Suicide Guy – Recensione del gioco dei Chubby Pixel (no spoiler)

Recensioni
Alessandro d'Amito
Siberian89 o, per gli amici Sib. Geek blogger, amante di film, giochi, serie tv, fumetti, romanzi, Magic the Gathering, Hearthstone. Fanatico Caotico.
@Siberian89

Siberian89 o, per gli amici Sib. Geek blogger, amante di film, giochi, serie tv, fumetti, romanzi, Magic the Gathering, Hearthstone. Fanatico Caotico.

Tempo di lettura: 5 minuti

Il 14 luglio 2017 è stato infine rilasciato Suicide Guy, il nuovo gioco dei Chubby Pixel, su Steam, per la gioia di tutti gli amanti di questi sviluppatori che hanno mostrato loro tutta l’interesse e l’amore possibile, grazie anche ai loro altri titoli all’attivo.

Il team di sviluppo italiano, già autori di Woodle Tree (che farà anche la sua comparsa nel gioco assieme a tante icone nerd), ha proposto un gioco in cui si sono divertiti ad invertire i presupposti del medium stesso: cosa accadrebbe se lo scopo del giocatore non fosse sopravvivere fino alla fine, bensì morire per avanzare?

Perché far cadere una birra è un po’ come morire

L’intero gioco parte con il nostro protagonista ben comodo sul suo divano, canottiera sporca e birra in mano, pronto a rilassarsi davanti alla tv. Forse quella bevuta di troppo, forse la stanchezza, portano il nostro “eroe” a chiudere gli occhi ed è qui che inizia il sogno. Soli sul tetto di un palazzo molto, molto alto, l’unica via d’uscita sembra essere un trampolino pronto dinanzi a noi.

Suicide Guy Cubby Pixel

Da qui il brusco risveglio e l’immediato colpo di sonno, questa volta più profondo e con una presa meno salda sulla nostra bottiglia di birra. Dobbiamo svegliarci se non vogliamo far cadere il dolce nettare sul nostro pavimento e l’unico modo, ormai l’abbiamo capito, è quello di trovare un modo per morire.

Qui c’è tutta la genialità di Suicide Guy, gioco che ci chiarisce immediatamente come dobbiamo procedere e che ci mette subito d’avanti all’uscita, in quello che fungerà da hub per i nostri sogni. Per far aprire la porta che ci porterà alla nostra amata birra, dovremo infatti “servire” i vari tavoli del fast food in cui ci ritroveremo, entrando nei vari sogni dentro al sogno e trovando il modo più veloce per morire.

Il mio totem è la mia bottiglia

Ogni livello sarà quindi un puzzle volto prima ad insegnarci e poi a testare le meccaniche di gioco, il tutto richiedendo una buona dose di pensiero laterale e osservazione per riuscire a capire come raggiungere il nostro obbiettivo. Ogni livello superato ne sbloccherà un altro, fino alla soluzione di tutti i livelli disponibili e la visione dei titoli di coda.

Soprattutto tra i primi, abbiamo mondi ovviamente presi di peso da altre opere videoludiche e non, tutti realizzati con una grafica allegra e colorata anche per fare contrasto con la meccanica principale di gioco. C’è da dire che ci sono livelli che godono di colpi di genio e finezze molto interessanti (come il livello della vasca o i titoli di coda) o di un design pulito e ispirato (molto apprezzabile Super Mario), altri invece che sono forse troppo dipendenti dalle meccaniche del gioco originale e facilmente rompibili (Portal) o che hanno sezioni molto tediose di platforming.

Suicide Guy Cubby Pixel portal

Non è quasi mai una buona idea sviluppare un platform 3D in prima persona, figuriamoci aggiungere meccaniche platform che richiedono una certa precisione in un puzzle game. Per fortuna, buona parte del gioco non è basato sul platforming e il nostro personaggio si aggrapperà alle sporgenze con una certa tolleranza all’errore, rendendo il tutto più semplice.

Il momento che trasforma il sogno in un vero e proprio incubo è il livello finale, molto snervante nella sua costruzione ma completabile anche in maniera diversa da quanto suggerito (sempre che non si sia trattato di un bug). A proposito di bug, Suicide Guy ne soffre decisamente sia di legati alla fisica che di legati alla compenetrazione, per fortuna nulla di grave o di compromettente, mentre ho assistito ad una buona manciata di crash improvvisi durante la prova del gioco.

