Medievil Recensione, il ritorno scricchiolante di Sir Daniel su PS4

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Giuseppe Licciardi
Nato con un pad nella mano sinistra e un mouse nella destra. Ancora non si conosce la sua vera provenienza, molti pensano faccia parte di un' antica razza aliena che mira a divulgare il videogioco come arte. Per ora si sa solo che studia per diventare Ingegnere Informatico, ma forse è solo una scusa per mimetizzarsi tra gli essere umani.
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Nato con un pad nella mano sinistra e un mouse nella destra. Ancora non si conosce la sua vera provenienza, molti pensano faccia parte di un' antica razza aliena che mira a divulgare il videogioco come arte. Per ora si sa solo che studia per diventare Ingegnere Informatico, ma forse è solo una scusa per mimetizzarsi tra gli essere umani.

Tempo di lettura: 6 minuti

Ultimamente le operazioni nostalgia, si fanno sempre più presenti. In qualche modo, negli ultimi anni, si sente il bisogno di riscoprire sempre di più le perle di un passato che non c’è più. Le motivazioni possono essere tante. Tra queste sicuramente c’è la riscoperta. Riscoprire ciò che è stato attraverso un opera di ristrutturazione. Titoli che sono passati sotto questa bacchetta magica, ormai, ce ne sono tanti. Per tutte le piattaforme, perfezionati o non. L’esempio più lampante è il remake di Shadow of the Colossus. Un titolo che ha segnato la vita di tanti videogiocatori,e che ora può raggiungere ancora di più. Medievil ha avuto la stessa storia.

Il titolo di Other Ocean, è rinato, con qualche scricchiolo, ma dopo anni..è risorto dalla sua tomba. Medievil non è cambiato di una virgola, sembra essere quello di sempre, fin dai primi moneti nei quali avremo il controllo di Sir Daniel. La storia è sempre quella, saremo sempre alle prese con demoni e zombie, pronti a sbarrarci la strada verso la sconfitta del malvagio Zarok.

Non è sempre facile poter parlare di un titolo del genere, senza ovviamente ricondurlo all’originale. Diremo quasi che in questi casi, la nostalgia fa 90, i sentimenti e le emozioni hanno il sopravvento. Questo perché ogni livello ci ricondurrà nel passato, facendoci a volte, ricordare momenti di felicità passati. Ma la magia a volte, è costretta a sparire. E bisogna essere in grado di poter scindere le cose, per riuscire a carpire a pieno se un prodotto sia valido o meno. Il caso Medievil fa al caso nostro.

UNA GALLOWMERE RIMASTA IMMUTATA

Come detto in precedenza, l’operazione di restauro adottata da Sony, per uno dei suoi titoli storici dell’epoca PSX, non ha inficiato sul level design. Tutto sarà li dove l’abbiamo lasciato. Ogni zombie al suo posto, ogni cripta tenuta al lucido per il nostro ritorno. Le mura e il terreno pullulano ancora di non morti pronti a dare la caccia a Sir Daniel, e impedirgli di raggiungere il suo obiettivo. Dopo essersi risvegliati da un sonno profondo, Sir Daniel Fortesque ha il compito di riportare alla normalità Gallowmere, dopo che il malvagio Zarok ha trasformato tutti i suoi abitanti in zombie che cercheranno di farci le scarpe in ogni momento.

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L’avventura sarà costellata dall’incontro di simpatici compagni, che ci aiuteranno nel nostro intento. Come detto prima l’avventura è rimasta invariata da quella originale per PSX. Detto questo, non è molto starno trovare una Gallowmere immutata, non solo dal punto di vista della storia, ma anche dal punto di vista del gameplay. Tutto questo però è sicuramente una lama di coltello, non solo per noi videogiocatori ma anche per la stessa software house.

Il sistema di combattimento è infatti rimasto ancorato ai fasti del tempo, portando nel 2019 un titolo che presenta poche meccaniche. Tutto questo però potrebbe sembrare un contro del titolo, ma potrebbe far avvicinare comunque altri giocatori per la sua “semplicitànell’approccio. Se da un lato però una facilità nelle meccaniche, potrebbe essere un punto di ingresso facile per nuovi giocatori, dall’altro lato, i giocatori più giovani, standardizzati ormai con titoli che offrono molto di più potrebbero rimanere delusi. Siamo dell’idea infatti che molto probabilmente, c’era bisogno di una svecchiata al sistema di combattimento, che in alcuni tratti rimane “legnoso” e spigoloso. Nei fatti però titoli come Medievil, fanno di questo anche il proprio punto di forza.

MA QUINDI ORA…DOVE SI VA?

