Recensione Trover Saves the Universe, una pazza avventura ideata dal creatore di Rick & Morty

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Andy Bercaru
Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

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Spesso, unire vari rami del media risulta un’impresa impossibile o semplicemente rischiosa. Quante volte non ci siamo ritrovati davanti dei prodotti che, cercavano in tutti i modi di attrarre più gente possibile sfruttando nomi o marchi famosi? Sicuramente la risposta di molti sarebbe: “Tantissime volte!”, ed infatti sarebbe praticamente azzeccata. Spostarsi tra i vari di intrattenimento non risulta così facile come potrebbe sembrare, ed infatti spesso, questo aspetto comporta risultati disastrosi.

In passato abbiamo visto come il mondo ludico è stato “contagiato” da prodotti effettivamente imbarazzanti che sfruttavano i nomi grossi per creare quel briciolo di successo tanto inseguito. Ma non sempre una grande licenza o un grande nome risultano sinonimi di qualità, ed opere come I Griffin o I Simpson ci hanno dimostrato questa teoria più e più volte.

Ma cosa succede quando effettivamente, un talentuoso creatore riesce a dare vita ai suoi pensieri fuori dal suo ramo ed racimola la qualità tanto bramata? Di solito nascono opere ludiche di tutto il rispetto che in qualche modo, riescono ad unire le tipologie di pensiero dei vari rami artistici, in un unico e solo prodotto. Basta pensare alle recenti opere dedicate ai titoli di South Park, per capire che, effettivamente un risultato simile è più che possibile.

Infatti, cercando di seguire lo stesso criterio dei ragazzi di Ubisoft (e dei 2 creatori di South Park), Squanch Games avrebbe deciso di “unire” la propria creatività ad un “genio” con un’immaginazione (ed un flusso di pensieri) molto fuori dal comune, ovvero Justin Roiland.

Se ad un primo impatto questo nome potrebbe dirvi nulla, sicuramente la celebre serie Rick & Morty farà suonare qualche campanello nella vostra mente. Infatti Roiland è una delle menti responsabili di quella particolare opera di Adult Swim. Già in passato, il noto creatore avrebbe lavorato con i ragazzi di Squanch ad un’opera dedicata alle periferiche VR. Accounting fu quasi un titolo “sperimentale” che cercò di introdurre Roiland al mondo videoludico, lasciando esso usare la propria pazzia per dar vita a qualcosa di unico.

Il titolo riscosse un successo abbastanza elevato, spingendo le due parti ad creare un’opera ancora più ambiziosa ed degna al 100% del potenziale del pazzo creatore di Rick & Morty. Ecco che così, circa un anno fa, siamo venuti a conoscenza di Trover Saves the Universe, ovvero un titolo che cercava di ampliare ancora di più da quello che avevamo visto con Accounting, regalando possibilmente un’esperienza unica. Ma saranno riuscite le due parti a realizzare questo loro obbiettivo? Andiamo a scoprirlo, nelle prossime righe di questa nostra recensione!

Wabba-lubba-dub-WHAT?!

Trover Saves the Universe si proporrà al pubblico come un’opera abbastanza atipica. Pensata originariamente per la Realtà Virtuale, essa avrebbe subito “un cambio” dei parametri, rendendo il gioco interamente giocabile anche senza la costosa periferica. Ma anche così, la forte influenza da gioco VR si sentirà in maniera abbastanza accentuata. Il gioco ci verrà proposto come un “classico” Action Platform 3D, che ricorderà a tratti vecchi classici come Banjo Kazooie o Conker’s Bad Fur Day. Infatti il nostro obbiettivo sarà quello di “esplorare” vari livelli in cerca di un preciso obbiettivo (come raccogliere un determinato oggetto o ammazzare un personaggio specifico). Ovviamente, come ogni platform che si rispetta, anche il gioco dei Squanch Games, sarà strutturato in tal modo da offrire una qualsivoglia rigiocabilità generale (anche se di base molto scarsa). Non mancheranno appunto i collezionabili nascosti o per i più “precisini” i vari trofei che spingerano molti di voi a rifarsi l’avventura più volte.

