Mafia Definitive Edition Recensione, back to Lost Heaven

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Andy Bercaru
Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Tempo di lettura: 7 minuti

Il sogno americano in qualche modo riesce ad attirare ognuno di noi peggio di una succube. Quel desiderio quasi morboso di rivalsa ci porta tutti spesso e volentieri a fantasticare vite migliori. Avere una casa con piscina, una macchina di lusso o semplicemente una vita dignitosa ci spingerebbe a fare di tutto. Menomale però che molti di noi hanno un’etica morale che riescono a seguire per salvaguardarsi dai guai. Tuttavia la nostra immaginazione ci porta spesso e volentieri lontani, sopratutto grazie ai vari rami artistici di questo mondo. Sognammo di essere leggende, figure che in qualche modo cambiano la rotta della storia. Troviamo spesso del fascino nella parte oscura di questo mondo. I film coi gangster, le rapine, la vita “sporca”, ci fa ragionare ma nello stesso tempo ci intriga. Grazie però ai vari mondi artistici, questi nostri strani sogni riescono (in parte) a diventare realtà concreta. Essere dei gangster ormai è facile, specie quando opere come Mafia ci mette a disposizione i “gadget” per farcela.

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La prima volta che sperimentammo le avventure create ormai dalla defunta Illusion Softworks fu il lontano 2002. Un anno a dir poco di transizione per il panorama videoludico. In quel preciso periodo il genere open-world non era sicuramente diffuso in maniera marchiata e veniva sfruttato da pochissimi mostri sacri. Grand Theft Auto 3 di Rockstar dominava sicuramente questo determinato genere, facendo di esso il proprio cavallo da battaglia. Era difficile tenere testa al capolavoro di Rockstar, ma qualcuno ci provo (riuscendo in parte).

Mafia si presentò principalmente come la controparte più “realistica” di GTA, dando per la prima volta al giocatore la sensazione di essere buttato davvero in un contesto reale e non soltanto “giocoso”. Proprio questa punta di realismo, il tema trattato e sopratutto il genere che non era sfruttato come oggi, resero Mafia un vero capolavoro dell’epoca e del genere open world. A distanza di ben 18 anni ecco che i ragazzi di Hangar13 provano a riprendere in mano l’idea originale, ridandogli una nuove veste. Ma saranno riusciti i ragazzi americani a rendere giustizia al primissimo capitolo di Mafia o questo remake si è dimostrato l’ennesimo buco nell’acqua fatto dalla compagnia? Andiamo a scoprirlo nella nostra recensione di Mafia: Definitive Edition!

It’s easy to fool the eye, it’s hard to fool the heart

Se non conoscete la storyline che giace dietro questo leggendario gioco, possiamo già mettervi “in guardia” e dirvi che è la classica storia di gangsters italo-americani, piena di clichè ma nello stesso tempo molto godibile. Sicuramente niente di originale o mai visto per il 2020 ma per l’epoca sicuramente il mood generale creato dal racconto riusciva a farci incollare allo schermo. In Mafia prenderemmo i panni di Thomas “Tommy” Angelo, un tassista che di punto in bianco si ritrova con la vita sconvolta. Durante una solita serata a lavoro il ragazzo si rende partecipe di un inseguimento tra due bande rivali. In preda al panico (e sotto minaccia) il giovane Tommy decide di scortare i due mafiosi alla propria “casa base”. Le doti spiccate da guido e il talento nel mantenere il sangue freddo riescono ad impressionare i due sicari della mafia, spingendo quest’ultimi a ricompensare Tommy.

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Per quanto il giovane Angelo inizialmente non ha intenzione di immischiarsi con la malavita, una serie di sfortunati eventi porteranno esso ad unirsi alla famiglia Salieri. Sin da subito il Don riconoscerà il valore del ragazzo, spingendo esso a dare il massimo per fare carriera dentro la famiglia. Angelo cercherà sempre di seguire gli ordini dati al proprio capo e di rispettare il codice etico della famiglia Salieri. Tuttavia andando avanti con gli anni, il ragazzo inizia a sviluppare altri interessi. L’amore lo spinge a sviluppare dei sensi di colpa e di temere per il proprio futuro (oltre che per il futuro dei propri familiari). Per questo motivo il nostro protagonista deciderà di “vendersi” alla polizia in cambio di protezione. Sperimenteremo ogni singolo dettaglio di questa storia attraverso il racconto di Tommy, vivendo in dettaglio ogni singolo evento che porta il ragazzo a vendere il Don in cambio della libertà. Una libertà marchiata da sangue, dolore e soldi sporchi.

Quindi come ben vedete, non siamo davanti a chissà quale sceneggiatura epica od originale. Tuttavia i ritmi lisci del racconto, la caratterizzazione di ogni singolo personaggio e il carisma del protagonista, rendono la storia di Mafia una a dir poco bella. Il feeling generale ricorda molto le pellicole come Scarface o il leggendario The Godfather (Il Padrino). Se siete amanti di questo specifico genere sicuramente troverete questo racconto uno molto valido (anche per il 2020).

