Skully Recensione (NSW), un fresco tuffo nel passato

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Camilla Colombo

Tempo di lettura: 5 minuti

Chi ha avuto la fortuna di vivere da bambino o adolescente contemporaneamente alla prima generazione di viedeogiochi, sicuramente ricorderà con piacevole nostalgia la sensazione che si provava giocando a quei tempi ai titoli che hanno caratterizzato quel genere a piattaforme tridimensionali che trova ancora oggi una definizione universale in saghe quali quelle di Spyro e Crash Bandicoot, sfilando inoltre per tutti i classici Disney o quelli Warner Bros (come dimenticare, infatti, Tarzan o Bugs Bunny: Lost in Time?). Consapevole della forza di questo sentimento intramontabile, la casa di sviluppo indipendente Modus Games ha deciso di ampliare il proprio roster di titoli con la realizzazione di Skully: un videogioco platform tridimensionale dalle tinte fantasy che rievoca proprio quello stile familiare e giocoso richiamato nelle prime battute e che sarà disponibile su PC, Playstation 4, Xbox One e Nintendo Switch a partire dal 4 Agosto 2020!

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Sappiamo che col passare del tempo e a causa dell’impennata del progresso tecnologico, si è sempre più attenuata la necessità di ricorrere a modelli semplici e cartoonati per creare titoli di punta e che, di conseguenza, l’attenzione si è spostata rapidamente verso la ricerca del realismo digitale che ha oggi trovato picchi altissimi in titoli quali Death Stranding o The Last of Us Part II; fortunatamente, soprattutto nell’ambito delle produzioni indipendenti, non si è persa la premura per quel tipo di intrattenimento rilassante, divertente e facilmente accessibile che veicola più agilmente l’ingresso di qualsiasi tipo di utente nel mondo dei videogiochi. Andiamo quindi a vedere questo particolare titolo più da vicino.

Una seconda possibilità

Attingendo alla sua natura fantasy, questo titolo si aprirà rivelandoci la creazione di Skully, l’insolito protagonista costituito unicamente da una teschio sferico che ricorderà spontaneamente le sembianze del celebre Sir Daniel Fortesque – caposaldo scheletrico di Medievil -, il quale scopriremo essere stato riportato in vita per mezzo di una simbolica argilla incantata da una misteriosa divinità, chiamata Terry, bisognosa del suo aiuto.

Ci ritroveremo infatti coinvolti in una esilarante diatriba familiare tra quattro fratelli e sorelle dotati ciascuno di un particolare potere naturale (Wanda con quello dell’acqua, Brent con quello del vento e Fiona con quello del fuoco) che per ragioni che avremo modo di chiarire unicamente proseguendo nella storia, inizieranno a contendersi il dominio su un’isola dove un tempo a ciascuno è stato affidato un determinato pezzo di terra. Con l’aiuto di Terry, dominatore della roccia, dovremo così esplorare ogni parte dell’isola per addentrarci nel cuore dei territori usurpati nel tentativo di riportare la pace e l’ordine e per farlo potremo contare su tre differenti trasformazioni – ciascuna con peculiari abilità – che ci permetteranno di interagire con l’ambiente circostante per riuscire a superare gli ostacoli e i nemici che troveremo lungo il nostro cammino.

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Rotola, salta e trasformati!

Abbiamo già anticipato il fatto che Skully sia un videogioco a piattaforme tridimensionale che nella nostra forma base di teschio ci permetterà unicamente di rotolare e saltare. A questo sistema tradizionale che ci sottoporrà a rampe e percorsi a ostacoli nei quali dovremo fare molta attenzione a non cadere nell’acqua, letale per il nostro piccolo protagonista, andranno gradualmente a sovrapporsi le abilità di tre differenti trasformazioni che ci consentiranno rispettivamente di distruggere e abbattere ostacoli e nemici, correre velocemente e spostare alcune piattaforme e oggetti sul piano orizzontale e saltare più in alto e spostare le stesse piattaforme e oggetti sul piano verticale.

