Resident Evil 2, La Recensione – NO SPOILER

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Riccardo Cantù
Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Tempo di lettura: 8 minuti

Il 2019 è iniziato alla grande per i videogiocatori. Mai in memoria recente, infatti, avevamo iniziato un anno con due giochi meravigliosi, pretendenti, già da ora, del trono di gioco dell’anno (che per essere gennaio è una bella ambizione ndr).

Stiamo parlando, ovviamente del tanto atteso e eternamente rimandato Kingdom Hearts III e del titolo protagonista di questa recensione, il remake in grande stile di uno dei giochi più apprezzati ed acclamati della storia: Resident Evil 2.

Resident Evil 2 torna in tutto il suo macabro splendore

Annunciato a sorpresa durante l’E3 2018, Resident Evil 2 rappresenta la volontà di Capcom di dare al suo pubblico e ai fan ciò che richiedevano a gran voce da tanto tempo con un prodotto curato ogni minimo dettaglio che potesse rendere giustizia ad uno dei pilastri del genere horror videoludico.

Il publisher giapponese, effettivamente, dopo qualche anno di buio fatto di una sequela di titoli deludenti o che non rispettavano i canoni delle saghe di appartenenza, sembra aver ritrovato la giusta via, inanellando una serie di prodotti di innegabile qualità che sono riusciti a fare breccia nel cuore relativamente raffreddato dei fan. Dopo il coraggioso quanto piacevole Resident Evil 7, lo splendido Monster Hunter: World e il ritorno in grande stile di Megaman con l’undicesimo capitolo, Capcom ci riporta alle origini della sua IP di punta, quella che ha saputo inventare un intero genere e stregare generazioni di giocatori.

Un’esperienza cruda e viscerale

Dopo aver giocato il remake di Resident Evil 2, capirete sicuramente il perché si tratti di una saga immortale proprio come gli zombie e le mostruosità che ne popolano i capitoli. Resident Evil 2 è un trionfo su tutta la linea. Volete sapere il perché? Scopritelo con noi nella nostra recensione!

WELCOME, LEON

Il remake di Resident Evil 2, esattamente come l’originale, ci permette di scegliere se affrontare la terrificante avventura nei panni di uno dei due protagonisti: Leon Kennedy e Claire Redfield.

Il primo è un agente di polizia che stava giungendo a Raccon City per il suo primo giorno di lavoro mentre la seconda è una studentessa in cerca di suo fratello, uno degli agenti visti nel primo capitolo: Chris. Qualunque sia la vostra scelta, il titolo vi lancerà in una storia cupa, macabra e violenta in cui i destini dei due protagonisti si intrecceranno più volte.

Gli zombie tornano a infestare i nostri incubi

Abbiamo iniziato il nostro cammino interpretando Leon e ciò che ci siamo trovati davanti è stato un misto di sensazioni nuove e familiari che hanno subito tradito le intenzioni del publisher. Capcom, con questo remake, vuole avvicinare i nuovi giocatori alle radici della saga, facendo loro capire quanta grandezza c’è stata nelle origini di Resident Evil e, allo stesso tempo, vuole riconquistare la fiducia dei fan delusi dagli ultimi capitoli del brand (invero abbastanza scadenti, fatta eccezione per RE7, ndr).

La storia inizia con il nostro protagonista in dirittura di arrivo verso la città in cui avrebbe dovuto prestare servizio e che si ferma presso un distributore di benzina per fare rifornimento all’auto. Qui qualcosa andrà storto. Un altro cliente della stazione di servizio, infatti, aggredisce il gestore, costringendo Leon a intervenire per sedare la colluttazione. La situazione, però, è anche peggiore del previsto: l’uomo si è tramutato, per qualche ragione, in una creatura famelica e sta divorando lentamente il povero malcapitato.

Non male come primo giorno di lavoro, eh?

