Under: affrontiamo i nostri incubi galleggianti in questa breve Demo

Speciali
Camilla Colombo

Tempo di lettura: 4 minuti

Cosa significa sopravvivere perseguitati dal terrore di un male invisibile e ricorrente? Cosa si prova a sfuggire alla morte giorno dopo giorno, fino a perdere il conto e a confondere immaginazione e realtà? Fino a dove può spingersi la mente corrosa dalla paura di un uomo?
Prova a spiegarcelo Under, titolo horror che stanno attualmente sviluppando due membri di Globiss Interactive, casa produttrice americana indipendente che ha fatto il suo esordio nel 2018 con Filthy Hands, simpatico multiplayer in cui quattro giocatori (un ladro armato e tre civili chiusi in casa) potranno simulare delle rapine in stile “guardie e ladri” nel corso di brevi match a tempo.

Con un cambio radicale di stile e genere ed ispirati dai cliché dell’horror più classico (quello dell’irrazionale e dell’inspiegabile), l’esperienza che gli sviluppatori intendono ricreare ha lo scopo di far rabbrividire fino alle viscere anche gli horroristi più impavidi e appassionati.

Abbiamo quindi avuto il piacere di provare in anteprima la demo del gioco, che potete trovare qui con la possibilità di offrire un piccolo contributo per concorrere al rilascio definitivo.

Come gli stessi sviluppatori tengono a precisare, la dimostrazione non corrisponde ad una porzione del prodotto finale, ma ha esclusivamente lo scopo di ispirare quello che saranno l’atmosfera e il gameplay, proprio come il compianto P.T. fece per il mai nato Silent Hill. Avremo così modo di pregustare quello che sembra essere un attraente incubo nel quale curiosità e sgomento si contenderanno il podio delle sensazioni, mentre precipiteremo verso gli abissi.

Una corsa contro l’Oceano

Immersi in un’atmosfera che ricorda quella partorita da 2K in Bioshock, ci ritroveremo all’interno di una cabina di una nave transoceanica alla deriva. Risulterà immediatamente chiaro che il nostro scopo sarà quello di cercare una via di fuga, ma ben presto la sensazione di smarrimento verrà sostituita dal sospetto.
Nei primi istanti di gioco, infatti, avremo modo di dedicarci all’esplorazione dell’ambiente circostante, arricchito da elementi che un poco per volta ci aiuteranno a fare un po’ di luce sul contesto.

Ci ritroveremo così in un corridoio che sembra essere un vicolo cieco, dove tutte le porte sono chiuse e solo una di queste potrà essere sbloccata tramite il ritrovamento di una chiave.
L’unica stanza accessibile dove cercare ricorderemo essere la cabina iniziale, ma tornando sui nostri passi una delle porte che eravamo piuttosto convinti fosse chiusa adesso non lo sarà più.

Inizia così a intensificarsi il dubbio e a consolidarsi la consapevolezza che stia accadendo qualcosa di anormale: ogni volta che entreremo ed usciremo da una stanza, infatti, il panorama si modificherà. A questo punto è bene fare affidamento sulle nostre abilità di back tracking per notare che compariranno oggetti e passaggi prima non presenti che ci permetteranno di raggiungere locali inizialmente inaccessibili.

Proseguiremo per un po’ a tentoni, abituandoci presto alla mutevolezza del luogo (ma mai alla sua enigmaticità) fino al momento in cui scopriremo, spiacevolmente, di non essere soli. Da questo momento in poi, non avremo più dubbi, dovremo fare il possibile per trovare una via di fuga senza avere più il tempo di chiederci che cosa stia succedendo.

Un essere alto, avverso e informe comincerà a seguire le nostre tracce, tentando di ostacolare il nostro cammino e forzandoci a cercare scappatoie alternative.
Come in un classico del calibro di Alien: Isolation, non avremo armi per affrontare questa entità, potremo pertanto contare unicamente sul nostro senso dell’orientamento per trovare un modo di sottrarci alla sua inesorabile caccia.
Nel caso (molto probabile) in cui fallissimo nell’impresa, ricominceremo da un checkpoint nelle vicinanze del fatidico e inevitabile luogo di incontro.

Tra incubo e realtà

Nel corso della demo di Under, potremo intuire che il protagonista, Alexander Dockter, reduce dalla Prima Guerra Mondiale, si ritroverà ad affrontare i ricordi della vita in trincea e i demoni che perseguitano la sua coscienza. A fare da contorno a questo personaggio c’è quindi un Disturbo da stress post traumatico (DSPT) che lo induce inevitabilmente a rivivere l’esperienza con episodi dissociativi di flashback e allucinazioni causate dal disagio psicologico che deriva dall’esposizione a fattori simili agli eventi della guerra.

Vestiremo quindi i panni di un soggetto instabile e soggiogato da una iperattivazione psicofisiologica che complicherà la distinzione tra il reale e l’immaginario, contribuendo ad inasprire l’atmosfera e realizzando un pretesto per arricchire l’opera di eventi straordinari senza necessariamente sfociare nel paranormale.

Le impressioni

Conclusa la demo (e ripreso un po’ di fiato) la cosa più interessante è immaginare di ricostruire gli avvenimenti separando i fatti realmente accaduti dai deliri causati dall’interpretazione soggettiva e disturbata del protagonista. Su un piano più pratico dobbiamo sicuramente sottolineare la cura per i dettagli nonché la loro distribuzione all’interno dell’area di gioco che permette, quando necessario, di contribuire a rafforzare l’atmosfera. Tramite i particolari potremo così orientarci, scoprire qualcosa sugli avvenimenti e renderci conto di quando sta per accadere qualcosa.

Nel complesso, sebbene il genere horror sia particolarmente avaro  per quanto riguarda il margine di innovazione, la presentazione di questo titolo è intrigante e le prospettive sono quelle di un prodotto potenzialmente completo. Chiaramente lasciamo le conclusioni alla data di rilascio, prevista per la fine di quest’anno, metabolizzando nell’attesa questa mezz’ora da brivido e sorvolando sulle evidenti lacune di produzione, giustificate dal fatto che il gioco sia ancora in via di sviluppo.

Siamo infatti sicuramente curiosi di vedere quale direzione prenderà il progetto una volta concluso e speranzosi di poter riprovare le stesse sensazioni anticipate da questa dimostrazione.
In conclusione, consigliamo vivamente di immergersi a bordo di questo breve viaggio inquietante per viverne l’incubo in prima persona.

 

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