The Last of Us – La dirompente forza di un prologo indimenticabile

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Attenzione! Il seguente articolo contiene spoiler pesanti riguardante il prologo di The Last of Us. Se non avete ancora giocato l’opera Naughty Dog vi consigliamo di non procedere alla lettura del seguente articolo!

Esistono videogiochi che ti entrano sotto pelle con il trascorrere delle ore, quasi di soppiatto, portandoti a percepire le loro qualità soltanto una volta terminata l’avventura. Altri titoli, di contro, riescono nell’impresa di coinvolgerti sin da subito, catturandoti già dalle prime battute di gioco. E’ il caso di The Last of Us, capolavoro sviluppato da Naughty Dog che riuscì nell’impresa di rendersi protagonista della scorsa generazione di console andando a rappresentare il canto del cigno di PlayStation 3. Il prologo dell’opera è straziante, caratterizzato da un crescendo di tensione che coinvolge immediatamente il videogiocatore anche a livello emotivo, nonostante in questa fase di gioco si interpreti principalmente una ragazzina in un contesto ben poco interattivo e fortemente scriptato. D’altronde, il colpo di genio del team di sviluppo fu proprio questo: metterci nei panni di Sarah. Sì, perché nei mesi antecedenti al lancio del titolo, ammirando i vari trailer e filmati di gioco avevamo fatto la conoscenza di Joel ed Ellie, i due protagonisti assoluti di The Last of Us. Una volta avviato per la prima volta il gioco, dunque, nessuno si sarebbe mai potuto aspettare che ad accompagnare i nostri primi passi sarebbe stata la piccola ed indifesa Sarah. Tale espediente si rivelò narrativamente perfetto e ancora oggi, dopo quasi sette anni, conosco gente (tra cui il sottoscritto) che vive con i brividi a fior di pelle quei quindici minuti iniziali. Ma andiamo con ordine…

Ci troviamo nel “passato” – ossia prima che la virulenta e brutale infezione dei cordyceps decimi l’umanità – in un intimo contesto familiare, Sarah sta riposando sul divano finché non rincasa esausto Joel, suo padre, di ritorno dal lavoro. Sembra essere una sera come un’altra ma non è così, è il compleanno di Joel e la piccola Sarah ha avuto la dolce idea di sorprendere suo padre con un regalo, un orologio pronto a sostituire quello vecchio.

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Si può dividere questa prima sequenza nei panni di Sarah in due sezioni. Nella prima, ambientata nell’appartamento, entriamo magicamente in contatto con un umile contesto familiare, in cui è evidente che la ricchezza più grande presente in casa sia l’amore che intercorre tra padre e figlia. Dopo che la ragazzina allieta suo papà con il regalo di compleanno, i due rimangono sul divano a guardare insieme la TV. Sarah inevitabilmente crolla e Joel, da buon padre, la prende in braccio portandola in camera sua e salutandola con un dolce “Buonanotte amore”.

Nel cuore della notte, tuttavia, un’improvvisa telefonata sveglia bruscamente Sarah: a disturbare la quiete notturna è Tommy, zio della ragazzina, che in un palpabile stato di tensione invita la piccola a chiamare in fretta il padre per motivi che non arriviamo a comprendere, visto che subito dopo cade la linea lasciandoci sorpresi ed inermi.

A questo punto, la svolta: la cinematica diventa interattiva e con uno squisito cambio d’inquadratura prendiamo il controllo di Sarah, muovendola liberamente nell’ambiente circostante. La stanza di Sarah è credibile, ricca di dettagli tangibili che fanno realmente sentire il giocatore all’interno del microcosmo di una ragazzina. Facendo un po’ di attenzione, possiamo captare le passioni della piccola: la musica, il cinema, il calcio… Il tutto grazie ad una costruzione del personaggio realizzata attraverso uno stupendo uso della narrativa ambientale. Una volta abbandonata la stanza e raggiunta quella del padre, veniamo avvolti da un’ atmosfera di pura incertezza: Joel non è in camera, la TV è accesa e al telegiornale si parla di una pericolosa epidemia… Dopodiché, si sente una roboante esplosione talmente vicina alla casa di Sarah che la ragazzina riesce persino a scorgerla dalla finestra.

