso di aprire una propria freepress dedicata al mondo nerd. La passione per quello che fa ed ama, non lo ha mai fermato davanti a niente e nessuno.

Nato il 16 luglio 1988, è stato fin da bambino appassionato di videogiochi, cinema, serie TV e fumetti. Ex redattore/recensore di varie testate giornalistiche e attualmente titolare di una società Informatica, ha deciso di aprire una propria freepress dedicata al mondo nerd. La passione per quello che fa ed ama, non lo ha mai fermato davanti a niente e nessuno.

Tempo di lettura: 6 minuti

Per Ubisoft non poteva esserci periodo migliore per la messa sugli scaffali della sua nuova opera: The Division 2. Dopo la carenza di contenuti ed i piani per il futuro non molto rosei per Destiny 2 e l’uscita di un Anthem deludente, con il secondo capitolo di The Division, Ubisoft ha fatto centro. Con l’ibrido sparatutto/MMO creato da Massive Entertainment, la casa di Montrèal è riuscita a farsi riconoscere ancora una volta, ritagliandosi una grossa fetta di pubblico e fanbase.

DA NEW YORK A WASHINGTON DC

Se state leggendo questa recensione, sarete sicuramente interessati ad acquistare The Division 2, ma non è detto che abbiate seguito tutte le vicende che ci hanno portato fino a questo punto.

Nel primo capitolo, siamo stati testimoni di una grande epidemia esplosa su larga scala il giorno del Black Friday, che ha sconvolto l’intero paese. In pochi giorni l’acqua, il cibo e le risorse iniziano a scarseggiare, uccidendo i pochi superstiti rimasti. L’unica speranza risiede nella squadra speciale soprannominata: The Division, che ha il compito di controllare e riportare in ordine la città, ma soprattutto, scoprire chi e cosa ha causato l’epidemia. Questo nuovo capitolo ci mette ancora nei panni di un agente della Divisione ma questa volta, sette mesi dopo i disordini avvenuti a New York e più precisamente, ci ritroveremo a Washington, dove la Casa Bianca sarà il centro nevralgico delle operazioni.

Come per il primo capitolo, anche The Division 2 non brillerà dal punto di vista narrativo, ponendo non molta attenzione nel racconto degli eventi. Anche il nostro personaggio, oltre ad un editor di personalizzazione molto scarno e superficiale, non risulterà altro che un burattino muto e privo di qualsiasi carisma.

GAMEPLAY

Da un editor del personaggio, come detto sopra, molto scarno, entreremo in gioco con un breve tutorial che senza troppi fronzoli, ci butterà subito all’azione. L’interfaccia risulta essere molto simile a quella del precedente capitolo e facendo un giro nell’inventario (spesso) significa perdersi in una serie di cifre ed attributi. Quello che stupisce però, una volta entrati nella Casa Bianca, risiede nella quantità di contenuti aggiunti. Oltre alle missioni principali e secondarie, ci ritroveremo a liberare dei territori dalle forze nemiche, salvare civili che rischiano un’esecuzione pubblica e tantissimi altri eventi sparsi per la mappa, alcuni randomici ed altri ben predefiniti.

Anche la personalizzazione delle abilità, risultano essere davvero variegate e molto più consistenti rispetto al primo capitolo. Dal quartiermastro presente alla Casa Bianca, avremo la possibilità di sbloccare nel corso dell’evoluzione del nostro personaggio diverse Abilità e Vantaggi che andranno ad influire sulla tatticità effettiva del gioco. Inoltre, la possibilità di sbloccare abilità quali: Impulso, Torretta, Alveare, Lanciatore chimico, Lucciola, Mina a ricerca, Drone e Scudo renderà l’esperienza più varia. Ogni abilità ha delle sotto-classi. Ad esempio: sbloccando l’abilità drone, ci darà possibilità di utilizzare un drone d’attacco, che neutralizzerà i nemici più vicini o scelti dal giocatori mediante la pressione di un tasto. L’abilità potrà avere anche un ruolo di difesa, dando la possibilità di creare una barriera che parerà qualsiasi colpo nemico (fino ovviamente al suo esaurimento o distruzione).

Anche i vantaggi non saranno da meno, e molti risulteranno più utili di altri, soprattutto all’inizio dell’avventura, ma di questo ne parleremo in un articolo dedicato più avanti.

Tutte le attività che svolgeremo nel corso del gioco, avranno come fine ultimo l’ottenimento di un bottino, costantemente cospicuo. Salire di livello e proseguire con le missioni e gli incarichi, sarà molto appagante, dando un loot man mano sempre più alto che farà crescere il nostro protagonista, scontro dopo scontro. Anche soltanto girovagando per la mappa, potremmo imbatterci in casse ed eventi casuali divertenti e molto remunerative.

NEMICI E GUNPLAY

Diversamente dal primo capitolo i nemici saranno molto più ostici. Sarà difficile avere da ridire sulla IA dei propri avversari. Questi ultimi, saranno più reattivi e propensi all’accerchiamento. Se prima in solo, potevamo andare contro tutto e tutti, adesso dovremo stare attenti ed eliminare i nemici in punti strategici prima che la situazione, si ritorca in nostro svantaggio degenerando.

