Nintendo Switch Lite: un sistema per tutti o per nessuno?

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Andy Bercaru
Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Tempo di lettura: 7 minuti

Per chi questa passione videoludica se la porta sulle spalle da anni, vedere redesign di certi sistemi ormai non risulta una novità “sconvolgente”. Nelle ultime 3 generazioni di console (ed a tratti anche prima di queste), le varie compagnie ludiche avrebbero deciso di mettere mano sull’aspetto (tecnico o non) delle proprie console, rendendo disponibili nuovi modelli paralleli a quelli base. Sicuramente la scorsa generazione è sta quella più “ricca” da un punto di vista dei redesign, visto che ogni casa di produzione tra Sony, Microsoft e Nintendo avrebbe sfornato almeno 3 rivisitazioni a testa.

Nintendo tuttavia risulta sicuramente una delle compagnie più portate a sfruttare questa “tattica” di mercato, essendo che in questi scorsi anni, la casa nipponica non si sarebbe risparmiata a creare nuove versioni delle sue svariate console. Basta pensare al Nintendo DS e 3DS ed alle innumerevoli variazioni, che presentavano oltre ad un design nuovo anche qualche piccolezza unica (schermo più grande, processori migliori, pulsanti in più e cosi via). Questa moltitudine di rivisitazione serviva principalmente alla compagnia come “metodo d’approccio” alternativo verso una fascia di mercato non ancora interessata al loro prodotto.

Con l’arrivo del Nintendo Switch era abbastanza scontato che prima o poi, un redisign della console sarebbe diventato realtà concreta. Dopo svariati rumor e leak, ecco che 2 giorni fa, la casa di Kyoto avrebbe deciso di presentare la nuova arrivata nella famiglia Switch, ovvero Nintendo Switch Lite. Questa versione della console ibrida, avrebbe prodotto interesse in molti soggetti, scalpore e ribrezzo in altri ma sopratutto un casino di confusione generale. Tra feature tolte, nomi non del tutto azzeccati (e che perdono di significato) ed prezzi non estremamente competitivi, la domanda sorge abbastanza spontanea, ovvero: a chi verrebbe indirizzata questa nuova console?

Nelle prossime righe cercheremmo di analizzare (e potenzialmente chiarire) i principali pro e contro di questa versione portatile di Switch. Quindi se per caso avete ancora dubbi a riguardo del nuovo prodotto Nintendo, vi invitiamo a leggere con attenzione le righe che vanno a seguire!

Questo Switch non Switcha!

Per Nintendo è ormai una questione “comune” creare un certo disagio tra la propria clientela (e non) quando si va a parlare di un nuovo sistema ludico. Spesso e volentieri, la casa nipponica attua delle scelte confusionarie rendendo il prodotto agli occhi di molti, non appetibile o semplicemente senza senso. Anche se con questa nuova console la confusione non è stata particolarmente divagante, qualche domanda e dubbio è riuscito comunque a crearsi. Sicuramente una delle domande più frequenti sarebbe: ma ha senso chiamare questa console Switch visti i suoi downgrade?

Di base la risposta starebbe a metà, essendo che la peculiarità ibrida di questa console, verrebbe letteralmente a mancare sulla versione Lite. Tuttavia, il senso del usare lo stesso identico nome sarebbe giustificato dalle tattiche confusionarie usate in passato da Nintendo con i nomi dati alle svariate console. Basta ricordare il casino DS/3DS o Wii/WiiU, durante i quali, svariate catene sarebbero state obbligate di affiancare ai prodotti in vendita banner con diciture come “Il DS non supporta i giochi 3DS” “I giochi dell’WiiU non sono sopportati dai sistemi Wii”.

Essendo che ogni singolo gioco (o quasi) del sistema maggiore, girerebbe anche sulla versione ridotta, il nome Switch risulta consono per evitare situazioni come quelle descritte nelle righe sopra. Nintendo stessa vorrebbe creare una famiglia di console, simile a quanto visto con i prodotti Xbox o PS. Sfruttando lo stesso identico nome servirebbe sia a rendere “focale” quest’intenzione, ma anche a diminuire la confusione generale sulla loro prossima linea di Switch.

Schermo più piccolo = Downgrade Grafico?

Facciamo subito chiarezza su questo dettaglio che praticamente sta girando in rete (e tra la mente di vari interessati) da un paio di giorni ormai. Come ben saprete ormai, la versione Lite di questa console avrà diverse caratteristiche in meno rispetto al modello base ed tra queste una delle più “evidenti” risulterebbe la dimensione inferiore dello schermo. Ma questo “handicap” influirà in maniera diretta sulla qualità grafica dei vari giochi Switch?

Ovviamente no ragazzi, Nintendo Switch Lite non presenterà nessun downgrade grafico o prestazioni potenzialmente dannose/inferiori su questo nuovo sistema. Di base, sia Lite che il modello superiore, oltre allo schermo (e qualche malus su quale torneremmo più avanti) leggermente diverso, non presenterà una struttura hardware (quando si va a parlare di GPU, CPU e RAM) diversa. Ambo i modelli sfrutteranno lo stesso quantitativo di memoria RAM e baseranno la loro componentistica sulla tecnologia Tegra X1 già vista con il modello base. Addirittura su Switch Lite, l’SoC Tegra X1 sarebbe “aggiornato” rendendo potenzialmente più facile da overclockare il sistema (ovviamente questa è più un’ipotesi che una certezza).