Leon, quindi, sgomento da quell’agghiacciante visione decide di tornare alla macchina per allontanarsi velocemente dal pericolo ma scopre che l’intera zona è invasa dai morti viventi. Proprio in questo momento giunge sul posto Claire e, dopo una breve presentazione, i due uniscono le forze per raggiungere Raccoon City tutti interi. Da qui inizierà l’avventura vera e propria e, per questo, preferiamo concludere qui la narrazione, per non rovinarvi il piacere della scoperta.

Vi basti sapere che la trama di Resident Evil 2 è rimasta, per sommi capi, molto simile a quella dell’originale con tutti i suoi colpi di scena leggendari e con qualche nuova ma gradita sorpresa. Si tratta di una storia capace di catturare da subito l’attenzione del giocatore e di accompagnarlo per mano con uno storytelling preciso, interessante e il cui ritmo non perde mai un colpo. Se non avete mai avuto la possibilità di giocare Resident Evil 2 in precedenza, è tempo di colmare questa lacuna: si tratta di uno dei giochi horror più belli mai apparsi sul mercato.

SO…THIS IS WHAT EVERYONE’S BEEN DYING FOR…

Dal punto di vista prettamente ludico, l’impostazione di Resident Evil 2 ha cambiato nettamente i suoi connotati. Si passa dal survival horror classico con telecamere fisse della versione originale per PSX ad una rivisitazione più moderna con la visuale posta dietro alle spalle del protagonista (in stile Resident Evil 4, per intenderci) e ad uno shooting molto più dinamico rispetto al passato ma il titolo mantiene intatte gran parte delle altre caratteristiche che resero grande la serie.

Per tutta la durata dell’avventura, infatti, sarete letteralmente circondati da ogni genere di mostruosità e amenità che i creatori del franchise sono riusciti a partorire, compresi gli immortali e celeberrimi zombie che, dopo un periodo di assenza forzata dalle scene, tornano in tutto il loro putrescente splendore.

Avrebbe un momento per parlare di nostro signore?

I non-morti ideati da Capcom, in questo remake, sono tanti, famelici, aggressivi e imprevedibili, lenti ma capaci di scatti improvvisi volti ad assaggiare il nostro sfortunato protagonista. Oltre ad essi, comunque, ci sono tante altre creature di diversa natura che necessiteranno di strategie differenti per essere affrontate e che, ad ogni modo, non vi anticipiamo per non rovinarvi la sorpresa.

Per il resto, come dicevamo il gioco è rimasto molto simile all’originale. Anche questa volta sarà di vitale importanza gestire al meglio le risorse a nostra disposizione come munizioni, strumenti di cura e oggetti utili alla risoluzione delle decine di enigmi presenti nelle varie ambientazioni. Lo spazio nell’inventario sarà abbastanza limitato e, sebbene sia possibile ampliarlo trovando degli appositi potenziamenti in giro per la mappa, più volte sarete costretti a lasciare indietro oggetti utili che dovrete recuperare in un secondo momento.

Mirate alla testa. Sempre.

L’arsenale a disposizione del giocatore, probabilmente per mantenere sempre alta la sensazione di tensione costante, è abbastanza limitato: si va dalla Matilda, la leggendaria pistola di ordinanza di Leon al fucile a pompa, dal lanciafiamme alla magnum e poco altro. Ogni arma, però, è calibrata alla perfezione per risultare utile in diverse situazioni e, in realtà, non abbiamo avvertito quasi mai la mancanza di nuove bocche da fuoco per tutta la durata della campagna.

Per l’occasione, comunque, è stata introdotta una nuova meccanica che prevede l’utilizzo di uno strumento da difesa personale per divincolarsi dalla presa dei nemici. Quando verremo afferrati da uno dei mostri, infatti, sarà possibile sacrificare un coltello, una granata a frammentazione o una flashbang per liberarsi dalla morsa e guadagnare un po’ di spazio vitale per rifiatare o prendere la mira. Si tratta di un scelta decisamente vincente da parte di Capcom che riesce ad aggiungere nuovo pepe alla consolidata formula senza alleviare la sensazione di pericolo costante che permea l’intera esperienza.

