Il CEO di Take-Two non sarebbe convito dei vari servizi ludici in abbonamento

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Andy Bercaru
Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

Appassionato del mondo videoludico e della tecnologia già da quando era un bimbo in Beta Testing. Ama i giochi quasi quanto il Wrestling ed il Metalcore!

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Con l’avanzare degli anni, vediamo sempre più spesso come la tecnologia non sembra voler restare ferma e salda su una posizione. Infatti l’evoluzione, spesso e volentieri, riesce a prendere in “sopravento” su ogni ramo dell’industria, portando essi ad sperimentare nuove opportunità. Anche il lato ludico del mercato sembra seguire questo principio da anni, portandosi avanti con il flusso di pensieri. Solo in questi ultimi 10 anni abbiamo visto come varie compagnie avrebbero puntato su tecnologie o servizi nuovi, in grado di cambiare drasticamente la vita di un giocatore.

Il futuro sembra voler focalizzarsi su una marea di evoluzioni, ma sicuramente le più ovvie e concrete riguarderebbero i servizi in abbonamento. Compagnie come Microsoft, Electronic Arts, Google, Sony e Ubisoft avrebbero già compiuto il grande passo, dimostrandoci che probabilmente il futuro verrà dominato da questi vari abbonamenti ludici. Se da un lato, moltissimi giocatori e compagnie vedrebbero di buon occhi la situazione, molti altri ancora sarebbero scettici all’idea di sfruttare vari abbonamenti.

Tra le persone non del tutto convinte di questo lato di mercato, figurerebbe anche il CEO di Take-Two Strauss Zelnick. Stando a Zelnick, questo “metodo” di guadagno, a lungo andare non farebbe altro che “far male” a varie compagnie. Moltissimi giocatori preferiscono sfruttare poche opere alla volta, scegliendo spesso e volentieri solo 1 o 2 servizi alla volta, lasciando così gli altri a “marcire”. Stando al CEO, questa particolare tattica non porterebbe mai ad avere delle compagnie vincenti.

Insomma, dichiarazioni forti da parte di Strauss, ma sicuramente molto “enigmatiche” e non del tutto chiare. Da un lato possiamo capire la perplessità del CEO, ma non riusciamo a capirla a pieno. Fateci sapere come la pensate voi su questi servizi, e se siete (o meno) d’accordo con Zelnick, come sempre, nella sezione dei commenti!

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