Overwatch Recensione (NSW), l’hero shooter diventa tascabile

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Andy Bercaru
Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Tempo di lettura: 6 minuti

Andando con passi sempre più rapidi verso la prossima generazione, spesso e volentieri ci tornano i vari sentimenti “nostalgici” che ci portano indietro a riflettere su quanto la gen in corso sia stata ottima per il mondo videoludico. Non solo siamo stati testimoni di opere che, mai prima d’ora immaginavamo, ma il progresso tecnologico “nato” dalla continua voglia di crescere di quest’industria ha saputo far salire di prestigio questo ramo artistico. In questi anni abbiamo visti grossi cambiamenti che hanno determinato molti ad adattarsi ed a sorprendere il pubblico, cambiando addirittura la natura generale delle cose. Blizzard già durante i suoi primi anni di vita ha saputo sin da subito definire il panorama ludico grazie alle sue opere, ma con Overwatch la compagnia americana ha saputo tranquillamente riscrivere la storia degli eSports!

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È inutile negare il fatto che, qualsiasi idea che esce dalla zucca dei developer americani sopracitati, riesce spesso e volentieri a fare un boom mediatico immenso. Non a caso le opere Blizzard come StarCraft e World of Warcraft sono diventate pilastri leggendari dell’industria ludica, definendo a tratti anche la cultura pop. Con Overwatch, per quanto poteva risultare impossibile, la compagnia americana è riuscita a portare avanti questa sua eredità, creando e rendendo unico il mondo competitivo e dei Hero Shooters (nato in precedenza con Team Fortress). A distanza di anni, il gioco riesce ancora a stare in piedi senza tantissimi problemi, risultando ancora molto apprezzato dai fan e dalla scena competitiva.

Proprio questa sua fama, avrebbe spinto il team di sviluppo ad far approdare esso su un prodotto tanto in voga quanto Overwatch, ovvero sull’ibrida di casa Nintendo. Annunciato quasi a sorpresa dopo tanto rumor e bisbigli, il gioco Blizzard è arrivato sui sistemi nipponici durante lo scorso 15 Ottobre e noi, lungo queste settimane, ci siamo dedicati a sperimentare al meglio quest’opera. Quindi, quale miglior momento di parlare del primo Overwatch se non durante il periodo del BlizzCon 2019? Se vi interessa scoprire quanto la piccola console ibrida se la sia cavata con quest’opera, o se semplicemente siete curiosi di scoprire cosa sia il hero shooter di Blizzard, allora vi invitiamo a seguire le prossime righe di questa recensione!

Overwatch Assemble!

Ci fa un pochino strano spiegare cosa sia esattamente Overwatch, specie dopo tutti questi anni in quale, il gioco ha saputo “dominare” in maniera molto mirata la scena competitiva. Quindi esserne totalmente assenti sull’argomento, specie se siete dei videogiocatori, sicuramente potrebbe risultare strano. Tuttavia, sapendo che nel mondo non tutti siamo uguali ed identici, ed ovviamente non abbiamo la capacità dell’onniscienza, nelle prossime righe cercheremmo di spiegarvi in maniera più “semplice” il gioco di Blizzard. Di base, così come abbiamo detto nelle righe iniziali, questo Overwatch si presenta come un Hero Shooter, ovvero un genere in quale elementi FPS e MOBA tendono ad unirsi per creare un’esperienza unica.

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Il gioco conterrà un roster di eroi divisi per categorie tra: attacco, supporto e tank. Ognuna di queste categorie risulterà fondamentale per il nucleo della squadra, essendo che, ogni singolo eroe appartenente alle varie categorie avrà delle abilità uniche che determineranno la bilancia della partita in corso. Le partite “classiche” si svolgeranno in scontri 6v6, in quale in giocatori dovranno collaborare per raggiungere svariati obbiettivi e portarsi a casa la vittoria. A differenza dei classici “shooter”, già dopo queste primissime righe potete notare come la natura irida del gioco spingerà i giocatori a collaborare per avere il massimo. Infatti, non basterà correre per la mappa come delle galline senza testa e sparare a qualsiasi cosa che si muove, essendo che, le varie uccisioni non porteranno alla vittoria. L’obbiettivo sarà sempre diverso in base al ruolo che sceglierete ed esso (combinato con la sinergia della propria squadra), decreterà la vittoria o la sconfitta.

Se volete supportare il proprio team, ma la battaglia diretta non fa per voi, allora il ruolo da Support ed eroi come Mercy e Luciò potrebbero fare al caso vostro. Volete invece incassare i colpi e difendere l’obbiettivo? Il Tank è quello che fa per voi ed mostri come Roadhog o Reinhardt sono la mossa giusta! Invece se preferite un approccio più “classico” basta fare l’attacker ed sfruttare al meglio la mappa, pulendola dai nemici circostanti. Ovviamente oltre a conoscere i vari eroi (che di tanto in tanto tendono ad aggiornarsi, cambiando così il meta), la conoscenza generale delle mappe ed delle varie “modalità di gioco” tenderanno a darvi un vantaggio non indifferente. Essendo che il fulcro del gioco risulta il team based, avere una strategia e perchè no, una squadra che sappia giocare, poterà spesso e volentieri la vittoria.

