Kingdoms of Amalur Re-Reckoning Recensione, ritorno a Faelandia

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Giuseppe Licciardi
Nato con un pad nella mano sinistra e un mouse nella destra. Ancora non si conosce la sua vera provenienza, molti pensano faccia parte di un' antica razza aliena che mira a divulgare il videogioco come arte. Per ora si sa solo che studia per diventare Ingegnere Informatico, ma forse è solo una scusa per mimetizzarsi tra gli essere umani.
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Nato con un pad nella mano sinistra e un mouse nella destra. Ancora non si conosce la sua vera provenienza, molti pensano faccia parte di un' antica razza aliena che mira a divulgare il videogioco come arte. Per ora si sa solo che studia per diventare Ingegnere Informatico, ma forse è solo una scusa per mimetizzarsi tra gli essere umani.

Tempo di lettura: 5 minuti

Facciamo un gioco, immaginiamo di avere una macchina del tempo e di tornare per un po’ nel passato, facciamo di circa 10 anni, non troppo insomma. Ecco, ora dopo aver fatto mente locale, cercate una serie di titoli usciti in quegli anni che vi hanno sorpreso, non solo per il gameplay e per i tratti stilistici ma per quello che vi hanno lasciato. A quei tempi cosa potevamo desiderare? C’era Skyrim che ci immergeva in un mondo che già conoscevamo ma esplorabile in maniera completamente diversa. Poi c’era World of Warcraft che ci metteva nei panni del nostro alter ego fantasy per farci vivere mille esperienze insieme ai nostri compagni di gilda. E poi ci sono quella miriade di titoli single player che cercavano di immergerci in luoghi incantati che però non riuscivano a soddisfarci a pieno, vuoi per la caratterizzazione dei personaggi o per atmosfere spente. In fondo a questa lunga lista troviamo una delle piccole perle nascoste dell’ultimo decennio, o almeno per chi ha avuto il piacere e la fortuna di giocarlo, stiamo parlando di Kingdoms Of Amalur Reckoning. Titolo sviluppato dai ragazzi di 38 Studios e pubblicato poi direttamente da EA in tempi sicuramente diversi da quelli che viviamo oggi.

Oggi siamo qui invece per parlare della versione rimasterizzata del titolo e sicuramente voluta a gran voce da tutti quei fan che volevano rigiocare il titolo e volevano a tutti i costi immergersi ancora una volta in un mondo fantasy che non aveva tante pretese ma che nella sua semplicità riusciva ad intavolare un ottima storyline unita ad un sistema di crescita non troppo basilare. Vediamo quindi se i ragazzi dello studio Statiunitense sono riusciti a impacchettare la stessa formula e smussare qualche angolo spigoloso in modo da rendere il tutto più appetibile al pubblico odierno. 

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Kingdoms of Amalur

SI TORNA A FAELANDIA

Un eroe senza macchina, un eroe senza paure…quante volte abbiamo sentito queste frasi, tirate fuori dal fantasy più classico ricco di eroi a cavallo, principi possenti e orchi raggrinziti. In Kingdoms of Amalur invece nulla è come sembra il fulcro narrativo pone la sua base su di una premessa che lascia già dai primi minuti leggermente insospettiti, e non per la sua stranezza quanto per le domande che porremo a noi stessi cercando di capire dove il gioco ci porterà. Saremo un eroe come tanti, o meglio saremo l’eroe senza destino. L’eroe senza fato, cosi diverso, cosi tanto misterioso ed è qui che il titolo riesce ad incastrare una brillante idea all’interno dei suoi meccanismi di gameplay. A differenza dei tanti titoli rpg con ero il cui destino era già compiuto, a Faelandia saremo noi a dovercelo creare. Le nostre azioni, le persone che incontreremo e di cui ci fideremo tesseranno le sorti della nostra vita.

Una scelta che ai tempi dell’uscita del titolo originale risultò più che riuscita ma che ancora oggi riesce a sorprendere in alcuni tratti, anche se ovviamente la narrativa dei titoli odierni riesce ad essere a tratti anche molto più incisiva. Ma Re-Reckoning trattandosi di una Remastered fatta per far avvicinare nuovo pubblico ha tutt’altro scopo. Saremo quindi di nuovo chiamati a prendere in mano le redini del nostro destino, dopo essere “resuscitati” per mano di una “forza invisibile”. A questo punto dovremo scoprire cosa si cela dietro la nostra rinascita e cosa questa comporta. Unica pecca che rimane ancora vivida a distanza di anni è sicuramente un intreccio con le varie quest non sempre di livello.