A questo punto, viene spontaneamente ad aggiungersi una componente puzzle orientata allo studio della combinazione delle differenti abilità di tutte le trasformazioni – ottenibili presso ognuno dei tanti checkpoint costituiti da una particolare pozza di argilla rotonda – che saranno fondamentali per riuscire a procedere da una zona all’altra lungo tutti i 18 capitoli presentati all’interno del gioco. Sarà infatti possibile abbandonare in qualsiasi momento il corpo ottenuto alle fonti, tornando così alla forma base, senza che questo venga distrutto e mantenendo allo stesso tempo la posizione o abilità compiuta al momento della separazione. Ricordiamo a tal proposito che potremo tenere attivi contemporaneamente fino a tre corpi trasformati, con la possibilità di resettare in qualsiasi momento tutte le statue presso i checkpoint.

La metamorfosi sarà inoltre fondamentale per riuscire ad affrontare le battaglie contro i boss che non mancheranno di intrattenerci nel corso della nostra avventura, compensando la mancanza di un vero e proprio pool di nemici ordinari che risulteranno spesso passivi, richiedendo esclusivamente di essere evitati.

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Largo ai difetti

La versione di Skully che abbiamo provato, certi che questa particolare tipologia di genere fosse perfettamente adatta alla portabilità, è quella rilasciata per Nintendo Switch. Purtroppo, però, ci siamo trovati davanti ad un pessimo esempio di porting che ha presto portato a criticità nel potenziale fluido scorrere dell’esperienza che presenta uno studio estremamente favorevole dei punti di salvataggio dal quale riprendere ogni volta l’avventura. Se infatti la gestione della telecamera risulta spesso limitante nei confronti della tridimensionalità e della frenesia di alcune situazioni, nel nostro caso si sono sovrapposti pesanti deformazioni grafiche dovute al downscaling della risoluzione originale.

Al di là di questo particolare adattamento, in ogni caso, non si può dire che non manchino quei classici difetti tecnici e strutturali dovuti al tentativo di creare un vasto ambiente tridimensionale con aree nascoste e zone extra dove raccogliere gli innumerevoli collezionabili costituiti da boccioli e fiori di gigli gialli – i quali si riveleranno utilissimi a non perdere la bussola all’interno degli spazi più aperti e labirintici -; questi difetti, derivati dall’incompatibilità delle sagome di alcuni modelli, sebbene non interferiscano eccessivamente sull’esperienza generale, in alcuni punti finiscono con il costituire un ostacolo quasi frustrante, contrariamente a quanto lo studio Modus Games sembra aver voluto proporre con questo titolo.

Siamo comunque più che convinti che, giocato su altre piattaforme, Skully rappresenti una piacevolissima avventura 3D ricca di sorprese che costituisce un ottimo modo per spezzare il tenore delle uscite tripla-A più recenti con la sua leggerezza e la sua simpatia.

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In conclusione…

Con i suoi dialoghi irriverenti e un’ottima interpretazione dei doppiatori in lingua inglese (sottotitolata integralmente in italiano), Skully si afferma come una produzione estremamente curata nella sua apparenza, riuscendo a convincere nonostante le piccole imperfezioni precedentemente evidenziate. Non manca una colonna sonora fiabesca e tipica di questo genere attraente sia per i più grandi, sia per i più piccoli.

Considerando, infine, le recenti e future partecipazioni dello studio Modus Games nel contesto dell’editoria videoludica, non sorprende che questo titolo abbia assunto queste sembianze fortemente allineate e coerenti con titoli quali Trine 4, Degrees of Separation o Lost Words: Beyond the Page, i quali hanno ulteriormente ribadito l’efficacia intramontabile di uno stile che finisce inevitabilmente col riproporsi nelle varie generazioni senza perdere, salvo alcuni casi, il suo impatto mediatico.

A fronte della sfida piacevole ed equilibrata proposta da Skully, consigliamo indistintamente di dargli una possibilità, ricordandovi di cercare di recuperare questo titolo su una delle tante piattaforme sul quale sarà fin da subito disponibile, evitando di sperimentarlo per mezzo della portabilità di Nintendo Switch!

6.2

Gameplay

7.0/10

Trama

7.0/10

Grafica

6.0/10

Porting su Nintendo Switch

4.0/10

Sonoro

7.0/10

Pros

  • Ambientazione piacevole
  • Ritmo di gioco ben studiato
  • Dialoghi e doppiaggio irriverenti

Cons

  • Porting su Nintendo Switch scadente
  • Ambienti a volte ripetitivi e confusionari
  • Alcune imperfezioni grafiche

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