Metamorphosis Recensione, una vita tra due mondi

Recensioni
Camilla Colombo

Tempo di lettura: 5 minuti

La trasposizione diretta o ispirata di opere letterarie in altri medium è da sempre una tendenza consueta in tutte le discipline artistiche: dalla cinematografia, al teatro, fino ad arrivare al videogioco. In quest’ultimo caso viene spontaneo ricordare i suggerimenti che The Last of Us – il videogioco survival action in terza persona realizzato nel 2013 tramite Naught Dog da Neil Druckmann – ha carpito dal romanzo di Cormac McCarthy: La Strada (The Road) pubblicato nel 2006 e dal quale è inoltre derivato nel 2009 un adattamento cinematografico diretto da John Hillcoat e interpretato da Viggo Mortensen (l’intramontabile Aragorn II o Elessar Telcontar, protagonista della trilogia de “Il Signore degli Anelli”) e Kodi Smit-McPhee. Lo stesso rapporto “genitoriale” possiamo trovarlo tra Franz Kafka e Metamorphosis, il recentissimo adventure game in prima persona realizzato da Ovid Works, la softco polacca con sede a Varsavia fondata nel 2015 in seguito al progetto di due ragazzi di unificare una forte passione per lo storytelling e la narrativa sotto l’impulso dell’interattività del videogioco.

Come suggeriscono il titolo e le illustrazioni “entomologiche”, infatti, stiamo parlando di un videogioco liberamente ispirato al celeberrimo racconto kafkiano: Le Metamorfosi (Die Verwandlung), un’opera che ha siglato il successo dello scrittore e filosofo boemo oggi riconosciuto come uno dei maggiori esponenti del modernismo e, soprattutto, del realismo magico.

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Gregor Samsa: da umile venditore a insetto immondo

Come sarà facile immaginare, in Metamorphosis vestiremo i panni di Gregor Samsa: un venditore diligente inspiegabilmente intrappolato nel corpo di un insetto. A differenza dell’opera originale di Kafka non manterremo le inquietanti dimensioni umane, ma verremo a tutti gli effetti ridotti ad esapodi sgambettanti e il nostro scopo si dividerà tra il tentativo di comprendere quali siano le accuse rivolte al nostro migliore amico Joseph, arrestato in concomitanza alla nostra trasformazione, e quello di riuscire a raggiungere la Torre, un luogo misterioso dove sembra possibile tornare alle sembianze umane una volta dimostrata diligenza nei confronti di un sistema che ricorda molto quello orwelliano e distopico proposto dalla serie targata Warm Lamp Games: “Beholder“.

Tra la familiarizzazione con il nostro nuovo aspetto e la scoperta di un intero mondo in miniatura, nascosto tra le increspature di quello reale e piacevolmente ispirato alle ambientazioni suggerite dal capolavoro di Lewis Carrol: Alice nel Paese delle Meraviglie, non è difficile prevedere come ad aspettarci ci saranno diverse complicazioni e tra noi e il nostro obiettivo si frapporranno progressivamente diverse richieste da esaudire e svariati incontri eccentrici che ci guideranno, più o meno velocemente, verso la meta.

Con questi elementi, vengono così riproposti i temi che hanno contraddistinto l’opera originale e che si identificano principalmente nella spersonalizzazione dell’individuo, nell’egoismo che distingue in ogni forma il comportamento dell’essere umano e in quei sentimenti di angoscia e solitudine che hanno definito tipicamente l’autore di origine ebraica e il suo orientamento verso quello che viene definito dalla critica come “allegorismo vuoto”, del quale Gregor Samsa costituisce la più chiara delle rappresentazioni.

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Gameplay in miniatura

In Metamorphosis dovremo interfacciarci con un gameplay sostanzialmente lineare nonostante la discreta quantità di elementi presenti. Le costanti più rilevanti rimangono in ogni caso il platforming e il risolvimento di puzzle ambientali che, combinati, realizzeranno l’esperienza principale di tutta l’avventura. Per superare ogni area sarà infatti necessario osservare l’ambiente circostante per trovare la strada ideale, sfruttando le nostre nuove abilità da insetto e particolari sostanze appiccicose come miele ed inchiostro, per raggiungere gli obiettivi indicati da un’apposita funzione che permetterà di avere una visuale aerea della zona attuale.

