Resident Evil 2 – Le nostre impressioni dalla 1-Shot Demo

Anteprime
Riccardo Cantù
Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Tempo di lettura: 6 minuti

Se c’è un merito che va sicuramente attribuito al medium videoludico è quello di saper unire enormi gruppi di persone, appassionati degli stessi titoli, cultori delle storie interattive o dell’agonismo online. Nonostante ciò, però, il gaming sa anche spaccare nettamente a metà le masse come quasi nessun’altra cosa al mondo sa fare.

Pensate alle infinite discussioni che si scatenano nei commenti delle recensioni dei giochi, nei forum e sui social network su quella che, in fondo, dovrebbe essere un’opinione personale su un determinato prodotto. Tuttavia ci sono alcuni titoli che, grazie alle loro innegabili qualità, riescono a essere osannati all’unanimità dalle sconfinate schiere di gamer, sul web e non. È il caso, ad esempio, di Resident Evil 2, vero e proprio capolavoro videoludico classe 1998, sequel diretto del già iconico primo capitolo, partorito dalle menti di due mostri sacri dell’industria come Hideki Kamiya e Shinji Mikami per conto di Capcom.

Leon S.Kennedy, l’agente di polizia più sfortunato di sempre

Questa leggendaria azienda giapponese, artefice di saghe meravigliose come Megaman, Street Fighter, Devil May Cry e tanto altro, come abbiamo detto più volte su queste pagine, si era un po’ persa nella scorsa generazione a causa di una serie di operazioni commerciali quantomeno opinabili. Negli ultimi tempi, però, Capcom sembra aver ritrovato la retta via, inanellando una serie di successi di critica e pubblico che le hanno permesso di tornare nell’olimpo dei più grandi developer videoludici del pianeta, un posto che, indubbiamente, le spetta di diritto.

Tornando a Resident Evil, protagonista di questo articolo, l’immortale saga di Capcom è giunta al settimo capitolo, un episodio che ha rivoluzionato profondamente i canoni del nome che porta in copertina offrendo ai fan un’esperienza nuova ma, allo stesso tempo, rispettosa delle radici del brand. Dopo un paio di incarnazioni incentrate unicamente sull’azione e dal taglio fortemente cinematografico, la compagnia di Osaka ha deciso di tornare ad esplorare il vero punto di forza di Resident Evil, l’elemento che caratterizzato l’IP fin dal principio e che ne ha consacrato il successo: la paura.

Gli zombie tornano a fare paura

Resident Evil 7, infatti, abbandonava le adrenaliniche sparatorie del sesto capitolo e anche l’impostazione da TPS (Third Person Shooter, ndr) dei due precedenti per proporre un’avventura cruda, claustrofobica, intima e viscerale capace di mettere il giocatore davanti ad orrori inenarrabili con la consapevolezza di essere in un ambiente ostile e in netta inferiorità numerica. Chi vi scrive ha amato Resident Evil 7 con tutte le sue forze e non vedevamo davvero l’ora di scoprire cosa il futuro avesse in serbo per la saga.

Le risposte sono arrivate durante l’E3 del 2018, più precisamente nel corso della conferenza di Sony, in cui Capcom ha rivelato di essere al lavoro su un altro, importante e ambizioso progetto legato a Resident Evil: un remake completo dell’indimenticabile secondo capitolo. Resident Evil 2 è in dirittura d’arrivo su PC e console con l’uscita prevista per il 25 gennaio ma, in questi giorni, abbiamo potuto provarne un piccolo assaggio grazie al rilascio della cosiddetta “1-Shot Demo”, una versione di prova dalla durata di 30 minuti in cui avremmo potuto perderci nelle atmosfere di quello che, a tutti gli effetti, è uno dei titoli più attesi dell’anno. Sarà riuscita Capcom a fare centro un’altra volta? Beh, questa volta non ve lo nascondiamo: ce ne siamo innamorati.

BACK FROM THE DEAD

La “1-Shot demo” di Resident Evil 2, scaricabile su console e PC, ci riporta in una delle ambientazioni più iconiche dell’intera serie: la stazione di polizia di Raccoon City. Torniamo a vestire i panni di Leon S.Kennedy, sfortunato novello agente di polizia che, nel suo primo giorno di servizio, dovrà fare i conti con un’epidemia zombie su vasta scala che sembra aver devastato completamente la città. Già dai primi passi all’interno della tetra struttura si respira un’aria familiare ma al contempo profondamente nuova e intrigante. La stazione di polizia è stata riproposta con grande rispetto per l’originale e con la precisa intenzione di calare il giocatore in un ambiente ostile, pieno di enigmi da risolvere, oggetti da raccogliere e creature fameliche pronte a banchettare con la carne del povero Leon.

