Speciale Resident Evil 7 – Not a Hero : qualcosa non quadra! [SPOILERS]

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Marco Pasqualini
Nato nel 1982 Marco è un ragazzo di città che ama la campagna più del multiplayer, pratica la monogamia su console, ne ama una alla volta anche se spesso si concede qualche scappatella su PC.

Nato nel 1982 Marco è un ragazzo di città che ama la campagna più del multiplayer, pratica la monogamia su console, ne ama una alla volta anche se spesso si concede qualche scappatella su PC.

Tempo di lettura: 5 minuti

Il DLC Not a Hero, l’espansione della storyline di Resident Evil 7 – Biohazard, si è fatto attendere un po’ troppo. Al di là della relativamente buona qualità del prodotto finale, è doverosa una segnalazione: se fosse stato un DLC a pagamento, molto probabilmente avrebbe subito una potente stroncatura, da chiunque e ovunque. Ma così non è stato, in fondo si tratta di un contenuto divertente e, soprattutto, gratuito, motivo per il quale alla fin fine possiamo perdonare il posticipo di nove mesi rispetto alla data (o meglio, il periodo) iniziale di rilascio. E’ stato imbarazzante constatare come siano stati gestiti i rinvii da parte di Capcom stessa, con il picco in negativo raggiunto quando gli stessi producer hanno pubblicato un video di scuse su YouTube! A volte anche i grandi toppano, ma in questo caso, per loro stessa ammissione, il prodotto non rispettava gli standard qualitativi ed è stato giusto, quindi, attendere tempi più maturi.

Purtroppo gli eventi e gli sviluppi del DLC  costringono a rivalutare il ruolo della famiglia, i Bakers, il vero pezzo forte della campagna principale e la conseguenza è di averla sminuita a mera pedina di un complotto molto più grande e articolato. Ma perché, viene lecito domandarsi, arrivare a tanto?; Risulta, inoltre, inspiegabile il motivo per cui Chris Redfield, il quale porta a termine la missione e uccide decine di micomorfi, è il protagonista dell’episodio intitolato (tradotto in italiano) NESSUN EROE?  Francamente noi non lo abbiamo minimamente capito ma rincariamo la dose avanzando una nostra teoria.

Resident Evil 7.5 ?

Tornando ai tanti rinvii da parte di Capcom, come riportato qualche riga più su, si potrebbe avanzare l’ipotesi riguardo ad un piccolo grande cambiamento in corsa rispetto alle premesse iniziali. Non sarebbe una novità per la serie Resident Evil non nuova a revisioni più o meno radicali in corso d’opera: per coloro che non se lo ricordassero esistono in giro per il web tracce di Resident Evil mai nati, nella fattispecie il 1.5 e il 3.5, dalle cui ceneri sono stati ricavati il secondo e il quarto episodio (probabilmente i migliori).

Gli indizi porterebbero a pensare che in primis il protagonista mostrato non fosse in realtà Chris Redfield, come da molti sospettato, e che i mesi passati prima di rivendicarne ufficialmente l’identità nascondessero protagonista impostore e trama differente. Come scritto sopra,risaputo che uno dei motivi dei vari posticipi fosse dovuto ad un gameplay non adeguato  con necessità di revisione; inoltre  solamente a poche settimane dall’uscita gli stessi sviluppatori hanno spiegato ufficialmente il motivo del cambiamento così radicale delle fattezze del protagonista della serie (pura e semplice coerenza con il nuovo realismo adottato grazie al RE Engine, a detta loro).

Potrebbe non essere stato in origine Chris Redfield il soldato, sceso dall’elicottero della Umbrella,  mostrato nel finale di Resident Evil 7?

La trama non quaglia!

