Marvel’s Avengers Recensione, una piacevole avventura (Campagna)

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Giuseppe Licciardi
Nato con un pad nella mano sinistra e un mouse nella destra. Ancora non si conosce la sua vera provenienza, molti pensano faccia parte di un' antica razza aliena che mira a divulgare il videogioco come arte. Per ora si sa solo che studia per diventare Ingegnere Informatico, ma forse è solo una scusa per mimetizzarsi tra gli essere umani.
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Nato con un pad nella mano sinistra e un mouse nella destra. Ancora non si conosce la sua vera provenienza, molti pensano faccia parte di un' antica razza aliena che mira a divulgare il videogioco come arte. Per ora si sa solo che studia per diventare Ingegnere Informatico, ma forse è solo una scusa per mimetizzarsi tra gli essere umani.

Tempo di lettura: 6 minuti

Quando parliamo di supereroi nella maggior parte dei casi si pensa subito ai grandi personaggi he hanno da sempre invaso il nostro immaginario fin da quando siamo piccoli. Chi non è cresciuto pensando di poter sorvolare i grattacieli di New York con il suo spara ragnatele, oppure quante volte abbiamo immaginato insieme agli amici di far parte di una super squadra che sconfiggeva i “cattivi” e salvava il mondo, insomma chi più e chi meno, le generazioni che sono cresciute con Super Man o L’uomo ragno sono state influenzate in qualche modo anche nella loro fantasia. Ma cosa fa di un super eroe, un vero paladino della giustizia? Crescendo ci siamo sempre posti il pensiero che fare l’eroe a tempo pieno è sicuramente una fatica anche per chi come Tony Stark sembra divertirsi, ma poi quanto il fumetto termina, Iron Man in realtà chi é? Cosa accade a Peter Parker quando noi non leggiamo le sue storie pazzesche nelle quali salva nuovamente il nostro quartiere.

A queste domande abbiamo trovato delle risposte in tutte quelle storie che sicuramente da piccoli non leggevamo, e ci siamo accorti che dietro i costumi, dietro quelle maschere c’erano delle persone in carne ed ossa, che provavano dei sentimenti reali e che soffrivano per i loro cari. È sempre difficile trovare un ottimo modo per non rendere stucchevoli le loro storie, nei fumetti si riesce di più grazie alla scrittura, Nei film invece solo ultimamente si nota un piccolo e flebile abbraccio a quel tipo di narrativa che cerca di umanizzare l’eroe. Per quanto riguarda il mondo videoludico è invece quasi difficile cercare di trovare qualcosa che si avvicini alla scrittura dei fumetti e di quelle storie che raccontano a volte anche “l’orrore” di essere un eroe che salva le vite di noi poveri umani.

Un po’ forse ci siamo avvicinati con l’ultima produzione di Insomniac dedicata completamente all’amichevole Spider-Man di quartiere, che ha saputo riprendere in maniera più che egregia tutte quelle atmosfere che hanno reso celebre Peter e il suo alter ego agli occhi di tutti noi. Se invece parliamo dei gruppi, quasi non ci sono titoli che hanno saputo racchiudere l’essenza di quelle grandi storie, eppure Marvel’s Avengers arriva nelle nostre case e riesce ad innescare, quasi come una sorpresa a ciel sereno, un nuovo sentimento, cercando di intrecciare storie e racconti non solo di super eroi ma anche di esseri umani chiamati a combattere.

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UNITI SI VINCE

La campagna di Marvel’s Avengers è sicuramente il primo passo da affrontare quando si mette mano al titolo, non soltanto perché ci viene consigliato dallo stesso team di sviluppo, ma anche perché può essere utilizzata come campo di prova per capire bene le meccaniche e con quali personaggi ci piacerà giocare. Ovviamente ognuno di noi avrà il suo Avenenger preferito, c’è chi prediligerà la forza bruta di Hulk e chi invece l’astuzia e le trappole di Vedova Nera, ma l’obiettivo sarà sempre lo stesso, riunire tutti i membri degli Avengers e cercare di riportare ordine sul pianeta. La campagna principale del titolo di Square Enix ci metterà fin da subito nei panni di una giovanissima Kamala Khan, che ancora innocentemente festeggia l’A-Day con entusiasmo cercando di incontrare i suoi paladini. La giornata però non va nel verso giusto e una serie di esplosioni distruggono completamente il mood di quella giornata mettendo in allarme la squadra dei Vendicatori.

Le cose non si mettono bene, e purtroppo durante lo scontro Cap perde la vita, o almeno cosi sembra e la squadra degli Avengers viene bandita poiché alcune voci messe in giro da una nuova organizzazione “L’AIM (Avanzate Idee Meccaniche)” dichiarano gli Avengers colpevoli di tutto. Il nostro scopo nei panni di Kamala Khan sarà quello di cercare delle prove che scagionino i nostri eroi di sempre e cercare di portare di nuovo l’ordine all’interno di una città terrorizzata da questa nuova organizzazione. Nei panni della giovane Kamala ci ritroveremo ad affrontare una sequenza innumerevole di missioni che ci porteranno in ogni angolo del pianeta, scopriremo segreti e faremo la conoscenza di nuovi (vecchi) amici. Il tutto ruoterà però intorno la nostra crescita e soprattutto la consapevolezza di dover proteggere i nostri cari. Il viaggio che intraprende la giovane Miss Marvel infatti non è un viaggio in solitaria ma è una rinascita di gruppo che viene affrontata con i giusti tempi e con le giuste scelte registiche.