La combinazione degli oggetti, inoltre, rimane uno dei punti focali del gameplay. Le piante medicinali possono essere combinate tra loro per aumentarne l’effetto o per conferire al miscuglio proprietà benefiche aggiuntive, la polvere da sparo può essere utilizzata per creare munizioni artigianali e sono presenti alcune migliorie per rendere le armi più performanti e letali. Ricordate che l’esplorazione delle nefaste ambientazioni che fanno da sfondo a Resident Evil 2 è fondamentale per la sopravvivenza: ogni angolo potrebbe nascondere un oggetto che potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte!

Ogni ambiente del gioco è ricco di dettagli. No, non potete averla, quella giacca.

Tirando le somme, il gameplay di Resident Evil 2 è una riuscita commistione tra i canoni classici della serie e alcuni ritocchi dovuti all’avanzamento tecnologico del mercato moderno. Davvero un ottimo lavoro.

TECNICAMENTE PARLANDO

Se la struttura ludica di Resident Evil 2 ci ha entusiasmato oltre ogni più rosea aspettativa, il lato tecnico è la vera punta di diamante dell’intera produzione.

Il RE Engine, già visto all’opera in Resident Evil 7, torna in grande spolvero offrendo la migliore versione di sé mai vista fino ad oggi. I modelli dei personaggi sono eccellenti e le animazioni facciali di protagonisti e comprimari rasentano il fotorealismo ma è la costruzione e la realizzazione degli scenari che lascia davvero senza fiato.

La leggendaria stazione di polizia di Raccoon City

La stazione di polizia, fulcro della prima parte dell’avventura, è caratterizzata nei minimi dettagli e conserva quel sapore gotico e tenebroso già percepito nell’incarnazione originale targata 1998: un vero piacere per gli occhi. Anche il resto della campagna si attesta su ottimi livelli ma non raggiunge mai le vette di eccellenza della prima porzione.

Leon e Claire sono modellati sulle fattezze di attori reali.

Il sonoro, dal canto suo, è di indiscutibile qualità ed accosta sapientemente suoni ambientali inquietanti con i lamenti e i versi rabbiosi delle creature che popolano il mondo di gioco. Dal punto di vista della longevità, invece, ci sentiamo di dire che le circa 5 ore necessarie per portare a termine la campagna di Leon ci sono sembrata un po’ poche e, nonostante il titolo abbia un altissmo fattore di rigiocabilità, siano presenti svariate modalità alternative ed il New Game Plus che varia leggermente l’esperienza, ci sarebbe piaciuto esplorare maggiormente alcuni aspetti del mondo di gioco che sono stati un po’ affrettati.

Niente di preoccupante, comunque: completare le due campagne, la modalità 4th Survivor nei panni di Hunk e la fuori di testa Tofu Survivor, vi terrà incollati al nuovo titolo di Capcom per molto, moltissimo tempo. E abbiamo accennato che saranno disponibili altre tre campagne gratuite a febbraio? Fantastico!

IN CONCLUSIONE

Per concludere, il 2019 si apre con un titolo eccellente sotto ogni punto di vista. Resident Evil 2 è un ritorno alle radici horror della serie di Capcom che saprà entusiasmare i nuovi giocatori e che parlerà direttamente al cuore dei veterani della serie. Ogni cosa funziona alla perfezione: la trama è interessante e ricca di colpi di scena, il gameplay è solido e ben calibrato e tecnicamente siamo di fronte a un prodotto curato, raffinato e ricco di dettagli. Insomma non c’è un solo motivo per non consigliarvi di giocare a Resident Evil 2. È una delle poche volte in cui non temiamo di utilizzare la parola “capolavoro“.

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9.1

Trama

9.0/10

Gameplay

9.5/10

Grafica

9.5/10

Sonoro

9.0/10

Longevità

8.5/10

Pros

  • Ottimo remake, sotto ogni punto di vista
  • Trama interessante e ricca di colpi di scena
  • Gameplay raffinato e stratificato
  • Tecnicamente strepitoso

Cons

  • Le singole campagne durano un po' poco
  • Sa essere davvero ostico
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