HyperParasite Recensione, un parassita che non arriva al punto

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Giuseppe Licciardi
Nato con un pad nella mano sinistra e un mouse nella destra. Ancora non si conosce la sua vera provenienza, molti pensano faccia parte di un' antica razza aliena che mira a divulgare il videogioco come arte. Per ora si sa solo che studia per diventare Ingegnere Informatico, ma forse è solo una scusa per mimetizzarsi tra gli essere umani.
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Nato con un pad nella mano sinistra e un mouse nella destra. Ancora non si conosce la sua vera provenienza, molti pensano faccia parte di un' antica razza aliena che mira a divulgare il videogioco come arte. Per ora si sa solo che studia per diventare Ingegnere Informatico, ma forse è solo una scusa per mimetizzarsi tra gli essere umani.

Tempo di lettura: 6 minuti

Corrono gli anni 80, per le strade risuonano le sirene della polizia, Billie Jean è nella top list di ogni paese e il sogno americano è più vivo che mai. I film su energumeni tutti pistole e muscoli, riempiono le sale dei cinema e i salotti delle case. La trama delle pellicole era una sola, la popolazione era in pericolo, il presidente chiama a rapporto il muscolare di turno che deve salvare il mondo. Cosa manca per poter arrivare al massimo del clichè? Ovviamente una colonna sonora vaporwave che miri ad entrarti in testa ad ogni costo anche se non vuoi. Credo che chiunque abbia visto almeno una volta uno di quei film, ricorda frasi o scene a memoria. Oppure pensiamo a quante volte abbiamo fatto citazioni a Kung Fury, che rappresenta il mix perfetto di quei tempi. Tutto questo, per portarvi all’attenzione di quanto i clichè di quei tempi, se usati bene possano portare a contenuti che ti fanno drizzare le antenne e ti fanno esclamare “figata pazzesca”. Lasciandoci trasportare all’interno di un tunnel costellato da uomini nerboruti con sottofondo touch me di Samantha Fox. Insomma sicuramente non una bella visione per tutti, ma questa è la realtà. Cosa dovrebbe fare quindi un titolo odierno per riuscire a calcare bene su questi aspetti e portarvi le stesse sensazioni? Semplicemente avere una vera anima da classico anni 80. E in questo HyperParasite poteva riuscirci magari invertendo le parti, invece purtroppo non riesce ad aprirci la porta per il tunnel degli anni 80. Scopriamo insieme perché.

Nel panorama videoludico moderno, sono stati tanti i titoli che hanno cercato di emulare i tempi che furono, fatti di grande nostalgia che profuma di Napalm, diciamocelo chi non ama l’odore del Napalm al mattino? Basti ricordare titoli come Broforce, che prende di pari passo una semplice trama di quei film cosi lontani da noi, ci mette alla guida di omini nerboruti che hanno le fattezze dei grandi attori del passato e siamo pronti a far fuori eserciti interi di soldati, senza alcun aiuto, se non con il nostro amato mitra che “non ha bisogno di ricaricarsi”. Tutto questo negli anni ha portato ovviamente ad una riscoperta, dettata principalmente dalla nostalgia, non solo per quel periodo, ma anche per quelli successivi. Pensiamo ad esempio a tute le operazioni di remastered fatte negli ultimi due anni, con i vari Crash, Medievil, o titoli più piccoli come l’appena uscito Panzer Dragoon. Insomma, come è chiaro da tempo, viviamo in un periodo in cui la nostalgia la fa da padrona, non solo nell’ambito videoludico, ma in tutto quello che ci circonda. Il titolo di cui parliamo oggi è quello che ci piacerebbe definire, l’inverso di quei film che abbiamo visto fino ad ora, con alieni che invadono la terra ed eroi pronti a salvarla. In questo caso dovremmo essere noi a “mangiare” tutto e scappare da chi vuole difendere il pianeta.

SALVARE IL PRESIDENTE!

Siamo un parassita pronto ad infettare il pianeta terra, e nessuno può fermarci, ma proprio nessuno almeno che non si tratti di venditori di giornali o senza tetto. Si è proprio cosi, il nostro scopo principale è quello di infettare il presidente degli Stati Uniti e prendere il controllo delle bombe atomiche, per poter distruggere il pianeta terra (da qualche parte l’abbiamo già sentita questa trama comunque). Il tutto ovviamente non passerà inosservato agli occhi..o meglio, occhio del presidente, che darà libero accesso di acquisto di armi ai cittadini, facendo partire letteralmente una caccia al parassita, facendo cosi inevitabilmente finire lo stato in una situazione di caos e panico totale.