Una canotta bianca ma non senza macchie

Suicide Guy si presenta con un aspetto grafico cartoonesco, colorato e simpatico, perfetto per il titolo e molto piacevole. Fantastica la scelta del design per il personaggio, con il suo pancione che impedisce la visuale sui piedi, e molto carine e abbastanza curate le caratteristiche dei vari livelli, con menzione speciale per l’acqua.

Non sempre riuscita è invece la posizione dei vari collezionabili all’interno dei livelli. Volendo completare il gioco al 100%, con tanto di achievement su Steam, dovremo trovare una statuetta nascosta in ogni livello. Mentre alcune sono posizionate in angoli da ricercare, altre sono semplicemente messe in bella mostra e molte di queste scelte dipendono dalla dimensione più o meno ampia dei vari sogni.

Suicide Guy Cubby Pixel super mario

Ogni altra scelta, più o meno realistica, fatta all’interno del gioco può essere facilmente spiegata facendo notare che ci troviamo all’interno di un sogno, e tanto basta. Piuttosto strana, invece, la scelta di far vedere le mani del protagonista anche durante l’uso di oggetti, cosa che da una sensazione antipatica per come è gestita e che, forse, sarebbe stato meglio evitare totalmente.

Per restare in tema di cose abbastanza strane, durante il gioco ci troveremo a guidare diversi mezzi ma, come nel caso del platforming, anche qui mancherà la cura necessaria per dare un vero senso di differenziazione. Quando una macchina ha la stessa maneggevolezza di un muletto, c’è qualcosa che non va.

Una radio da sogno sempre con te

Tra le scelte più carine fatte in gioco c’è la presenza nei livelli della piccola radio rossa, traccia del sogno che stiamo vivendo e oggetto con cui è possibile interagire per risolvere enigmi e per silenziare la colonna sonora. Nonostante la possibilità, non c’è motivo per privarsi di musiche così ben fatte e così calzanti ai vari livelli di gioco: se gli effetti ambientali sono semplicemente buoni, la colonna sonora è davvero molto, molto bella.

Suicide Guy Cubby Pixel mucca

Parlando di possibilità, Suicide Guy offre delle opzioni piuttosto minimali per quanto riguarda la grafica e il sonoro, entrambe scelte comprensibili vista la resa finale e la possibilità di operare sulla musica durante il gioco stesso. Quello che non è comprensibile è la mancanza della possibilità di rimappare i comandi e il fatto di avere maggiori azioni disponibili giocando con pad anziché con mouse e tastiera. Un vero peccato, perché i comandi sono piacevoli e naturali anche senza l’uso del pad.

In ultimo, più una riflessione che una critica. Per quanto il gioco sia stato appena rilasciato e per quanto sia assolutamente indipendente dal testo, mi è parso abbastanza strana la presenza della scelta della lingua contenente come unica opzione selezionabile l’inglese. Inoltre, il gioco mi sembra semplicemente perfetto per essere giocato tramite VR ed è un po’ un peccato che non supporti questa opzione di gioco.

Suicide Guy protagonista

Risvegliandoci dal sogno

Suicide Guy è un titolo piuttosto allegro e divertente che stravolge la normale meccanica di gioco, spingendo il giocatore a cercare la morte con il suo personaggio. Una scelta del genere merita già di essere premiata e sicuramente attirerà un buon numero di giocatori anche solo per curiosità. Nel complesso, il gioco è piuttosto scorrevole e piacevole graficamente e, soprattutto, musicalmente, ma soffre di crash casuali e bug minori che potranno essere sicuramente risolti con patch future.

Considerando la sua durata, dalle tre alle cinque ore, e il suo prezzo attuale di 3,99€ per promuoverne il lancio, l’esperienza complessiva è comunque positiva e apprezzabile.

Suicide Guy

6.8

Grafica

6.5/10

Level Design

6.5/10

Colonna Sonora

7.5/10

Gameplay

6.0/10

Originalità

7.5/10

Pros

  • Idea di base brillante
  • Grafica colorata
  • Desgin interessante e a volte geniale
  • Buona giocabilità...

Cons

  • ... tranne nelle sezioni platform
  • Bug minori
  • Crash occasionali

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