Sphinx e la Mummia Pasticciona: Il ritorno del Semidio, La Recensione

Recensioni
Francesco Damiani
Appassionato di videogames e di cinema fin dalla tenera età. Crescendo ho imparato a conoscere questi due settori, studiando ogni loro forma creativa e comprendendo il grande lavoro che si cela dietro.

Appassionato di videogames e di cinema fin dalla tenera età. Crescendo ho imparato a conoscere questi due settori, studiando ogni loro forma creativa e comprendendo il grande lavoro che si cela dietro.

Tempo di lettura: 4 minuti

Fino ad oggi abbiamo avuto modo di poter osservare come grandi titoli debuttati in passato stiano riscontrando un notevole successo sulla scena videoludica moderna.

Questo grazie alle nuove tecnologie che hanno permesso agli sviluppatori di poter riprendere alcuni dei loro grandi capolavori e farli rivivere una seconda volta, migliorandone il comparto tecnico e a volte rivoluzionando anche il gameplay sulle console next-gen.

Quest’oggi, avrete modo di poter riprendere in mano uno dei titoli che sicuramente negli anni 2000 ha lasciato la sua impronta su PlayStation 2 e GameCube, si tratta di Sphinx e la Mummia Pasticciona.

Pubblicato da THQ Nordic, Sphinx e la Mummia Pasticciona è un gioco d’azione in terza persona con delle contaminazioni platform che ritorna sulla scena con una nuova riedizione, su Nintendo Switch.

Molti giocatori, che lo richiesero a gran voce, oggi potranno riscoprirlo sull’amata console Nintendo, e quale modo migliore di godersi un titolo così apprezzato?

IL RITORNO DEL PRINCIPE

Ambientato nell’antico Egitto, le terre dai mille misteri e dalle molte divinità pagane, il nostro semidio Sphinx, metà uomo e metà leone, darà inizio alla sua avventura. La sua prima missione, comincerà all’interno del palazzo di Uruk, spoglio di qualsiasi mezzo per difendersi da ciò che lo aspetterà.

Dopo una prima spiegazione su quale sarà il nostro obbiettivo, potremo incominciare ad esplorare l’ambiente circostante che fin da subito, ci fa imbattere in alcuni semplici enigmi ma anche in qualche incontro non del tutto amichevole.

Per quanto la storia mantenga una sua linearità, con il progredire nell’avventura ci capiterà un’imprevisto che andrà a dare una svolta alla trama. Il nostro amato Sphinx, nel tentativo di azionare una sorta di teletrasporto, si ritroverà improvvisamente nelle vesti di un buffo personaggio: una mummia.

Egli non sarà solo un personaggio secondario ma addirittura il leggendario principe Tutankhamon, ormai ridotto all’osso. Nei panni di questo nuovo protagonista, il gameplay varierà parecchio al punto da dare al titolo un aspetto completamente diverso.

D’altronde se da una parte avremo Sphinx che sarà in grado di saltare e brandire armi, dall’altra avremo un personaggio che costringe il giocatore ad affrontare l’avventura in modo totalmente differente. Da un action in terza persona infatti, il titolo prodotto da THQ Nordic diverrà un platform ben realizzato e rispettoso di tutti i canoni fondamentali del genere.

UN GAMEPLAY NON DEL TUTTO EFFICIENTE

Per quanto la struttura di gioco sia stata rivista, su Nintendo Switch non riesce a trovare un giusto riscontro sulla qualità tecnica della realizzazione. Nonostante il titolo offra una grande varietà, i controlli per quanto siano semplici ed intuitivi, molto spesso tendono a complicarsi col proseguire della storia.

Per quanto Sphinx e la Mummia Pasticciona sia una notevole esperienza da provare su Nintendo Switch, c’è da tenere conto che la struttura di gioco diviene in alcuni momenti legnosa e poco reattiva su determinate sequenze.

C’è da dire però, che la longevità del titolo è notevole. Difatti le ore di gioco saranno una quindicina, senza contare che una volta concluso, lo si potrà rigiocare senza problemi.

UN RESTAURO BEN CURATO

Sotto questo aspetto, la grafica è ben realizzata, malgrado non si raggiunga appieno l’efficienza vista con i grandi capolavori approdati sulla console negli ultimi anni; prendendo un titolo a caso: The Legend of Zelda.

Tutto sommato la ri-realizzazione dei protagonisti principali è stata ben rivisitata, in particolare sulle movenze di Sphynx, che ha in serbo una serie di pose quasi alle pari di un atleta.

Di effetto gli ambienti di gioco, che sia visitati su portatile che su TV, sono stati caratterizzati notevolmente, ora tutto ha un aspetto molto più definito, che osservato con attenzione, darà al titolo un concept molto giovanile.

Un po’ carente la telecamera di gioco, che per quanto sia posizionata alle spalle del nostro protagonista, in determinati punti non è sempre eccezionale, andando a compromettere la visuale e a disorientare il giocatore.

IL SONORO

Il comparto sonoro è stato ben ricalibrato, con delle musiche che come in passato non diventano mai invasive, ma offrono una grande immersività. Lo stesso si può dire degli effetti, ben campionati. Non si può dire la stessa cosa per i dialoghi, assenti come nella versione originale con qualche errore di traduzione e delle frasi abbastanza ripetitive.

IN CONCLUSIONE

Sphinx e la Mummia Pasticciona è un titolo che merita, grazie sopratutto alla grande performance su Nintendo Switch. Non sarà di certo un’astro di primaria bellezza, ma è un gioco che saprà far divertire e sicuramente intrattenere, senza impegnarsi troppo.

Un’arcade piacevole da giocare e che, rispetto alla prima edizione, potrà essere giocato ovunque si voglia. Un’esperienza che ad oggi continua ad essere una delle novità più affascinanti di sempre.

Sphinx e la Mummia Pasticciona

7.1

Grafica

6.5/10

Storia

7.0/10

Gameplay

6.5/10

Sonoro

7.5/10

Longevità

8.0/10

Pros

  • Comparto tecnico ben rivisitato
  • Longevità
  • Tipologie di gioco diversificate

Cons

  • Controlli poco reattivi
  • Telecamera di gioco dispersiva
  • Traduzioni da rivedere

Altri articoli in Recensioni

Age of Wonders Planetfall Recensione, una vasta scacchiera nello spazio

Giuseppe Licciardi13 Agosto 2019

Wolfenstein Youngblood Recensione, si torna a cacciare nazisti

Riccardo Cantù31 Luglio 2019

Etherborn Recensione, un pellegrinaggio tra gravità e immaginazione

Camilla Colombo25 Luglio 2019

Dragon Quest Builders 2 Recensione: a metà tra il Sandbox e il JRPG

Andy Bercaru19 Luglio 2019

The Sinking City Recensione, il mito di Chtulhu torna alla vita?

Riccardo Cantù4 Luglio 2019

Red Faction Guerrilla Re-MARS-tered Recensione, torniamo su Marte in versione portatile

Andy Bercaru1 Luglio 2019