Scalebound – La sua cancellazione non è stata solo colpa di Microsoft, rivela il direttore di PlatinumGames

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Samuel Verpa
Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età. Videogiocatore incallito nato con il Super Nintendo, Killer Instinct e Zombies ate my Neighbour. Se mi chiedete se i videogames si possano considerare arte vi risponderò di sì.

Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età. Videogiocatore incallito nato con il Super Nintendo, Killer Instinct e Zombies ate my Neighbour. Se mi chiedete se i videogames si possano considerare arte vi risponderò di sì.

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La cancellazione di “Scalebound” di PlatinumGames fu uno dei casi più eclatanti degli ultimi anni, essa difatti generò letteralmente un “polverone” tra gli utenti (soprattutto di Xbox) che non si trattennero nell’incolpare Microsoft dell’accaduto. Oggi, a due anni dal fatidico evento, Platinum ha preso le difese di Microsoft.


Stando a quanto detto da Atsushi Inaba (direttore di PlatinumGames) nella recente intervista di VGC, la “colpa” della cancellazione di Scalebound sarebbe di entrambe le parti, sia di Microsoft sia di Platinum stessa:

“Entrambe le parti hanno fallito, [Scalebound] non ha fatto tutto ciò di cui avevamo bisogno come sviluppatori. Vedere i fans infuriarsi contro Microsoft per la cancellazione non è stato facile per noi da vedere. Perché la realtà è, quando un gioco in sviluppo non ottiene il rilascio è perché entrambe le parti hanno fallito.”

“Penso che alcune parti le avremmo potute fare meglio e sono sicuro che ci siano anche delle parti che Microsoft, come partner editoriale, sperava che fossero fatte meglio. Perché nessuno vuole che il proprio gioco sia cancellato.”

Successivamente, Inaba, parla di come la software house sia cambiata dopo questa esperienza e di cosa hanno imparato:

“Riteniamo di non aver fatto tutto ciò di cui avevamo bisogno come sviluppatori. Ci sono state lezioni molto dolorose, ma ci hanno aiutato a crescere come studio. Ovviamente non possiamo scendere nei dettagli, perché ci sono regole di assunzione per uno sviluppatore. Vogliamo assicurarci che il publisher che ci ha dato la possibilità di creare un gioco non venga trattato malamente. La verità è che non ci piace vedere Microsoft prendersi il peso del’ira di un fan, perché lo sviluppo è stato complicato ed entrambe le parti hanno imparato delle lezioni.”

Egli ha poi anche ammesso che l’annuncio di Scalebound fu troppo prematuro, cosa che già Microsoft ha fatto in passato.

Nei primi dell’anno emersero rumors e speculazioni riguardante la rinascita del titolo da parte di PlatinumGames e Nintendo e l’esclusività di esso per Nintendo Switch, ma sembra che ciò non accadrà.

E voi cosa ne pensate? Come sempre fatecelo sapere nella sezione dei commenti.

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