Paradise Killer Recensione (NSW), Vacanza investigativa

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Camilla Colombo

Tempo di lettura: 5 minuti

L’investigazione, intesa come ricerca minuziosa della verità, affonda le sue radici nell’analisi di dati fisici e astratti e nell’interrogazione degli attori coinvolti che possono contribuire alla ricostruzione dei fatti. Nell’ambito dell’intrattenimento digitale, non sorprende che questi particolari presupposti siano stati facilmente tradotti in avventure interattive esenti da vincoli creativi che ne limitassero la contestualizzazione e la softco indipendente inglese Kaizen Games ha saputo trarre vantaggio da questa emancipazione, esprimendo tutta la sua personalità attraverso lo sviluppo di Paradise Killer: un videogioco di investigazione dai tratti tipici delle visual novel, inserita all’interno di un open world che ne favorisse spontaneamente l’esplorazione e caratterizzato da uno stile e da un concept estremamente peculiari.

Come spesso accade, anche in questo caso assistiamo al tentativo di due veterani dell’industria videoludica (complici, per altro, dello sviluppo del survival-horror Until Dawn, rilasciato con discreto successo nel 2015) di perseguire un’affermazione più individuale e svincolata dalle barriere espressive naturalmente imposte dalle grandi collaborazioni generate dai progetti che aspirano alla classificazione AAA.

Per mezzo del loro personale disegno e attraverso l’indipendenza, infatti, Oli Clarke Smith e Phil Crabtree mirano a riprodurre una condizione di libertà che finisce col ricoprire contemporaneamente il ruolo di causa e di effetto e che trova la sua espressione nella possibilità di esplorare liberamente l’area di gioco e di compiere scelte su svariati livelli senza tracciare un percorso più giusto di un altro.

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La politica del Paradiso

Sono passati più di 3 milioni di giorni dal momento in cui l’investigatrice Lady Love Dies, protagonista della nostra avventura, fu esiliata lontano da Paradise: un’isola artificiale ed empirea giunta alla sua venticinquesima sequenza e perfezionata da un gruppo di visionari riuniti in un Consiglio guidato dal leader Monserrat. Le ragioni per le quali è stato autorizzato il suo ritorno coincidono con le indagini avviate nel tentativo di individuare il colpevole dell’omicidio di massa dell’intero comitato di governo compiuto in circostanze misteriose e tragiche proprio il giorno antecedente all’inaugurazione di quella che si supponeva essere la versione definitiva dell’atollo miracoloso.

Da millenni, infatti, il fine degli autocrati immortali che hanno architettato questo microcosmo utopico è quello di riuscire a riportare in vita le divinità cadute da loro adorate per ricreare un sistema perfetto nel quale vivere in eterna armonia. Per raggiungere questo obiettivo, durante ogni sequenza, viene rilasciato nell’universo un potere psichico con lo scopo di alimentare gli dèi, potere che è però in grado di attirare entità malvagie responsabili di una serie di degenerazioni demoniache che hanno progressivamente portato alla necessità di distruggere le realtà in essere per avviarne di alternative.

Ad un passo dal compimento di questa chimera aliena, Perfect 25 sembra destinata a rimanere un’illusione e sarà compito nostro riuscire ad aprire le porte del paradiso definitivo, risolvendo il caso, ricercando la verità e scavando nel passato dei principali sospettati membri del Sindacato: l’organo responsabile della progettazione, del perfezionamento e dell’avvio dei cicli vitali di ogni isola, composto interamente da nostre vecchie conoscenze.

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Investigazione esplorativa

Paradise Killer propone un’investigazione che gode di una discreta libertà e che trova il suo compimento in un mondo aperto ed interamente esplorabile all’interno del quale potremo scegliere senza priorità o limitazioni come svolgere le nostre indagini, modellando queste ultime in base al tipo di protagonista che preferiremo interpretare. Per agevolare le nostre ricerche, potremo contare sul fondamentale supporto dell’assistente elettronico Starlight, un computer che ci consentirà di raccogliere e catalogare le informazioni e le testimonianze disperse in tutta l’area di gioco e che ci permetterà di avere accesso a svariate zone segrete tramite il risolvimento di semplici puzzle che prevedono l’assemblaggio di figure e l’hackeraggio di alcuni sistemi.

