Predator Hunting Ground Recensione, una caccia fallimentare

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Andy Bercaru
Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Tempo di lettura: 6 minuti

Non è di certo la prima volta che il mondo videoludico tende ad unire più rami artistici sotto la sua “ala”. Svariate volte abbiamo visto infatti come il mondo hollywoodiano ha cercato di accaparrarsi una piccola fetta di questo mondo che tanto noi amiamo, dando però vita ad opere a dir poco disastrose. Sono davvero rari i casi in quale un opera cinematografica è riuscita a trovare la giusta strada per sfornare un prodotto videoludico decente. Ovviamente non conviene fare di tutta l’erba un fascio, specialmente quando si possono effettivamente elencare prodotti tie-in degni di nota. In fin dei conti, le idee di molti blockbusters cinematografici calzano a pennello con questo mondo che tanto noi amiamo (ovvero quello dei videogiochi). Ma allora perchè tantissime (forse anche troppe) software house riescono a fallire miseramente quando prendono in mano un mondo hollywoodinano e plasma esso in modo da farlo diventare un opera videoludica? Probabilmente il tutto potrebbe essere attributo al fatto che, i vari produttori videoludici vanno a focalizzarsi un po’ troppo sui vari aspetti “forti” dell’opera cinematografica, ignorando però le piccole cose che andrebbero limate per rendere il prodotto ludico più che decente. IllFonic ancora una volta ha provato a sfruttare un franchise cinematografico grosso per sviluppare un’opera videoludica. Infatti Predator Hunting Grounds cerca di “rimediare” ai disastri creati con il dimenticabile Venerdi 13.

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Per chi è cresciuto nel periodo degli anni 80/90, Predator è sicuramente un nome che fa breccia nei cuori di molti nostalgici. Già in passato abbiamo visto videogiochi capaci di sfruttare a dovere le caratteristiche della nota razza di alieni cacciatori. Alien Vs Predator è sicuramente una delle I.P. più note quando si va a tirare in ballo questa saga. Tuttavia, sono passati svariati anni da quando non abbiamo più visto il noto Predator “invadere” il nostro tanto amato mondo videoludico. Forse proprio per questo motivo i ragazzi di IllFonic hanno deciso di prendere la palla al balzo e sfruttare questo totale “vuoto” dando così vita a Predator Hunting Grounds. A differenza dell’opera precedente però, il team di sviluppo è stato “aiutato” da Sony stessa (quando si va a parlare di distribuzione), creando per questo motivo il titolo in esclusiva console per PS4.

Ma saranno bastate le buone intenzioni per dar vita ad un prodotto decente legato a Predator? I creatori del gioco avranno imparato dai sbagli fatti con il tanto criticato Friday 13th? A queste domande cercherò di rispondervi (in maniera più approfondita) nelle prossime righe di questa recensione!

Predator Becomes The Prey

Prato fin da subito con una premessa. L’idea dietro Predator Hunting Grounds, sulla carta, risulta più che dignitosa. Creare un gioco competitivo isometrico (simile a Friday 13th e Dead By Daylight) con le tematiche viste nella saga cinematografica FOX non sembrava decisamente una cosa impossibile. Infatti Predator Hunting Grounds cerca in tutto e per tutto ricreare a dovere le atmosfere viste durante il primissimo film della saga. Il gioco si dividerà in 2 “modalità” e funzionerà in maniera simile ad opere come appunto Dead By Daylight e Friday 13th. Un giocatore su 5 prenderà le sembianze del Predator cercando di fare la pelle ad altri 4 soldati controllati da giocatori reali (rendendo i match 4vs1). Per cercare di bilanciare le due “fazioni” il Predator sarà in grado di sfruttare il suo armamento alieno (come la possibilità di diventare invisibile, usare tecnologia High-Tech ecc.) mentre i soldati umani si baseranno molto sulla “forza dei numeri”.

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Già da queste prime premesse potete capire da soli che effettivamente l’idea di base risulta a dir poco buona. Tuttavia, ancora una volta i ragazzi di IllFonic non hanno saputo limare a dovere il prodotto, dando così vita ad un opera quasì priva di anima e tecnicamente disastrosa. Partiamo con ordine e cerchiamo di analizzare cosa è andato storto quando si va a parlare del gameplay effettivo di questo Predator Hunting Grounds. Partiamo dalla parte più dolente, ovvero il netcode generale del gioco. Già durante i primi giorni in quale abbiamo provato questo gioco abbiamo notato un rallentamento generale del matchmaking, con tempi a dir poco assurdi per svolgere una partita. Aspettare quasì 5 minuti per giocare è sicuramente un tempo molto lungo, per non parlare del fatto che se si dovesse scegliere di voler provare la modalità col Predator i tempi d’attesa possono andare a superare più di 15/20 minuti. Oltre questo fattore anche il fatto che le partite continuavano a crashare hanno fatto risalire ancora di più la problematica generale dei server non in grado di reggere “il peso” delle partite. Ovviamente quest’aspetto può migliorare con l’andare del tempo ma come prima “partenza” non siamo sicuramente sulla retta via.