Mafia will have your soul

Se dal punto di vista narrativo questo Mafia Definitive Edition rimane praticamente identico al suo originale, dal punto di vista videoludico il gioco cambia totalmente veste. Abbiamo già visto in azione i ragazzi di Hangar13 grazie al terzo capitolo della saga. Un capitolo con qualche alto, ma troppi bassi! Purtroppo anche questo remake soffre di praticamente le stesse problematiche viste con Mafia 3. Se da un lato abbiamo decisamente un “re-skin” totale del gameplay che giustamente sfrutta meccaniche di gameplay più moderno (come un cover system assente nel originale), da un altro lato ci troviamo davanti ad un gioco vuoto, a tratti legnoso ed in certe parti frustrante. Per quanto il realismo del primo capitolo è riuscito a fare la storia, a distanza di anni certe meccaniche risultano coinvolgenti ma troppo fuori posto. Il realismo della guida è decisamente un buon particolare che ci fa capire quanto, all’epoca, i bolidi non erano stabili o facile da padroneggiare. Questa meccanica poteva dare il giusto in dose minori, ma riproposta in maniera costante porta spesso alla frustrazione e ovviamente alla noia. Il tutto poteva essere rilegato in maniera più focale alla modalità simulativa del gioco, lasciando il giocatore più “libero” nella modalità “arcade”.

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Anche il sistema di shooting, per quanto rivisto e reso più simile al terzo capitolo di Mafia, risulta a tratti goffo e poco approfondito. La varietà di armi porta poca diversità agli scontri, facendo sembrare essi tutti uguali. Ogni arma (tolta i fucili a pompa) sembra avere lo stesso rinculo ed in più certe armi hanno un danno a dir poco irrazionale (vedere una pistola automatica ammazzare in 3 colpi mentre una Thompson non riesce a far danno manco dopo mezzo caricatore, ci sembra alquanto ridicolo). Questi scontri però vengono resi ancora più strani dalla semplice intelligenza artificiale nemica (e anche compagna a tratti). I nemici, a prescindere del livello di difficoltà scelto saranno caratterizzati da un’idiozia unica, buttandosi davanti al fuoco nemico o correndo in cerchi come delle galline senza testa. Proprio questo malus rende ogni singolo scontro troppo lineare e prevedibile. Il consiglio più utile per godere di un qualsiasi livello di sfida sarebbe di settare fin da subito il tutto sulla modalità classica, dove ogni colpo può risultare fatale ed i nemici diventano molto più aggressivi.

Purtroppo anche la longevità presenta qualche pecca in quanto la storia vi durerà circa 10 ore (a difficoltà normale). Non ci saranno veri motivi per rigiocarla e purtroppo nemmeno la caratteristica open world non vi terrà incollati agli schermi una volta visto l’epilogo della storia. Infatti il mondo di gioco è praticamente vuoto. Senza vere missioni extra, senza chissà quale attività bonus da svolgere una volta finito il gioco. Viene data al giocatore la possibilità di raccogliere qualche collezionabile sparso per la città e di recuperare qualche macchina (in una serie di missioni di recupero). Tolte però queste due peculiarità Mafia non riesce ad offrire una buona varietà di contenuti e le soli 10 ore di gioco potrebbero lasciarvi con l’amaro in bocca. Tuttavia, tendendo conto del prezzo budget diciamo che il rapporto qualità prezzo non è cosi ingiusto.

Tecnicamente Parlando

Mafia Definitive Edition essendo un vero e proprio remake si ripropone al giocatore moderno con una veste grafica tirata a nuovo da zero. Ogni singolo modello presente nell’originale è stato totalmente riproposto utilizzando l’Illusion Engine visto in Mafia 3. Infatti il titolo gode di una veste grafica decisamente migliore anche del terzo capitolo. I vari effetti di luce, i dettagli dei vari personaggi ed nel complesso la città di Lost Heaven sono una gioia per gli occhi. Tuttavia il lavoro non è stato svolto alla perfezione in quanto una serie di problematiche caratterizzano anche questo remake. Partendo da certi effetti di pop-up molto fastidiosi a glitch grafici strani (errore delle ombre o delle luci) questo Mafia Remake non è decisamente ottimo. La mancata cura per i dettagli rendono il gioco bello sono se non andiamo a focalizzarci sui dettagli. Su PS4 Pro il gioco gira ad una risoluzione di 1080p ed un framerate bloccato a 30 (e purtroppo non stabile). Niente che fa gridare al miracolo ma che risulta godibile, anche se abbiamo visto lavori decisamente migliori.

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Da un punto di vista puramente audio le melodie tipiche degli anni 30 sono decisamente più che godibili e rendono giustizia all’intera ambientazione di Mafia. Anche il doppiaggio ci è sembrato più che buono ed in linea con i precedenti capitoli. C’è poco altro da aggiungere ma potenzialmente il comparto audio è la parte migliore di questo specifico Remake.

In Conclusione

Mafia Definitive Edition è sicuramente un buon tentativo per far rivivere le gesta di Tommy Angelo ai vari appassionati della saga. Non siamo davanti a chissà quale miracolo videoludico e sotto molti punti di vista il gioco sente il peso degli anni pur cambiano totalmente la veste. Abbiamo sicuramente apprezzato il ritorno a Lost Heaven ma non abbiamo sofferto più di tanto per la dipartita una volta conclusa l’avventura. Se avete amato il primo Mafia apprezzerete anche questo remake sicuramente, tuttavia le varie magagne tecniche e le problematiche generali non ci hanno comunque convinto al 100%!

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Mafia: Definitive Edition

40.99€
7.3

Gameplay

7.0/10

Trama

7.5/10

Grafica

7.0/10

Sonoro

8.0/10

Longevità

7.0/10

Pros

  • Una lettera d'amore al Mafia originale
  • Trama più che buona anche a distanza di anni
  • Gameplay rivisto e modernizzato...
  • Tecnicamente su buoni livelli...
  • Prezzo più che accessibile

Cons

  • Intelligenza artificiale a dir poco deficitaria
  • Tolta la modalità classica, il gioco risulta troppo facile
  • ...ma a tratti legnoso
  • ...ma la cura per certi dettagli è quasi assente

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