Le cose da fare all’interno della mappa di gioco, resa quasi “open” dal sistema di sblocco dei livelli, ci permette di avere una leggere arbitrarietà nello scegliere il livello successivo da completare. Quello che però sarà facile notare, è con quanta facilità potremo portare a termine i livelli se completeremo al 100% ognuno di essi. Completando infatti ogni livello al 100% avremo accesso alla “sala degli eroi” che ci permetterà di avere molti upgrade, sopratutto del nostro arsenale. Migliorando il nostro arsenale, tramite le armi che ci doneranno le statue degli eroi in sala, sarà molto più semplice sconfiggere i nemici. Tutto questo ovviamente sempre con un fare ironico e irriverente.

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Sarà infatti all’ordine del frame, la battuta sull’occhio mancante di Sir Daniel, oppure il prendere in giro il nostro ossuto amico, sul fatto che non sia un vero eroe. Insomma, poche cose cambiano con i decenni, ma Fortesque è rimasto un eroe “a metà”. Gli enigmi che ci troveremo ad affrontare in ogni livello, saranno semplicemente dei piccoli rompicapi che sarà possibile risolvere in pochi minuti. La maggior parte delle volte si tratterà di mettere insieme qualche oggetto. Oppure mettere in sequenza degli oggetti. Insomma la difficoltà degli enigmi, non è sicuramente un problema. Ma siamo sicuri che si poteva fare qualcosa in più, trattandosi di un remake.

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Dal punto di vista tecnico e artistico ci sentiamo di dire che il team ha fatto un ottimo lavoro. Il mondo di gioco è di quanto più cartoonesco sia possibile. D’altronde anche il titolo originale non si prendeva sul serio, ed è giusto rimanere su quella scia di pensiero. C’è chi aveva asserito che il nuovo Medievil avrebbe avuto delle meccaniche simili a Dark Soul. Ma dopo aver giocato al titolo, ci sentiamo di dire che questo remake è quanto di più lontano possibile, sia dai souls, sia da qualsiasi altro titolo. Le boss fight seguono infatti dei pattern ben precisi, ma si fermano molte volte a schivare colpi,e. Trovare il punto debole del boss di turno. La maggior parte delle volte, questo è in bella vista e sarà semplicissimo abbatterlo, per proseguire nella storia.

Ecco infatti che qui, ci sentiamo di dire che la difficoltà del titolo, non sta tanto negli enigmi, o nell’abbattere i boss. Quanto nel trovare alcuni “quadri” sbilanciati rispetto ad altri. Molte volte infatti ci ritroveremo a dover provare livelli più volte perchè sconfitti da un nemico random, e alcune volte non per nostra colpa. Ad aggravare forse questa situazione è un sistema di telecamera che è di quanto più tosto da gestire mai visto. I livelli toccato dal primo Dark souls sono distanti. In questo Medievil ci ritroveremo molte volte a non vedere nemici, se ci troviamo in spazi stretti, perchè la telecamera andrà in automatica ad incastrarsi. Tutto questo porterà innegabilmente alla nostra frustrazione nel trovare altri modi di approcciarci ad essi.

IN CONCLUSIONE

Questo “nuovo” Medievil va ormai quasi a chiudere la cerchia di una missione nostalgia incominciata ormai da Sony anni fa. Tra alti e bassi, il titolo si presenta per quello che è, un grosso  salto nostalgico all’interno di un mondo che pochi di noi hanno esplorato davvero. Se dal punto di vista ludico, presenta comune meccaniche ancora spigolose, Il titolo ha sicuramente un grosso punto di forza sotto l’aspetto artistico. La messa in scena dei personaggi, ma sopratutto il level design incisivo fa di questo Medievil uno dei migliori remake fatti, dal punto di vista artistico. Il titolo sembra aver preso infatti altra vita. Un esempio simile può essere Crash N.sane Trilogy, arrivato sulle console di nuova generazione anche grazie ad un ottimo lavoro svolto dal punto di vista artistico.

Se solo il team di Other Ocean si fosse concentrato un pò di più dell’aspetto ludico, siamo sicuri che anche le meccaniche spigolose e magari la telecamera avrebbero giovato di tutto questo. Ci sentiamo di consigliare il titolo a tutte quelle persone che vogliono riscoprire il titolo giocato su PS1. Oppure a tutti quei giocatori che vogliono qualcosa di diverso rispetto alla miriade di titoli che escono di questi tempi. Medievil comunque rappresenta uno di quei grandi classici che vanno riscoperti e tenuti in vetro, per ricordare quanti passi da gigante sono stati fatti nel nostro media preferito, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche nel modo di raccontare le storie.

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Medievil

29.99
7.3

Design

7.5/10

Trama

7.0/10

Gameplay

7.5/10

Longevità

7.0/10

Pros

  • Fattore Nostalgia
  • Design
  • Ironia

Cons

  • Telecamera ancora problematica
  • Adattamento non del tutto perfetto
  • Meccaniche di Combattimento invecchiate un po' male

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