Quindi di conseguenza a quanto detto sopra, in ambo le console le risoluzioni in handheld mode saranno di 1280x720p sfruttando una qualità visiva identica. L’unica differenza appunto, sarà lo schermo leggermente inferiore su Lite, che sarà di soltanto 5.5″ rispetto ai 6.2″ del modello base. Detto questo, non dovete temere per una qualità ludica (almeno da un punto di vista grafico) inferiore su questo nuovo sistema!

L’incognita del prezzo!

Sappiamo già che quando si va a parlare di sistemi ludici made by Nintendo, spesso e volentieri la casa nipponica non sa abbordare in maniera consona certi prezzi di lancio. Sicuramente per molti, pagare una differenza di “soltanto” 100 euro in meno per avere un sistema castrato, non vale minimamente la pena (e da un lato risulta un ragionamento consono). Tuttavia, quei 100 euro in meno, sarebbero giusti o troppo pochi per questo Switch Lite? La risposta più consona sarebbe un chiaro e tondo: Dipende!

Partiamo subito a specificare che, per quanto Doug Bowser e compagnia bella cercherebbe di “smentire” l’evidente, risulta ovvio che questa specifica rivisitazione servirebbe principalmente per sostituire l’ormai vecchio 3DS. Sfruttando la potenza di un sistema come Switch e buttandolo soltanto in versione portatile, si andrebbe a coprire il “potenziale” gap “lasciato” dal 3DS. Quella particolare fascia di mercato sarebbe stata essenziale per il futuro di Nintendo, e lasciarla scoperta (essendo che la console base non coprirebbe solo quel ramo), sarebbe inaccettabile per la casa nipponica (almeno da un punto di vista economico).

Quindi principalmente, questo sistema verrebbe indirizzato a tutti coloro che, vorrebbero semplicemente “salire” di livello ed passare ad un sistema portatile superiore, spendendo meno del dovuto. Per quanto 100 euro in meno, a molti non risulterebbero altalenanti ad un primo impatto, essi potrebbero avere il giusto impatto psicologico su una fascia di pubblico diversa dal “hardcore gamer” perfezionista. Il genitore di turno, preferirà sempre spendere in meno per accontentare i propri figli ma nello stesso tempo risparmiare qualche soldo. Stesso discorso potrebbe valere per chi semplicemente vorrebbe affiancare ad altri sistemi anche la console di Nintendo, senza spendere 330 euro in un a botta singola.

In poche parole, il discorso del prezzo potrebbe essere giustificato soltanto analizzando le varie esigenze dei giocatori odierni ed catalogando i  loro gusti o la loro disponibilità finanziaria.

Ma, i giochi?

Un altro discorso particolarmente confusionario che si sarebbe andato a creare sarebbe quello riguardante i giochi. Come ben noto, il nuovo sistema portatile non sopporterebbe la modalità docked, rendendo certi giochi inutilizzabili (almeno ad un primo impatto). Ma quindi, ci saranno giochi esclusivi per Nintendo Switch che non potranno girare su Lite? La risposta sarebbe no, essendo che ogni singolo gioco potenzialmente risulta compatibile con questo nuovo sistema. Tuttavia, per sfruttare molti giochi docked only, come 1-2-Swich, Mario Party o Just Dance, il possessore di Nintendo Switch Lite dovrà munirsi in qualche modo di ulteriori Joy-Con.

Questo potrebbe essere uno degli elementi che farebbero storcere il naso ad un potenziale cliente, ovvero un’ulteriore spesa da fare per sfruttare al 100% (o quasi) questa nuova console. Tuttavia, va anche detto che, quei pochi titoli non compatibili con Switch risultano talmente “dimenticabili” da non influire più di tanto su questa variabile (salvo che voi non siate fan sfegatati di Just Dance).

Tirando le somme!

Quindi in fin dei conti, questo nuovo Nintendo Switch Lite risulta un sistema degno di essere acquistato? Ancora una volta la risposta non potrà essere unica, essendo che il tutto dipenderebbe da giocatore al giocatore. Siete il tipo di giocatore “elitista” che preferisce spendere di più per avere un prodotto completo? Allora Lite non è la risposta per voi!

La vostra priorità sarebbe il divertimento ed non volete spendere più di tanto, pur sapendo le conseguenza? Allora questa nuova console sarebbe ideale per voi!

Siete un genitore che vuole approcciare il figlio a questo mondo, ma non vuole metterli in mano 330 euro di console con il rischio di vederla distrutta? Ancora una volta, Nintendo Switch Lite potrebbe rivelarsi ideale!

Avete già altri sistemi ludici in casa ed le esclusive Switch sono relativamente di vostro interesse? Lite potrebbe essere un buon per non farsi sfuggire niente, senza però investire somme sproporzionate.

Quindi già da questi “esempi” potete notare per chi (e per chi no) potrebbe risultare ideale una console del genere. Per quanto ad un primo impatto questo sistema potrebbe risultare abbastanza inutile o ingiustificato a quel prezzo (e sotto molti punti di vista sarebbe anche vero), la mossa di Nintendo sarebbe focalizzata ad dare i giusti risultati in un futuro prossimo. Mettere a disposizione prodotti relativamente simili, ma con fasce di prezzo differenti, da un punto di vista economico, risulta più che sensata come mossa.

Ovviamente queste riflessioni (così come parte delle analisi sopra) vengono influenzate anche da un punto di vista soggettivo, quindi non prendete ogni singola cosa come verità assoluta. Fateci ovviamente sapere la vostra e diteci se siete (o no) d’accordo con le nostre riflessioni!

 

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