Proprio perché il gioco presenta una struttura a dir poco fuori di testa, ogni singolo elemento specifico riuscirà a strapparvi le risate dall’inizio alla fine, rendendo Trover Saves the Universe semplice ma sicuramente dannatamente divertente. I vari richiami alle opere del passato, così come le varie situazioni fuori di testa, vi faranno godere a pieno una trama semplice, ma sicuramente non banale. Il tocco di Roiland si sente e si vede tutto, offrendoci ancora una volta una creatura molto simile al suo tanto amato Rick & Morty (e sappiamo che ci siamo ripetuti un casino di volte su questo aspetto, ma è la pura verità).

Infatti vi basta sapere (senza spoilerarvi troppo) che l’incipit della storia vi catapulterà in mezzo ad una situazione a dir poco fuori di testa. I vosti due cani saranno rapiti da una creatura che, userà essi come veri e propri bulbi oculari, per distruggere l’universo! Già leggendo questo incipit, riuscirete a capire quanto la storia segue le “norme” creative dell’autore, rendendo tutto a dir poco (scusate il francesismo) fottuto!

Se nella storia e nella storia e nel character design il gioco sicuramente non pecca, a livello di gameplay tuttavia esso rimane abbastanza mediocre. Infatti, come abbiamo già affermato prima, la sua natura fortemente VR, rende il titolo molto breve e facile, incentrandosi più sulla trama che sul gameplay. Non aspettatevi controlli precisissimi o sezioni di platform estremamente difficili, ma semplicemente un gioco che si lascia giocare in un pomeriggio d’estate.

Tecnicamente Parlando

Lo stile adottato dai Squanch Games (almeno dal punto di vista grafico) si mette in mezzo tra un Cel-shading ed un modeling 3D molto accentuato. Ovviamente il gioco in modalità VR perde esponenzialmente la sua qualità grafica, favoreggiando l’immersione del giocatore. Tuttavia, in modalità “liscia”, su PS4 Pro il gioco sfrutterà una risoluzione di 1080p ed un framerate stabile sui 60 FPS (molto apprezzabili anche in modalità VR). Anche la pulizia grafica delle texture, per quanto basilare, risulterà piacevole all’occhio, facendovi immergere nel mondo “da favola” del titolo.

Sotto il punto di vista audio, siamo a dei livelli veramente alti. Infatti l’opera ci offrirà una varietà molto buona di “suoni” ed un doppiaggio a dir poco stellare. Sentire le voci di Trover e dei suoi amici/nemici ci hanno fatto vedere il titolo come un vero e proprio spin off del tanto amato Rick & Morty. Justin Roiland risulterà ancora una volta da applausi, rendendo ogni singolo personaggio unico ed quasi inimitabile.

Sotto il punto di vista dei controlli, purtroppo il gioco soffre di qualche input delay. Infatti ci siamo imbattuti moltissime volte in situazioni “tese” in quanto i nostri controlli non venivano registrati a dovere. Qualche salto risultava sfasato ed molte volte i comandi rimanevano non responsivi. Anche l’I.A. non ci è risultata la migliore essendo che molte volte essa tendeva ad glicharsi con l’ambiente circostante, forzandoci a riavviare certe sezioni del livello. Sicuramente queste cose potranno essere aggiustate facilmente con qualche patch.

In conclusione

Sicuramente Trover Saves the Univers ci è risultato un’opera molto unica, divertendoci e strappandoci le risate dall’inizio alla fine. Roiland, come sempre, riesce ancora a creare avventure a dir poco fuori di testa, regalando sempre gioie. Se siete fan di serie come South Park, Rick & Morty o Final Space, questo titolo non può assolutamente sfuggirvi.

Ovviamente esso risulta molto pieno di sbavature, ma per quello che costa (appena 30 euro) ed per le continue risate che regala, sicuramente può entrare tra il catalogo di titoli da recuperare quest’estate!

7.1

Gameplay

6.5/10

Trama

7.5/10

Grafica

7.0/10

Sonoro

8.0/10

Longevità

6.5/10

Pros

  • Risate assicurate dall'inizio alla fine
  • Il tocco personale di Justin Roiland si vede e si sente
  • E' come guardare uno spin-off di Rick e Morty
  • Si può giocare anche senza VR

Cons

  • Abbastanza riduttivo come prodotto ludico
  • Lo schema dei controlli non è del tutto ottimizzata
  • Troppo semplice per essere un Platform 3D
  • Pochissima rigiocabilità

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