Gli scontri con le creature sono crudi e viscerali

La struttura del gameplay abbandona gli stilemi classici del secondo capitolo della serie con la sua telecamera fissa e i controlli lenti e macchinosi e si avvicina a quanto visto, ad esempio, in Resident Evil 4, con la visuale posta a tre quarti dietro le spalle del protagonista, con un’impostazione delle fasi di shooting molto più dinamica: Leon, infatti, può muoversi mentre spara, passare da un’arma all’altra tramite la semplice pressione di un tasto e rispondere all’attacco dei nemici con una coltellata in pieno petto utile a guadagnare distanza dai denti degli zombie inferociti. A questo punto potreste pensare che si tratti dell’ennesimo shooter in terza persona con il nome “Resident Evil” stampato in copertina… e non potreste essere più in errore!

Resident Evil 2 è cupo, angosciante, terrificante, i nemici sono imprevedibili, violenti e difficili da eliminare e non avrete mai la sensazione di essere delle macchine da guerra pronte a fronteggiare qualsiasi tipo di minaccia. Gli zombie, avversari iconici della saga di Capcom, tornano all’antico, inquietante splendore, si muovono zoppicando rendendo difficile colpirli alla testa, storico punto debole di questo tipo di creature, ed hanno una resistenza parecchio superiore alla media, costringendovi a spendere parecchi colpi per abbatterne uno. Le munizioni, dal canto loro, sono presenti ma non in generose quantità, fattore che spingerà il giocatore a ponderare accuratamente ogni sparo per non trovarsi a secco proprio nei momenti cruciali.

La stazione di polizia ha un’aria familiare, eppure è stata capace di sorprenderci

Va detto anche che dal punto di vista registico il lavoro svolto sembra eccellente: i nemici sfonderanno porte, vi prenderanno le caviglie e, a volte, spunteranno da luoghi inattesi scatenando quei piccoli micro-infarti che tanta fortuna hanno portato alla serie.

WHAT ARE THESE THINGS?!

Dal punto di vista tecnico, i 30 minuti concessi dallo sviluppatore in compagni di questa rivisitazione di Resident Evil 2 sono stati sufficienti a darci un’idea dell’incredibile cura e attenzione ai dettagli posta nella realizzazione di ogni singolo aspetto del prodotto.

I modelli dei protagonisti e dei comprimari sono tutti di ottima qualità, animati in modo eccellente e con alcune espressioni facciali davvero impressionanti. Il RE Engine, visto già all’opera in Resident Evil 7, è stato notevolmente potenziato e si mostra in tutto il suo splendore. I corridoi tetri della stazione di polizia, le pareti imbrattate del sangue dei poveri malcapitati, la pioggia battente sui vetri, i lamenti delle creature, sono tutti elementi che contribuiscono alla costruzione della tensione, di un’atmosfera di ansia tangibile che vi accompagnerà, probabilmente, per tutta la durata dell’avventura.

Resident Evil 2 torna alle radici della serie

Menzione particolare va fatta alla realizzazione degli zombie, il cui aspetto e le movenze imprevedibili li rendono una minaccia credibile: un incubo ad occhi aperti che sarà necessario combattere con il piombo per portare a casa la pelle.

GET DOWN!

Abbiamo giocato i 30 minuti offerti dalla “1-Shot Demo” di Resident Evil 2 con il fiato sospeso, estasiati dalla cupa bellezza dell’inquietante spettacolo che si dipanava davanti ai nostri occhi. Tutto funziona alla perfezione come ingranaggi ben oliati di un meccanismo raffinato, uno di quelli che non si vedono tutti i giorni.

L’aggressività dei nemici, la necessità di gestire accuratamente l’inventario in modo da avere sempre con sé gli oggetti giusti al momento giusto, le decine di enigmi presenti nella mappa e una trama ricca di colpi di scena che attende di essere (ri)scoperta, chiude il quadro di quello che potrebbe essere, già a gennaio, uno dei titoli più belli di tutto il 2019. Non vediamo l’ora di addentarlo.

Aggiungi un commento all'articolo! Clicca qui.

Lascia un commento!

avatar
  Subscribe  
Notificami

Altri articoli in Anteprime

Call of Duty Modern Warfare Provato, il Ritorno del Re

Riccardo Cantù26 Agosto 2019

Hollow Knight: Silksong Anteprima, ritorno tra le terre degli insetti

Camilla Colombo17 Luglio 2019

Provato Crash Team Racing: Nitro Fueled, quando l’effetto nostalgia funziona

Mario Mancuso27 Maggio 2019

I Sony Bend non escludono un possibile nuovo titolo su Syphon Filter

Salvo Privitera10 Marzo 2019

Du Lac & Fey: Dance of Death, la nostra anteprima

Francesco Palmiero4 Marzo 2019

Anthem: impressioni post demo VIP

Alessandro Niro31 Gennaio 2019