Prey, la Recensione – NO SPOILER

News
Antonio Salvatore Bosco
Appassionato del mondo nerd dalla tenera età di 3 anni quando giocavo a Sonic con il sega master system di mio padre. Amante della scienza e della lettura. Marvel e Disney mi accompagnano ogni giorno da sempre. Pronto a scoprire cose nuove e a farle conoscere agli altri.

Appassionato del mondo nerd dalla tenera età di 3 anni quando giocavo a Sonic con il sega master system di mio padre. Amante della scienza e della lettura. Marvel e Disney mi accompagnano ogni giorno da sempre. Pronto a scoprire cose nuove e a farle conoscere agli altri.

Tempo di lettura: 9 minuti

Presentato nel corso dell’E3 2016, Prey ha creato sin da subito numerose aspettative. Questo nuovo titolo sviluppato dai ragazzi di Arkane Studios e pubblicato da Bethesda, non ha nulla a che vedere con l’originale Prey del 2006 ed ancora meno con Prey 2, cancellato nel 2014: rappresenta infatti un vero e proprio punto d’inizio per il brand.

I creatori di Dishonored riprendono sicuramente in Prey alcuni elementi della loro saga di punta, ma l’atmosfera della stazione spaziale Talos I, ha poco a che vedere con Dunwall e Karnaca, le città della saga di Dishonored. Se però le differenze ci sono e si vedono, è comunque chiaro che si tratta di un titolo sviluppato dallo stesso studio: ritroviamo lo stesso stile e la stessa attenzione certosina per i dettagli.

Andiamo però a vedere insieme cosa ci ha regalato con Prey il team di Arkane Studios, nella nostra recensione ovviamente priva di spoiler.

C’è un alieno nel mio caffè

Iniziamo la nostra avventura scegliendo se giocare con la versione maschile o femminile di Morgan Yu. Ci svegliamo lunedì 15 marzo 2032 nel nostro lussuoso appartamento pronti a iniziare il nostro lavoro sulla stazione spaziale Talos I. Prima di salire sullo shuttle però, dobbiamo incontrare nostro fratello Alex e sottoporci ad alcuni test per adattarci alla vita in orbita. Saliamo sull’elicottero che ci aspetta sul tetto ed arriviamo all’edificio della TranStar. Veniamo accolti da Alex che ci rassicura sui test e ci entusiasma con un “Presto saremo in orbita”.

Entriamo nella prima stanza dei test e il Dottor Bellamy controlla i nostri progressi, apparendo piuttosto irritato prova dopo prova. Dopo tre prove fisiche è il momento di un interessante test sulla personalità. Mentre lo svolgiamo il Dottor Bellamy chiede un caffè, gli viene portato ma improvvisamente vediamo comparire una scia nera che si trasforma anch’essa in una tazza. Quando il dottore sta per bere il suo caffè, una creatura nera pece lo aggredisce al volto, nella stanza si propaga un gas e perdiamo i sensi. Ci risvegliamo nel nostro appartamento, è ancora il 15 Marzo 2032, stiamo rivivendo la stessa giornata, ma presto scopriremo che non tutto è come sembra.

Ci fermiamo qui con i dettagli sulla storia per evitare di rovinarvi la sorpresa, ma vi basti sapere che da questo momento scopriremo che quello che pensavamo fosse reale forse non lo è davvero e dovremo imparare a riconoscere di chi possiamo fidarci e di chi no. Nel corso della storia infatti, Prey mette in dubbio persino la conoscenza che il nostro Morgan ha di sé, utilizzano un pretesto tipico dei videogiochi e dei film (quello della perdita di memoria) ma in una maniera tale da incastrarsi alla perfezione con il contesto narrativo, da apparire interessante e persino innovativo.

Nei panni di Morgan quindi dovremo capire cosa sta succedendo, cosa sono quelle orrende e spaventose creature chiamate Typhon, e come possiamo salvare noi stessi e gli altri. Partendo all’avventura quindi completamente ignari, sveleremo molti dei misteri legati a Talos I ed alla minaccia Typhon, oltre ai segreti dei membri dell’equipaggio, della TranStar e dei fratelli Yu. Effettueremo scelte, seppur poche siano determinanti, che andranno a influire sul finale aumentando quindi la rigiocabilità del titolo e l’interesse nella trama.

