Tokyo Mirage Sessions #FE Encore Recensione, riscoprendo una perla

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Andy Bercaru
Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Tempo di lettura: 6 minuti

Fa sicuramente strano pensare che ormai sono passati più di 7 anni da quando l’WiiU arrivò nei negozi di tutto il mondo. Una console che nascondeva un potenziale enorme ma che Nintendo (e gran parte delle software house) non hanno saputo sfruttare. Senz’ombra di dubbio questo particolare progetto è da considerare uno dei flop più grossi della storia di Nintendo. Tuttavia, anche in mezzo al disastro spesso e volentieri si trovano riscontri positivi. Per quanto WiiU non fece il boom di vendite e le varie software house abbandonarono il progetto (poco per volta), Nintendo è riuscita comunque a tirare fuori dal cilindro delle esclusive di tutto il rispetto. Tokyo Mirage Sessions #FE è sicuramente una di quelle perle nascoste, che purtroppo in pochi hanno sperimentato durante la sua uscita.

Grazie al Nintendo Switch moltissime esclusive del rimpianto WiiU hanno saputo ritrovare spazio tra la schiera di appassionati. Infatti già in passato siamo stati testimoni di port più che dignitosi come Donkey Kong Contry: Tropical Freeze, Hyrule Warriors e New Super Mario Bros U. Con il progetto di Atlus si va a toccare una fascia di giocatori più di “nicchia” essendo che questo Tokyo Mirage Sessions si dedicava (sin dalla sua uscita) ad una porzione di pubblico molto diversa dalla solita ritrovata tra i “banchi di scuola” della grande N.

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Proprio per colpa di questa natura “diversa” il gioco durante la sua uscita non ritrovò la dovuta fama (pur risultando un’opera più che ottima). A distanza di circa 4 anni ecco che Atlus e Nintendo ci provano ancora una volta a convincere l’utenza con questo particolare cross-over, nella speranza che la fama creata intorno all’ibrida Nintendo (ed la già corposa ) basti per trovare il dovuto successo. Ma saranno riusciti questi due team leggendari a convincerci durante le nostre sessioni di gioco? Tokyo Mirage Session #FE Encore è davvero una perla o la sua mancata fama non è una coincidenza? Andiamo a scoprirlo nelle prossime righe della nostra recensione!

Quando l’anime incontra il videogioco

Se ve lo foste perso, questo particolare videogioco nasce come vero e proprio cross-over tra due delle saghe più amate di sempre. La prima delle due è niente di meno che Fire Emblem, ovvero una saga Nintendo lanciata con il NES nel lontanto 1990. La secondo saga che invece va ad influire Tokyo Mirage Sessions è niente di meno che Shin Megami Tensei, ovvero la saga di JRPG più famosa tra i fan di Atlus. Proprio dalla fusione di questi due mostri sacri nasce una storia a dir poco interessante condita di un gameplay dinamico e divertente. Ma cerchiamo di andare con ordine e parlare un po’ della trama del gioco (senza ovviamente spoilerare).

La storia comincia con un flashback che riporta i ricordi di uno dei personaggi principali, ovvero Tsubasha Oribe. La ragazza in giovane età rimase coinvolta in un avvenimento molto strano che porto essa a perdere la tanto amata sorella. Durante questo avvenimento anche altre persone scompaiono senza ragione logica. A distanza di anni lo strano fenomeno si ripete, coinvolgendo di nuovo Tsubasha ma anche uno dei suoi migliori amici Itsuki. I due ragazzi scopriranno che i fenomeni non sono casuali e che dietro questo particolare fenomeno giace un mistero molto più grosso. Una volta varcata la dimensione dal quale tutte queste sparizioni tendono a provenire, Itsuki e Tsubasha scopriranno l’esistenza dell’Idolasphere, ovvero una dimensione parallela popolata da creature chimate Mirage. Questi particolari spettri hanno in mente un unico e solo obbiettivo, ovvero nutrirsi del Performa (una sorta di essenza umana) presente nella popolazione. Sarà quindi il compito di Itsuki e Tsubasha trovare un modo per fermare i Mirage (grazie all’aiuto di un potere che i due scopriranno proprio all’inizio del gioco.

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Per ragioni molto ovvie, preferiamo a fermarci qui con il racconto e lasciarvi scoprire tutta la bellezza di Tokyo Mirage Sessions e della sua strana (ma fantastica) storia. L’unica cosa che aggiungiamo è il fatto che ogni singolo personaggio sembra caratterizzato a dovere, le ambientazione curate in ogni singolo dettaglio (ricreando alla perfezione il feeling nipponico) e la soundtrack risulta a dir poco fenomenale. Forse l’unica pecca che potrebbe allontanare l’utenza più comune è la mancata localizzazione. Infatti il gioco sarà interamente doppiato in giapponese e sottotitolato in inglese. Inoltre l’inglese utilizzato da Tokyo Mirage Sessions non risulta manco così elementare, andando ad utilizzare termini complessi del lessico anglosassone (rendendo difficile la comprensione per i giocatori meno portati).

