Sea of Thieves, la Recensione

Recensioni
Riccardo Cantù
Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Tempo di lettura: 6 minuti

Quella che state per leggere è un’opinione intima e personale su uno dei giochi più discussi degli ultimi tempi. Intima e personale, già, perché chi vi scrive ha un ricordo vivido e piacevole del momento in cui, ancora bambino, all’uscita da scuola, ricevette una copia di Killer Instinct per SNES. Quella cartuccia nera, quei personaggi indimenticabili, quelle atmosfere impresse a fuoco nella mente hanno contribuito a creare (se non proprio originato) una passione per il mondo dei videogiochi ancora oggi viva come una fiamma furiosa che non può essere spenta.

Perché parliamo di Killer Instinct in un articolo dedicato a Sea of Thieves? Semplice! Sono entrambi sviluppati dalla stessa software house: Rare. Lo studio, tuttavia, nel corso degli anni, ha cambiato più volte faccia, passando dal produrre giochi in esclusiva per console Nintendo ad essere acquisita, nel 2002, da Microsoft.

Negli ultimi anni, tuttavia, il team inglese, responsabile di capolavori come GoldenEye: 007, BattleToads, Perfect Dark, Donkey Kong: Country e lo stesso Killer Instinct, era stato relegato allo sviluppo di titoli incredibilmente sottotono basati sull’avveniristica quanto fallimentare periferica di Microsoft, Kinect.

Uno spreco di talento che non poteva essere passato inosservato nell’azienda di Redmond che, dopo un intero decennio, ha deciso di finanziare una nuova IP creata interamente da Rare. E così, dopo l’uscita di una compilation dei migliori giochi della software house su Xbox One, Sea of Thieves viene presentato nel giubilo generale durante l’E3 2016.

Il setting e le atmosfere che trasparivano da quel trailer, le ricordiamo ancora come una delle cose più belle viste negli E3 degli ultimi tempi. Il gioco, poi, è stato protagonista di una serie di presentazioni, Alpha e Beta pubbliche che, bene o male, sono riuscite a convincere il grande pubblico, tanto da garantire a Sea of Thieves un successo commerciale non indifferente.

Noi lo abbiamo provato in modo approfondito e, con grande rammarico, dobbiamo riportarvi che ne siamo rimasti parzialmente delusi. Volete sapere perchè? Scopritelo nella nostra recensione!

QUINDICI UOMINI SULLA CASSA DEL MORTO…E UNA BOTTIGLIA DI RUM!

La parola d’ordine alla base dell’intero progetto è stata, probabilmente, “Libertà”, lo si può capire già dai primi minuti di gioco. Sea of Thieves è un “simulatore di vita piratesca”, qualcosa di inedito, un concept quasi mai esplorato a fondo dall’industria videoludica.

Avviando il gioco, per la prima volta, saremo messi al cospetto di una schermata di selezione del personaggio che ci permetterà di scegliere il nostro alter-ego tra una serie di pirati generati randomicamente dal sistema. Non è presente, quindi, un menu di personalizzazione per il nostro protagonista, una scelta che facciamo fatica a spiegarci vista la volontà del team di farci vivere la nostra, personalissima, storia nel mondo dei pirati.

Proprio per questo motivo non è presente nemmeno una trama bensì saremo chiamati a completare una serie di compiti e missioni in giro per il vasto oceano proposto dal titolo suddivisi in tre specifiche categorie che rappresentano anche le tre fazioni del titolo: i Cacciatori di Anime, i Cercatori d’Oro e l’Alleanza dei Mercanti. Ognuna di queste compagnie forniranno missioni differenti che andranno ad influire sulla nostra reputazione presso la relativa fazione passando dall’essere un semplice marinaio ad una vera e propria leggenda dei sette mari.

Salendo di livello presso ciascun gruppo, inoltre, sbloccheremo personalizzazioni estetiche per modificare l’equipaggiamento e l’abbigliamento del nostro alter-ego. Le missioni dei Cacciatori si basano principalmente sul rintracciare ed abbattere una serie di capitani non-morti nascosti nei vari arcipelaghi sparsi nella vastità dell’oceano, reclamandone le taglie; quelle dei Cercatori, invece, ci richiederanno di reperire e riconsegnare forzieri e oggetti preziosi esplorando a fondo caverne e fortini; accettando le missioni dei Mercanti, infine, ci ritroveremo a raccogliere flora e fauna presso specifici isolotti per poi consegnarli agli avamposti più vicini.

L’eccessiva somiglianza delle varie missioni, comunque, può venire a noia abbastanza velocemente soprattutto in virtù del fatto che le ricompense sono espresse solo in valuta virtuale con cui potremo acquistare esclusivamente oggetti estetici. Fortunatamente, però, ci vengono in soccorso una serie di quest opzionali reperibili casualmente durante i nostri pellegrinaggi sotto forma dei classici messaggi nelle bottiglie che si traducono in piacevoli variazioni sul tema durante i viaggi più lunghi.

In aggiunta a ciò segnaliamo la presenza di alcuni raid, individuabili tramite enormi nuvole a forma di teschio nel cielo, che rappresenteranno una sfida dannatamente impegnativa mettendo il giocatore (e la sua ciurma) alla prese con orde di potentissimi scheletri assetati di sangue che, se sconfitti fino all’ultimo dopo un’estenuante conflitto, ci ricompenseranno con una serie di forzieri preziosissimi capaci di rimpinguare in modo considerevole le nostre casse.