Una cosa su cui vorremmo focalizzarci è il ritmo incalzante (anche se a volte con qualche momento lento) della storia di gioco: man mano che avanziamo, andiamo a scoprire ovviamente sempre più elementi della trama che però a loro volta vanno a creare altre domande e situazioni fino a culminare nel finale. Trovarci a decidere se salvare o no determinate persone, se fidarci o meno di qualcuno, se proseguire per una certa strada o prenderne un’altra, ha creato un’esperienza decisamente coinvolgente che non ha smesso mai di incuriosire. Dal punto di vista narrativo quindi, possiamo concludere che Prey ci dona una storia ben costruita e ricca di colpi di scena che sicuramente non va a deludere le nostre iniziali aspettative.

Talos I e la sua immensità

L’ambientazione di Prey è la maestosa e lussuosa stazione spaziale Talos I e, ovviamente, lo spazio. Strutturata su più livelli, Talos I presenta numerosi reparti e stanze, dedicati sia al lavoro che allo svago e ovviamente, anche all’alloggio. Troviamo infatti laboratori, uffici, stanze, cucine, cinema, giardini, palestre e tutto ciò che possa mettere a proprio agio una persona che si trova a lavorare per l’intera giornata rinchiusa in una stazione spaziale.

La nostra nave presenta ovviamente tantissimi segreti e vie alternative alle comuni porte. Per muoverci tra una zona e l’altra avremo infatti la possibilità di scegliere se utilizzare le porte principali o altri passaggi come per esempio i condotti d’aerazione oppure strade che potremo creare noi grazie a uno strumento particolare a nostra disposizione.

La sensazione che ci da Talos I è quella di un vasto labirinto, esplorabile nella sua totalità sia dall’interno che dall’esterno: infatti in alcune fasi ci troveremo a navigare nell’immensità dell’universo grazie alla nostra tuta, e da qui potremo ammirare la nostra stazione spaziale e raggiungere le diverse zone affrontando meno pericoli, almeno inizialmente, di quanti ce ne siano all’interno.

Il level design e l’ambientazione generale sono quindi ottimi e molto ispirati, donando una forte sensazione di immersione e libertà di esplorazione.

Nasconditi, agisci, scappa!

Per quanto riguarda il gameplay, Prey riprende molti elementi dalla serie principale di Arkane Studios, ovvero Dishonered, presentandone però anche altri che ricordano da vicino Deus Ex e, per i più veterani, System Shock. Oltre a strizzare l’occhi in alcuni frangenti a Bioshock. Tutti questi elementi si combinano tra loro in modo talmente armonioso da creare un’esperienza di gioco divertente e profonda.

Per prima cosa diciamo che non è il combattimento faccia a faccia ad essere privilegiato, ma bensì la strategia e il potenziamento delle abilità. Infatti sarà molto difficile riuscire a proseguire senza problemi se non vi fermerete a potenziare il vostro personaggio, ad esplorare per bene ogni stanza di Talos I, a studiare una strategia d’attacco o di fuga. Se inizialmente la minaccia Typhon risulterà essere contenuta, al proseguire della storia queste creature diventeranno sempre più numerose e se non vi farete trovare ben equipaggiati e preparati, aspettatevi di rimanere per un bel po’ bloccati in un determinato punto.

I Typhon che troveremo sono di diverso tipo: iniziando con gli insidiosi Mimic e passando ai veloci e forti Spettri, troveremo diverse specie di creature, ognuna con il proprio punto di forza ma anche punto debole. Gli alieni più fastidiosi sono probabilmente i Mimic, capaci di trasformarsi in qualunque oggetto trovino nella stanza e quindi apparire nel momento in cui ce lo aspettiamo di meno. Lo Spettro invece è veloce, forte e astuto: inoltre non ce n’è soltanto un tipo, ma diversi e sempre più potenti. Ci sono anche altre specie di alieni che però non andremo a nominare o ad approfondire per farvele scoprire giocando!

