Tell Me Why Recensione, tra lacrime e ragionamenti profondi

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Andy Bercaru
Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Tempo di lettura: 8 minuti

Si dice che niente accade per puro caso. Ogni singola scelta comporta una conseguenza uguale è contraria. Chiamatelo effetto farfalla, chiamatelo destino o semplicemente vedetelo come semplice sfumatura della vita. La cosa certa è che proprio queste nostre scelte tendono a plasmarci, a darci un percorso e a portarci a crescere. Ma cosa succede quando le nostre scelte diventano più grosse di quello che pensavamo? Cosa capita se di punto in bianco perdiamo il filo della ragione? Spesso, niente di buono. Non solo ci procuriamo dei traumi interiori, ma danneggiamo anche tutti quelli intorno a noi creando una spirale confusa e piena di dolore. Siamo creature strane che all’apparenza risultiamo di facile apprensione, ma spesso dentro la nostra corazza di carne si nascondono troppe sfumature. Catalogare tutto risulta facile, capire tutto invece è dannatamente difficile. Proprio per questo motivo cerchiamo metodi di sfogo alternative come il lato artistico. La musica, la poesia, la pittura o il videogioco ci aprono al mondo. Attraverso questi rami artistici risultiamo privi di catene o semplicemente proviamo a mostrarci per quello che siamo. Infatti molti sviluppatori provano a spiegarci che la psiche umana può essere usata come colore per dipingere la tela artistica conosciuta come videogioco. Tell Me Why è sicuramente uno degli esempi più concreti che si avvale di questo concetto!

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Non è certamente la prima volta che in questa generazione i sentimenti umani vengono utilizzati in maniera focale per dar vita ad un’opera. I francesi Dontnod hanno sempre saputo giocare bene le proprie carte, creando spesso progetti di tutto rispetto. Proprio durante questa specifica era videoludica abbiamo sperimentato operecome Life is Strange in grado di smuovere certi preconcetti in maniera quasi radicale, per spingere il soggetto a ragionare (non solo con la testa, ma anche con il cuore). Non risulta sicuramente facile affrontare tematiche che tutt’oggi vengono mal viste. Infatti il rischio che il prodotto venga lapidato dall’utenza è sempre dietro l’angolo (vedersi il caso di The Last of Us 2).

Ma a distanza di quasi 1 anno ecco che i tanto amati ragazzi francesi rischiano ancora una volta dando alla luce Tell Me Why. Sin dalle prime immagini il prodotto sembrava convincere relativamente gran parte del pubblico, pur utilizzando una formula di gioco già sfruttata a dovere in questa generazione. Ancora una volta però le tematiche affrontate non sarebbero state di facile “digestione”, toccando elementi molto sensibili. Ma saranno riusciti i Dontnod a superare se stessi e regalarci ancora una volta un prodotto soddisfacente? Andiamo a scoprirlo nelle prossime righe della nostra recensione!

In these promises broken, deep below…

Capite fin da subito che ci risulta alquanto impossibile raccontarvi grossi dettagli sulla trama senza ricadere nel tranello dei spoiler. Esattamente come le vecchie opere Dontnot anche Tell Me Why mette sul piano più alto la parte narrativa, cercando di farci rivivere una storia condita con una moltitudine di argomenti. Cercheremo quindi nelle prossime righe solo di farvi capire in breve da dove parte la storia del gioco. Tell Me Why ci porterà nelle lontane ed innevate terre dell’Alaska. La nostra storia avrà come protagonista la famiglia Ronan, più precisamente i due gemelli di questo nucleo famigliare. Sin dalla tenera età i due fratelli sono risultati inseparabili, cercando di aiutarsi a vicenda, proteggersi ed ovviamente imparare cose nuove. Il loro rapporto viene presentato come uno molto solido, in grado di superare ogni singolo trauma o problema. Tuttavia il crudele destino metterà alla prova questa loro unione quando, un tragico evento cambierà la loro vita per sempre. La separazione diventerà inevitabile, ma l’amore fraterno continuerà a persistere nel cuore dei due.

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Dopo anni dalla loro separazione i due ragazzi risulteranno diversi, tramutati da un punto di vista sentimentale, ma ancora uniti. E proprio questo amore fraterno renderà loro ancora più uniti nel cercare di capire perchè un certo evento ha preso vita. Per non rischiare di rovinarvi la trama preferiamo a fermarci qui con i vari dettagli specifici. Anche se una delle cose iniziali potremmo svelarvela, scegliamo di non farlo proprio per far sperimentare il tutto attraverso i vostri occhi.