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hyperparasite

I toni del titolo sono ovviamente tutti rimandi a quelle atmosfere descritte all’inizio di questa analisi, non trattate forse nel migliore dei modi, un pò anche dovuto sicuramente alla natura rogue-like del titolo che non da grosso spazio alla narrazione. Anche se giustamente in un titolo di questo genere ci si aspetta invece un gameplay più solido, rispetto ad una trama o un livello artistico di alta gamma. Ovviamente non sempre le operazioni riescono, e nella maggior parte dei casi non sempre disturbare i gloriosi anni 80 ripaga. E in questo HyperParasite ne è forse l’esempio più lampante di questi ultimi mesi. Non è detto infatti che la riuscita della nostra missione sia cosi semplice, o meglio, magari nel mondo reale se qualche parassita intelligente scendesse sul nostro pianeta e si trovasse costretto a combattere contro un senza tetto con il carrello è molto probabile che l’umanità abbia i giorni contati.

UN PARASSITA USCITO DA UN DISCOUNT

All’interno del titolo potremmo prendere le sembianze di diversi “loschi figuri” i quali avranno a disposizione diverse abilità che ci permetteranno di proseguire più o meno facilmente all’interno dei dungeuon proposti dal titolo. Ognuno di essi sarà però da sbloccare all’interno di una camera nello shop che si trova ad ogni livello. Il tutto sarà fatto tramite la sconfitta del mini boss di turno e portando il suo cervello in giro per la mappa fino ad arrivare alla stanza criogenica che ci permetterà anche di salvare il corpo in cui siamo in quel momento per poi riprenderlo in seguito.

E qui si cominciano a notare le prime difficoltà del titolo. In forma parassita infatti i nostri danni saranno moto bassi e sarà molto difficile riuscire a buttare giù i nemici e la difficoltà aumenta ancora di più se vogliamo scontrarci contro i mini boss disseminati all’interno della mappa, arrivando a livelli di frustrazione altissimi sopratutto se si incontrano i mini boss più forti che già dal primo livello risultano altamente sbilanciati. Lo sbilanciamento generale della difficoltà del titolo, porta indubbiamente ad un calo dell’interesse nel portare a terminare completamente il piano, e di rushare fino al prossimo boss che ti lasci poi passare verso la prossima zona. In linea di massima in HyperParasite non ci verrà mai la voglia del completamento al 100% almeno che non siate giocatori famelici e pronti a ricominciare da zero più volte.

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HYPERPARASITE…MA SENZA EVOLVERSI

Il titolo ovviamente, come ogni rogue-like ci permette di avere a disposizione una grande varietà di power-up disponibili ad ogni piano che principalmente si dividono in due categorie. I primi sono quelli che è possibili raccogliere da terra in pozze bluastre che ci permetteranno di aumentare la nostra “forza fisica”, il nostro scudo o la vita. I secondi invece son quelli che vengono resi disponibili all’interno dello shop, che anche in questo nella maggior parte dei casi avranno prezzi alquanto improponibili, e non ci sarà possibile comprarli perché durante la pulizia delle stanze non abbiamo raccolto abbastanza soldi.

Di conseguenza dovremmo magari accontentarci di aggiungere un livello al danno fisico per tutto il piano e sperare di non incontrare un mini boss che ci faccia fuori prima del tempo. Lo sbilanciamento presente all’interno del titolo, non ci permette infatti di poterci tranquillamente sedere sul divano e goderci la partita, il livello di difficoltà sarà chiaro fin da subito, la difesa dei boss sarà altissima e sopratutto i nostri attacchi sembra che facciano soltanto il solletico. Non si riuscirà mai a capire se siamo noi ad essere scarsi al titolo, o magari è lui ad essere troppo per noi, un pò come quando ai tempi non riuscivamo a superare il tutorial di Demon Souls insomma.

UN PARASSITA ABBASTANZA FLUIDO

Per quanto riguarda il lato tecnico, HyperParasite è comunque un titolo in linea con il prezzo al quale viene venduto e sopratutto per quello a cui punta, cioè essere un gioco da giocare magari in portabilità in quelle giornate in cui si vuole stare tranquilli sul divano, a patto che però riusciate a non innervosirvi quando avrete a che fare con i boss di fine zona, o con i mini boss. Il tutto ovviamente condito da una scelta stilistica quanto più vicina possibile ai fasti degli anni 80, in cui i “muscular man” la facevano da padrona e nel quale ci potremo ritrovare non poche citazioni ai film e alla cultura di quei tempi. La colonna sonora è comunque molto anonima non c’è una grande scelta stilistica per i suoni e per le ambientazioni, dato che ovviamente il titolo non vuole puntare sul lasciare il giocatore meravigliato per quell’aspetto.

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hyperparasite

In conclusione HyperParasite rappresenta un operazione di nostalgia, che magari aveva l’intenzione di dare sfoggio di alcuni tratti distintivi delle produzioni videoludiche degli ultimi tempi. Il fattore anni 80, sicuramente non riesce a colpire e sicuramente non copre quelle che sono grandi lacune a livello tecnico e del gameplay. È caldamente consigliato di assumere il titolo in piccole dosi, magari accompagnato da una bella tazza di camomilla con melatonina.

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HyperParasite

14.99
5.2

Gameplay

5.0/10

Grafica

5.0/10

Trama

2.0/10

Longevità

8.0/10

Colonna sonora

6.0/10

Pros

  • Rigiocabilità

Cons

  • Sbilanciamento generale
  • Poca varietà

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