Sniper: Ghost Warrior 3, la Recensione – NO SPOILER

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Riccardo Cantù
Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Tempo di lettura: 6 minuti

La figura del cecchino delle forze speciali è da sempre una delle più affascinanti nell’immaginario collettivo legato alle operazioni militari. Uomini preparatissimi, dalla mira infallibile, spesso lasciati da soli in territori totalmente ostili e calati in missioni al limite delle possibilità umane. Tutto questo non ha potuto far altro che ispirare decine e decine di opere cinematografiche e letterarie che cercassero, il più possibile, di restituire le sensazioni e le situazioni che questi soldati sono costretti ad affrontare sul campo di battaglia.

Il mondo dei videogiochi dal canto suo non è da meno e, spesso, ha offerto al pubblico interpretazioni più o meno fedeli di quello che è il mestiere dello sniper. Il successo di prodotti come l’ottimo Sniper Elite o la stessa serie Sniper: Ghost Warrior, il cui ultimo capitolo tratteremo in questa recensione, sono esempi di come l’attrattiva esercitata dalla vita dei cecchini sul grande pubblico è ancora molto forte.

Lanciato per la prima volta nel 2010 su Xbox 360 e PS3, Sniper: Ghost Warrior ricevette un accoglienza abbastanza tiepida da parte della critica che muoveva al gioco l’accusa di essere una mezza “occasione mancata” in quanto, se da una parte si apprezzavano le fasi di shooting ragionate che restituivano un feeling abbastanza credibile, dall’altra si contestavano aspramente sia l’ IA deficitaria che una realizzazione complessiva mediocre che difficilmente avrebbe trovato spazio nell’affollatissimo mercato degli FPS militari. Successivamente, nel 2013, City Interactive, rilascia il secondo capitolo della saga, Sniper: Ghost Warrior 2, il quale risolveva alcune criticità del primo capitolo ma rimaneva, a detta della critica specializzata, un titolo troppo dozzinale per riuscire a far breccia nei cuori degli appassionati del genere. Oggi, invece, con l’avvento della nuova generazione di console, lo sviluppatore polacco riprova a conquistarsi un posto d’onore nell’olimpo degli shooter in prima persona confezionando il terzo capitolo della serie che porta con se una pletora di stravolgimenti alla struttura che andremo ad analizzare insieme nei prossimi paragrafi. Sarà vera gloria?

Salvate il Soldato…Robert?!

La trama di questo Sniper: Ghost Warrior 3 rappresenta, sicuramente, uno dei punti più deboli dell’intera produzione targata City Interactive. Raccontata per mezzo di flashback e filmati in CGI, essa narra le gesta del tiratore scelto Jonathan North, Lodestar, pluridecorato militare inviato in Georgia per riportare sotto controllo una situazione di potenziale crisi di Stato in cui sono coinvolte due fazioni in guerra che rischiano di destabilizzare il governo del Paese. Il nostro protagonista però, non è mosso solo dal suo inattaccabile senso del dovere ma anzi, è guidato dalla volontà di ritrovare Robert, suo fratello, scomparso da qualche anno, probabilmente tenuto in prigionia nella zona in cui ci muoveremo.

Va detto fin da subito, che si tratta di una delle trame più banali che ricordiamo negli ultimi tempi, senza grossi colpi di scena, senza un vero mordente che ci spinga a voler sapere come andrà a finire e con una recitazione che lascia parecchio a desiderare. Non basta la presenza di un antagonista abbastanza carismatico come il letale Armazi, un super-cecchino leggendario la cui esistenza era stata solo ipotizzata fino a questo momento, per risollevare le sorti del titolo. Anche il nostro Jonathan ed i suoi comprimari non sono altro che macchiette anonime e caratterizzate alla bene e meglio senza una reale evoluzione o motivazioni plausibili. Un vero peccato considerando che il titolo non è un disastro totale e che avrebbe sicuramente giovato di una trama più ricca e curata.

Far Cry chi?

Se come dicevamo, dal punto di vista della trama si tratta di un prodotto mediocre, è dal gameplay invece, che Sniper: Ghost Warrior 3 dimostra di avere qualcosa da dire. L’impostazione da FPS militare classico infatti, nasconde un sistema di shooting da cecchino interessante e decisamente soddisfacente. Già dalle prime battute ci si rende conto che non si tratta di uno sparatutto arcade in stile Call of Duty in cui la velocità di esecuzione è essenziale per prevalere nel corso della storia, bensì adotta uno stile parecchio più ragionato in cui sarà fondamentale studiare l’ambiente, scegliere una posizione di tiro ideale che garantisca colpi puliti considerando l’angolazione, la balistica del proiettile ed addirittura il vento.