Ammettiamo che spesso ci siamo trovati a sussultare per lo spavento in quanto, oltre ad avere una continua sensazione di ansia, favorita anche dalla musica, trovarci improvvisamente di fronte una di quelle creature, è un’esperienza tutt’altro che rilassante. Quindi vi avvertiamo: ci sono parecchi, e delle volte persino esagerati, jumpscares. Questo elemento potrebbe non piacere a tutti e a dir la verità, poteva essere anche evitato: il gioco è già immersivo di suo e genera sufficiente ansia e sensazione di oppressione che il jumpscare è un elemento che risulta essere superfluo, seppur da alcuni gradito.

 

Parliamo ora delle varie abilità che potremo sbloccare. Queste potranno essere acquisite spendendo (o meglio inserendo in noi) delle Neuromod: modificatori neurali che permettono agli esseri umani di migliorare le proprie capacità ed apprenderne di nuove. L’albero delle abilità è composto da sei rami: tre di natura umana e tre di natura aliena. Quelle umane sono Scienza, Ingegneria e Sicurezza le quali ci permetteranno di acquisire capacità come l’Hacking, miglioramento della salute, Sollevamento e molte altre. Le abilità di natura aliena sono invece Energia, Mutamento e Telepatia e queste capacità le potremo acquisire analizzando i Typhon a bordo di Talos I. Dovremo però fare attenzione perché a seconda di quali abilità andremo a sviluppare cambierà il tipo di interazione che noi potremo avere con il mondo di gioco ma anche quella che l’ambiente in cui stiamo e le persone con cui interagiamo avranno nei nostri confronti. Per potenziarci troveremo inoltre chip per la nostra tuta e per un altro strumento a nostra disposizione e kit balistici per le nostre armi.

Le armi che incontreremo nel corso della nostra avventura saranno molte e diverse tra loro. Dalla classica chiave inglese all’innovativo cannone GLOO avremo la libertà di scegliere come affrontare i Typhon.

Il cannone GLOO risulterà essere sicuramente molto utile in più occasioni sia per bloccare i nemici sia per costruire da sé percorsi e vie di fuga alternativi. Altra arma che merita di essere nominata è la granata riciclante che trasformerà i nostri nemici in utile materiale da utilizzare per costruire oggetti a noi necessari.

Una meccanica decisamente interessante è infatti quella della coppia di macchinari Riciclatore e Assemblatore. Il primo serve a raccogliere oggetti inutili trovati a bordo della stazione (armi rotte, bucce di cibo, fiori…) e a trasformarli in materiale che andrà messo nell’assemblatore per ricavarne oggetti utili come munizioni, kit medici e molto altro. La cosa notevole è che questi simpatici oggetti si intersecano alla perfezione con la trama e con il mondo di Talos I.

Per concludere con le meccaniche di gameplay, va detto che il gioco premia molto l’esplorazione con oggetti, armi e dettagli sulla trama, sulla stazione spaziale e sulla vita all’interno di essa. Infatti grazie alla grande interazione che abbiamo con gli elementi del mondo di gioco, potremo trovare informazioni utili ed interessanti in libri, appunti e computer dell’equipaggio.

Missioni, longevità e difficoltà

Arrivati a questo punto sembrerebbe che Prey abbia quasi unicamente pregi, purtroppo però è nelle missioni e nella difficoltà che il titolo potrebbe presentare qualche difetto. Le missioni infatti sono quasi tutte del tipo “raggiungi il punto B per prendere un determinato oggetto, ritorna al punto A e scopri che devi prima andare a C e poi puoi proseguire”. Purtroppo a lungo andare si sente la ripetitività della struttura però sono la trama e il divertimento a giungere in aiuto per non far sentire al giocatore questa sensazione. La curiosità nei confronti della storia e il modo in cui essa è presentata fanno sì che si sia invogliati a proseguire ed inoltre, la varietà nel modo di affrontare le situazioni fa passare in secondo piano la ripetitività.

Per quanto riguarda la longevità, la nostra prima run è durata circa 20 ore esplorando abbastanza a fondo tutta Talos I. Ovviamente dal momento in cui si decidesse di voler sbloccare tutte le abilità, in particolare quelle aliene, scoprire tutti i segreti della stazione spaziale e dell’equipaggio e vedere tutti i finali, la longevità andrebbe ad aumentare di molto. Inoltre non mettiamo in dubbio che molti potrebbe riprendere in mano il gioco anche solo per divertirsi a trovare nuovi modi per sconfiggere i Typhon. Inoltre le numerose missioni secondarie vanno ad arricchire la trama principale. Queste infatti sono varie e benché non siano obbligatorie, vanno ad avere conseguenze sul mondo di gioco, con scelte che a volte risultano essere anche più interessanti di alcune di quelle offerte dalle missioni principali.

