Recensione Team Sonic Racing, la giusta alternativa a CTR e Mario Kart?

Recensioni
Andy Bercaru
Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Tempo di lettura: 5 minuti

Senz’ombra di dubbio, in quest’ultimi anni, il panorama videoludico è riuscito ad ampliarsi ed ad espandersi a dismisura. Con il passare delle generazioni, sempre più genere ludici sono nati dal nulla, regalandoci particolare gioie nel provare nuove esperienze. Sicuramente i giocatori più “stagionati”, tutt’oggi si ricordano con piacere il periodo che va a costituire la cosi detta “epoca d’oro ludica”.

Per molti, quel periodo è stato un periodo di svolta per l’industria, offrendoci perle come mai viste prima o mai sperimentate in precedenza (se non nelle varie sale arcade). Durante gli anni 90, siamo stati testimoni di una marea di nuovissimi titoli, ed molti, hanno cercato di proporci un’esperienza portata al divertimento più totale.

Nel lontano 1992, l’ormai consolidata Nintendo, decise di sfruttare una delle sue mascotte di punto, dando così vita ad un “nuovo” genere, ovvero quelli degli kart racer. Super Mario Kart, per quanto basilare nella sua struttura, riuscì a convincere anche i più scettici, diventando subito un “cult”. Col passare degli anni però, abbiamo visto come un semplice concept è riuscito a crescere fino a diventare un genere a se. Con l’arrivo delle nuove console di Nintendo e Playstation, entrambi i colossi cercarono di sfruttare “l’onda” del 3D Gaming, dando vita ad una serie di prodotti a dir poco ammirevoli. Oltre ai memorabili Platform tipici delle due piattaforme, ci furono 2 particolari Kart Racer che segnarono la storia, ovvero il già noto Mario Kart ed la new entry Crash Team Racing.

I due “colossi” riuscirono ad crearsi delle fanbase uniche intorno al loro prodotto, diventando presto due “killer app” delle rispettive console. L’unica che purtroppo, per ragioni ambigue rimase fuori dai giochi, fu la tanto amata SEGA (che in quel particolare periodo non se la passavo proprio bene). Infatti l’emblematica casa di sviluppo nipponica, decise di non “gareggiare” con Playstation e Nintendo nella loro corsa dedicata ai Kart Racer. Solo dopo svariati anni, SEGA avrebbe deciso di sfruttare l’approccio offerto da questo genere con un titolo per niente male, ovvero Sonic and SEGA All Star Racing.

Con due capitoli alle spalle, che avrebbero goduto di un discreto successo (ma un’ottima qualità ludica), ecco che il colosso nipponico avrebbe voluto tentare la strada del successo anche sulle console odierne. Saranno riusciti i ragazzi di Sumo Digital a ricreare una perla del Kart Racing Genre, o essi avranno fallito miseramente? Andiamo a scoprirlo, nelle prossime righe delle nostra recensione!

We still got to go fast!

Team Sonic Racing non sembra voler distaccarsi più di tanto dalla struttura ben nota di questo genere. Infatti il gioco si proporrà fin dai primissimi minuti come un arcade racing game, pieno zeppo di adrenalina, power up e piste dinamiche. A differenza dei precedenti capitoli però, questa new entry cerca di abbandonare il roster gigantesco di personaggi, favoreggiando una struttura basata sul gioco di squadra. Infatti, così come viene intuito anche dal titolo, la cooperazione sarà la chiave per vincere ogni gara. Nel gioco, verrete accoppiati in team da 3 personaggi, ognuno rappresentate di una sotto categoria tra le 3 presenti (Tecnica, Velocita e Difesa). Le varie “classi” non incideranno in maniera diretta sul gameplay generale, ma serviranno più come punto da riferimento per plasmare in maniera giusta la scelta del compagno (in base alla velocità, alla difesa e alla sua adattabilità sull’asfalto virtuale.

Per superare i vari ostacoli proposti dal gioco ed piazzarvi sempre in testa, dovrete sfruttare al meglio le meccaniche del team play come lo scambio di power up o il semplice sfruttamento della power-line. Quest’ultima si creerà in base alla posizione dei vostri compagni, ed stando a cavallo di essa, verrete spinti in avanti a mo di molla, generando un netto vantaggio in certe situazioni. Inoltre, ogni azione cooperativa inciderà sul vostro contatore Ultimate, che servirà per attivare una potente mossa di squadra. C’è da dire però che, questa Ultimate sarà praticamente unica nel gioco, non concedendo boost diversi ai vari team. Da un lato, abbiamo capito questa scelta dei creatori (per rendere il gioco più equilibrato nelle sessioni online), ma nello stesso tempo abbiamo trovato essa un’occasione sprecata per i fini della diversificazione generale.