Come se non bastasse è anche presente un’ incredibile boss-fight con il Kraken che attaccherà in modo del tutto casuale la nostra imbarcazione, costringendoci ad una battaglia all’ultimo sangue per proteggere i nostri tesori conquistati con sudore e fatica.

E’ presente anche un rudimentale sistema PVP in cui le ciurme che popolano lo stesso server possono entrare in rotta di collisione e lanciarsi in feroci battaglie navali. Le barche incluse in Sea of Thieves sono di soli due tipi: le scialuppe e i galeoni. Le prime, adatte a gruppi di due giocatori, sono piccole, fragili e dotate di solo due cannoni ma decisamente agili e poco visibili. I secondi, invece, sono veri e propri colossi lenti ma molto resistenti, dotati di sei cannoni e capaci di ospitare fino a quattro giocatori.

Un elemento da tenere in forte considerazione è la divisione dei compiti durante i viaggi a bordo delle navi in cui sarà necessario cooperare con gli amici per tenere sotto controllo lo stato di salute dello scafo, la posizione delle vele, la rotta del viaggio, la vedetta, l’artiglieria e tanto altro.

I viaggi per mare sono, probabilmente, l’aspetto più riuscito di tutta la produzione. L’oceano è feroce, indomabile e pieno di insidie, capace di incutere nel giocatore una sorta di timore reverenziale raramente provato in un videogioco. Per sopravvivere potremo fare affidamento solo sulla nostra abilità al timone e sul supporto dei nostri compagni comandati da altri giocatori, un’esperienza che rimane impressa a fondo nella mente degli avventurieri. La situazione, tuttavia, non è tutta rose e fiori. Come dicevamo in precedenza le missioni sono fin troppo simili tra loro, i viaggi più lunghi in ciurme di pochi giocatori rischiano di annoiare, alla lunga e non ci sono reali incentivi per la progressione nelle missioni.

L’equipaggiamento del nostro personaggio, infatti, non comporterà un miglioramento delle statistiche, le armi sono poche e tutte abbastanza simili tra loro e il sistema di combattimento risulta basilare e fin troppo semplicistico. Oltre alle armi da fuoco, infatti, saranno presenti le armi bianche il cui moveset è costituito solo da un attacco leggero, uno pesante e la parata, niente di più: niente sistema di combo, niente potenziamenti, niente preziosismi. Mettendo insieme tutti gli elementi, dunque, quello che si para davanti ai nostri occhi è il quadro un gioco affascinante, dalle potenzialità infinite uscito forse fin troppo acerbo, troppo scarno e troppo povero un po’ come era accaduto a No Man’s Sky a suo tempo.

Col passare dei mesi, con tutte le patch e gli aggiornamenti che arriveranno, indubbiamente, Sea of Thieves si arricchirà notevolmente di contenuti ma, allo stato attuale, col cuore in pezzi, non possiamo promuovere il lavoro svolto da Rare.

TECNICAMENTE PARLANDO

Dal punto di vista tecnico, invece, Sea of Thieves è una meraviglia quasi inaspettata. Il team artistico di Rare è riuscito a imbastire un mondo selvaggio e credibile, coloratissimo e vivo, insidioso e affascinante. La realizzazione dell’oceano, come dicevamo, ci ha convinti appieno, così come i modelli dei personaggi volutamente caricaturali e il level design dei vari isolotti e porti sicuri che incontreremo nel corso dei nostri viaggi. Il titolo, inoltre, risulta ottimizzato alla perfezione con un framerate stabile e fluido perfino nelle situazioni più concitate.

Anche le musiche e gli effetti sonori si sposano alla perfezione con le atmosfere di questa nuova esclusiva Xbox con rivisitazioni di brani classici adattati al setting piratesco.

IN CONCLUSIONE

Per concludere questo Sea of Thieves, allo stato attuale, non è un prodotto che ci sentiremmo di consigliarvi senza riserve. Se da un lato il titolo è graziato da un comparto artistico e tecnico di prim’ordine e da un’atmosfera abbastanza inedita nel mercato videoludico moderno, dall’altra la notevole scarsità di contenuti e la mancanza di incentivi per la progressione potrebbe inficiare nettamente la godibilità del titolo, soprattutto se giocato in solitaria. Sicuramente, nel corso dei mesi, la nuova opera di Rare sarà arricchita e ritoccata profondamente ma, per ora, si tratta di un’esperimento riuscito solo a metà. Forse anche a un quarto.

Sea of Thieves

0.00
6.8

GAMEPLAY

6.0/10

GRAFICA

8.5/10

SONORO

7.5/10

CONTENUTI

5.0/10

Pros

  • Artisticamente meraviglioso
  • In coop regala momenti di divertimento
  • L'oceano più bello mai visto in un gioco

Cons

  • Contenutisticamente molto scarso
  • In solitaria viene a noia molto presto
  • Non ci sono veri incentivi per la progressione
  • Sistema di combattimento fin troppo basilare

Altri articoli in Recensioni

Blacksad Under the Skin Recensione, investigazione felina

Camilla Colombo6 Dicembre 2019

Space Pioneer Recensione, viaggio nello spazio profondo!

Giuseppe Licciardi3 Dicembre 2019

Pokémon Spada e Scudo Recensione, tornare bambini dopo tanto tempo

Andy Bercaru25 Novembre 2019

Death Stranding Recensione, il ponte che collega i mondi artistici

Andy Bercaru11 Novembre 2019

Call of Duty: Modern Warfare Recensione, il ritorno del re?

Riccardo Cantù9 Novembre 2019

Overwatch Recensione (NSW), l’hero shooter diventa tascabile

Andy Bercaru2 Novembre 2019