Un’altra componente molto importante sarà l’esplorazione, la quale ci permetterà non solo di avere un’idea su come poter arrivare da un punto A ad un punto B all’interno degli spazi semi aperti nei quali ci ritroveremo, ma anche e soprattutto di trovare i collezionabili del gioco, ovvero dei piccoli totem sciamanici spesso ben nascosti. Non da meno è presente, seppure in modo marginale, un ingrediente stealth che ci costringerà a trovare percorsi sicuri che impediscano di essere individuati o catturati nelle aree più esposte e pericolose. L’interazione con gli oggetti (prevalentemente pulsanti e meccanismi) è un’ultima caratteristica che risulterà fondamentale per il risolvimento dei rompicapo presentati.

Tutti questi elementi, purtroppo, non sembrano avere una rilevanza preponderante all’interno dell’esperienza di gioco, finendo, come anticipato, col renderla piuttosto lineare se non per alcuni momenti di smarrimento causati dalla composizione piuttosto labirintica degli spazi all’interno dei quali dovremo agire.

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“Spesso è più sicuro essere in catene che liberi” F.K.

Nonostante la struttura del gioco non risulti spiccante, quella di Metamorphosis si rivela un’esperienza complessivamente scorrevole ed intrigante, forte della sua derivazione letteraria e di un contesto che ha permesso di riprodurre un piacevole parallelismo tra il reale e il magico, tra il concreto e il paradossale fino ad arrivare alla messa in scena di quei sentimenti conflittuali spesso rievocati nelle opere di Kafka, realizzati allegoricamente in spazi astratti e surreali.

Diventa però importante ricordare che la produzione di Ovid Works non si pone l’obiettivo di riprodurre fedelmente il punto di vista di questo autore, limitandosi a prendere spunto dalla sua fervente immaginazione e lasciando che le sue parole fossero un punto di partenza per la rappresentazione di una nuova dimensione. Viene infatti a mancare il focus sul tema dell’alienazione del diverso, vissuto anche in termini familiari e metabolizzato attraverso la successione ascendente delle fasi di raccapriccio, di insofferenza e, infine, di rassegnazione. Sembra al contrario che il team polacco provi a riprodurre un luogo ai limiti dell’ospitale per accogliere chiunque trovasse nella sua metamorfosi un abito più confortevole.

Non mancheranno, in ogni caso, interessanti easter egg dedicati alla sua fonte: dal risveglio tormentato che ha caratterizzato la genesi dell’opera (descritto nelle lettere di Kafka alla dattilografa nonché sua amante Felice Bauer), alla ricorrente presenza del quadro raffigurante una donna in pelliccia (sicuramente noto a chi ha letto il racconto), fino ad arrivare a personaggi secondari che erigeranno ulteriori ponti tra la riproduzione digitale e quella letteraria.

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La morale della favola

Diventa inevitabile soffermarsi per un attimo sul comparto artistico di questo titolo, elevato da un efficace environment dipinto a mano e da una colonna sonora particolarmente azzeccata che riesce nel tentativo di dare un tono unico alla nostra avventura. Con questi elementi, l’osservazione di un mondo abituale e l’esplorazione di oggetti di uso comune, visti da una nuova prospettiva, diventano con facilità il leitmotiv di un’esperienza surreale e di un viaggio bizzarro che non si risparmia dall’offrire una conclusione allo stesso tempo affascinante e grottesca.

Sulle orme di un titolo come Among the Sleep di Krillbite Studio, espropriato delle sue tinte tipicamente horror, l’augurio è quello di riuscire ad assistere presto ad una nuova produzione di Ovid Works, senza escludere che l’ispirazione filosofico-letteraria diventi una firma distintiva per questo studio che riesce complessivamente a soddisfare con il suo debutto.

Metamorphosis è già disponibile su PC, Playstation 4, Xbox One e Nintendo Switch e consigliamo senza ombra di dubbio a tutti gli amanti delle avventure, delle atmosfere surreali ed enigmatiche e, soprattutto, dello scrittore che ha reso possibile la realizzazione di questo titolo, di prenderne in considerazione l’acquisto, approfittando di qualche sconto, per immergersi quelle circa 3/4 ore in questo mondo bizzarro!

 

 

6.8

Gameplay

6.0/10

Trama

7.0/10

Grafica

6.0/10

Level design

7.0/10

Sonoro

8.0/10

Pros

  • Ambientazioni ispirate
  • Atmosfera e level design accattivanti
  • Colonna sonora particolarmente azzeccata

Cons

  • Ambienti a volte indecifrabili
  • Puzzle alla lunga ripetitivi
  • Non è possibile selezionare la lingua Italiana

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