Il dubbio si trasforma in vera e propria suspense. Sarah ha paura, cambia postura mettendo le braccia conserte, come se volesse proteggersi dall’inquietudine che la circonda. Chiama a gran voce il padre ma Joel non risponde. L’estrema velleità registica del team di sviluppo si palesa a più riprese, come quando scendendo le scale veniamo metaforicamente investiti dalle auto della polizia che, sfrecciando a sirene spiegate sulla strada, spezzano l’agghiacciante silenzio che attanaglia la zona, se escludiamo il costante abbagliare di cani che si avverte in sottofondo… un chiaro presagio di sventura. Con questa sequenza, Naughty Dog riesce a richiamare l’attenzione del videogiocatore, che diventa immediatamente coinvolto da ciò che sta accadendo. Non si può che provare empatia per la piccola, visibilmente spaventata ed indifesa, ed augurarsi che Joel torni presto. Ma siamo impotenti e possiamo solo incrociare le dita. La fase introduttiva sta per entrare nel clou, fortunatamente Joel rincasa ma è visibilmente sconvolto, agitato. Estrae dal cassetto di una scrivania la sua pistola e chiede alla sempre più terrorizzata Sarah di allontanarsi dalla porta e di fare attenzione. La piccola non capisce, fino a quando il vicino di casa non irrompe nell’abitazione in un evidente stato di aggressività incontrollata. Joel gli intima di allontanarsi ma il signor Cooper non è in sé e si scaglia verso i due, salvo poi finire ucciso da un proiettile sparato da Joel… il tutto davanti all’attonita Sarah.

Arriva Tommy, è il momento di scappare.. Il peggio deve ancora venire.

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Questo è l’inizio della seconda parte del prologo. Il tema centrale è ancora la tensione vissuta attraverso Sarah ma stavolta il contesto è molto più dinamico. Nella prima parte la paura scaturisce dall’ignoto. A questo punto, invece, non conosciamo ancora nel dettaglio la minaccia ma sappiamo il da farsi: fuggire. La suspense si attenua per qualche minuto perché il focus della scena ci mette ancora una volta nei panni della ragazzina, stavolta a bordo del pick up dello zio intenta a guardare lo scenario che si para nel cammino, ma consolata dal riaver accanto il suo amato padre. Naughty Dog ci fornisce nuovamente il potere registico, dandoci la possibilità di ruotare la telecamera e guardarci intorno, il tutto mentre ci avviamo verso l’autostrada e i due uomini seduti davanti discutono dell’assurda situazione.

Per strada c’è una famiglia bisognosa di aiuto ma Joel impone a Tommy di non fermarsi, Sarah non approva ma non sembra preoccuparsi più di tanto, si fida ciecamente del padre. Purtroppo ad un certo punto diventa impossibile andare avanti, il traffico è in tilt ed il percorso bloccato così, dopo aver assistito ad una brutale aggressione da parte di alcuni individui visibilmente fuori di senno ai danni di un povero malcapitato, Tommy torna immediatamente sui suoi passi. E’ il climax dell’intera scena. I tre giungono in un piccolo centro abitato, c’è gente che vaga in preda al panico ed all’improvviso un auto a tutta velocità colpisce il mezzo con a bordo i tre. Fortunatamente Joel, Tommy e Sarah sono sani e salvi anche se purtroppo quest’ultima non riesce a reggersi in piedi, assumiamo così il controllo di Joel che pendendo in braccio la figlia si avvia insieme al fratello in una fuga disperata mentre in città imperversa il panico.

La suspense si trasforma in disperazione, il destino della famiglia è a rischio come non mai. Tenere saldamente stretta la figlia limita i movimenti di Joel. L’immedesimazione è ai massimi livelli e l’aver controllato la ragazzina nei primi minuti di gioco ci ha già fatto creare un legame con lei. Per bloccare l’assalto di altri individui inferociti, Tommy rimane indietro e padre e figlia si ritrovano soli in fuga. I due sono ancora braccati ma Joel non si volta cercando di correre più velocemente possibile, tenendo al sicuro ciò che di più prezioso ha al mondo.

A questo punto, una luce ci travolge e dei colpi d’arma da fuoco uccidono gli iracondi  inseguitori. E’ stato un soldato ad intervenire ma stranamente il suo atteggiamento non è quello dell’eroe. Lo sentiamo parlare alla radio. Riceve un ordine, ci punta l’arma addosso e apre il fuoco. Joel e Sarah vanno giù ma un attimo prima che il soldato infligga il colpo di grazia interviene Tommy che lo fredda salvando il fratello. Tuttavia, Sarah è a terra in lacrime. Non può nulla la disperazione di Joel. La piccola si spegne tra le braccia del padre, e con ella si spegne anche la luce che permetteva a Joel di andare avanti.

La tragica fine della ragazzina rappresenta la morte dell’innocenza, della purezza… Valori che l’umanità abbandonerà definitivamente in favore di violenza e sciacallaggio. Da questo momento, nulla sarà più lo stesso.

Ed è così che, signori e signore, ebbe inizio The Last of Us.

 

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