Vogliamo precisare però delle cose importanti! Tell Me Why affronta argomenti molto forti che spesso vengono trattati con indifferenza dalle persone più comuni. Non è certamente la prima opera videoludica a trattare questi ragionamenti, ma proprio perchè in passato certe tematiche hanno dato fastidio al pubblico più superficiale, preferiamo mettere già le mani avanti e dirvi di andare oltre i soliti pregiudizi. Si! Tell Me Why tratta tematiche LGBTQ+, ma quest’argomento non è il fulcro della storia. La tematica menzionata prima fa solo parte di un meccanismo di racconto ancora più grande, che porterà molti di voi a capire cosa vuol dire essere esclusi. Perchè è proprio questa la bellezza di Tell Me Why, ovvero aprire gli occhi a molti. È raro vedere un’opera trattare in maniera così diretta ma nello stesso tempo così non forzata questi temi. Non gira tutto intorno a semplice sfumature, ma ognuna di essa serve per dipingere una tela. Inutile quindi dire che, probabilmente i ragazzi di Dontnod si sono leggermente superati con questo racconto, in quanto esso non solo risulta curato in ogni singolo dettaglio (con personaggi sempre stupendi da scoprire e da vivere). La trama infatti è strutturata in maniera ottimale, con un ritmo sempre ottimo che va a colpire il giocatore quando meno se lo aspetta. Pochi clichè e tantissimi colpi di scena in grado da farvi cadere la mascella e addirittura farvi versare qualche lacrima.

Abbiamo apprezzato davvero tanto la coerenza del racconto, la voglia di evolversi ed il modo in quale vengono trattati tutti i singoli elementi. Anche le particolarità più minuscole servono ad espandere ancora di più la trama. Basta prendere come esempio anche solo la fenice sulla giacca di uno dei gemelli. Quel piccolo simbolo per quanto potrebbe sembrare randomico serve a far capire che dietro questo personaggio c’è una rinascita, un ritrovamento dopo essere caduto. Proprio queste piccolezze fanno capire quanto i ragazzi di Dontnod si sono dedicati a non far sembrare il mondo di gioco un guscio senz’anima, ma piuttosto hanno deciso di renderlo partecipe. Ovviamente il gioco sarà pieno zeppo di questi riferimenti, ma starà a voi cercare di scoprire ogni singolo dettaglio!

Each word gets lost in the echo…

Da un punto di vista puramente videoludico Tell Me Why si presenta come le già note opere Dontnod. Saremo alle prese ancora una volta con un’avventura grafica moderna in quale dovremmo esplorare svariate zone, dialogare con i vari NPC ed risolvere di tanto in tanto qualche puzzle (abbastanza intuitivo). A differenza della struttura episodica vista con Life is Strange, Tell Me Why adotta una formula similare, ma nello stesso tempo diversa. Non avremmo più una moltitudine di episodi che usciranno nel corso di tanti mesi, ma soltanto 3 capitolo che usciranno a distanza di pochissime settimane l’uno dall’altro. Ogni capitolo avrà la durata di circa 3 ore l’uno, però in base a come sperimenterete l’avventura questo numero potrebbe variare.

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Possiamo quindi affermare che, da un punto di vista ludico non si sono viste grossissime innovazioni. Infatti il gioco segue una classica struttura basata su scelte e fasi esplorative. Sicuramente questa tipologia di gioco favoreggia bene opere come Tell Me Why, tuttavia a distanza di anni inizia leggermente a stancare. Precisiamo che lungo l’avventura non ci siamo certamente annoiati (specialmente per via del racconto molto ben gestito), ma la sensazione di deja-vu non si è fatta certamente mancare. Ci auguriamo di vedere in futuro opere leggermente più diverse, anche se molto basate sulla storia, in quanto questa semplice formula sta iniziando a sentirsi obsoleta.

Come abbiamo già precisato la longevità generale del titolo sarà di circa 9 ore. Una durata che consideriamo più che buona vista la tipologia di gioco. Inoltre, il solito sistema morale rende ancora una volta l’intera esperienza molto rigiocabile in quanto ogni singola scelta porta a modificare gran parte dell’andamento generale della trama. Quindi se siete “feticisti” del 100%, probabilmente vi vorranno almeno 17 ore per completare il tutto.

