Recensione Dauntless, la caccia ai mostri diventa Free to Play

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Samuel Verpa
Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età. Videogiocatore incallito nato con il Super Nintendo, Killer Instinct e Zombies ate my Neighbour. Se mi chiedete se i videogames si possano considerare arte vi risponderò di sì.

Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età. Videogiocatore incallito nato con il Super Nintendo, Killer Instinct e Zombies ate my Neighbour. Se mi chiedete se i videogames si possano considerare arte vi risponderò di sì.

Tempo di lettura: 7 minuti

In questi ultimi anni, senza ombra di dubbio, il panorama videoludico si è ampliato notevolmente. Nuovi generi e franchise sono nati da brillanti menti che hanno saputo regalarci momenti indimenticabili ed emozioni indescrivibili. Quest’oggi andremo ad esplorare uno dei tanti mondi videoludici, esso si tratta del mondo “Free To Play“.

Ma se ti ficcassi una pallottola nel cranio?

Questo mondo ha saputo regalare, sino ad oggi, tanti…ma tanti titoli. I più avvezzi al genere conosceranno le sue basi, ma per gli altri, cos’è un “Free To Play”? Esso presenta titoli gratuiti in cui il videogiocatore si può catapultare, essendo totalmente gratuito i vari studi e case di produzione guadagnano su ciò che viene chiamata “microtransazione” (acquisti di contenuti extra in-game con soldi reali) e qui si presenta il “dilemma”. I Free To Play, difatti, si possono suddividere in due grandi “categorie”: i titoli che sono favoriti dall’utenza e quelli no, ma andiamo con ordine.

I titoli Free To Play favoriti dall’utenza sono quei titoli che non costringono il giocatore all’azione dello “shoppare” (comprare elementi di gioco con soldi reali) per avere un vantaggio netto sugli altri giocatori, essi difatti permettono di restare al passo con gli altri, dedicandoci comunque del tempo in più, ma non esageratamente. Solitamente in questi titoli gli sviluppatori compiono la decisione di guadagnare tramite la vendita di contenuti estetici e non utili al titolo stesso, ottenibili tramite l’acquisto con soldi reali. Viceversa i titoli sfavoriti dall’utenza sono quei titoli che fanno dello “shoppare” il loro punto forte e, fondamentalmente, essi sono l’opposto dei favoriti.

Avendo dato un visione più completa di ciò che sono i Free To Play ora possiamo spostare la nostra attenzione sul nuovo arrivato,giunto da non molto tempo sul mercato: Dauntless. In quale grande “categoria” egli si porrà? Sarà un titolo valido oppure si rivelerà essere un progetto fallimentare, finendo così nel cimitero videoludico? Andiamo a scoprirlo nelle prossime righe della nostra recensione.

Ecco chi è che rubava nel mio orto

WE’RE SLAYERS

Ma per coloro che non conoscessero il titolo, cos’è Dauntless? Dauntless è un Action RPG Free To Play sviluppato dai ragazzi di Phoenix Labs e pubblicato da Epic Games. Il titolo fu inizialmente rilasciato in Beta, esclusivamente per i giocatori PC, durante lo scorso Maggio 2018, per poi venire ufficialmente lanciato il 21 Maggio 2019 anche per le altre piattaforme (Xbox One e PS4).

In Dauntless impersoneremo uno Slayer (inizialmente Recluta), ovvero un cacciatore di Behemoth, mostri che infestano le Isole Frantumate (il mondo di gioco). Essi saranno di vari elementi e genere, ma li vedremo nel dettaglio in una sezione più apposita. Poco prima di entrare nel mondo di gioco verremo diretti nel menù di creazione del personaggio, ciò ci fa capire che non impersoneremo un personaggio “preconfezionato”, dandoci una visione più da “gioco di ruolo”. Le possibilità di creazioni risulteranno abbastanza profonde (però non completamente) dandoci la possibilità di regolare elementi come sesso, altezza, forma degli occhi (inclusa la posizione degli stessi, la loro grandezza, i colori e la grandezza dell’iride), forma della bocca ecc.