Risulterà subito evidente come questo non sia un titolo lineare: la libertà di movimento e l’assenza di indicazioni, infatti, portano il giocatore a perdere le connessioni o, addirittura, le abilità aggiuntive previste sia per la protagonista (meditazione e doppio salto) sia per Starlight, tutti elementi che faciliterebbero i progressi nelle indagini e la mobilità – di base piuttosto legnosa – nell’esplorazione.

A tal proposito, non mancheranno un consistente numero di collezionabili diversi e di oggetti chiave che permetteranno di compiere missioni secondarie e eventi principali utili al nostro avanzamento. L’esplorazione accurata e insistente diventa quindi imprescindibile anche per trovare e raccogliere i Cristalli di Sangue, la valuta del gioco che ci consentirà di acquistare informazioni e abilità e di attivare i viaggi rapidi presso i punti di salvataggio dispersi in tutta l’isola (non è previsto, infatti, l’autosalvataggio).

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Illuminazione Vaporwave

Paradise Killer è uno di quei titoli dall’aspetto convincente che però non manca di ricordare in ogni sua forma altri modelli. Per gli amanti della cultura popolare del Sol Levante sarà infatti spontaneo ricondurre le sagome e lo stile degli eccentrici personaggi che si avrà modo di incontrare e interrogare durante l’esplorazione, al concept che ancora oggi distingue l’opera mastodontica di Hirohiko Araki: Jojo’s Bizarre Adventure. Parallelamente, chi avrà avuto a che fare almeno una volta nella vita con le opere di Gōichi Suda (meglio conosciuto come Suda51) riuscirà facilmente a rilevarne qualche somiglianza, soprattutto in riferimento a Killer 7 e Flower, Sun and Rain.

Queste ispirazioni legittime, vengono però comunicate all’utente finale attraverso un filtro vaporwave che caratterizzerà non solo le ambientazioni e le illustrazioni spesso inserite sullo sfondo delle schermate statiche (dai caricamenti alle finestre di dialogo tipiche delle visual novel), ma anche la colonna sonora – le cui tracce si potranno collezionare nel corso delle indagini – che risulta estremamente adeguata allo scopo goliardico dell’intera ricostruzione scenica.

Nel complesso, viene a crearsi un’atmosfera peculiare e distintiva che travolge con la sua pacifica aria vacanziera e che non si risparmia dal proporre allo stesso tempo elementi atipici, esuberanti e surreali presenti in ogni sfumatura partorita dalla mente del duo inglese, compresi i dialoghi che richiederanno un’ottima padronanza della lingua inglese per essere interpretati correttamente in tutte le loro tonalità.

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Una verità su misura

Le imperfezioni non mancano all’ordine del giorno, ma Paradise Killer riesce comunque a convincere grazie al suo estro creativo e alla possibilità gentilmente concessa di personalizzare ogni intreccio che porti ad una delle soluzioni finali. La libertà decantata dagli stessi autori del gioco finisce però col generare i difetti più evidenti, riconducibili a sviste nei dialoghi o a sovrapposizioni scoordinate di informazioni. D’altro canto, se la struttura degli interrogatori e la ricostruzione dei dati risulta tutto sommato soddisfacente, lo stesso non può dirsi in merito all’implementazione dei movimenti in prima persona, fortemente penalizzati da spostamenti legnosi e dalla semplicità dei modelli presenti nell’area di gioco che possono portare a interferenze nel campo visivo o allo smarrimento della bussola durante l’esplorazione.

Questo non toglie alcun merito alle modalità investigative innovative e coinvolgenti proposte dal titolo che finiscono inevitabilmente con l’attribuirgli un posto quasi scontato nelle librerie digitali degli amanti del genere o degli appassionati di visual novel, i quali assisteranno ancora una volta alla crescita esorbitante di un ordine ad oggi in perpetua espansione.

Con il contributo dell’editore Fellow Traveller, Paradise Killer è disponibile dal 4 Settembre 2020 sia su PC sia su Nintendo Switch e vi aspetta con la sua narrazione iconica e un’atmosfera misteriosa e paradisiaca!

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7.1

Gameplay

7.0/10

Trama

7.5/10

Grafica

6.0/10

Sonoro

8.0/10

Longevità

7.0/10

Pros

  • Atmosfera viva e affascinante
  • Personaggi ben caratterizzati
  • Il caso da risolvere riesce a coinvolgere

Cons

  • La libertà d'azione crea imperfezioni strutturali
  • Movimenti legnosi
  • Dialoghi in inglese articolati

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