Gli appassionati di sniping sono avvisati, si tratta di una riproduzione attenta e accurata dell’esperienza di un cecchino calato in un ambiente ostile in cui ogni passo e ogni scelta può fare la differenza tra la vita e la morte reso ancora più esaltante dalla presenza di effetti ralenty per i tiri più difficili e spettacolari. Sniper: Ghost Warrior 3, tuttavia, non ci costringe ad affrontare le missioni armati di soli fucili da cecchino, anzi, è possibile scegliere il proprio arsenale tra una selezione di fucili d’assalto, mitragliatrici pesanti, shotgun, pistole e coltelli in modo da personalizzare a fondo il proprio stile di gioco. Utilizzando una di queste armi però, il gioco cambia faccia e diventa un FPS piuttosto banale e privo di un feeling delle bocche da fuoco memorabile.

Altro elemento, questo, che inficia la godibilità generale del titolo in quanto, alla base del concept, c’è la possibilità di approcciarsi alle varie situazioni di gioco in modi differenti scegliendo la via dei colpi dalla distanza oppure quella dell’assalto frontale o, ancora, dello stealth puro con tanto di alberi di abilità specifici da acquistare con i punti ricevuti alla fine di ogni missione in base alle nostre performance sul campo: se si opta per entrare a fucili spianati, ad esempio, acquisiremo punti “Guerriero”, se si sceglie di sparare da lontano riceveremo punti “Cecchino”, se ci si infiltra senza destare sospetto colpendo i nemici silenziosamente alle spalle, interrogandoli e nascondendo i cadaveri avremo punti “Fantasma”. Purtroppo la netta superiorità dello stile “Cecchino” rende tutto il resto secondario, rivelando un bilanciamento deficitario che spinge il giocatore verso un’unica, preponderante, via.

Passando ad altro argomento, la vera e più grande rivoluzione di questo terzo capitolo della saga, è la struttura da Open World che sembra essere ormai irrinunciabile per le produzioni odierne. La Georgia di Ghost Warrior 3 è credibile e ben realizzata per quanto discretamente povera di attività secondarie da svolgere al di là delle missioni della storia. Mutuando più di qualcosa dai più recenti capitoli di Far Cry dunque, la nuova opera di City Interactive si configura come un sandbox piacevole ed onesto in cui perdersi anche a bordo di diversi veicoli, ma a cui manca una certa rifinitura e privo di missioni accessorie memorabili. Buone anche le fasi di investigazione alla Batman: Arkham con un intero tasto dedicato tramite il quale è possibile capire i pattern di movimento dei nemici o seguire le tracce di alcuni obiettivi sensibili.

Presenti anche collezionabili e risorse da raccogliere in giro per la mappa di gioco utili per il crafting di accessori, munizioni speciali ed esplosivi tramite un sistema di artigianato tutto sommato convincente. Quello che proprio non convince infine, sono le fasi platform in stile Assassin’s Creed, eccessivamente scriptate con percorsi predefiniti da seguire che scadono nella noia troppo in fretta per essere considerate una parte riuscita della struttura di gioco.

Tecnicamente parlando

Dal punto di vista tecnico Sniper: Ghost Warrior 3 si attesta su livelli molto buoni grazie alla potenza del CryEngine che muove il tutto e restituisce una realizzazione convincente del mondo di gioco graziato da una modellazione di ambienti, armi e accessori godibile. Anche il comparto sonoro svolge il suo lavoro senza particolari difetti essendo dotato di una buona “effettistica” riguardante gli spari ed i suoni ambientali così come la colonna sonora composta da brani popolari tipici del luogo.

Ulteriore difetto, come accennato poco sopra, riguarda la I.A. la quale, putroppo, fallisce nel creare comportamenti credibili dei nemici che possono essere completamente ciechi quando gli passiamo accanto o avere l’occhio di falco e scorgerci da 100 metri senza soluzione di continuità. Segnaliamo inoltre, tempi di caricamento infiniti quando si avvia il gioco o quando si passa da una sezione all’altra della mappa che più volte ha rischiato di provocarci forti colpi di sonno.

Per Concludere

In sostanza, questo Sniper: Ghost Warrior 3, è un ennesimo mezzo successo di City Interactive. Se da una parte abbiamo una realizzazione tecnica piacevole ed una struttura da shooter riflessivo e godibile, dall’altra abbiamo una trama degna dei peggiori film di genere, una I.A. incapace di svolgere il proprio ruolo con efficacia e la totale assenza di attività secondarie interessanti che per un Open World non è proprio il massimo della vita.

Il nostro consiglio è quindi quello di dare una possibilità all’ FPS di CI se siete fan della serie o, comunque, cercate un’esperienza di cecchinaggio tutto sommato ben riuscita. Per tutti gli altri, invece, il mercato è strapieno di alternative.

Sniper: Ghost Warrior 3

6.5

Storia

5.0/10

Gameplay

6.5/10

Grafica

7.5/10

Sonoro

7.0/10

Pros

  • Buone le fasi di shooting da cecchino
  • Buono il sistema di crafting
  • Comparto tecnico godibile

Cons

  • Trama dimenticabile
  • IA deficitaria
  • Open World sfruttato male
  • Manca di rifinitura

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