La trama principale e il DLC Daughters ci avevano mostrato una normale famiglia degenerata dal casuale (?) arrivo di una potente arma biologica e una presunta nuova organizzazione che appariva, piacevolmente, come la cugina sfigata della vecchia cara  Umbrella, i cui danni collaterali si sono rivelati più contenuti rispetto al solito rischio Apocalisse globale. In Not a Hero si scopre che questa nuova organizzazione (chiamata Connections) è molto più stratificata e temibile del previsto, con il nuovo e poco belloccio Chris  aggregato ad una squadra di soldati della Umbrella, ora passata inaspettatamente dalla parte dei buoni (passi). Stona, e non poco, scoprire che Lucas Baker fosse un super scienziato pazzo addirittura a capo del laboratorio e che studiasse le B.O.W. Ok, è vero che gli indizi circa la sua spiccata genialità erano sparsi per la casa di famiglia, ma perché rovinare un personaggio che di suo si era contraddistinto in positivo nell’essere sadico e psicotico, creatore di trappole degne di Jigsaw e nel contempo mantenere una marcata sudditanza verso Jack Baker. A tal proposito, come mai la mente dietro a tutto si lascia trattare come un bamboccio dal padre con tanto di amputazione della mano in una delle scene più riuscite del gioco (la cena)?

Tornando alle vicende del DLC, dopo gli aver salvato Ethan e compagna, averli impacchettati e spediti alla base operativa via elicottero, Chris si addentra nella miniera alla ricerca di Lucas Baker. Giusto e doveroso chiudere il cerchio e sapere quale fosse il destino dello psicopatico figlio di Jack, ma alla fin fine il risultato è stato quello di averlo snaturato conferendogli i cliché tipici della serie (minaccia, tentativo di ingaggio passivo e alla fine trasformazione in mostro deforme). Pur considerando che da sempre la saga di Resident Evil sia colma di buchi di sceneggiatura e forzature ridicole, il settimo episodio si era distinto per l’approccio più intimo dell’orrore, almeno rispetto al solito. Con un curioso parallelismo, nel suo piccolo RE7 ci aveva ricordato un non banale aspetto che aveva contraddistinto, per esempio,  il film Signs di  M. Night Shyamalan : quanto è stato azzeccato e spiazzante ambientare l’invasione aliena in una piccola realtà rurale, lontano dalle grandi citta? E tornando al gioco Capcom, quanto è stato apprezzabile aver fatto le cose in piccolo, in casa Baker e zone limitrofe? Perfetto, a nostro avviso, soprattutto se consideriamo con un minimo di coerenza gli eventi del sesto episodio (di cui tutti ci vogliamo dimenticare) come per esempio il presidente degli Stati Uniti che si trasforma in uno zombie, intere città infettate e, per non farsi mancare nulla, una azzeccatissima battaglia aerea a bordo di un caccia. Cose che accadono tutti i giorni, appunto.

Tutto ciò ci ha portati a pensare che tali forzature e scelte di plot siano in realtà dei macro errori di Capcom, consapevole ormai di essere giunta ad un limite di decenza per la pubblicazione del DLC:

 

In conclusione

Se avete letto attentamente queste righe, potrebbe essersi insinuato anche in voi il tarlo del dubbio; a nostro avviso Not a Hero in origine potrebbe essere stato un progetto ben diverso dal prodotto finale, il quale è stato trasformato in tale solamente per accontentare un po’ tutti. Si difende bene perché per prima cosa, ricordiamo, è gratis ed è divertente, ben confezionato e ci lascia tornare nei panni del buon vecchio Chris, quello di sempre ma diverso solo per fattezze. Ma coloro che hanno amato la campagna principale e la nuova direzione non avranno visto di buon occhio la potenza delle bocche da fuoco e soprattutto dei pugni di Chris Redfield, capaci di abbattere i micomorfi con estrema facilità. Sorvoliamo e non prendiamo in analisi quel che accade nell’altro DLC, End of Zoe, dove zio Baker abbatte tutte le B.O.W. a mani nude, ma è quasi imbarazzante pensare a quanto sfigato fosse alla fin fine il povero Ethan a confronto dell’ex agente BSAA.

In fondo il DLC è servito per introdurre un nuovo nemico dietro le quinte e qualche aggancio per il prossimo Resident Evil 8, ma alla fin fine non si può che rimpiangere i bei vecchi tempi in cui ci si scervellava per il dito del manichino.

 

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