Summer in Mara Recensione (Nintendo Switch), l’estate dei simulatori

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Camilla Colombo

Tempo di lettura: 6 minuti

I videogiochi di simulazione di vita e gestionali fanno parte di un genere che ha avuto modo di affermarsi storicamente: potremmo fare un esempio recentissimo e menzionare Animal Crossing: New Horizons che col suo successo ha consolidato l’omonima saga ventennale, oppure potremmo fare qualche passo indietro per raggiungere gli anni durante i quali The Sims e le sue espansioni hanno permesso a moltissime generazioni di avvicinarsi al mondo videoludico con il loro magnetismo e la loro accessibilità. Lo studio spagnolo Chibig, precedentemente autore del piccolo, ma affermato Deiland, ha sicuramente fatto tesoro di questa intuitiva familiarità ed è forse per questo che per Summer in Mara ha deciso di puntare sulla collimazione tra l’ordine dei base-builder (con particolare attenzione per il farming e il crafting) e il più classico gioco di ruolo nel tentativo di creare e riprodurre un’esperienza flemmatica e completa.

L’impiego di energie al fine di realizzare proposte innovative e modalità di intrattenimento che evidenzino elementi distintivi è senza dubbio l’obiettivo core di ogni software house che decida di sviluppare contenuti per inserirli nello scenario attuale che, nel caso specifico dei videogiochi, risulta sempre più saturo e competitivo. Piattaforme come quella di Kickstarter, sulla quale questo specifico progetto è approdato nel febbraio del 2019, risultano a questo punto sempre più efficaci per riconoscere le intenzioni più valide o, più semplicemente, quelle che meglio riescono a sintonizzarsi con gli orientamenti e le tendenze in perenne mutamento degli svariati utenti e fruitori.

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Diversità, crescita ed esplorazione

Ad accoglierci in Summer in Mara troveremo anzitutto una considerevole varietà di elementi i quali concorreranno ad arricchire notevolmente il suo gameplay. Non da meno, una caratteristica che immediatamente si potrà percepire sarà la presenza di una profonda stratificazione dell’evoluzione delle meccaniche di gioco che porteranno gradualmente ad accrescere le nostre abilità e possibilità. Prima di questo, però, verremo accolti da una piacevolissima anticipazione dell’ennesima peculiarità rappresentativa del titolo: una cutscene animata durante la quale assisteremo al ritrovamento di una neonata umana in mare da parte di una creatura dalle sembianze anfibie appartenente ai qüido. Scopriremo quindi le origini del legame che unirà la protagonista undicenne Mara e la nonna adottiva Yaya Haku che nel tempo non solo ci renderà partecipi di un’attualissima realtà di diversità e inclusione, ma ci insegnerà anche valori sottovalutati come quello dell’altruismo e della cura per l’ambiente.

Nonostante il mondo ristretto e apparentemente protetto nel quale verremo inseriti e istruiti, non passerà molto prima che la placida quotidianità venga spezzata da sfumature misteriose che riguarderanno non solo l’esistenza stessa dell’isola, ma anche il nostro offuscato passato. Il destino fumoso della protagonista, ci porterà così ad abbandonare il nostro rifugio sicuro prima del tempo, contro le raccomandazioni di Haku che farà di tutto per tenerci al sicuro: durante uno dei suoi viaggi per l’arcipelago, infatti, verremo sorpresi nella notte da un’insolita luce nella baia che presto si rivelerà essere una piccola creatura smarrita chiamata Napopo che ci chiederà di accompagnarla a casa fornendo così i presupposti per l’inizio alla nostra colorata avventura.

Nel corso dei nostri viaggi per mare e tra le isole (circa una trentina) avremo così modo di espandere i nostri orizzonti, fortemente stimolati all’esplorazione in cerca dei tanti segreti, dei tesori sommersi e degli oggetti che nasconde l’area di gioco. Potremo inoltre fare la conoscenza di innumerevoli personaggi ben curati e caratterizzati e di specie diverse che gradualmente ci aiuteranno a disotterrare i ricordi del nostro passato e a definire il presente. Non da meno, i nostri progressi ci porteranno ad entrare in contatto con le azioni sospette e malevole perpetrate da parte di alcuni individui di un altro pianeta, gli Elit, che tenteranno di spezzare il piacevole equilibrio filantropico inizialmente condiviso e che Haku ci ha insegnato a proteggere.

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Un ritmo altalenante

La nostra avventura dalle tinte calde ed estive comincerà su una piccola isola dell’arcipelago di Mara dove impareremo insieme alla protagonista a prenderci cura della natura, coltivando e seminando frutti e alberi o allevando e interagendo con alcuni animali per riuscire a sopravvivere e soprattutto a convivere in armonia con l’ambiente circostante. Avremo modo, nel tempo, di ampliare notevolmente lo spettro di ingredienti e materiali coi quali potremo interagire e, come conseguenza di questa varietà di elementi, vedremo una parallela crescita delle ricette che potremo preparare per riempire il nostro stomaco e di strumenti e addirittura strutture che potremo costruire in base alle nostre necessità. Tutte queste attività si concentreranno all’interno della nostra casa, unico luogo presso il quale potremo costruire e coltivare, che ci permetterà di accedere agli strumenti, ad un tavolo di lavoro, alla cucina e alla nostra stanza per poter dormire e recuperare le energie che spenderemo rapidamente nel corso della giornata (a tal proposito è interessante evidenziare che in caso di esaurimento delle forze, le nostre attività verranno interrotte riportandoci direttamente al checkpoint iniziale dell’isola in cui ci troviamo).

