Iron Danger Anteprima, una nuova prospettiva per i giochi di ruolo

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Camilla Colombo

Tempo di lettura: 5 minuti

Cosa succede quando la modalità di combattimento a turni inciampa nella manipolazione temporale?
Apparentemente la risposta è una pluralità di realtà, ma nessuna sembra essere riuscita a far parlare tanto di se quanto Iron Danger: l’interessantissimo esperimento di Action Squad Studios che con il suo brillante sviluppo del combattimento tattico è riuscito a catturare l’attenzione di Daedalic Entertainment dando vita ad una collaborazione che ha portato alla realizzazione di un titolo unico nel suo genere.

Non sorprende l’inevitabile interessamento dello sviluppatore tedesco per i punta e clicca; difatti Daedalic è sicuramente oggi riconosciuta grazie a titoli quali la saga di Deponia, quella di Edna & Harvey e altre piccole perle dal forte impatto artistico, tra le quali ci sentiamo di ricordare il recente e sorprendente Felix The Reaper (del quale potrete trovare una recensione qui). Se però si è spesso percepita una sottile punta di stile e carattere “Monkey Islandiano” nei prodotti da loro direttamente generati, questa volta avremo a che fare con qualcosa che appartiene chiaramente ad altri e che comincia a raccontarci positivamente qualcosa sul giovanissimo team finlandese Action Squad Studios.

L’esperienza e l’inclinazione alla narrazione delle due case si sono così incontrate dando vita a qualcosa di insolitamente fresco e a tutti gli effetti unico.

Le redini alla storia

Come accennato, il punto forte di Action Squad Studios è sicuramente la narrazione e Iron Danger è pronto a dimostrarcelo con una storia elaborata e raccontata nel modo più adeguato al suo genere. Nonostante non sembri emergere nessun risvolto innovativo, i numerosi elementi e richiami adottati per la costruzione della trama, molti dei quali ispirati all’affascinante folklore finlandese, risultano curati al punto da caratterizzare questo titolo in modo unico.

Nello specifico, vestiremo i panni della protagonista Kipune, una ragazzina che grazie ad un potere cosmico ricevuto in punto di morte, avrà la possibilità di salvare gli esseri umani da una terribile guerra che imperversa tra la città di Kalevala, avamposto degli umani che si sono ribellati alle divinità rinunciando così alla loro protezione, e i regni del nord, guidati dalla regina Lowhee, entrambi in lotta per contendersi il potere di forze misteriose che si stanno risvegliando in un mondo dai tratti tipicamente fantasy che offrirà svariati e incantevoli scenari da esplorare.

Questo potere, affidatoci da una creatura divina, ci permetterà di riavvolgere il tempo, di fermarlo e di manipolarlo per modificare gli avvenimenti e tenere a debita distanza la morte, attirando però l’inevitabile attenzione di soggetti che senza scrupoli tenteranno di impossessarsene. Sopravvissuta ad un misterioso attacco al suo piccolo villaggio natale, cominceranno per Kipune un lungo viaggio e un intenso addestramento.

Oltre il tempo e la morte

Iron Danger è a tutti gli effetti considerabile un RPG (gioco di ruolo) strategico a turni multipli: questo significa che nello stesso turno potremo controllare le azioni di più personaggi e per farlo avremo la possibilità di viaggiare avanti e indietro, a piacimento, lungo una linea temporale circoscritta che guida gli estremi del tempo reale. A tutti gli effetti il gioco stesso e la pratica saranno sicuramente molto più chiari delle parole, quello che è interessante comprendere in questa sede sono le dinamiche di manipolazione del tempo nelle fasi di combattimento.

Ogni personaggio che, in base agli avvenimenti narrativi, parteciperà alla nostra squadra avrà diverse abilità a sua disposizione; ciascuna di esse avrà un suo tempo di ricarica, un suo effetto specifico, una sua gittata e potrà interagire in modo differente con l’ambiente circostante. Sostanzialmente le caratteristiche di queste abilità sono le stesse dei classici MMORPG, anche se nel nostro caso non potremo personalizzare la classe dei personaggi in gioco. La modalità di apprendimento di queste abilità è strettamente collegata al livello del personaggio: ogni level-up consentirà di apprendere o potenziare un talento, permettendoci di navigare in un ampio spettro di stili di gioco differenti e, soprattutto, di combinazioni.