Tecnicamente Parlando

Tell Me Why fa sicuramente un buon lavoro dal punto di vista tecnico, ma ancora una volta non evolve niente. Lo stesso engine usato su LiS e LiS2 viene riproposto anche in questa nuova opere, offendo sicuramente un’esperienza gradevole ma anche abbastanza basilare. Quindi se cercate fotorealismo o dettagli grafici assurdi, Tell Me Why non è il gioco che fa per voi. Tuttavia l’opera riesce a stare a 1080p e 30fps sulle versioni base della console, mentre su One X il gioco raggiunge la nota risoluzione 4K (sempre 30 FPS). Non abbiamo notato particolari sbavature tecniche, anche se in certe zone le texture tardavano a caricare. Nel complesso però il gioco riesce a fare la sua buona figura convincendo a dovere. L’unica nota negativa che teniamo a menzionare è legata alle animazioni facciali che non sempre fanno un buon lavoro. Molte volte infatti, certi NPC tendono a non essere coerenti mostrando delle espressioni di dubbia qualità. Non è una cosa gravissima, tuttavia in certi punti questa particolarità tende a spezzare l’immersività del giocatore.

Se da un punto di vista grafico il gioco risulta buono, sotto il punto di vista audio ancora una volta tocchiamo alti livelli qualitativi. Come sempre siamo di fronte a dei doppiaggi meravigliosi ed una soundtrack scelta con cura per l’opera, che riuscirà a dare vita alle emozioni. Siamo sicuri che, esattamente come per LiS, anche le canzoni di Tell Me Why si uniranno alla vostra playlist personale.

In conclusione

Ancora una volta i ragazzi di Dontnod sono riusciti a superare loro stessi. Non è facile raccontare una storia così profonda ed è ancora più difficile farlo affrontando certi temi. Tell Me Why è una lezione di vita, un racconto che va oltre i semplici preconcetti. Non è decisamente un’opera perfetta anzi, le sbavature dal punto di vista ludico si notano. Tuttavia la cura maniacale per il racconto ed il modo in quale esso viene presentato, riesce a nascondere per bene le sbavature ludiche. Se avete amato Life is Strange o semplicemente cercato un’esperienza più immersiva da un punti di vista emozionale, Tell Me Why è assolutamente un must!

“Di solito non utilizzo ulteriori spazi per dare sfogo a certi pensieri. Non è da me utilizzare un lavoro per rendere libera la mia voce. Ma questa volta sento la necessita di parlare liberamente! Queste righe non sono scritte da Andy Bercaru il recensore, ma di Andy la persona. Molti di voi mi conoscete come il ragazzo felice che cazzia i videogiochi, mangia hamburgher e dice idiozie su social. Ma dietro quella sfumatura c’è di più! Purtroppo, anche dentro me giace un mostro…uno con quale combatto da anni.

Si! Soffro di depressione e non me ne vergogno! Svariate volte ho guardato il vuoto, pensando di abbracciarlo. Moltissime volte ho rischiato di non farcela. Ho rifiutato l’aiuto e ho sempre fatto il testardo, rischiando la pelle troppe volte ormai. Si…ho avuto quei pensieri…come molti della mia età. Non me ne vergogno nel dirlo…perchè so che queste mie parole possono aiutare anche te. Si, proprio tu che stai leggendo. So cosa vuol dire sentirsi soli. Capisco bene il sentimento d’impotenza perenne e la voglia di farla finita. Conosco l’esclusione.

Però io mi sono salvato! Ho accettato l’aiuto. TU devi fare lo stesso. Non vergognarti mai di quello che sei, parla con chi ti vuole bene. Perchè può sembrare strano o impossibile ma nel mondo ci sono sempre persone che ti vogliono e ti vorranno bene! Non ancorarti al passato…vai oltre! Il passato è sicuramente una parte di noi, ma che senso ha se il futuro è in ballo. Lasciati andare e cerca di essere capito…Non è facile! Non lo sarà mai…ma le persone giuste ci sono anche per te. E non guardare il vuoto come unica soluzione, non essere egoista..o almeno, provaci a non esserlo. 

Se invece non hai mai sperimentato certe cose, ma conosci qualcuno che si trova preso in questa trappola, aiutalo! Non  ignorarlo e non farlo cadere…dimostrali che ha un senso andare avanti. La depressione è un mostro, ma i mostri vengono sconfitti grazie all’unione. In fin dei conti, siamo tutti uguali….il sesso, la razza, la religione e tutte queste cose, sono solo dettagli…

Accettate l’aiuto ed imparate ad amarvi. Innamoratevi, vivete, credete in quello che volete…ma non l’abbandonatevi all’oscurità! Hopes up high, head down low!”

8.3

Gameplay

7.0/10

Trama

9.5/10

Grafica

8.0/10

Sonoro

9.0/10

Longevità

8.0/10

Pros

  • I ritmi del racconto a dir poco eccellenti
  • Colpi di scena ben ragionati
  • Colona sonora pazzesca

Cons

  • La formula di gioco inizia a risultare vecchia
  • Qualche animazione facciale non del tutto convincenti

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