Al termine della creazione del nostro Slayer verremo catapultati nella fase Tutorial del titolo, dove impareremo ad affrontare un Behemoth (nello stesso affronteremo un Gnasher, Behemoth simile ad un castoro). Al termine della missione verremo portati, tramite un’Airship, nella città principale del titolo (che funge anche da zona “Social”): Ramsgate. Qui vi troveremo tutti i personaggi principali: da chi ci darà le varie missioni di gioco ai vari artigiani, coloro che forgeranno armi ed armature dai pezzi che raccoglieremo dai Behemoth stessi, durante il combattimento. Ogni Behemoth sconfitto ci permetterà di sbloccare il suo set armatura e la sua arma.

Che ne dici Quillshot, ce la facciamo una bella braciolata?

Essendo Dauntless un RPG ci verrà data la possibilità di scegliere il nostro stile di combattimento, tramite la scelta di un’arma. Ognuna di esse sarà completamente differente dalle altre, presentando, oltre ad un moveset peculiare, anche attacchi speciali, abilità dell’arma stessa e elementi, questi ultimi utili nel combattimento contro i Behemoth. Potremo scegliere tra: Ascia, Spada, Lancia da combattimento, Spade a catena, Martello e Pistole.

Alla creazione della nostra prima armatura veniamo messi a conoscenza di un’altra feature: le armature e le armi possono essere potenziate. Esse, infatti, potranno sia essere potenziate tramite i pezzi di Behemoth (come indicato sopra) sia tramite delle “Orbs“, sfere contenenti dei buff e debuff per le nostre armi e armature (per esempio “Danni inflitti maggiori alle parti ferite di un Behemoth”, “Diminuzione dello stato ‘Congelato’ ” ecc.) trovabili durante una caccia, tramite dei pacchetti da aprire o tramite il Mediatore.

Oltre a tutto ciò, ci verrà data la possibilità di creare dei consumabili (di cui un massimo di 5 unità, per singolo consumabile, è trasportabile durante una caccia). Essi si tratteranno di tonici (che ci forniranno dei buff in battaglia) e granate (normali ed elementali).

Ulteriore elemento, utile durante una caccia, è il flare. Esso segnalerà ai nostri compagni la posizione del Behemoth, appena lo individueremo.

Una delle due grandi feature, introdotte al lancio, è la “Licenza di Caccia” (una sorta di Battle Pass). Quando si parla di “Battle Pass” in un RPG dei timori nascono spontanei, ma essa, fortunatamente, risulterà un’ottimo elemento di gioco perché, a differenza di altri Battle Pass introdotti in famosi titoli, premierà maggiormente il giocatore, offrendo maggiori ricompense, dalla controparte gratuita, al superamento di un livello. Senza ombra di dubbio se compierete la scelta di acquistare la versione “a pagamento” della stessa otterrete delle ricompense dal valore nettamente superiore di quelle fornite gratuitamente, ma questo non vuol dire che sarete obbligati all’acquisto per garantirvi dei componenti, utili per il proseguimento della “campagna”.

La seconda grande feature è l’implementazione di una “campagna”, non presente nella versione Beta. Essa risulterà molto blanda e, in generale, “non un granché”. Essa si rivelerà essere puramente utile per giustificare le nostre continue cacce ai Behemoth.

IT’S TIME TO HUNT

Dopo esserci adeguatamente equipaggiati, comincerà la nostra “caccia al Behemoth”. Avremo la possibilità sia di scegliere quale di essi cacciare sia di decidere se farlo in singolo e solo con un/alcuni amico/i in co-op (mediante una “Caccia Privata“) oppure insieme ad altri giocatori, trovati tramite il matchmaking della “Caccia Aperta” (in qualsiasi caso il party potrà essere composto da un massimo di 4 giocatori). Dopo aver trovato il nostro gruppo di caccia, potremo scegliere se partire subito o aspettare circa 40 secondi per ultimare il nostro equipaggiamento. Al termine del contatore, o se sceglieremo di partire subito, verremo trasportati nella “sala d’attesa”, dove troveremo un briefing della caccia in corso. Appena i giocatori saranno pronti si procederà allo sbarco.

I vari Behemoth saranno situati su isole differenti (ognuna con un clima e flora differente) e, appena approdati, procederemo alla ricerca dello stesso. Fortunatamente le varie isole sono disseminate di scorciatoie e buff di velocità che renderanno la nostra ricerca più veloce e meno dispersiva. Appena sarà stato individuato il Behemoth comincerà lo scontro.

