[SPOILER] Resident Evil 7: il grande punto interrogativo lasciato dal finale

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Marco Pasqualini
Nato nel 1982 Marco è un ragazzo di città che ama la campagna più del multiplayer, pratica la monogamia su console, ne ama una alla volta anche se spesso si concede qualche scappatella su PC.

Nato nel 1982 Marco è un ragazzo di città che ama la campagna più del multiplayer, pratica la monogamia su console, ne ama una alla volta anche se spesso si concede qualche scappatella su PC.

Tempo di lettura: 4 minuti

I numeri di vendita nella prima settimana di Resident Evil 7 sono stati impressionanti. Nonostante in terra nipponica, pur essendo al primo posto nelle classifiche di vendita, al lancio ha venduto di gran lunga molto meno rispetto al sesto episodio (187.000 contro 634.933 sulla sola Ps3), in occidente ha spopolato.

La spiegazione è anche da ricercarsi nella mancanza di una solida fetta di mercato in Giappone della console xBox One, ma il punto che affronteremo oggi riguarda una questione diversa e i numeri sopracitati sono un piccolo pretesto per palesare quanti nuovi giocatori del franchise possono essere nati solo ora. Dall’altra parte ci sono i vecchi videogiocatori e, ovviamente, anche coloro che tutto ad un tratto sono divenuti esperti di Resident Evil e hanno invaso di post i vari blog e social parlando anche senza cognizione di causa (complice magari la giovane età) di quello che sia o non sia il gioco ed il brand.

 

Tutto ciò per introdurre l’argomento di oggi relativo al finale della campagna principale. Partiamo da un presupposto che potrebbe far gridare “scandalo” a molti fanboy: per quanto sia meraviglioso ed articolato l’universo di Resident Evil, bisogna ammettere che non abbia mai brillato a livello di trama e originalità. Urge definire: per quanto si voglia difenderlo a spada tratta, sono tipici della saga alcuni buchi di sceneggiatura ed alcune (probabilmente involontarie) cadute plateali di stile in tutti, e sottolineamo tutti, gli episodi della serie. Tutti coloro che leggendo queste righe hanno esclamato “Non è vero! RE 4 era perfetto!!!“, sono invitati a domandarsi, per esempio, come mai Salazaar fosse vestito come un perfetto imbecille del 1800 e perché Luis Sera fosse un detective conciato da ballerino di Flamenco.

Ricordiamo che solitamente i prodotti videoludici giapponesi hanno la loro peculiare dose di assurdo che spesso e volentieri si può riscontrare a livello di trama e in svariati stereotipi verso il mondo occidentale (anche  il settimo episodio ne è intriso)  che sotto sotto risultano anche essere simpatici.

SPOILER IN ARRIVO

Come sopra menzionato, il settimo episodio, per quanto ben costruito a tutti i livelli, soffre di alcuni piccoli grandi buchi di sceneggiatura che culminano con il finale: tutti coloro che lo hanno portato a termine si sono imbattuti in quel personaggio che aiuta Ethan lanciandogli la pistola/cannone Albert-01 per poi, tolto l’elmetto tattico, palesarsi come Redfiled e portare in salvo lui o la coppia (a seconda del finale) a bordo di quell’elicottero della Umbrella già visto in foto nella demo.

Quello che sembra essere un semplice ed esaltante cameo si dimostra molto più articolato e retrospettivo del previsto. Per prima cosa a livello visivo : questo Redfiled appare meno virile ed è più biondiccio rispetto al solito e non trasmette le sensazioni che il pugile della roccia ci aveva abituati.

credit-capcom

Di seguito l’elenco delle stranezze :

  • il soldato si presenta semplicemente come Redfield senza specificare il nome di battesimo
  • è a bordo di un velivolo appartenente alla sua arcinemica Umbrella
  • ha osservato le vicende di casa Baker senza intervenire (per quanto ne sappiamo), diversamente dall’indole eroica di Chris
  • avrà un DLC dedicato chiamato NOT A HERO  che verrà rilasciato gratuitamente in primavera (immagine teaser alla fine dei titoli di coda)
  • lancia una pistola progettata per distruggere BOW
  • nonostante tanti piccoli richiami ai vecchi giochi, nella campagna non ci sono tangibili collegamenti con le vecchie vicende, ma soltanto piccoli richiami (un giornale che ricorda le vittime di Racoon City e un quadro delle montagne Arklay, per esempio) 
  • la compagnia che ha creato Eveline è una concorrente della Umbrella e sembra meno stratificata e organizzata 
credit-capcom (1)

Infine segnaliamo due postille :

  1. in RE Revelations c’e una scena in cui viene suggerita la presenza di cloni di Chris e, se così fosse, egli sarebbe uno di loro.
  2. esiste una teoria secondo il quale colui che si spaccia per un Redfield sia in realtà Mr Morte Hunk, il personaggio già presente dai tempi del secondo episodio la cui identità non è mai stata svelata pur essendo comparso più volte. La teoria nasce dalla somiglianza tra il volto di questa comparsa di RE7 e il volto pixelloso scoperto di Hunk stesso visibile in uno degli epiloghi del terzo episodio e potete constatarlo nell’immagine allegata. Sarebbe anche ora che Capcom svelasse qualcosa riguardo a questo strano e oscuro personaggio che nel suo piccolo ha sempre fatto il lavoro sporco per l’organizzazione.
resident-evil-epilogue-card-ft-hunk-s-face-and-redfield-from-resident-evil-7-credit-neogaf-com

Come detto sopra, dovremo attendere il rilascio del DLC in quanto solitamente, nel puro stile RE, alcuni  retroscena vengono spiegati tramite episodi sbloccabili e il picco più alto è rappresentato da Assignment Ada del quarto episodio che si incastrava perfettamente con le vicissitudini di Leon, differentemente da quello ridicolo del sesto (il computer/meccanismo/serratura che poneva domande tra un’orda e l’altra, fa parte di quelle trovate ridicole di cui sopra).

a-shot-from-the-debut-trailer-for-resident-evil-revelations-credit-capcom

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