Anteprime
Camilla Colombo

Tempo di lettura: 5 minuti

Tra le tante anteprime disponibili al Post E3 di Nintendo, tenutosi a Milano, una delle più interessanti è sicuramente stata quella di Silksong, un metroidvania souls-like atmosferico. Il motivo dell’interesse deriva soprattutto dal successo ottenuto dal suo predecessore: Silksong sarà infatti il sequel del piccolo capolavoro firmato Team Cherry, ovvero Hollow Knight.

Quest’ultimo titolo è stato per molti il miglior platform, side-scroller e, più ingenerale, il miglior gioco indie rilasciato nel 2017.

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L’impresa che permette di attribuirgli tutte queste etichette è sicuramente stata quella di riuscire brillantemente a coniugare un gameplay bidimensionale frenetico, ma piacevolmente scorrevole, ad un comparto artistico di impressionante rilievo.

E non solo: a questo connubio si accompagnano la vastità del mondo esplorabile, la varietà di npc, boss e mob, una trama sublimata dal ventaglio di singolari ambientazioni dal level design unico e una sorprendente durabilità di gioco.

Con queste premesse (giocare per credere) possiamo passare alle prime impressioni derivate dalle due demo di Silksong disponibili, un po’ più consapevoli del peso specifico che grava sulle spalle di questo erede.

Demo introduttiva

La prima demo ci ha permesso di assistere a quello che sarà l’inizio del gioco. Questa volta vestiremo i panni di Hornet, principessa e protettrice di Hallownest (in italiano Nidosacro), il regno dove è ambientato Hollow Knight, ma nel quale la neo protagonista ricopriva un ruolo secondario come NPC rivale.

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L’esperienza inizia con un video introduttivo che ci mostrerà Hornet catturata da bizzarri insetti e trasportata in un panorama che risulterà familiare a chi ha già approcciato Hollow Knight. Improvvisamente, una forza misteriosa le permetterà di utilizzare il suo potere per liberarsi, facendola però precipitare nelle profondità di Pharloom, terra lontana e ignota dove avrà inizio la sua nuova avventura.

È qui subito necessario evidenziare un importante parallelismo tra il primo e il secondo capitolo: se infatti lo scopo di Hollow Knight era quello di scendere negli oscuri abissi, questa volta sembra proprio che dovremo risalire verso la superficie.

Mossi i primi passi, un’altra differenza che salta immediatamente all’occhio è il range d’azione di Hornet, che grazie al suo Ago risulta essere più ampio e rapido rispetto a quello del piccolo Cavaliere; questo però è compensato da un hitbox in input leggermente più grande dovuto alle sue maggiori dimensioni.

Inoltre, se il Cavaliere nel primo titolo riempiva un contenitore di anime sconfiggendo i nemici, questa volta avremo a che fare con un fuso di Seta che sembra mantenere la stessa funzionalità: il consumo di stack di Seta, permette infatti di utilizzare mosse speciali e di recuperare vita, ma a differenza di Hollow Knight il tempo di ricarica è inferiore e verranno ripristinate tre maschere alla volta invece di una soltanto.

Dopo essere precipitati, l’area in cui ci ritroveremo sarà Moss Grotto, caratterizzata dalla prevalenza di verde e muschio. Basterà un po’ di esplorazione e raggiungeremo agevolmente il primo Boss: Moss Mother, una fiorita ape regina.

Come spesso accade, le prime fasi di gioco sono abbastanza semplici per permettere al giocatore di prendere confidenza con i comandi e con il gameplay. Non sarà quindi un’impresa battere questo Boss, ma come chi ha giocato Hollow Knight ben saprà, non potremo adagiarci sugli allori per molto.

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Demo avanzata

La seconda demo disponibile, infatti, ci porterà in una fase più avanzata e non meglio identificata del gioco, che si sviluppa nei Deep Docks, un ambiente molto meno accogliente rispetto al precedente, caratterizzato da acciaio e colate laviche.

Ricordiamo che uno dei caratteri tipici dei Metroidvania, genere ispirato ai pilastri di Nintendo: “Metroid” e “Castlevania”, è quello di poter ottenere mano a mano (generalmente in seguito alla sconfitta del Boss dell’area) abilità o oggetti che permetteranno di raggiungere zone prima inaccessibili. A questo proposito, Hornet avrà un’abilità innata che le permetterà fin da subito di appendersi alle sporgenze.

In questa seconda demo, invece, avremo già modo di scattare in avanti e utilizzare una mossa speciale molto nota ai veterani, che consente di consumare Seta per scagliare velocemente in avanti il nostro Ago.

Qui il ritmo di gioco è notevolmente più incalzante rispetto alle fasi iniziali, soprattutto perché entreremo nell’ottica “puzzle” che caratterizza ogni area, basata su un sistema di chiavi e passaggi nascosti. I nemici, inoltre, saranno molto più complessi ed evoluti a seconda delle abilità che abbiamo acquisito.

D’altra parte avremo modo di entrare in contatto con una importante novità relativa alla valuta del gioco: già nel primo titolo, per acquistare oggetti, reliquie e potenziamenti dai vari venditori e fornitori, si utilizzavano i Geo, monete droppate prevalentemente dalle uccisioni. In questo secondo titolo le valute saranno invece di due diversi tipi: i rosari e i frammenti di guscio, questi ultimi utilizzabili per il craft. Solo i rosari verranno azzerati una volta perse tutte le vite.

Anche qui è possibile affrontare il Boss della zona: Lace, uno spadaccino diafano. Chiaramente, rispetto al precedente combattimento, questo è risultato essere molto più difficile, soprattutto in considerazione del salto netto di sviluppo e trama. La sua sconfitta (o la nostra) comportano in ogni caso la fine della demo.

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Le impressioni

Da questi brevi momenti è già possibile ammirare la cura dei dettagli che Team Cherry dedica ad ogni sfaccettatura dei suoi titoli e le aspettative, nonché il desiderio di avere Silksong tra le mani, sono sempre più grandi.

Ci teniamo a ricordare che gli sviluppatori australiani che compongono il team sono solamente tre ed è sorprendente come siano riusciti così agevolmente a far appassionare alla loro creatura tutti i tipi di videogiocatori.

In ogni caso, questa anteprima ha confermato che sono stati possibili dei miglioramenti rispetto ad Hollow Knight e la cosa ha sicuramente alleggerito il lecito dubbio che potesse sembrare quasi utopico riuscire a realizzare un prodotto abbastanza differente da potersi considerare un titolo stand alone.

La data di rilascio di Silksong non è ancora stata annunciata, ma si presume che sarà in corrispondenza dell’ultimo quarto di quest’anno e noi non vediamo l’ora.

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