Anche il numero di colpi per abbattere un nemico sembra migliorato. Se prima i nostri avversari sembravano delle spugne attira-proiettili, ora gli scontri saranno più equilibrati riducendo solo alcuni boss a poter assorbire un quantitativo più alto di colpi. Ma questo equilibrio è dato anche a dei nemici che ci faranno più danno. Per questo, non sarà più possibile avanzare alla Rambo ma, in base al terreno ed all’ambientazione di combattimento, dovremo studiare tattiche ed il miglior modo per proseguire senza finire dritti nella tomba.

Ogni arma ha le sue peculiarità, con valori che ne indicano il danno, la rapidità di fuoco, l’accuratezza, il tempo di ricarica, la stabilità ed altre informazioni utili. Il tutto, sarà gestibile e migliorabile anche attraverso delle mod a nostra disposizione (con una gestione molto più semplice dal precedente capitolo), che potranno essere collocate sia su armi che vestiario, attrezzature ed abilità, in base al nostro stile di gioco.

CLAN E GIOCO DI SQUADRA

A differenza del primo capitolo, su The Division 2 è presente un sistema di Clan con un menù dedicato, direttamente in gioco. I Clan, ora, sono gruppi organizzati, hanno una propria identità, progressione e ricompense.

Per poter creare o partecipare ad un Clan, bisogna sbloccare il membro dello Staff Grace Larson. Per sbloccarla è necessario portare a termine la missione principale “Museo Viewpoint”. Il sistema è stato creato in maniera ottimale con l’inserimento per ogni Clan di un emblema, da poter personalizzare al momento della creazione, un tag, un breve testo di presentazione da far leggere ai membri e molte altre informazioni utili per i partecipanti.

Per agevolare l’organizzazione interna e dare ai clan una struttura più chiara, i suoi membri sono divisi in gradi: Comandante, Tenente, Agente e Recluta; ognuno con i propri permessi. I Comandanti e Tenenti, quando valutano una domanda di adesione, possono esaminare le caratteristiche e l’equipaggiamento del candidato e prendere così la decisione. I membri di un clan possono tenersi aggiornati grazie al feed del clan, che si trova sul menù Panoramica, e che contiene tutte le informazioni relative alle sue attività ed ai suoi progressi.

Comodo anche il sistema di chat vocale. Ogni clan avrà due canali di chat vocale per un massimo di 25 membri. In questo modo sarà possibile parlare ed organizzarsi molto più facilmente con gli altri membri, indipendentemente da dove ci si trova e quale attività si stia facendo.

Un ottimo sistema che punta e premia il lavoro di squadra. Infatti The Division 2, darà il meglio di sé in team. E con questa funzione, Ubisoft ha fatto sicuramente centro.

GRAFICA, SONORO E TECNICISMI

La grafica ha fatto passi da gigante rispetto al suo predecessore. Su PlayStation 4 Pro (hardware sul quale abbiamo potuto testare il gioco), lo Snowdrop Engine si rivela in grado di offrire al giocatore un discreto colpo d’occhio, nonostante il livello del comparto grafico si confermi altalenante. Ci è capitato molte volte di attendere a lungo, prima che venissero caricate delle texture di oggetti di ambientazione come pullman, auto o statue.

Ci è capitato anche qualche volta, di tornare alla schermata iniziale del gioco dopo un crash e perdere, purtroppo, tutti i progressi fatti durante una missione. Anche se rari, abbiamo assistito a cali di fotogrammi per secondo.

Il comparto audio invece è stato ben studiato e, sia la colonna sonora che gli effetti delle ambientazioni circostanti, incluso il doppiaggio italiano, sono stati mediamente di buon livello.

CONCLUSIONI

Data l’immensità dell’opera, abbiamo deciso di rimandare un’analisi dell’end-game ad un secondo momento. Questo per il semplice fatto che prima dell’arrivo al livello 30, vi siano una marea di contenuti fruibili, compresa la nuova modalità PvP, sbloccata praticamente ad inizio gioco e non ancora da noi analizzata in modo approfondito.

Da quello che abbiamo potuto vedere fino ad ora, The Division 2 è uno di quei giochi da non lasciarsi assolutamente scappare, soprattutto se giocato in compagnia. Un gioco profondo, con un system loot valido, appagante e, al momento, tra i migliori sul mercato. Un ottimo lavoro per Ubisoft e Massive Entertainment i quali, hanno fatto capire che la voce della community non è irrilevante, ma fondamentale.

The Division 2

8.4

Gameplay

9.0/10

Trama

6.5/10

Grafica

8.5/10

Sonoro

8.5/10

Longevità

9.5/10

Pros

  • Divertente, soprattutto in team
  • Loot system davvero molto appagante
  • Tantissimi contenuto sin dall'inizio
  • Migliorie richieste dai fan rispetto al primo capitolo

Cons

  • Aspetto narrativo superficiale e migliorabile
  • Qualche difetto grafico presente

Altri articoli in Recensioni

Blacksad Under the Skin Recensione, investigazione felina

Camilla Colombo6 Dicembre 2019

Space Pioneer Recensione, viaggio nello spazio profondo!

Giuseppe Licciardi3 Dicembre 2019

Pokémon Spada e Scudo Recensione, tornare bambini dopo tanto tempo

Andy Bercaru25 Novembre 2019

Death Stranding Recensione, il ponte che collega i mondi artistici

Andy Bercaru11 Novembre 2019

Call of Duty: Modern Warfare Recensione, il ritorno del re?

Riccardo Cantù9 Novembre 2019

Overwatch Recensione (NSW), l’hero shooter diventa tascabile

Andy Bercaru2 Novembre 2019