Una volta presa familiarità con queste dinamiche, purtroppo spesso poco intuitive o approssimative, avremo modo di lasciare il nostro atollo per cominciare l’esplorazione dell’intero arcipelago per mezzo di una barca che potremo potenziare nel corso della nostra avventura e che ci permetterà così di raggiungere nuove aree nelle quali potremo interagire con personaggi più o meno principali commerciando e accettando centinaia di quest tra primarie e secondarie che contribuiranno ad arricchire l ‘esperienza permettendole di raggiungere fino alle 30 ore di gioco.

Sebbene le premesse di Summer in Mara risultino indubbiamente interessanti, col passare del tempo l’esperienza di gioco comincerà purtroppo a risentire del peso di una flebile ripetitività che non riguarda unicamente le dinamiche espressamente richieste da farming e crafting, ma anche una sostanziale bonaccia espressiva derivata sia da una crescente prevedibilità di ciò che ci aspetta sia dalla sensazione soffocante che la progressione di gioco finisca con l’interrompersi bruscamente, spezzando il climax ascendente che ha caratterizzato invece le sue prime fasi e rivelando una forte contrapposizione tra la basilarità delle azioni e il grande quantitativo di contenuti realizzabili. A questo rallentamento sembrerà inoltre sovrapporsi uno stemperamento dell’attenzione dedicata alla trama che, soprattutto nelle fasi intermedie del gioco, finirà spesso con l’essere trascurata in favore dell’imprescindibile necessità di concludere determinate missioni che permettano di ottenere gli strumenti per proseguire nella storia.

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Impara l’arte…

Summer in Mara ci è stato giustamente presentato come un titolo placido e calmo e non c’è dubbio che queste affermazioni corrispondano al vero. L’esperienza di gioco risulta sicuramente rilassante e piacevole, soprattutto grazie alla scelta di ricreare un ambiente tropicale ed estivo che legittimasse l’uso caricato dei colori e la presenza di una florida vegetazione e di una discreta fauna locale, includendo per altro cicli diurni e notturni e cambiamenti climatici. A questo proposito non possiamo non soffermarci per un attimo sulla cura dedicata allo sviluppo dei concept dei vari personaggi e sulla squisitezza delle illustrazioni e delle animazioni proprie delle scene non interattive – realizzate con il contributo dell’artista Ciervo Alto – e dei dialoghi tipici dei classici gdr. Interessante è infatti lo sviluppo sferico del level design di questo titolo che prende vita a partire dall’iniziale struttura bidimensionale che ha caratterizzato il concepimento di ogni elemento e dettaglio. Non da meno, sarà presente anche una gradevolissima colonna sonora realizzata dai compositori di Deiland e altri ancora.

… e mettila da parte

Se l’atmosfera costituisce così un punto di forza che saprà sicuramente catturare l’interesse della maggioranza, si può dire che al contrario il gameplay finisca col risentire di alcune interferenze derivate dalla scelta di ampliare oltre le previsioni i contenuti all’interno del gioco che in alcune occasioni sembrano soffrire di un conflitto di interessi a differenza di altri titoli simili come Stardew Valley e My Time at Portia. È comunque vero che nonostante la loro semplicità, potremo dedicarci ad un discreto quantitativo di attività – come la pesca, l’esplorazione degli oceani, lo sviluppo dell’isola e altre ancora – e ad una buona personalizzazione del personaggio che andranno ad aggiungere valore all’esperienza complessiva, permettendo al giocatore di non inciampare nell’avanzamento del gioco nonostante i momenti inevitabili di smarrimento dovuti all’eccessiva semplicità dell’interfaccia del riepilogo delle missioni la quale sarà purtroppo avara di dettagli e indicazioni.

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L’inizio di un lungo viaggio

Con Summer in Mara, il team di Chibig ha sicuramente saputo svelare delle buone carte che ci fanno ben sperare nel futuro delle sue produzioni e che evidenziano un’ottima spinta di crescita derivata dall’apprendimento generato dall’esperienza. Senza dubbio la strada verso l’affermazione è ancora lunga, del resto non si smette mai di imparare, ma non è da escludere che la casa spagnola riesca a sorprenderci nell’immediato futuro soprattutto s considerata la rapidità con la quale sono stati conseguiti i più recenti risultati sia in termini di sviluppo sia in termini di accrescimento delle competenze.

Il titolo sarà disponibile su tutte le piattaforme (PS4, Nintendo Switch, Xbox One e PC) a partire dal 16 Giugno 2020 e vorremmo consigliarlo non solo a tutti gli amanti del genere, ma anche a coloro che sono attualmente alla ricerca di un’esperienza tranquilla che possa accompagnare i momenti di rilassamento anche in concomitanza ad altre attività e che non abbiano troppe aspettative in merito a grafica e struttura tecnica.

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6.6

Gameplay

6.0/10

Trama

7.0/10

Grafica

5.0/10

Concept

8.0/10

Sonoro

7.0/10

Pros

  • Buon level design dei personaggi
  • Atmosfera rilassante
  • Buona varietà di attività

Cons

  • Grafica a volte troppo elementare
  • Conflitto di interessi tra gameplay e trama
  • Leggera ripetitività

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