Anche il sistema dei power up ci ha lasciati un po’ con l’amaro in gola. Non tanto per la sua struttura ludica, che funziona a dovere, ma perché esso non risulta per niente nuovo, offrendo una marea di robe trite e ritrite. Stessa cosa si potrebbe dire per la modalità storia del gioco, che abbiamo trovato a dir poco inutile se non per il fatto che essa potrebbe essere un buon mezzo per imparare le meccaniche base del gioco. Forse il punto più “basso” dell’opera dei Sumo Digital, viene toccata dal suo roster che, rispetto al passato sembra aver perso dei colpi abbastanza marchiati. Infatti rispetto ai vecchi capitoli, i personaggi disponibili saranno soltanto quelli dedicati all’universo di Sonic con la conseguenza di “castrare” drasticamente il numero totale di personaggi ad 15 effettivi. Probabilmente altri ne verranno aggiunti in futuro grazie ai DLC, ma per adesso, non siamo rimasti soddisfatti di questo aspetto.

Tecnicamente Parlando

I ragazzi di Sumo Digital sono riusciti a mantenere la bellezza vista nei precedenti capitoli, sfruttando a dovere l’engine proprietario offrendo di conseguenza un’opera gratificante a livello visivo. Su Playstation 4 Pro infatti il gioco sfrutterà in maniera dinamica le risoluzioni 4K accompagniate ai vari effetti HDR. Da applausi anche il Framerate del gioco, che per la durata di tutte le sezione rimarrà granitico sui 60 fotogrammi, rendendo l’esperienza “liscia” per l’occhio. Anche i vari effetti di luce e poligonali risultano davvero ben fatti, dando vita ad veri “quadri” dinamici da apprezzare. Non abbiamo notato particolari pop-up, cali di frame o altre anomalie simili, rendendo il titolo tecnicamente una perla.

Sotto il punto di vista del comparto audio invece, siamo tra il mediocre ed il buono, essendo che il doppiaggio italiano risulta a dir poco rivoltante, spingendovi fin dalle prime partite a cambiare lingua di dialogo. La soundtrack invece risulterà molto godibile, ma ben presto ripetitiva fino allo sfinimento, essendo che le canzoni non offriranno mai qualcosa di nuovo o di mai sentito.

A livello di controlli, possiamo ancora una volta confermare che il lavoro svolto dal team di sviluppo è stato ottimo. Infatti durante le nostre sessioni abbiamo trovato sempre i controlli responsivi e mai un impedimento per il gameplay stesso (cosa essenziale per questa tipologia di giochi).

In conclusione

Team Sonic Racing è un’ottima esperienza per chi cerca un’alternativa al solito Mario Kart. Le sue impronte da gioco team based, vi spingeranno ad adattarvi ai propri compagni, creando così situazioni di gioco sempre variegate. Anche se la struttura generale del gioco potrebbe risultare datata, vi possiamo garantire che il gioco dei Sumo Digital saprà intrattenervi.

Il suo costo modico ed la marea di ore che potrebbe rubarvi (specialmente in multiplayer), rendono questo capitolo essenziale per chi ama questa tipologia di giochi. Quindi se non avete più pazienza di aspettare CTR o semplicemente volete avere anche una buona alternativa nella vostra libreria ludica, Team Sonic Racing va preso senza tanti pensieri.

Team Sonic Racing

39.99€
7.1

Gameplay

8.5/10

Trama

5.5/10

Grafica

8.0/10

Sonoro

6.5/10

Longevità

7.0/10

Pros

  • Un'ottima alternativa ai vari Kart Racer
  • Il team based gameplay risulta molto pulito
  • Gameplay veloce ed intuitivo
  • Prezzo molto accessibile

Cons

  • Un roster di personaggi abbastanza misero
  • I.A. non proprio sveglia
  • Modalità storia praticamente inutile
Aggiungi un commento all'articolo! Clicca qui.

Lascia un commento!

avatar
  Subscribe  
Notificami

Altri articoli in Recensioni

Felix the Reaper Recensione, la morte attende per sempre

Camilla Colombo18 Ottobre 2019

Autonauts Recensione, quando il survival incontra la programmazione

Giuseppe Licciardi15 Ottobre 2019

Concrete Genie Recensione, diamo vita ai nostri sogni

Camilla Colombo14 Ottobre 2019

Ghost Recon Breakpoint Recensione, una costante perdita d’identità

Andy Bercaru8 Ottobre 2019

Trine 4: The Nightmare Prince Recensione, un ritorno eroico

Camilla Colombo8 Ottobre 2019

Code Vein Recensione, un soulslike con tinte anime

Fabrizio Giardina7 Ottobre 2019