Lo sviluppo del gioco è basato sulla successione di livelli, considerabili come singole missioni, alla fine dei quali avremo modo di visionare un riepilogo e potremo scegliere se proseguire nella storia o se ripetere la porzione di gioco appena conclusa: qualsiasi scelta faremo, non ci sarà spazio per il farm o il grind compulsivo e la progressione del personaggio sarà strettamente correlata all’avanzamento nella storia del gioco.

In ogni livello saranno presenti svariati puzzle e non mancherà l’occasione di affrontare diversi gradi di nemici, dai più comuni, agli élite a veri e propri boss ciascuno dei quali interagirà con noi ogni volta in modo diverso, reagendo in base ai nostri spostamenti e alle nostre azioni. La conseguenza di questa reazione è una grandissima probabilità di fare mosse sbagliate ed è proprio per questo che la scelta di rallentare i ritmi di gioco con un sistema di combattimento a turni risulta estremamente azzeccata. Grazie al nostro potere potremo riavvolgere il tempo fino a 5 secondi, ciascuno dei quali definito “heartbeat”, e modificare secondo per secondo i nostri movimenti e le nostre azioni, per riuscire ad uscire vincenti da ogni situazione.

Un’atmosfera vincente

Sebbene per tutto ciò che riguarda il comparto tecnico Iron Danger  sembra voler tendere verso l’innovazione, è evidente che i suoi creatori abbiano bene in mente l’efficacia del tradizionalismo. L’anima del gioco è infatti rivestita da un aspetto classico ed intramontabile che, grazie alla sovrapposizione di fantasy, magia e steampunk, evoca una forma simile a quella di un indimenticabile Final Fantasy VI.

L’atmosfera assume quindi un ruolo fondamentale per la credibilità di questo titolo, contribuendo a suscitare un piacevole senso di familiarità in mezzo ad un discreto quantitativo di insolite nozioni e all’inevitabile necessità di sperimentazione che accompagnerà gran parte della nostra esperienza di gioco. Questa corretta intuizione è sostenuta, a sua volta, da una grafica piacevolmente curata e da uno stile visivo che si rifà ai grandi successi isometrici quali Baldur’s Gate o Pillars of Eternity, vestiti per l’occasione coi poligoni di Fable.

Nulla sembra essere lasciato al caso, ogni dettaglio invoca attenzione e per essere davanti a quello che potremmo a tutti gli effetti considerare un debutto, risultano innegabili gli sforzi fatti per creare qualcosa che potesse far parlare di sé e riuscisse a distinguersi da ogni competitor o predecessore.

Un titolo per pochi

Il sacrificio della dinamicità del gameplay, inserito in un contesto in cui le preferenze del pubblico sembrano sempre più orientarsi verso la frenesia, è una scelta consapevolmente penalizzante e che incontra l’interesse di una porzione ridotta di videogiocatori, più avvezza e abituata alla logica e alla strategia. Risulta quindi difficile esprimere un giudizio universale, ma è indubbio che per gli amanti del genere e delle sfide incalzanti questo sia un titolo quasi imperdibile. La difficoltà del gioco non è un dettaglio trascurabile, capiterà infatti di trovarsi a dover ripetere interi livelli a causa di troppi errori, ma ogni tentativo ha il vantaggio di non essere mai uguale al precedente.

Un po’ per il coraggio e la fermezza degli sviluppatori e un po’ per gli ottimi risultati che l‘equilibrio tra la strategia statica e la vivacità del combattimento in tempo reale è riuscito ad ottenere, ci sentiamo comunque di consigliare di dare una possibilità a questo titolo nel caso in cui l’atmosfera riesca a fare il suo effetto.

In ogni caso, le premesse per la crescita e lo sviluppo di Action Squad Studio sono promettenti e siamo più che sicuri che il futuro ci riserverà delle sorprese da parte loro!

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