Tuttavia, teniamo a precisare che, la versione per Switch, per quanto completa e comunque ottima per essere giocata, risulta difficile da essere apprezzata in competitivo. Non tanto per il sistema di party online che Switch offre, che grazie a dio viene risolto dal gioco stesso con vari party e chat in game. Il problema risulta il frame cappato a 30 (che a tratti non resta stabile, specialmente nella modalità docked) ed il sistema di controlli stesso che risulta molto impreciso con i Joy-con. Per quanto Blizzard abbia cercato di “attutire” questa problematica inserendo i controlli giroscopici, essi portano più danni che benefici al giocatore, rendendo certi eroi che richiedono precisione (come Hanzo ed Anna), praticamente inutilizzabili in una partita competitiva.

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Ovviamente se il vostro obbiettivo è soltanto il divertimento puro, allora Overwatch potrebbe essere un’ottima scelta, vista la varietà di contenuti presenti nel gioco. Per svariate ore rimarrete incollati al piccolo schermo di Switch, sperando di portarvi a casa la vittoria e divertirvi con le modalità a tempo (e non solo) come quella dedicata all’Halloween, o con le future che tendono ad arrivare durante le feste (o gli eventi) più importanti dell’anno. Inoltre il gioco vi darà modo di sbloccare una moltitudine di skin con quale customizzare il proprio eroe preferito, semplicemente giocando. Ovviamente tutto sarà rinchiuso in delle loot box che però verranno rese “gratuite” soltanto giocando. Il gioco inoltre vi permette di acquistare gran parte delle skin con una valuta in game che guadagnerete soltanto giocando. Quindi per quanto la cosa delle loot box potrebbe dare fastidio, il fatto che il tutto non sia bloccato da questo muro a pagamento rende l’esperienza godibile anche senza spendere soldi veri. Ovviamente, la versione per Switch, oltre il comparto tecnico un pochino castrato, non manca di contenuti rispetto alle versioni più grosse, offrendo un’esperienza identica a quanto visto su PC, PS4 e One! Il prezzo potrebbe essere l’unico elemento che non riuscirà a convincervi del tutto, però per essere un gioco “nuovo” il prezzo di 40 euro non risulterà così incisivo.

Tecnicamente parlando

Da un punto di vista tecnico, già in passato siamo stati testimoni di veri e propri miracoli sull’ibrida nipponica. Opere come The Witcher 3 e DOOM sono veri e propri miracoli tecnici. Overwatch sicuramente non riesce ad sorprendere per la pulizia tecnica, ma comunque si posiziona come un buon porting. Ovviamente per mettere dentro tutto ed avere una buona fluidità, vari dettagli come texture ed caricamenti sono stati “downgradati”. Se in modalità portatile quest’aspetto non viene notato per via della risoluzione inferiore e per la dimensione dello schermo, in modalità docked il gioco ne risentirà parecchio. Oltre ad un livello di dettaglio molto difficile da apprezzare, il framerate darà tantissimi problemi, scendendo a tratti fino a 10/15 FPS. Proprio per questo motivo, gran parte della nostra esperienza è stata svolta sfruttando solo la modalità portatile, senza affidarci alla TV.

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Il sistema di controllo, così come abbiamo già detto prima, risulterà parecchio scomodo, per via dei joy-con (quindi la colpa non è del tutto attribuibile al gioco). Anche la scelta di non mettere una aim-assist più mirato al di fuori della modalità basata sui giroscopi, ci è sembrata abbastanza insensata, essendo che i controlli di movimento risulteranno spesso e volentieri imprecisi come pochi. Quindi, se volete giocare al meglio, vi converrà procurarvi qualche accessorio alternativo o qualche Joy-con dedicato (come quelli della HORI).

In conclusione

Overwatch sicuramente anche a distanza di anni riesce a tenere un appeal tutto suo. Il gioco non pecca nel offrire divertimento puro ed in combinazione con un sistema ibrido come Switch riesce a dare quasi il massimo. Non fosse per il comparto tecnico un pochino ballerino ed la scomodità dei controlli, Overwatch risulterebbe quasì perfetto. Tuttavia, se cercate un buon gioco multiplayer da sfruttare insieme ai vostri amici, l’opera Blizzard potrebbe fare al caso vostro!

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Overwatch: Legendary Edition

39.99€
7.5

Gameplay

8.0/10

Grafica

7.0/10

Sonoro

7.5/10

Varietà

8.0/10

PvP

7.0/10

Pros

  • La portatilità lo rende una "droga"
  • Ricco di contenuti in costante aggiornamento
  • Il fascino della lore di fondo e dei vari eroi

Cons

  • Il sistema di controllo non sempre comodo e preciso
  • Qualche problema tecnico in modalità Docked
  • Tempi di attesa abbastanza lunghi per cercare una lobby di gioco

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