Dal punto di vista della difficoltà, Prey offre un ottimo livello di sfida anche a Normale che ovviamente va a crescere aumentando livello di difficoltà. Se già a normale infatti non risulta per nulla semplice affrontare Spettri e compagni con le sole armi e senza alcun tipo di strategia, a difficile è proprio necessario ragionare sul da farsi prima di agire.

Per questo riteniamo che Prey possa non rappresentare un’esperienza adatta a coloro che cercano un tipo di gioco più scanzonato e poco difficoltoso, anche se in realtà si tratta di semplici gusti personali. Invece è un’ottimo titolo per chi vuole impegnarsi e ragionare un po’ senza comunque rinunciare al divertimento.

Audio, video e godibilità

Avete capito insomma che per quanto concerne il divertimento, Prey ne offre tanto e di diverso tipo andando a lasciare al giocatore la piena libertà di scelta e la possibilità di esplorare ogni dettaglio dell’ambientazione in cui ci troviamo.

Dal lato tecnico, non ci troviamo di certo di fronte a un’opera da lasciare a bocca aperta, ma c’è da dire che il CryEngine è stato sfruttato bene e fa la sua figura. Sebbene alcune texture non siano proprio eccellenti, l’impatto generale stupisce ed i personaggi risultano essere ben definiti e dai volti piuttosto dettagliati. Il design degli alieni invece è semplicemente perfetto.

Il sonoro di Prey  risulta essere ottimo, con riproduzione del suono delle armi ben realizzato, un buon doppiaggio soprattutto per determinati personaggi e delle perfette musiche che accompagnano la costante sensazione di essere seguiti, di ansia e di oppressione.

Certamente abbiamo trovato qualche bug, alcuni più gravi e altri meno, qualche compenetrazione ma per fortuna sporadica e poco fastidiosa, e qualche difetto a livello sonoro: alcune cutscenes infatti hanno presentato un aumento del volume piuttosto elevato. Tutto sommato però non si tratta di nulla di grave e sostanzialmente sono cose che potrebbero risolversi con una patch.

Conclusione

Per concludere possiamo dire che Prey è un ottimo titolo, un regalo da parte dei ragazzi di Arkane Studios e di Bethesda, che ci piacerebbe diventasse una serie visto che le possibilità di un sequel vi sono. Se vi piace il genere di gioco, se amate la fantascienza e non vi spaventano le minacce aliene, questo è il gioco che fa per voi.

Con una storia coinvolgente, un buon comparto tecnico ed un gameplay vario e divertente, Prey è uno dei titoli che sicuramente spicca in questo ricco anno per il mondo videoludico, assolutamente da giocare.

Prey

8.8

Storia

9.0/10

Gameplay

9.0/10

Grafica

8.5/10

Musiche

8.5/10

Ambientazione

9.0/10

Pros

  • Storia intrigante e avvincente
  • Dona immersività e libertà d'azione grazie anche all'ottimo level design
  • Longevo e rigiocabile
  • Divertimento vario e assicurato

Cons

  • Forse non adatto a tutti
  • Qualche piccolo difetto tecnico e caricamenti lunghi
  • Le missioni potrebbero risultare ripetitive in alcuni frangenti

Altri articoli in News

need for speed hot pursuit

Need For Speed Hot Pursuit Remastered UFFICIALE, ecco il trailer di annuncio

Giuseppe Licciardi5 Ottobre 2020
call of duty warzone

Call of Duty Warzone, ecco le novità della Season 6

Giuseppe Licciardi29 Settembre 2020

Microsoft acquisisce UFFICIALMENTE ZeniMax/Bethesda

Giuseppe Licciardi21 Settembre 2020

Call of Duty Black Ops Cold War, svelato il multiplayer

Giuseppe Licciardi10 Settembre 2020

Twitch Versus, un nuovo modo per organizzare competizioni

Giuseppe Licciardi10 Settembre 2020
Assassin’s Creed Valhalla

Assassin’s Creed Valhalla, titolo di lancio per Xbox Series X e Series S

Giuseppe Licciardi9 Settembre 2020