Röki Recensione, folklore scandinavo su tela

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Camilla Colombo

Tempo di lettura: 5 minuti

I miti e le tradizioni popolari nascondo al loro interno spiragli che lasciano spazio alla derivazione di insegnamenti morali e lezioni fiabesche che ancora oggi veicolano la comunicazione tra i vari strati generazionali e che offrono naturalmente un facile spunto per generare pretesti ed atmosfere da codificare in un videogioco. È proprio questa l’ispirazione che ha permesso al duo fondatore dello studio indie Polygon Treehouse di mettere in gioco l’imponente bagaglio culturale maturato negli anni, convergendolo nello sviluppo di Röki: l’avventura ricca di enigmi ancestrali ed esplorazione che ha permesso al tandem inglese – con base a Cambridge – di svincolare e liberare la propria creatività.

Con un’esperienza decennale in animazione e character design strutturata presso Sony Interactive e Guerrilla Games, Tom Jones e Alex Kanaris-Sotiriou sono i due Art Director colpevoli di aver scelto la strada dell’indipendenza per veicolare espressività e passione in un progetto che ambisce a trovare prepotentemente uno spazio all’interno di uno scenario battuto con discreta frequenza e nel quale diventa indispensabile trovare e realizzare un’individualità riconoscibile e caratteristica che conduca alla sopravvivenza. Non stiamo quindi parlando di un debutto sgangherato per il quale sembrerà spontaneo chiudere un occhio (o due) su difetti ingenui o immaturi; la chiave di lettura e interpretazione di questa piccola opera creativa diventa anzi spontaneamente matura e profonda, trovando nella manifestazione visiva il timbro che meglio rappresenta la volontà e le capacità di competenza dei suoi autori.

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Fantasia scandinava

Röki si apre delicatamente introducendoci a spaccati di quotidianità appartenenti alla vita di un nucleo familiare spezzato dalla perdita della madre e dedicato a presentarne i membri sopravvissuti puntando una lente di ingrandimento sulle reazioni che ciascuno di essi ha mostrato in seguito a questo tragico evento. Ciò che il titolo sceglie di raccontare è la storia di un’avventura magica che vede come protagonista Tove, una ragazzina maturata precocemente a causa della necessità di sostituire la figura materna nel mantenimento della famiglia, improvvisamente costretta a causa dell’attacco di un mostro ad abbandonare la sua casa e il padre, in essa intrappolato, per riuscire a mettere in salvo la sua vita e quella del fratello minore Lars.

A questa impetuosa separazione, purtroppo, seguirà nella fuga la cattura del fratellino la quale porterà Tove a seguirne le tracce fino a raggiungere un portale che la condurrà in un mondo parallelo a quello reale dove le creature magiche e i mostri protagonisti delle fiabe raccontatele dalla madre e quotidianamente interpellate dall’immaginazione del piccolo Lars, riveleranno la loro irrequieta e secolare esistenza. Avrà così effettivamente inizio la nostra avventura attraverso luoghi incantevoli minacciati da una forza pericolosa e oscura rea di aver stravolto l’equilibrio preservato dai quattro guardiani delle stagioni (un lupo, un orso, un cervo e un corvo) e inevitabilmente responsabile del rapimento di nostro fratello.

L’improvvisa solitudine e la rapidissima sequenzialità di questi eventi, priveranno Tove del tempo di metabolizzare l’assurdità della situazione che finirà col sovrapporre le responsabilità genitoriali nei confronti del fratello a quelle circostanziali che la porteranno a farsi carico della salvezza di un luogo e di un tempo dove avrà inizio il suo viaggio verso la sconfitta dei mostri reali presenti all’interno di se stessa e alimentati dal suo luttuoso passato.

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Creature mitiche, esplorazione e puzzle antichi

In quanto videogioco di avventura, Röki mette in scena la sovrapposizione degli elementi di esplorazione e di risolvimento di puzzle ambientali e relazionali che la porteranno gradualmente ad avere accesso ad oggetti, abilità e al compimento di incarichi che la condurranno al raggiungimento della torre dove è imprigionato Lars. Le meccaniche di gioco sono quindi molto semplici e si baseranno sull’esistenza di un inventario all’interno del quale verranno catalogati tutti gli strumenti – individuali e assemblabili – funzionali all’interazione con le componenti locali. Saranno infatti presenti un discreto quantitativo di personaggi che favoriranno o ostacoleranno il nostro cammino, rivelandoci progressivamente i segreti del piano fantastico nel quale verremo inseriti.

