Sekiro Shadows Die Twice: Alla scoperta della nuova opera di Miyazaki

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Francesco Damiani
Appassionato di videogames e di cinema fin dalla tenera età. Crescendo ho imparato a conoscere questi due settori, studiando ogni loro forma creativa e comprendendo il grande lavoro che si cela dietro.

Appassionato di videogames e di cinema fin dalla tenera età. Crescendo ho imparato a conoscere questi due settori, studiando ogni loro forma creativa e comprendendo il grande lavoro che si cela dietro.

Tempo di lettura: 3 minuti

Se con la serie di Dark Souls e con Bloodborne pensavamo di averle viste tutte, sembra che il prossimo anno dovremo fare ancora i conti con la nuova IP di From Software, ideata dalla mente del maestro Miyazaki, Sekiro: Shadows Die Twice.


Presentato all’E3 di Los Angeles, Sekiro: Shadows Die Twice, la nuova opera di Miyazaki, porta il genere dei soulslike in un’ambientazione completamente inedita, graziato da un art design incantevole e affascinante,  in grado di offrire ai giocatori un’ esperienza di gioco e di grande effetto.
Ambientato nel Giappone Feudale del 1500, andremo ad immedesimarci nei panni di uno Shinobi dotato di un braccio artificiale, il cui scopo sarà quello di cercare la sua vedetta.
Stanziato davanti al castello dei Clan Ashina, il nostro protagonista cercherà di farsi largo per le strade affrontando battaglie di ogni genere, affrontando non solo dei semplici eserciti di spadaccini, ma anche orride creature, demoni senza testa e serpenti colossali.
Insomma, il Giappone di Sekiro appare in un forma rivisitata secondo l’ottica perversa che abbiamo visto nella serie dei Dark Souls.

UNA VITA TRA LUCE E OSCURITA’

L’ambientazioni di gioco, sebbene siano state già viste nella serie di Nioh, assume dei caratteri nuovi, andando a mescolare la realtà con l’incubo, un po’ come nel celebre Bloodborne, anche se a  distanziarlo dai canoni dei Souls sarà il gameplay, in cui questa volta il team di From Software ha voluto intenzionalmente innestare delle meccaniche che si traducono in un combat system molto più veloce e furioso, dando modo al giocatoredi poter esplorare liberamente l’ambientazione di gioco grazie ad un comando dedicato interamente al salto che ci permetterà di poter saltare sulle superfici sopraelevate, afferrando sporgenze e costeggiando le pareti rocciose, oltre a dondolarci sui rami degli alberi per riuscire a coprire delle brevi distanze.


Sekiro,
oltre a farci immergere in questa magnifica ambientazione, sarà in grado di riservarci un gameplay ben costruito e ad approcciarci ad una serie di modalità per affrontare determinate situazioni, tra cui una in particolare, lo stealth.
Nulla di fatti ci impedirà di poterci accucciare nell’erba alta e sgusciare dietro i nostri nemici ed ucciderli con un colpo fatale, mentre in altre situazioni potremo balzare sul capo del samurai e piombargli addosso con la Katana, mettendo a segno una finisher move di tutto rispetto.
Inoltre il nostro Shinobi, grazie all’uso della Katana e del suo braccio meccanico potrà subire degli upgrade, i quali andranno alternati nel mezzo delle battaglie, permettendo di massimizzare i danni e aumentare la possibilità di vittoria.
Di certo queste meccaniche di gioco, rendono Sekiro un action game impegnativo e ricco di grande varietà.

Se in Dark Souls, le numerose sconfitte nel corso della nostra avventura, potevano influire notevolmente nella nostra esperienza di gioco, in Sekiro: Shadows Die Twice, la morte sarà quasi un alleato strategico nelle nostre battaglie e lo abbiamo potuto di osservare nel video gameplay rilasciato in GamesCom, in cui il nostro Shinobi, una volta ucciso, potrà ritornare nuovamente in vita nello stesso preciso punto della dipartita, permettendoci di poter cogliere i nostri nemici di sorpresa una volta che si saranno allontanati dalla nostra carcassa, per cui state tranquilli, la morte non sarà semplicemente l’end game, ma una strategia per toglierci dalle situazioni più problematiche.

Infine non mancheranno come nella nella serie dei Souls, i falò, dove qui saranno dei semplici idoli di pietra che ci rigenereranno la salute, le scorte di fialette curative e degli oggetti magici nell’inventario, che potremo utilizzare e apprendere nel nostro viaggio.

In conclusione sembra che Sekiro, a differenza dei lavori precedenti di Miyazaki, si affacci su nuovi orizzonti, dove questa volta l’ambientazione giocherà un ruolo molto importante. Al momento non possiamo fare altro che attenerci a quanto emerso in questi giorni e attendere trepidanti ulteriori informazioni su questo titolo, che fino ad ora si preannuncia essere del tutto valido.

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