Tokyo Mirage Sessions o Persona 5: Pop-idol Edition?

Se siete amanti dei JRPG più classici e avete sempre invidiato la controparte Sony per la presenza di Persona 5 sulle proprie console, allora Tokyo Mirage Sessions è la risposta a tutte le vostre esigenze (o almeno in parte). L’opera dei ragazzi di Atlus non solo riesce a colmare la mancanza di un titolo come P5 su Switch, ma addirittura riesce a proporre uno dei JRPG più completi e divertenti presenti sulla console ibrida. L’unione di due titolo come Shin Megami Tensei (pilastro del genere JRPG) e Fire Emblem (riconosciuto per i suoi elementi strategici) rendono TMS a dir poco unico, divertente ma sopratutto, completo!

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Per sperimentare la trama principale ed le varie missioni sparse lungo il racconto abbiamo impegnato circa 45 ore. Un numero sicuramente più che decente per un’opera simile. Va però precisato che Tokyo Mirage Sessions #FE Encore presenta anche tutti i contenuti extra usciti su WiiU, che allungano ancora di più opera rendendola a dir poco mastodontica. Il gameplay invece sarà moltro saldo sulle radici a turni dei più classici JRPG, presentando però qualche peculiarità molto gradita. Il sistema di armi diverso (visto in opere come FE) renderà ogni approccio diverso, essendo che molti nemici saranno vulnerabili ad una certa tipologia di attacchi e di armi. Questa particolarità ci farà sempre ragionare prima di ogni incontro, cercando di trovare la migliore strategia possibile nel affrontare la minaccia di turno. Ancora più accentuata sarà questa meccanica durante le boss fight, che richiederanno una serie dose di strategia, impegno ed scelta ottima del equipaggiamento e delle armi. Il combat system, per quanto basilare risulta molto divertente da usare grazie alla particolarità delle Sessions. Questa meccanica si “scatenerà” in base ad una certa combinazione di attacchi che darà vita a vere e proprie combo dinamiche fra i membri del party. Quindi starà al giocatore capire e sfruttare al meglio le varie Sessions, le armi giuste ed ovviamente l’equipaggiamento adatto per affrontare ogni singolo nemico.

Trovare punti negativi a questo Tokyo Mirage Sessions risulta un’impresa abbastanza titanica, essendo che il gioco sembra funzionare in ogni sua parte. L’unico punto che teniamo a “punire” riguarda la struttura dei vari dungeon, che risulta troppo ripetitiva (senza dare una varietà propria al titolo). Anche la “lentezza” generale del gameplay potrebbe far storcere il naso a molti giocatori (portati verso altri generi). Tuttavia al di fuori di queste minuscole pecche, il gioco di Atlus risulta impeccabile!

Tecnicamente Parlando

Come ogni singola esclusiva Nintendo anche Tokyo Mirage Sessions vanta un comparto tecnico molto curato, pur rimanendo abbastanza minimalista nei dettagli. Il gioco girerà in modalità portatile ad una risoluzione di 720p diventando 1080 una volta che si passerà alla modalità docked. In entrambi i casi il framerate rimarrà solido a 30 ma vista la tipologia di gioco possiamo ritenerci più che soddisfatti.

Anche il comparto grafico ci è sembrato molto curato con texture pulite prive di glitch o problematiche simili. Il sistema di controllo l’abbiamo trovato comodo e responsivo e la versione per Switch priva di input lag (di qualsiasi tipo). Infine ci teniamo ancora una volta a fare un plauso al comparto audio che risulta una delle cose più curate del gioco. Tra melodie che vi entreranno in testa fin da subito e doppiaggi (in giapponesi) molto ben fatti, possiamo considerare Tokyo Mirage Sessions (almeno sotto il comparto audio) una piccola perla.

In conclusione

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Sicuramente Tokyo Mirage Sessions #FE Encore non è un titolo dedicato ad ogni tipologia di giocatore. La sua natura lenta portata verso la narrazione potrebbero scoraggiare tanti player. Tuttavia se siete amanti dei JRPG, amate l’ambientazione nipponica e l’universo di Shin Megami Tensei, questo titolo risulta un must-buy. Inoltre se cercate una giusta alternativa a Persona 5, Tokyo Mirage Sessions è la risposta ad ogni vostra domanda.

Sia che siete nuovi a questo universo di gioco, sia che siete vecchi fan, l’opera Atlus riuscirà a tenervi impegnati per lungo tempo grazie alla sua bellezza generale.

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Tokyo Mirage Session #FE Encore

59.99€
8.6

Gameplay

8.5/10

Trama

8.5/10

Grafica

8.0/10

Comparto Audio

9.0/10

Longevità

9.0/10

Pros

  • Uno dei migliori JRPG di quest'ultimi anni
  • Storia accativante
  • Combat System divertente da sfruttare
  • Longevità titanica
  • Comparto audio fenomenale

Cons

  • La mancata localizzazione
  • La ripetitività di certi Dungeon

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