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Saranno tanti infatti i momenti nei quali ci ritroveremo a sorridere per una battuta detta al momento giusto, o spalancheremo la bocca per un ottimo scenario ben realizzato. Tutti i vendicatori sono stati caratterizzati cosi come ce li aspettavamo, ognuno ha i suoi tratti caratteristici che teniamo a ribadire ancora una volta, vengono più dalla serie a fumetti che dal cinematic universe. Il nostro nemico principale sarà Modok, che in ogni modo vorrà metterci il bastone tra le ruote e impedirci di rimettere in piedi lo Shield e riportare quindi gli Avengers a comando dell’ordine.

Anche in questo caso la caratterizzazione dell’antagonista l’abbiamo trovata a fuoco per il personaggio che rappresenta. La trasformazione in “testa pensante” arriva gradualmente e pian piano i suoi tratti e il suo modo di agire cambierà in base anche al nostro progredire con l’obiettivo. Insomma dal punto di vista narrativo abbiamo trovato la campagna di questo Marvel’s Avengers molto gradevole, anzi quasi una delle poche campagna di questa tipologia che riescono a sorprendere anche considerano ovviamente l’esigua durata che ci prende una decina di ore, che vanno ad allungarsi se decidiamo nel mentre di fare anche qualche missione secondaria.

QUESTE SONO BOTTE DA ORBI

Se dal punto di vista narrativo abbiamo trovato sicuramente un prodotto degno di nota, anzi che a tratti riesce anche a sorprendere per come vengono trattati alcuni temi. Le prime difficoltà sorgono con il sitema di combattimento, alcune combo in effetti sorpattutto quando ancora non saremo arrivati ad alti livelli, risultano molto ripetitive, anzi per quanto riguarda la campagna ci ritroveremo nella maggior parte dei casi a fare un forsennato “button smashing” fino a che la vita dell’avversario non arriverà a 0. Il sistema di crescita del personaggio invece non risulta essere profondissimo a prima vista. Abbiamo la possibilità infatti di poter sbloccare ogni abilità tramite un albero di crescita espanso. Ogni volta che saliremo di livello potremmo usare un punto e sbloccare il potenziamento scelto. Ogni Avenger avrà a disposizione un suo albero personalizzato e delle combo che varieranno ogni qual volta sbloccheremo una nuova casella.

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Oltre alle abilità, come ogni buon GaaS che si rispetti avremo a disposizione dell’equipaggiamento che potremo sbloccare completando le missioni o che ci verrà dato ogni qual volta sconfiggeremo un nemico un po’ più potente. Ovviamente non dobbiamo aspettarci dei cambiamenti estetici in questo caso, d’altronde se in altri titoli di questo tipo abbiamo visto una cosa simile, ad esempio come Destiny o The Division, in questo caso per ovvie ragioni non sarà possibile. Questa fondamentalmente è una scelta che a nostro avviso giova per la caratterizzazione estetica che viene offerta in Marvel’s Avengers, d’altronde parliamo di super eroi che con gli anni abbiamo imparato a conoscere anche grazia alla loro iconografia, sembra quindi ovvio che si preferisce puntare sul grosso bagaglio culturale, o di vestiti che si portano dietro.

Sarà infatti possibile acquistare o sbloccare con un potente pass abilità dei costumi alternativi per i nostri eroi. Questi costumi sono presi ovviamente dalle più grandi avventure classiche dei singoli vendicatori andando a strizzare l’occhio ad ogni singolo fan Marvel che deciderà di acquistare il titolo.

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In definitiva il comparto single player di Marvel’s Avengers ci ha sorpreso e forse preso con la giusta filosofia, giocato nel modo giusto riesce anche a regalare momenti di divertimento. Ovviamente ci prendiamo ancora del tempo per poter giocare a fondo la modalità multiplayer che richiede ovviamente un maggior numero di ore per poter essere capita a fondo e soprattutto per poter analizzare anche altri contenuti che arriveranno con il tempo.

Vi ricordiamo infatti che ogni contenuto aggiuntivo verrà rilasciato in modo completamente gratuito e comprenderà anche nuove storyline. Per chi invece cercava in Marvel’s Avengers il game as a service definitivo, non è il titolo forse più consigliato, mentre invece per ogni Marvel Fan li fuori potrebbe essere il titolo adatto per giocare in continuità con i propri eroi preferiti.

Marvel's Avengers

69.99
8.3

Gameplay

8.0/10

Trama

8.5/10

Grafica

8.5/10

Sonoro

8.0/10

Longevità

8.5/10

Pros

  • Narrativa ben distribuita
  • Ottimo comparto sonoro
  • Strizzate d'occhio ai fan

Cons

  • Comparto tecnico "ballerino"
  • Rigiocabilità
  • Caratterizzazione di alcuni personaggi sottotono

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