Nintendo, grazie a Zelda, realizza il sogno di un Malato Terminale

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Giuseppe Barbieri
Avevo circa 7 anni quando per la prima volta vidi uno dei miei fratelli giocare ai titoli più simbolici sulla prima Playstation, come Crash Bandicoot o Resident Evil 3: Nemesis. Da quel giorno mi sono interessato a questo mondo, facendo crescere sempre più la passione per i videogiochi. Credo e affermo che i videogiochi siano una vera e propria forma d'arte e di espressione che si unisce ad altri tipi di arte che insieme riescono catapultarti in un altro mondo. Ciò che apprezzo per lo più nei videogiochi sono le storie profonde, giocherei a COD o a qualunque altro multiplayer soltanto per noia. Amo le storie, e amo crearle. Oltre ad essere un videogiocatore in cerca di storie ho, da qualche tempo, anche l'interesse per la lettura e la scrittura.

Avevo circa 7 anni quando per la prima volta vidi uno dei miei fratelli giocare ai titoli più simbolici sulla prima Playstation, come Crash Bandicoot o Resident Evil 3: Nemesis. Da quel giorno mi sono interessato a questo mondo, facendo crescere sempre più la passione per i videogiochi. Credo e affermo che i videogiochi siano una vera e propria forma d'arte e di espressione che si unisce ad altri tipi di arte che insieme riescono catapultarti in un altro mondo. Ciò che apprezzo per lo più nei videogiochi sono le storie profonde, giocherei a COD o a qualunque altro multiplayer soltanto per noia. Amo le storie, e amo crearle. Oltre ad essere un videogiocatore in cerca di storie ho, da qualche tempo, anche l'interesse per la lettura e la scrittura.

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Un’associazione Americana di beneficenza, nota come la Make a Wish, che si occupa di esaudire i desideri di adolescenti in condizioni salutari precarie o di malati terminali, regalando loro “il sogno di una vita“. E questa volta Nintendo, è stata chiamata in causa e con immenso piacere ha consentito a Gabe Marcelo di poter giocare anticipatamente all’ultimo capitolo di The Legend of Zelda: Breath of the Wild.

Marcelo era un ragazzo di 26 anni con un problema congenito al cuore. Fin da bambino ha amato e seguito la serie di Zelda, ma verso la fine del 2016 le sue condizioni sono particolarmente peggiorate e la madre ha deciso quindi contattare la Nintendo nella speranza di riuscire a far esaudire il desiderio del figlio: giocare a The Legend of Zelda: Breath of the Wild. La società di Kyoto ha accettato la richiesta, realizzando quindi il sogno del ragazzo, facendogli provare la versione beta del titolo, dato che al momento il gioco non era neanche ancora entrato in fase gold, ma questo non ha impedito a Marcelo di divertirsi per un’ultima volta con il suo personaggio preferito, indossando anche una maglietta con dedica a Satoru Iwata.

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Purtroppo Gabe Marcelo è deceduto lo scorso 14 gennaio e noi non possiamo altro che augurarci che il ragazzo possa continuare in un qualche modo a seguire le avventure della sua saga preferita, magari in un mondo migliore.

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