I Behemoth

Come anticipato prima, essi sono i mostri che infesteranno le Isole Frantumate e saranno di vari elementi e genere. Dovremo, infatti, affrontare Behemoth di elemento: Fuoco, Terra, Ghiaccio, Elettro, Luce, Oscurità e Non Elementale. Coloro che avranno giocato titoli come “Pokémon” si “sentiranno a casa” e sapranno come affrontare al meglio i suddetti elementi sin dall’inizio, ma per coloro che non fossero avvezzi alla feature non preoccupatevi, prima dell’inizio di ogni caccia, come accennato poco più su, verrà sempre fatto un breafing del mostro, nel quale verranno indicati quale elemento sarà più efficace contro lo stesso, quale elemento lo resisterà meglio ed i parametri consigliati di attacco e difesa (espressi in numeri).

Ogni Behemoth presenterà sia caratteristiche peculiari (non solo legate all’aspetto), sia moveset differenti tra loro. Ulteriori elementi che li contraddistinguono saranno la modalità “Furia” e la loro versione infettata dal Maelstrom (che potete approfondire meglio seguendo la trama del titolo), che prendono ispirazione dalle versioni “Temprate” e “Arcitemprate” dei mostri di un famoso franchise targato Capcom.

Serve una mano?

TECNICAMENTE PARLANDO

Graficamente, con l’utilizzo dell’Unreal Engine, i ragazzi di Phoenix Labs riescono a valorizzare il loro Dauntless, offrendo un mondo di gioco colorato, ben illuminato e, in generale, “gradevole agli occhi”, grazie anche all’ottimo utilizzo della risoluzione in 4K sfruttata da Xbox One X e Playstation 4 Pro. Nota fortemente negativa riguarda il framerate che, durante la sosta in città e durante i combattimenti, subirà un pesante calo, facendo passare i 30 FPS del titolo ad un range che va da 10 a 15 FPS (in città accade raramente, ma in combattimento è una prassi), rendendo l’esperienza di gioco frustrante.

Per la controparte sonora vedremo una selezione di effetti sonori molto ristretta, dove vedrà la sua punta di diamante esclusivamente nei versi emessi dai Behemoth, il quale permetterà una caratterizzazione dei mostri più profonda. Stendiamo un velo pietoso sul doppiaggio dei vari personaggi del titolo, assolutamente superficiale e dimenticabile.

Il gameplay, di stampo Action, del titolo risulterà ben studiato, vario e “personalizzabile”. Uniche pecche risulteranno essere il sistema di combo, fin troppo legnoso (prima di poter effettuare una schivata dovrete attendere che la combo, realizzata da voi tramite la pressione dei tasti corretti, termini) e alcune hitbox dei Behemoth, il quale riusciranno a colpirvi anche se siete riusciti a schivare il loro attacco. Tutto ciò potrebbe portare ulteriore frustrazione, soprattutto per i giocatori non preparati. Ulteriore mancanza nel titolo è il sistema di “Lock” dei nemici, scelta che, in realtà, risulta essere azzeccata (alcuni Behemoth, ad esempio l’Embermane, risultano essere molto veloci e un sistema di Lock porterebbe il giocatore a provare una sensazione di nausea).

Ulteriore problema riguarda i server del gioco. Recentemente essi sono stati potenziati, ma risultano ancora fortemente instabili, portando sia, ancora, ad attese bibliche per poter entrare in gioco sia a qualche crash improvviso del gioco (fortunatamente molto raro).

Ucci ucci sento odor di umanucci

IN CONCLUSIONE

Il titolo, prendendo fortemente spunto da Monster Hunter di Capcom (forse fin troppo), presenta una formula varia e divertente, purtroppo minata dalla mal ottimizzazione del frame rate e dei server.

Siamo a conoscenza del fatto che eventuali patch future risolveranno i problemi più gravi (o almeno lo speriamo), ma, ad oggi , Dauntless risulta essere un titolo valido, ma fortemente “castrato”.

Dauntless

6.6

Gameplay

6.5/10

Trama

5.5/10

Grafica

7.0/10

Sonoro

6.5/10

Longevità

7.5/10

Pros

  • È gratuito
  • Vario e divertente...
  • Longevo...
  • Graficamente gradevole

Cons

  • Framerate instabile
  • ...ma nettamente inferiore agli esponenti maggiori del genere
  • ...ma tendenzialmente molto ripetitivo
  • Trama superficiale e non di spessore

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