Andiamo adesso a parlare del Gameplay generale, o meglio dire di una delle più grosse pecchè ovvero, il suo bilanciamento generale. Per quanto potrebbe sembrare ironico se giocherete nei panni del Predator, moltissime volte vi troverete massacrati senza possibilità di difendervi a dovere. I soldati umani in gruppo risultano una forza terribile che vi triterà in pochissimi secondi. Non si può dire la stessa cosa per i soldati appunto esseno che, se un soldato dovesse venir ucciso durante il match, esso potrà tranquillamente tornare in gioco con l’aiuto dei compagni (rendendo le azioni del Predator quasi nulle). Sarete quindi sempre obbligati (se giocherete nei panni del cacciatore) ad ingaggiare in maniera diretta i vostri bersagli (e nel arco di tempo più breve possibile). Proprio questa dinamica crea un effetto domino che tende a sbilanciare le meccaniche base del gameplay.

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Al di fuori di questo, il gioco in generale risulterà blando e vuoto. Dopo le prime partite non stavo trovando più motivi validi per ritornare su Predator Hunting Ground. La ripetitività delle situazioni e la poca varietà rendono il titolo monotono dopo pochissimo tempo. Anche il sistema di leveling non da incentivi concreti a proseguire con le partite in quanto, quasi tutti i vari sbloccabili del gioco risultano futili (le armi sembrano essere tutte uguali senza portare cambiamenti effettivi al gameplay). Insomma, ancora una volta i ragazzi di IllFonic non sembrano aver capito a dovere come un gioco simile dovesse funzionare!

Tecnicamente parlando

Il comparto tecnico forse è il punto più basso che Predator Hunting Grounds riesce a toccare. Raramente abbiamo visto un titolo così disastroso su una console PlayStation 4. Già dalle prime partite abbiamo notato dei fastidiosi cali di Frame praticamente ingiustificati vista la pochezza dei dettagli grafici presenti nel gioco. Infatti non aspettatevi di sfruttare un framerate stabile giocando su console (la cosa cambia leggermente su PC). In tutte le partite (e non esagerò) ho trovato il framerate quasi al rischio di motion sickness. Avrere dei cali drastici da 40 a 15 FPS denota come questo gioco non è stato per niente ottimizzato per le console Sony. Anche il comparto grafico generale presenta una moltitudine di glitch grafici che fanno volare il giocatore col pensiero ai primi titolo per PS3 (ed anche a molto titolo PS2). Inoltre, il continuo calo di frame si presenterà anche durante i vari scontri a fuoco, rendendo il tutto ancora più caotico ed ingestibile.

Sotto il punto di vista del comparto audio c’è relativamente poco da dire. Qualche canzone classica della serie è stata riproposta in chiave moderna. Tuttavia durante le partite il tutto è condito da suoni più o meno blandi che non rendono le azioni più concitate o dinamiche. Insomma, un comparto audio a dir poco mediocre e che non salva in nessun modo il disastro tecnico presente in Predator Hunting Ground!

In conclusione

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Predator Hunting Grounds porta avanti la “maledizione” dei tie-in cinematografici dando vita ad un prodotto a dir poco dimenticabile. L’idea di base poteva funzionare a dovere se solo i ragazzidi IllFonic avrebbero dato più priorità alle cose essenziale e non solo al mero fansevice . Mi viene veramente difficile consigliarvi questo gioco per il semplice fatto che, nello stadio attuale si tratta di un prodotto a dir poco scadente. L’anno è ancora lungo e sicuramente ci saranno ancora opere in grado di deluderci, però, per il momento questo Predator Hunting Ground si posizione tra le delusioni maggiori di questo 2020!

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Predator Hunting Grounds

39.99€
5.2

Gameplay

5.5/10

Grafica

5.0/10

Netcode

5.5/10

Longevità

6.0/10

Colonna sonora

4.0/10

Pros

  • Idea di base molto buona...
  • In compagnia può strappare qualche risata

Cons

  • ... ma sfruttata a dir poco male
  • Non offre praticamente motivi per proseguire con le partite
  • Abbastanza sblianciato
  • L'attessa per il matchmaking lunghissima

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