Hotshot Racing Anteprima, si torna in pista negli anni ’90

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Giuseppe Licciardi
Nato con un pad nella mano sinistra e un mouse nella destra. Ancora non si conosce la sua vera provenienza, molti pensano faccia parte di un' antica razza aliena che mira a divulgare il videogioco come arte. Per ora si sa solo che studia per diventare Ingegnere Informatico, ma forse è solo una scusa per mimetizzarsi tra gli essere umani.
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Nato con un pad nella mano sinistra e un mouse nella destra. Ancora non si conosce la sua vera provenienza, molti pensano faccia parte di un' antica razza aliena che mira a divulgare il videogioco come arte. Per ora si sa solo che studia per diventare Ingegnere Informatico, ma forse è solo una scusa per mimetizzarsi tra gli essere umani.

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Ve li ricordate quei momenti in cui si chiedeva di cambiarci le monetine al gestore del bar perché non avevamo abbastanza 500 lire da poter “buttare” all’interno degli arcade, e vi ricordate come andava a finire nella maggior parte dei casi? Si, che in un modo o in un altro non riuscivamo mai a concludere i giri di pista perché scadeva il tempo. Eravamo fin troppo presi dal cambio manuale e dalla sensazione di star guidando una vera macchina. Quanti patrimoni spesi dietro a Sega Rally in versione arcade. Eppure da un po’ sembra che quelle sensazioni non riescano a tornare con i titoli di guida moderni. La gara al realismo e alla perfezione tecnica ha un po’ minato il divertimento. Sicuramente non è un male, anzi è anche grazie a titoli molto più simulativi che il mercato di quei generi è cresciuto fino a diventare un vero e proprio business proficuo che sta prendendo sempre più piede anche tra i professionisti che scelgono anche titoli più commerciali per simulare le loro gare. Ma non c’è qualcosa che vi manca in tutto questo? Non c’è qualcosa che chiedete anche durante la personalizzazione in Assetto Corsa, o nell’ultima incarnazione di Formula 1? Crediamo proprio di si, ovvero la spensieratezza di non dover pensare a fare il giro migliore, a non dover stare attenti agli scontri con le altre auto e soprattutto il divertimento con i vostri amici nel cercare di superarli nei modo più disparati. Ecco, questo è quello che ci ha regalato Hotshot Racing all’interno della nostra prova, allacciate le cinture perché stiamo per descrivervi un titolo che è un completo tributo agli anni 90.

I ragazzi di Lucky Mountain Games sono riusciti a dare una vera impronta arcade ad un titolo che riesce a portarvi indietro nel tempo, non solo per i colori e lo stile grafico, ma anche per la tipologia di gameplay e di feeling che si ha durante la guida. Dalle stesse parole del team si percepisce la passione e l’amore verso la propria creatura che dopo tanti anni finalmente vede la luce. Uno stile di guida sempre frenetico e con tanta grinta che riesce sicuramente a coinvolgere anche chi non bazzica nel genere automobilistico, anzi è proprio questa tipologia di giocatore che sicuramente riuscirà ad apprezzare a pieno le potenzialità di un titolo cosi tanto derivativo. A partire dalla selezione del tracciato e della nostra vettura non potremo fare altro che ammirare come ogni scelta sia stata fatta per strapparci un sorriso. All’interno di Hotshot racing sono infatti disponibili tantissimi tracciati ognuno diverso dall’altro, non solo per curve e rettilinei ma anche per la varietà di design e di dettagli. La scelta stilistica fatta ovvero quella di una voxel art più spinta è la voglia di voler riprendere un po’ le atmosfere di Virtua Racing, puntando tutto su un gameplay arcade solidissimo.

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hotshot racing

Modello Hotshot Racing

Non è sempre detto che un titolo che sa cosi tanto di tributo agli anni 90, diventi anche un buon cult e che soprattutto faccia divertire cosi tanto i giocatori. Questo perché nella maggior parte dei casi in questi titoli, se non è il design a catturare lo è il gameplay e la quantità di personalizzazione messa in campo dal team di sviluppo. In questo il titolo di Lucky Mountain riesce a pieno, soprattutto nella varietà di scelte. A partire dalle autovetture. Ogni volta infatti abbiamo difronte a noi una vasta scelta di personaggi e di auto su cui possiamo fare affidamento. Ogni protagonista ha infatti a disposizione quattro auto tra cui scegliere, ognuna diversa dall’altra sia per prestazioni che per design. E in questo il lavoro fatto dal team è sicuramente egregio, non è infatti normale trovarsi una quantità cosi alta di veicoli in un titolo di questo calibro. Se questo non è abbastanza, si potrà anche personalizzare ogni vettura a nostro piacimento grazie al negozio interno che ci permette di acquistare personalizzazioni estetiche per ogni auto. Come detto in precedenza ogni veicolo si distinguerà per velocità, accelerazione e drift.

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L’ultimo di questi tre è sicuramente una delle qualità da tenere sott’occhio, poiché è proprio qui che il modello di guida del titolo da il massimo. Durante le gare sarà infatti il drifting che farà la differenza e riuscire a padroneggiare quest’arte non sarà alquanto semplice, sopratutto se scegliamo un auto che predilige la velocità. Tramite le nostre derapate sarà infatti possibile riempire la barra del turbo che combinato con sterzate perfette ci permetterà di essere sempre un passo avanti agli altri. Ma questo non è semplice da fare, anzi nelle prime gare sarà molto difficile da padroneggiare, ma con l’esperienza e dopo le prime ore di gioco sarà sicuramente molto più semplice gestire il drifting e riuscire a trovare i tempi giusti di sterzata e di accelerazione. Tutto in linea con quello che sembra essere un giusto bilanciamento di divertimento e di difficoltà in sistema di guida che convince per un titolo arcade che non mira alla simulazione pura.

Non solo Grand Prix

Come detto in precedenza lo stile di Hotshot Racing rappresenta e incarna perfettamente quello dei titoli arcade degli anni 90, ma sicuramente non si limita nelle scelte originali che mirano ad offrire una quantità di divertimento smisurato con le altre modalità oltre alle semplici corse nei gran premi. Sarà infatti possibile giocare ad altre due modalità “Guardia e Ladri” e ” Guida o Esplodi”, tutte ovviamente giocabili sia in modalità split screen fino a quattro giocatori, sia online fino ad un massimo di otto giocatori.

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Nella prima come ci suggerisce il nome verremo divisi in due squadre e la polizia avrà il compito di “catturare” i ladri che dovranno correre a più non posso per non farsi speronare e trasformarsi poi anch’essi in macchine della polizia. È molto simile ad una modalità infetto che si trova in molti titoli, ma che portata in un gioco di corse risulta divertente e alquanto originale da giocare, soprattutto in compagnia di amici. La seconda modalità è invece letteralmente una corsa contro il tempo per cercare di mantenere sempre una certa velocità sotto la quale non bisogna scendere sennò si esplode letteralmente. Insomma una grande scelta di contenuti che si va ad aggiungere all’ottimo sistema di guida arcade creato ad hoc per il titolo.

In conclusione questa prima prova di Hotshot Racing ci ha lasciato molto soddisfatti, non solo per il divertimento del titolo, ma anche per il feeling che il sistema di guida riesce a trasmettere sopratutto nella modalità più classica. I ragazzi di Lucky Games ancora non hanno una data di uscita, ma per ora la finestra di lancio rimane quella di questa estate. Speriamo di poter giocare presto alla versione finale del titolo.

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Intanto se siete affascinati da Hotshot Racing, potete aggiungerlo alla vostra Wishlist su steam.

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