Pokémon Spada e Scudo Recensione, tornare bambini dopo tanto tempo

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Andy Bercaru
Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Tempo di lettura: 5 minuti

Come ben saprete ormai il mondo videoludico, cosi come singolo ramo artistico risulta in costante evoluzione. Durante le svariate generazioni siamo stati testimoni ad opere che in qualche modo hanno saputo plasmare il futuro dell’industria, regalando all’utenza saghe a dir poco fantastiche. La cosa sicuramente più innegabile risulta il fatto che, gran parte di questi risultati sono state raggiunte dalle case nipponiche, che lungo questi anni hanno saputo dettare legge con le proprie innovazioni (ludiche e non). Nintendo sicuramente risulta una delle compagnie più iconiche quando si va a parlare di mercato videoludico, marchiando il proprio territorio con svariate saghe come quella di Super Mario ed ovviamente quella dei Pokémon.

Con l’uscita di Nintendo Switch molti fan si aspettavano una new entry di questa leggendaria saga ed effettivamente i desideri di questi utenti sono stati (in prima parte) esauditi durante l’anno scorso. La serie Let’s Go è servita a far abituare i fan dell’ibrida ad una nuova tipologia di approccio con i Pokémon rendendo l’approccio molto più user friendly rispetto al passato. Proprio per questo motivo i due capitoli dei Pokémon non riuscirono a convincere del tutto i fan “hardcore” dell’opera, lasciando molti con l’amaro in bocca.

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L’annuncio ufficiale di Spada e Scudo è stata una vera e proprie mana dal cielo per i fan di tutto il mondo. Infatti durante l’inizio di quest’anno Nintendo ha ufficializzato l’uscita di questi due titoli maggiori promettendo una vera e propria esperienza Pokémon. Ma dopo tutti questi anni la casa di Kyoto e GameFreak saranno riuscite a mantenere le promesse e darci l’ennesimo capitolo degno di nota in grado di cambiare (o almeno segnare) la storia della loro console? Spada e Scudo si saranno rivelate delle entrate degne della serie o saranno dei capitoli abbastanza dimenticabili? Andiamo a scoprirlo nelle prossime righe della nostra recensione!

Pokémon! Gotta catch ’em all….AGAIN!

Se siete giocatori abbastanza stagionati da conoscere certe opere del passato, ovviamente i “mostri tascabili” di GameFreak vi risultano ben che noti. La saga dei Pokémon sicuramente risulta come una delle più di successo tra quelle presenti tra la libreria ludica di Nintendo. Sono già 20 anni che questa mitica opera continua ad andare avanti mantenendo le proprie radici ben salde e cambiando solo pochè “virgole” durante il suo ciclo vitale. Infatti anche questi Spada e Scudo risulteranno sin dalle primissime ore di gioco praticamente identici alle opere passate offrendo un’evoluzione a dir poco minima ma mantenendo la godibilità generale a livelli altissimi.

Ma andando con ordine, cercheremmo di spiegarvi di cosa esattamente si parla (o si fa) in questa specifica saga. Pokémon nasce come un classico JRPG a turni in quale il nostro obbiettivo sarà quello di far ampliare la potenza di una squadra di Pokémon. Queste piccole creature saranno il fulcro del gioco visto che, il nostro obbiettivo sarà quello di ampliare il proprio roster, allenare al meglio il nostro team prestabilito ed ovviamente conquistare ogni singola medaglia della regione. Spada e Scudo seguono le stesse identiche meccaniche cambiando qualche carta in tavola (pur lasciando il gameplay abbastanza invariato).

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Con i due nuovi capitoli per Nitendo Switch ci spostiamo nella regione di Galar. Questa particolare “ambientazione” ricorderà moltissimo le città del Regno Unito (specialmente Londra). Le principali novità del titolo però non verranno “riassunte” solo nel cambio di regione, ma anche in altre meccaniche di gameplay interessanti (anche se non del tutto radicali per il gioco in se). Sicuramente le due aggiunte più “discusse”(ed anche ovvie) sarebbero le trasformazioni Dynamax e l’aggiunta di un’Area Safari.

