Ospedale pediatrico usa Pokémon GO per far camminare i bambini

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Davide Montalto
Davide nasce a Trapani nel luglio del 1995, all’età di 5 anni si trasferisce a Brescia dove vive tutt’ora. Fin da piccolo è appassionato di videogames e serie TV/film, la prima console è stato lo storico nintendo DS Lite, che conserva ancora gelosamente. Dai 15 anni si avvicina al mondo delle serie TV, usando il tempo libero disponibile per l’infinito recupero delle puntate. Da qualche anno si è avvicinato al mondo della MARVEL [..]

Davide nasce a Trapani nel luglio del 1995, all’età di 5 anni si trasferisce a Brescia dove vive tutt’ora. Fin da piccolo è appassionato di videogames e serie TV/film, la prima console è stato lo storico nintendo DS Lite, che conserva ancora gelosamente. Dai 15 anni si avvicina al mondo delle serie TV, usando il tempo libero disponibile per l’infinito recupero delle puntate. Da qualche anno si è avvicinato al mondo della MARVEL [..]

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Dopo molte notizie non poco belle su Pokemon GO, ne arriva una che fa capire davvero quanto la tecnologia e le applicazioni siano utili e possano essere utilizzate per fare del bene.

Siamo nel Michigan, nell’ospedale pediatrico  C.S. Mott Children’s Hospital e, da quando Pokemon GO ha fatto la sua comparsa, le cose sono molto cambiate. I piccoli pazienti adesso sono spinti dal personale dell’ospedale a girare per l’ospedale in cerca dei Pokemon. Lo scopo è ovviamente quello di farli stare a letto il meno possibile, così favorendo il loro recupero e soprattutto per alzare l’umore che si sa, in luoghi del genere tende sempre a essere molto basso.

Il digital media manager dell’ospedale,  J.J. Bouchard racconta che è un modo per aiutare i pazienti a velocizzare la loro guarigione e a farli uscire dalle loro stanze. Oltretutto ci sono diversi Pokestop nella struttura e una statua di Bibo di Sesame Street che fa da palestra. Il manager ha notato come i bimbi si fermino nei Pokestop e nelle palestre per chiacchierare e giocare insieme.

Un esempio è rappresentato dal bambino Braylon, 11 anni, con un tumore al cervello inoperabile. La madre gli ha scaricato l’applicazione per convincerlo a non stare tutto il giorno a letto, sapendo bene che lunghi periodi all’interno di strutture mediche può diventare davvero deprimente.

Ma come in alcuni ospedali è stato utile l’uso di questo gioco, in altri si è proibito l’uso per motivi logistici, come due ospedali, uno in Missouri e uno a Springfield, dove è stato espressamente chiesto di non “acchiapparli tutti“.

Questo deve fare molto riflettere, sul come questa applicazione venga ignorantemente screditata sotto molti punti di vista, e prendere nota di questi casi, dove materialmente e umanamente, uno “stupido gioco di mostriciattoli” sta rendendo la vita di bambini con gravi malattie, migliore.

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