L’interpretazione del concetto di “mostro” nei videogiochi moderni

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Pierluigi Bellini
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Dalla convivenza allo sfruttamento selvaggio. Il rapporto tra uomo e mostro, secondo i game designer giapponesi.

Mostro, secondo il dizionario della lingua italiana Sabatini Coletti si tratta di un “personaggio mitico o leggendario dalle forme non riscontrabili in natura, creatura fantastica di aspetto orribile: i m. della mitologia antica”. Ma qua su NerdPlanet gli argomenti si sviscerano e in occasione dell’uscita di Monster Hunter Rise per Nintendo Switch, affronteremo l’idea di “mostro” partendo dalle origini fino ad oggi.

Torniamo indietro nel tempo, è un bel pomeriggio di inizio primavera e siamo alla presenza di Aristotele. In questa lezione il grande filosofo ci spiega che il mostro è una creatura in opposizione alle normali leggi della natura, ma non alla natura stessa; questo significa che, come eccezione, il mostruoso è un concetto plausibile e non solamente un argomento letterario, cinematografico o videoludico.

Creati dall’uomo per rappresentare le proprie paure o per dare un senso di meraviglia ai primi incontri degli esploratori con popolazioni indigene, nel corso dei millenni questi esseri sono apparsi in migliaia di opere come enciclopedie, bestiari e resoconti più o meno fedeli di viaggi.

Giusto per citare un esempio, in Europa il rinoceronte è stato considerato un mostro mitologico fino al 20 Maggio 1515, quando il primo esemplare di rinoceronte indiano sbarcò nel porto di Lisbona causando un senso di assoluta meraviglia sia nelle masse che in Albrecht Dürer, che lo immortalò nella famosa stampa durante quello stesso anno.

Dal punto di vista scientifico il concetto di creatura mostruosa è arrivato fino a noi; infatti, in molte serie è presente almeno un mostro che interagisce con il protagonista. Ovviamente i titoli che ci vengono subito in mente sono Pokémon e Monster Hunter; entrambi sono viaggi verso la scoperta (e in alcuni casi verso la maturità) nei quali i giocatori sono chiamati – come novelli zoologi – a scoprire e catalogare un numero sempre maggiore di creature.

Creata dal trio Satoshi Tajiri, Ken Sugimori e Junichi Masuda, la serie Pocket Monsters è nata nel 1996 su Nintendo GameBoy. Diventato in pochi mesi un fenomeno pop mondiale, in Pokémon impersoniamo un bambino di circa 10 anni (Satoshi in Giappone / Ash nel resto del mondo) intento a viaggiare per il mondo per diventare il miglior allenatore della sua generazione. Vagando di regione in regione, noi giocatori siamo chiamati non solo ad aiutare Ash/Satoshi a scoprire creature sempre più rare, ma anche ad affrontare una sorta di viaggio iniziatico che separa il mondo dell’infanzia da quello degli adulti.

Ricco di elementi fantastici, Pokémon può essere considerato una sorta di RPG criptozoologico; centinaia di mostri equipaggiati con poteri più unici che rari aspettano solo di essere addomesticati per il divertimento degli umani (la specie dominante), che li fanno combattere in arene per decretare chi è il miglior allenatore del pianeta.

Dotato di una forte estetica kawaii, Pokémon rimanda alle leggende degli yōkai per creare un ponte tra un passato leggendario ed un presente ipertecnologizzato. Non dimentichiamo, infatti, che i Pokémon, quando non utilizzati, vivono all’interno di sfere tecnologicamente avanzate (Pokéball) e che esiste una intranet nella quale gli allenatori possono comunicare tra loro aggiornando le nuove scoperte attraverso dei palmari chiamati Pokédex.

Molto diverso è il caso di Monster Hunter. La serie sviluppata da Capcom nel 2004 è ambientata in un universo di matrice fantasy ispirato alle antiche saghe medievali e predelige un approccio scientifico alla materia. Sin dal primo capitolo impersoniamo un “cacciatore di mostri” il cui compito è quello di studiare da vicino le abitudini, i punti di forza e le debolezze dei mostri che popolano le foreste, i deserti, le montagne e le acque di un mondo ricco di culture ed usanze.

Solo come extrema ratio saremo costretti a uccidere le creature, ma una volta svolto questo ingrato compito, le varie parti possono essere utilizzate per creare nuovi strumenti che rendono il lavoro di ricerca un po’ più sicuro.

Tutta la serie Monster Hunter indaga sul significato della vita e di come, a differenza di Pokémon, gli uomini non sono la specie dominante, ma solo una delle tante razze di esseri viventi che popolano il mondo (e nemmeno una delle più forti).

Grazie a un intero ecosistema da esplorare liberamente, l’RPG Capcom si libera dalle catene del genere per proporre una vera sfida ai giocatori, che si troveranno ad affrontare non solo creature titaniche, ma anche le forze della natura in una corsa contro il tempo.

Infine, il capolavoro di Fumito UedaThe Last Guardian“, riproduce un emozionante viaggio basato sulla fiducia in cui un umano e un mostro condividono un pezzo di vita per perseguire un obiettivo comune: sconfiggere il Signore della Valle, la misteriosa entità che risiede nella torre al centro del “Nido”.

Sviscerando i concetti di amicizia, sacrificio e perdita, in quest’opera il mostro è un fedele aiutante che permette all’uomo di raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili basandosi su un rapporto di parità nel quale nessuno dei due protagonisti sovrasta l’altro. Trico, questo il nome della creatura, è paragonabile a un fedele compagno di avventure con una personalità ben definita.
Maturo come pochi videogiochi sanno essere, in The Last Guardian il mostro ci permette di scoprire la nostra umanità, con tutti i limiti del caso.

Sebbene diversissime tra loro, queste tre opere rappresentano in modo originale le diverse nature che un mostro può avere: tenero animaletto da compagnia, magnifica creatura da studiare e temere, fedele aiutante con il quale avere un rapporto simbiotico.

Qualunque sia il tipo che preferiamo, tutti loro contribuiscono ad arricchire il bestiario videoludico che quotidianamente sfogliamo sui nostri schermi. Con l’uscita di Monster Hunter Rise per Nintendo Switch questa esperienza si fa ancor più fantastica, dandoci la possibilità più unica che rara di scoprire nuove specie di creature che d’ora in poi saranno parte integrante del nostro immaginario!

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