Partendo con la primissima caratteristica nuova (ovvero le trasformazioni Dynamax) essa si rivelerà fondamentale sia per la trama dell’opera ma sia per una questione di Gameplay. Durante la storia del gioco ci verrà spiegato il vero motivo per il quale i Pokémon riusciranno a sfruttare questo nuovo potere. Di base si tratta di una semplice trasformazione che porterà il nostro mostriciattolo a dimensioni gigantesche offrendo ad esso un potere immenso. Non potremo usare il Dynamax a piacimento ma soltanto durante particolari sezioni delle lotte.

Ovviamente queste trasformazioni potrebbero farvi pensare alle mega-evoluzioni viste durante i capitoli su 3DS e di base non sarebbe manco un male paragonare le due cose. Infatti la struttura fondamentale che avvicinano le due meccaniche è praticamente identica. L’unica differenza starebbe nel fatto che le Dynamax (a differenza delle mega-evoluzione) potranno essere sfruttate prima dell’endgame ed addirittura utilizzate con ogni singolo Pokémon.

Per quanto riguarderebbe il safari, questa nuova area sarà destinata alla libera esplorazione dove avrete l’occasione di catturare Pokémon unici e diversi, farmare esperienza per la propria squadra ed infine affrontare i vari Raid. Quest’ultimi sono caratterizzati dal fatto che essi potranno essere affrontate insieme a 3 amici per avere delle ricompense uniche. Ogni Raid userà le stesse regole ovvero che i giocatori avranno disposizioni 10 turni per buttare giù il Pokémon Gigamax che si troveranno davanti. Se in questi turni il player in questione non riuscirà a portare a termine la missione il raid fallirà. Inoltre non vi sarà data la possibilità di cambiare Pokémon durante queste sessioni. Quindi sarà essenziale mettersi d’accordo con i vostri amici per sfruttare al meglio la squadra in campo.

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Oltre a queste novità però il gioco non sembra aver cambiato tanto rotta dai vecchi capitolo. Infatti una vera e propria evoluzione della serie possiamo dire che non ci sia stata. Addirittura ci siamo trovati con un prodotto più user friendly del solito e con delle caratteristiche tolte rispetto ai precedenti capitoli (come per esempio la possibilità di cavalcare i Pokémon). Proprio queste “mancanze” fanno quasi pensare che Spada e Scudo avrebbero avuto ancora bisogno di tempo prima di venir rilasciati.

Tecnicamente Parlando

In passato siamo stati testimoni di veri e propri miracoli su Nintendo Switch e giochi come Zelda: BotW ed il recente The Witcher 3 sono solo alcuni degli esempio che possiamo farvi. Con Spada e Scudo però qualcosa sembra essere andato storto. Il gioco dei GameFreak infatti risulta molto sotto le aspettative, con delle texture abbastanza odiose da vedere, delle animazioni legnose ed un framerate che in certe situazioni tocca cifre imbarazzanti (scendendo fino a 10/15 FPS).

Anche il comparto audio, per quanto buono ed molto “vecchia scuola” alla lunga tende a stancare, facendovi sentire le stesse canzoncine all’infinito senza una vera e propria variazione. Ovviamente niente di tragico ma nel 2019 ci saremmo aspettati dei cambiamenti un pochino più marchiati. Anche la mancanza di un vero e proprio doppiaggio (per quanto capibile) ci risulta abbastanza deludente. Dopo tutti questi anni ci saremmo aspettati almeno qualche cutscene doppiata, ma il gioco tende a rimanere ancora “old-school” sotto questo punto di vista.

In Conclusione

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Pokémon Spada e Scudo riusciranno sicuramente a colpirvi se siete fan di vecchia data, ma le troppe mancanze e la voglia di evolversi (della serie) sempre minore, rendono questi due capitoli abbastanza deludenti. Non fraintendeteci, se avete un Nintendo Switch e siete appassionati di questa saga, i due titoli sopra recensiti sicuramente vanno provati con mano. Tuttavia se vi state aspettando un vero salto di qualità allora rimarrete abbastanza delusi!

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Pokémon Scudo

59.99€
7.7

Gameplay

8.0/10

Trama

6.5/10

Grafica

6.5/10

Sonoro

8.0/10

Longevità

9.5/10

Pros

  • Il classico Pokémon ma su Nitendo Switch
  • Anche a distanza di anni la formula classica riesce a convincere
  • Le aree Safari sono a dir poco coinvolgenti

Cons

  • Tecnicamente non brilla
  • Poca inovazione

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