Ci sembrerà infatti tra un villaggio ad un altro che tutto cambi, che ci siano altri problemi e che nulla sia interconnesso. Nella maggior parte dei casi infatti il nostro problema principale non sarà reperire sempre maggiori informazioni riguardo il nostro stato, ma semplicemente aiutare le persone a risolvere i propri problemi. Il nostro destino sarà soltanto un problema circoscritto tra noi e tutti i personaggi secondi che incontreremo durante le quest principali.

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Kingdoms of Amalur

Le missioni secondarie invece rientrano all’interno di quella grande cerchia di fetchquest altamente dimenticabili. In molti casi ci saranno di aiuto per permetterci di salire di livello e raccogliere equipaggiamento per non soccombere nelle aree più insidiose di Faelandia. Questo è ovviamente un piccolo neo narrativo che non era possibile colmare sicuramente con una semplice remastered, ne secondo noi con un remake. La motivazione è più che semplice Kingdoms of Amalur si reggeva sulle proprie gambe anche grazie a queste sue scelte che già ai tempi erano abbastanza controverse, soprattutto se le confrontiamo con la narrativa più che squisita di un altro grande rpg uscito in quegli anni, ovvero Skyrim.

NON È FACILE ESSERE EROI

Nel mondo di Amalur non è semplice essere degli eroi, anzi nella maggior parte dei casi ci ritroveremo a combattere contro orde di mostri per tutto il tempo, e i nostri atti eroici saranno riassumibili con un “premi più forte che puoi quel tasto quadrato”. Insomma, sicuramente il sistema di combattimento e di combo non è perfetto all’ interno del titolo, ma se c’è una cosa che sicuramente troverete apprezzabile all’interno del titolo è la gestione del vostro equipaggiamento.

Sarà infatti possibile avere a disposizione un arsenale sempre diverso a seconda di cosa vorremo padroneggiare, ogni armatura e ogni arma sarà diversa dall’altra, alcune anche con le loro capacità uniche. L’albero delle abilità invece è fisso, ovvero espandibile in una sola direzione aumentando di livello, con il passare della nostra esperienza. Ritornando invece alle combo, ogni volta che saliremo di livello e che sbloccheremo nuove abilità direttamente dall’albero saremo in grado anche di apprenderne di nuove, ovviamente non dovrete aspettarvi grandi acrobazie, il titolo mantiene i piedi per terra soprattutto considerando l’epoca in cui uscì originariamente. 

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Kingdoms of Amalur

UN LAVORO ONESTO

L’idea dietro questa rinascita di Amalur è sicuramente quella di far conoscere il prodotto ad un nuovo pubblico e capire se c’è ancora interesse per avventure di questo tipo. A nostro avviso la formula che viene proposta da Kingdoms of Amalur Re-Reckoning senta sicuramente il peso dei suoi anni, dal punto di vista tecnico soprattutto. Anche se modelli e cinematiche si sono svecchiate, alcuni bug sono rimasti. E i modelli di alcuni personaggi sono sicuramente non definiti come quelli dei migliori remake usciti nel corso degli ultimi anni, soprattutto se guardiamo a quelli dei grandi capolavori Sony degli anni 90. Il lavoro svolto da 38 Studio è comunque lodevole di sufficienza soltanto per aver tentato di riportare alla ribalta e far parlare ancora una volta di un titolo che in pochi sono riusciti a giocare. 

In definitiva vi consigliamo caldamente di recuperare questa piccola perla di RPG, soprattutto se siete amanti degli action Adventure che in tempi non sospetti regnavano sovrani all’interno delle nostre case. Ovviamente se siete amanti delle grandi avventure in giocatore singolo, dovrete correre a prenderlo perché non rimarrete delusi dall’offerta che vi viene messa davanti, considerano che insieme al titolo riceverete anche una serie di miglioramenti, tra cui anche l’iconica Armatura di Shepard direttamente da Mass Effect. 

Kingdoms of Amalur Re-Reckoning

40,98€
7.2

Gameplay

6.5/10

Trama

7.5/10

Grafica

7.5/10

Sonoro

7.0/10

Longevità

7.5/10

Pros

  • Ottima narrazione
  • Ottima sensazione di progressione
  • Loot diversificato

Cons

  • Qualità generale non tanto migliorata
  • Problemi con alcune cutscene
  • Quest secondarie ripetitive

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