Per avere una traccia dei nostri progressi e delle missioni in corso, avremo a disposizione un prezioso diario che si aggiornerà automaticamente svelando indizi e nozioni utili al nostro avanzamento, offrendoci inoltre la possibilità di consultare una mappa fondamentale e ben strutturata e le pagine all’interno delle quali verranno archiviati i collezionabili dispersi all’interno di tutta l’area di gioco. Quest’ultima si compone di diverse zone e sotto-zone nascoste gradualmente connesse tra di loro e raggiungibili attraverso viaggi rapidi generati dalla liberazione di alberi che permetteranno di teletrasportarsi velocemente allo snodo centrale racchiuso presso l’albero Madre.

Con la sua commistione della tradizionale modalità punta e clicca e di dinamiche di gioco e dialoghi moderni, viene inevitabilmente a crearsi un’esperienza estremamente fluida, rilassata e piacevole che conferma l’abilità maturata dai suoi sviluppatori e che si arricchisce dolcemente con boss-fight e incontri dinamici che riusciranno agevolmente nell’impresa di mantenere un ritmo equilibrato e accattivante.

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Dualismo artistico

La maturità di Röki non si manifesta unicamente attraverso la sua gestione strutturale prudente e moderata, ma anche e soprattutto mediante una organica comunione di tematiche universali e profonde e di uno stile grafico estremamente gratificante che non permette fraintendimenti nonostante la sua apparente ingenuità. D’altronde, dualismo e dicotomia sono caratteristiche che influenzano in modo ricorrente la natura del titolo, offrendo nelle fasi avanzate del gioco un intreccio estremamente interessante – di cui preferiamo non fare ulteriori anticipazioni – che rivoluzionerà la forma mentis del risolvimento dei puzzle, riconfermando la capacità dello studio inglese di rinnovare sia le meccaniche sia la narrazione.

Relativamente a quest’ultima diventa inevitabile evidenziarne la purezza e la ricchezza, sottolineando tanto l’armoniosa successione degli eventi quanto, soprattutto, la presenza di un numero svariato di elementi, personaggi e storie indipendenti che riescono a intrecciarsi elegantemente, senza prevalere le une sulle altre ed evitando, allo stesso tempo, di risultare indifferenti. Viene così a crearsi una piacevole confidenza tra il giocatore ed ogni centimetro presente sullo schermo la quale porterà ad affezionarsi a ciascun minuto delle circa 10 ore di gioco proposte.

La linearità di tutte queste caratteristiche è infine coronata dal fiore all’occhiello delle qualità di Röki, generata dalle competenze distintive dei suoi sviluppatori, fortemente specializzati nella funzione visiva dello sviluppo, che si concretizzano in un comparto artistico pulito e semplice supportato da una colonna sonora perfettamente all’altezza della situazione che, insieme, innalzeranno esplorazione ed esposizione ad un livello quasi emozionale e sicuramente appassionante.

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Partenza in quarta

La naturalezza con la quale Röki riesce ad elaborare tematiche moderne, presentate attraverso il pretesto della tradizione folkloristica, permette a questo titolo di distinguersi da colleghi meno recenti come Year Walk sviluppato dalla softco Simogo (autrice, per altro, del radioso Sayonara Wild Hearts) o The Mooseman del team Morteshka, i quali preferiscono aderire alla sacralità delle vicende ispiratici nel tentativo di nobilitare le culture minori – rispettivamente svedese e russa -, piuttosto che cercare di inserire in quello stesso contesto una personalità più accessibile ed inclusiva. Ed è proprio in direzione dell’inclusività che Röki posiziona la sua visione, lasciandosi giocare da ogni tipo di videogiocatore grazie alla semplicità della sua interfaccia e della modalità di gioco che esclude l’utilizzo della forza in favore di enigmi sfidanti che si avrà tutto il tempo di affrontare e studiare.

Non c’è dubbio che Polygon Treehouse abbia così dimostrato fin da subito la sua competitività all’interno di un settore prolisso e diffuso e mentre aspettiamo con impazienza che lo studio mantenga la sua promessa di tornare presto con nuovi titoli, consigliamo vivamente di lasciarsi catturare dalla piacevolezza di questa avventura disponibile dal 23 luglio 2020 sia su PC sia su Nintendo Switch!

 

Röki

0.00
8.2

Gameplay

8.0/10

Trama

8.0/10

Grafica

9.0/10

Sonoro

8.0/10

Longevità

8.0/10

Pros

  • Ambientazioni e atmosfera splendide
  • Comparto artistico delicato e piacevole
  • Esperienza scorrevole e gradevole

Cons

  • Puzzle a volte dispersivi
  • Rarissime imperfezioni grafiche

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